Storni Bruno · Nationalrat · 2026-03-11
Storni Bruno · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2026-03-11
Wortprotokoll
Esporrò brevemente due casi che sono giunti a conclusione nel 2025 nella sfera di competenza del Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
Inizio con il caso della situazione del personale nell'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE). A seguito dei pessimi risultati dell'ufficio nell'inchiesta sul personale e di segnalazioni di problemi con l'ex direzione dell'ufficio, la Commissione della gestione del Consiglio nazionale (CdG-N) ha approfondito questo tema arrivando ad una prima valutazione trasmessa al capo del DEFR.
La CdG-N ha apprezzato che il DEFR abbia avviato un'inchiesta informale esterna volta ad accertare diverse segnalazioni su problemi all'interno dell'UFAE. Esaminando il rapporto d'inchiesta la commissione ha constatato che l'ufficio si trovava in una fase molto critica e che la fiducia tra personale e direzione era fortemente compromessa. Il rapporto conteneva anzitutto raccomandazioni intese a ripristinare una gestione adeguata delle attività dell'ufficio e a rafforzare la cultura d'impresa.
La commissione ha valutato positivamente il fatto che, alla luce del quadro di crisi in cui versava l'ufficio, il DEFR abbia rafforzato l'assistenza politica e strategica fornita all'ufficio. Il capo del dipartimento ha assegnato una serie di obiettivi alla direzione ad interim dell'ufficio che sono poi confluiti nel nuovo regolamento interno dell'ufficio in vigore dal 2025.
La commissione ha preso atto con soddisfazione di questi sviluppi e ha ritenuto che quanto intrapreso dal DEFR ha permesso di ripristinare la fiducia tra il personale. Grazie a queste prospettive positive, la commissione ha provvisoriamente sospeso i lavori e riesaminerà la situazione dell'ufficio dopo la prossima inchiesta completa concernente il personale dell'amministrazione federale.
Il secondo tema riguarda la strategia climatica dell'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (Serv). A seguito di alcuni articoli nei media che segnalavano che la Serv sosteneva progetti a elevate emissioni di CO2 all'estero, la CdG-N ha esaminato la strategia climatica della Serv. Si trattava in due casi di polizze di assicurazione contro i rischi per le esportazioni per progetti di centrali a gas in Vietnam e in Turkmenistan.
La commissione ha esaminato il modo in cui la Serv concilia l'attuazione del suo mandato legale e il rispetto degli impegni climatici della Svizzera. Il mandato legale della Serv consiste nella creazione e nel mantenimento di posti di lavoro in Svizzera e nella promozione delle esportazioni delle imprese svizzere. Nel contempo, il Consiglio federale auspica che la Serv attui nei limiti delle sue possibilità una strategia aziendale rispondente a principi di sostenibilità ed etici, e che sostenga la decarbonizzazione e la transizione a un'economia verde.
La CdG-N ha constatato che nella pratica la Serv si scontra talvolta inevitabilmente a conflitti di obiettivi. La Serv ha una direttiva per la presa di decisioni nel settore delle energie fossili che implementa la Dichiarazione COP26 concernente il sostegno pubblico internazionale alla transizione all'energia pulita, firmata dalla Svizzera nel 2021 a Glasgow. I criteri fissati in tale direttiva escludono totalmente le attività basate su carbone, petrolio e torba. Per il gas, un certo margine di discrezionalità consente di tenere conto del contesto specifico in cui si trova la richiesta di assicurazione.
Nel maggio 2024 la Serv ha rivisto la sua direttiva e ha ampliato tale margine di discrezionalità, inserendovi interessi di politica economica, estera, commerciale e di sviluppo della Svizzera. Il consiglio di amministrazione e la direzione della Serv hanno spiegato alla commissione che questo ampliamento era dovuto alle difficoltà riscontrate nella pratica ed era inteso a consentire un esame più differenziato dei progetti di esportazione. Tenuto conto dell'attuazione assai difforme della dichiarazione di Glasgow a livello internazionale la Serv ritiene che criteri di approvazione troppo stringenti comporterebbero un rischio di esternalizzazione della produzione e quindi perdite di posti di lavoro in Svizzera, parere condiviso dal Consiglio federale. È sulla base di questa prassi allentata che la Serv ha sostenuto i due progetti fossili oggetto delle critiche citate.
La commissione ha constatato che i fattori economici e la politica di sviluppo erano determinanti in ambedue i casi. Le moderne centrali a gas rappresentavano una transizione dall'attuale dipendenza dal carbone. Inoltre, il Turkmenistan fa parte dello stesso gruppo di voto della Svizzera presso le istituzioni di Bretton Woods.
Dopo aver preso atto che il Consiglio federale intende procedere a una revisione parziale del quadro legislativo, la commissione ha deciso di porre termine ai suoi lavori sul tema della strategia climatica della Serv.