Chiesa Marco · Ständerat · 2026-03-10
Chiesa Marco · Ständerat · Tessin · Fraktion der Schweizerischen Volkspartei · 2026-03-10
Wortprotokoll
Permettetemi anche un ringraziamento a tutti i deputati che hanno ritenuto di discutere questo tema.
Non dobbiamo accettare il fatto che richiedenti l'asilo che violano le regole, molestano cittadini o commettono reati possano continuare liberamente, dai centri federali, a perpetrare questa delinquenza senza conseguenze immediate. Dobbiamo davvero dire alla popolazione che lo Stato non ha strumenti efficaci per intervenire prima che la situazione degeneri? Nel passato è degenerata molto spesso. Non dobbiamo lasciare i Cantoni e i Comuni da soli nell'affrontare i problemi che si sono creati dalle strutture della Confederazione.
È di questo che tratta la mozione che abbiamo oggi sui nostri banchi. Negli ultimi anni la situazione è peggiorata in modo evidente. I dati parlano chiaro: nel 2021 sono stati registrati qualcosa come 2995 reati commessi da persone in procedura d'asilo, ma nel 2022 erano già 3651, nel 2023 5945 e nel 2024 6147. Dunque, in soli tre anni il numero di reati è più che raddoppiato.
Questi reati non sono delle statistiche astratte, sono furti nei negozi, aggressioni, molestie, viaggi senza titolo di trasporto, danneggiamenti ma anche reati violenti. Sono episodi che avvengono nei quartieri attorno ai centri federali dove vivono famiglie, anziani, commercianti, gente che si guadagna la propria vita tutti i giorni. E qui sta il problema. Oggi mancano strumenti rapidi ed efficaci per intervenire contro i richiedenti l'asilo recalcitranti e plurirecidivi. Le misure attuali sono spesso puramente simboliche: riduzione della somma per le piccole spese, divieto di accesso a determinati spazi nel centro. Misure che non hanno alcun effetto deterrente. L'alternativa è il diritto penale ordinario con la carcerazione preventiva, ma tra una semplice sanzione disciplinare e la carcerazione preventiva esiste un vuoto evidente di strumenti.
Ed è esattamente questo vuoto che la mozione intende colmare. Prevedendo due misure limitate e proporzionate: un coprifuoco fino a dieci giorni oppure una detenzione fino a [PAGE 162] dieci giorni per i casi più gravi; misure temporanee, mirate, applicabili solo a chi viola le regole, mette in pericolo la sicurezza pubblica o è oggetto di un procedimento penale.
Il Consiglio federale sostiene che una tale misura costituirebbe una privazione della libertà incompatibile col quadro giuridico attuale. Ma questa obiezione, siamo chiari, ignora una realtà fondamentale. Limitazioni della libertà di movimento esistono già in diversi ambiti del diritto amministrativo svizzero, ad esempio nel diritto degli stranieri o nelle misure di polizia. La vera questione non è giuridica, è una questione di volontà politica di garantire la sicurezza pubblica.
Oggi la Confederazione gestisce i centri federali d'asilo, ma le conseguenze dei problemi di sicurezza ricadono sui Cantoni e sui Comuni. Sono loro a dover intervenire quando nei dintorni dei centri si moltiplicano furti, aggressioni o molestie. Questo, penso siamo tutti d'accordo, non è sostenibile.
Il Consiglio federale cita tavole rotonde, strategie, task force, progetti legislativi futuri. Ma mentre discutiamo di strategie per il 2027 o oltre, i problemi esistono già oggi. Le autorità locali chiedono strumenti concreti ora. Una politica d'asilo credibile deve proteggere chi ha bisogno di protezione, ma deve anche garantire che chi abusa del sistema o mette in pericolo la sicurezza pubblica venga fermato immediatamente. Tolleranza verso chi cerca protezione, fermezza verso chi viola le regole. Questo è l'equilibrio che i cittadini si aspettano dallo Stato.
Proprio per questi motivi vi invito a sostenere la mozione 25.4577 per dare alle autorità strumenti efficaci per proteggere la popolazione e per rafforzare la credibilità del nostro sistema d'asilo.