Marchesi Piero · Nationalrat · 2026-03-05
Marchesi Piero · Nationalrat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-05
Wortprotokoll
Oggi non stiamo votando un articolo di legge, stiamo decidendo se la Svizzera vuole rimanere la Svizzera. L'iniziativa sulla neutralità chiede una cosa chiarissima: niente alleanze militari, niente guerre per conto di altri, niente sanzioni economiche contro Stati in guerra salvo le decisioni dell'ONU, un esercito forte per difenderci e una Svizzera che offre dialogo e buoni uffici. Tutto qui. Non è estremismo, è buonsenso.
Per secoli la neutralità è stata il nostro scudo. Un piccolo Paese in mezzo alle grandi potenze ha una sola possibilità, non farsi trascinare nelle loro risse. Se due giganti litigano, il piccolo che si mette in mezzo non diventa un eroe, diventa una vittima. La nostra neutralità non è nata per moralismo, è nata per sopravvivere e ha sempre funzionato. Ma negli ultimi anni abbiamo iniziato a giocare con le parole: neutralità attiva, neutralità cooperativa, neutralità flessibile. Ogni nuovo aggettivo ha significato una sola cosa: allineamento e progressiva rinuncia alla nostra essenza.
Dal 2022 la Svizzera ha ripreso integralmente e in modo acritico le sanzioni contro la Russia. Lo dico con chiarezza: io ero contrario, non perché giustifichi un'aggressione, ma perché uno Stato neutrale non partecipa a guerre economiche, soprattutto quando queste sanzioni non producono dei risultati tangibili. L'Unione europea e il Consiglio federale - adesso sempre attentamente allineato - ci avevano detto: "le sanzioni fermeranno la guerra", "metteremo la Russia di Putin in ginocchio". La guerra non si è fermata. Si è solo allungata, e la lista dei morti continua ad estendersi. E la Svizzera ha perso qualcosa di molto prezioso: parte della sua credibilità internazionale.
Pochi mesi fa gli Stati Uniti hanno prelevato con la forza il presidente del Venezuela Maduro dalla sua abitazione per portarlo in America. Si dirà: "un dittatore in meno". Bene. Oggi assistiamo ad attacchi contro l'Iran da parte di Stati Uniti e Israele, azioni controverse e senza un mandato dell'ONU. Nel 2022 ci è stato detto che il criterio che aveva portato ad adottare le sanzioni contro la Russia era la violazione del diritto internazionale. Allora chiedo: per coerenza sanzioneremo anche gli Stati Uniti e Israele? No, e lo sappiamo tutti. Ecco la verità. La neutralità oggi viene applicata a seconda di chi abbiamo davanti. Se è un avversario geopolitico dell'Occidente, allora diventiamo durissimi e intransigenti. Se è un alleato dell'Occidente, diventiamo prudenti, pronti persino a dimenticare i principi enunciati poco tempo fa.
Questa non è neutralità, è politica a doppio standard, è ipocrisia. Il consigliere federale Cassis ama dire che la neutralità non significa indifferenza. È una bellissima frase, ma oggi dovremmo probabilmente dire che la neutralità, in Svizzera, l'applichiamo a dipendenza di chi ci troviamo di fronte. O vale sempre, o non vale. Se lasciamo al Consiglio federale il potere di reinterpretarla ogni volta secondo il vento geopolitico, tra qualche anno resterà solo la parola, non più il contenuto. E allora saremo semplicemente un piccolo Stato che segue il coro, che ripete ciò che è politicamente corretto, che [PAGE 188] partecipa alle guerre economiche degli altri e poi si stupisce perché perde il ruolo di mediatore.
La Svizzera non è un impero, non è una potenza militare. Non può permettersi il lusso delle crociate morali. La nostra forza è sempre stata un'altra: restare fuori, essere imparziali e parlare con tutti. La neutralità è il nostro scudo, è la nostra libertà, è la nostra indipendenza. Se la perdiamo non diventiamo più forti, diventiamo semplicemente irrilevanti. Per questi motivi, la neutralità deve essere chiaramente codificata nella Costituzione, togliendo il margine di apprezzamento a chi, come il Consiglio federale in primis, negli anni l'ha piegata alle convenienze del momento. Per questo vi chiedo di sostenere l'iniziativa - affinché la Svizzera ritorni ad essere neutrale davvero.