Gianini Simone · Nationalrat · 2026-03-11
Gianini Simone · Nationalrat · Tessin · FDP-Liberale Fraktion · 2026-03-11
Wortprotokoll
Nel 2003 è stata adottata la legge federale sull'annullamento delle sentenze penali pronunciate contro persone che, al tempo del nazionalsocialismo, hanno aiutato profughi o ospitato persone perseguitate senza comunicarlo alle autorità. Da quella riabilitazione erano state escluse le persone che durante la Seconda guerra mondiale sostennero la resistenza francese e coloro che combatterono in difesa della repubblica nella guerra civile spagnola. Nei confronti di questi ultimi fu poi promulgata nel 2009 la legge federale sulla riabilitazione dei volontari della guerra civile spagnola con la motivazione che "hanno sacrificato le loro vite per la libertà e la democrazia" con comportamenti che oggi "appaiono lungimiranti e giusti".
Ciò è stato fatto a prescindere dall'articolo 94 del Codice penale militare (CPM) che punisce chi si arruola in un esercito straniero senza il permesso del Consiglio federale, ritenuto che, così si leggeva ancora nel rapporto commissionale di allora, "l'unico obiettivo è di accordare, alla luce della nostra concezione della democrazia e dell'odierna visione della Storia, un peso maggiore alla lotta per la democrazia che all'applicazione dell'articolo del CPM". Anche in quel caso il Parlamento decise di non includere i volontari della resistenza francese poiché si ritenne che le loro motivazioni non risultassero sufficientemente chiarite dagli storici. Della riabilitazione di chi sostenne i partigiani italiani, nemmeno si parlò.
A distanza di ulteriori 12 anni, le Camere del Parlamento adottarono in prima fase l'iniziativa parlamentare qui in oggetto e hanno ritenuto fosse giunto il momento di riabilitare anche chi sostenne la resistenza francese. Oltre ad aver raccolto le fonti disponibili, la maggioranza della Commissione degli affari giuridici è giunta alla convinzione che le ragioni individuali dei volontari abbiano nel complesso un ruolo secondario, anche perché a posteriori non è quasi mai possibile stabilire con certezza quanto vi fosse intenzione di fare. Per la commissione è più importante il fatto che, indipendentemente dai motivi dell'epoca e in una prospettiva storica, le azioni di quei volontari si siano rivelate legittime poiché guidate da una giusta causa. Come i volontari della guerra civile spagnola, anche quelli che hanno sostenuto la resistenza francese hanno corso grandi rischi in nome della libertà e della democrazia.
Proprio dagli studi sul tema è infine emerso che, al pari di chi prestò aiuto nella resistenza francese, su cui si è espresso esaustivamente il collega Mahaim, volontari svizzeri, in particolare ticinesi, aiutarono anche quella italiana. In particolare, gli studi di Raphael Rues sulla regione dell'Ossola, situata tra il Canton Vallese e il Ticino, hanno fatto riemergere atti di resistenza e di aiuto ai partigiani italiani da parte di uomini e anche di numerose donne che avevano messo in conto di essere poi condannati in Svizzera. Anche se si tratta di persone oramai decedute, è qui importante onorarne l'impegno e, pur se postumo, sollevare chi fu colpito da sanzioni che la Confederazione riconosce ora essere contrarie al nostro attuale senso di giustizia. Non si tratta di criticare l'operato delle autorità di allora, bensì di annullare attraverso la riabilitazione le condanne e le sanzioni che, nell'ottica contemporanea, sono state pronunciate ingiustamente, oltre a rendere onore a posteriori a coloro che le subirono e, idealmente, a tutti coloro che si esposero a quel rischio in nome della libertà e della democrazia.
Come nelle leggi del 2003 e del 2009, quella qui in esame precisa che la riabilitazione non dà diritto ad alcun risarcimento per le sanzioni pronunciate e che esse devono riguardare il sostegno fornito alla resistenza francese o a quella italiana. L'annullamento non riguarda quindi condanne che non vi sono connesse, ma comprende per contro le pene accessorie pronunciate all'epoca, come le sanzioni amministrative inflitte a chi aveva prestato aiuto per passare [PAGE 326] clandestinamente le frontiere alle migliaia di persone che cercarono riparo in Svizzera. Per quanto riguarda il Ticino, successe in particolare nell'ottobre del 1944, con la caduta della zona libera dell'Ossola, quando 3500 partigiani e 6500 civili, tra cui 1500 bambini denutriti, trovarono rifugio nel nostro Paese.
Per questi motivi la maggioranza della vostra Commissione degli affari giuridici vi invita a sostenere il progetto di legge federale sulla riabilitazione dei volontari nella Resistenza francese e nella Resistenza italiana contro il nazifascismo.