Lexipedia

Quadri Lorenzo · Nationalrat · 2026-03-05

Quadri Lorenzo · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-05

Wortprotokoll

L'iniziativa per la neutralità - ormai è un po' che lo sentiamo - mira a ripristinare la neutralità integrale che la Svizzera ha praticato per lungo tempo. È proprio per questo motivo che la formulazione proposta dagli autori dell'iniziativa è dettagliata - perché la definizione della neutralità non deve lasciare spazio ad interpretazioni.

Il tema della neutralità diventa attuale in periodi di conflitto, come questi che stiamo purtroppo attraversando ora. Perché è facile essere neutrali quando tutto è tranquillo; quando invece il contesto geopolitico si complica la musica cambia.

Allo scoppio della guerra in Ucraina il Consiglio federale e le maggioranze politiche hanno ceduto pressoché subito alle pressioni provenienti da Bruxelles e Washington. Quel che poi è seguito è noto, a partire dalla ripresa automatica - ecco il concetto che si sta diffondendo - dei pacchetti di sanzioni dall'Unione europea contro Mosca; quelli che avrebbero dovuto mettere in ginocchio la Russia nel giro di poche settimane. Ma di fatto sono passati oltre quattro anni e la guerra continua.

La credibilità internazionale della Svizzera ne ha risentito ben presto. Il nostro Paese può giocare un ruolo sulla scena internazionale e può essere utile alla ricerca della pace nel mondo solo come mediatore neutrale. Una Svizzera non neutrale ma schierata con un blocco perde il proprio peso. Per essere neutrali davvero non basta dichiararsi tale. La neutralità non può essere autocertificata. Si è neutrali se si viene riconosciuti come tali dal resto del mondo. Dallo scoppio della guerra in Ucraina, la Svizzera non è più percepita in questo modo.

L'iniziativa per la neutralità è dunque indispensabile per ricostruire quello che è andato smantellato. I motivi per sostenerla, inserendo nella Costituzione la neutralità integrale e permanente, così come descritta nel testo dell'iniziativa popolare, sono molteplici: la coerenza con la tradizione storica del nostro Paese; la credibilità della Svizzera quale mediatrice e fornitrice di buoni uffici; la Ginevra internazionale, che senza neutralità perderebbe la sua ragione di essere; la sicurezza, ossia evitare di diventare un bersaglio e di entrare in logiche di blocchi contrapposti; l'indipendenza dalla politica estera dell'Unione europea - sempre che ne abbia una e se sì quale, ma questo è un altro discorso - e dell'OTAN; la tutela della piazza finanziaria, poiché le sanzioni generano incertezza per gli investitori e per chi affida patrimoni al nostro Paese; la riduzione delle pressioni estere e da ultimo la neutralità anche come elemento di identità e di coesione nazionale. Di questo patrimonio che per lungo tempo ha garantito alla Svizzera sicurezza, prosperità e anche prestigio, oggi non resta molto.

Il Consiglio degli Stati propone un controprogetto all'iniziativa, ma chiaramente si tratta di un controprogetto non soddisfacente, perché la neutralità verrebbe sì inserita nella Costituzione federale, ma si tratterebbe di una neutralità elastica, quindi di fatto di una non neutralità - in sostanza la legittimazione, la perpetuazione della situazione attuale. Certamente questo non può soddisfare gli autori dell'iniziativa che ovviamente hanno raccolto le firme non per confermare lo stato di cose esistente, bensì per cambiarlo. Inoltre, il controprogetto, se approvato, non porrebbe fine alla strisciante adesione all'OTAN attualmente in corso, ma al contrario. La legittimerebbe, le spianerebbe la strada.

Invito quindi a sostenere l'iniziativa perché neutralità significa anche autonomia e sovranità. Sono concetti che procedono di pari passo.