Gysin Greta · Nationalrat · 2026-03-17
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2026-03-17
Wortprotokoll
A nome della maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche vi invito ad accogliere la mozione Binder che abbiamo discusso nella nostra seduta del 23 gennaio 2026. L'obiettivo della mozione è semplice: evitare tagli alle risorse destinate alla prevenzione del razzismo e, in particolare, dell'antisemitismo, vista anche la preoccupante crescita del fenomeno in Svizzera.
La discussione in commissione è stata intensa, forse questo è già un segnale. Quando un tema suscita reazioni così forti significa che non stiamo parlando di un fenomeno marginale, ma di qualcosa che tocca profondamente il clima del Paese. Su un punto però in commissione c'è stata chiarezza: le sfide sono aumentate. Gli episodi di discriminazione razzista e gli atti antisemiti sono in preoccupante crescita. Non parliamo di casi isolati, parliamo di realtà che si manifestano nella scuola, nel lavoro, nel mercato dell'alloggio, nello spazio pubblico e nello spazio digitale.
Il Parlamento ha già chiesto al Consiglio federale una strategia e un piano d'azione. Ma una strategia senza strumenti rischia di restare una lettera morta. Ed è qui che interviene la mozione che discutiamo oggi. Non vuole creare nuove strutture, non vuole ampliare l'amministrazione, non vuole dare assegni in bianco, vuole semplicemente garantire che i mezzi destinati a progetti efficaci di prevenzione non vengano tagliati. Parliamo di progetti concreti nelle scuole, nella prevenzione, nella consulenza alle vittime, promossi da associazioni e enti locali. Sono interventi pragmatici, radicati sul territorio che agiscono laddove la discriminazione si manifesta davvero.
Il credito attuale, circa 900[NB]000 franchi all'anno, è fermo da anni ed è stato esaurito, negli ultimi anni, già a metà dell'anno. Questo è un segnale chiaro: il bisogno c'è, i progetti ci sono, ma i mezzi non seguono l'evoluzione della realtà. Ridurre il credito, vista la situazione attuale, sarebbe molto irresponsabile.
Una parte della discussione commissionale ha riguardato la domanda se vogliamo mantenere i mezzi attuali o se in futuro ne serviranno di più. Su questo in commissione c'erano sensibilità diverse, ma non è di questo che parliamo oggi, non è il punto della mozione. Il punto della mozione è decidere di segnalare chiaramente che non vogliamo indebolire, proprio in questo momento storico, gli strumenti di prevenzione contro il razzismo e l'antisemitismo.
La minoranza commissionale ha parlato di politica simbolica e ha espresso dubbi sull'orientamento delle misure. La maggioranza non condivide questa lettura, perché accettando la mozione non facciamo un gesto simbolico. Ma se riconosciamo un problema serio, dobbiamo anche garantire un minimo di coerenza tra le nostre parole e i mezzi che mettiamo a disposizione per affrontarlo.
Nel dibattito è anche emerso un altro aspetto importante: l'antisemitismo non viene da una sola direzione, non può essere ridotto a una sola matrice, non deve diventare materia di strumentalizzazione reciproca. Se vogliamo essere all'altezza della sfida, dobbiamo evitare letture comode e parziali. L'antisemitismo esiste, cresce, colpisce e richiede risposte serie, differenziate e durevoli.
La maggioranza della commissione ha quindi ritenuto giustificato allinearsi con il Consiglio federale e con il Consiglio degli Stati e vi invita con 15 voti contro 9 ad accogliere la mozione Binder.