Gysin Greta · Nationalrat · 2026-06-08
Gysin Greta · Nationalrat · Tessin · Grüne Fraktion · 2026-06-08
Wortprotokoll
L'iniziativa popolare "Stop al blackout" è un progetto del passato. Guarda indietro, mentre le sfide della politica energetica sono chiaramente davanti a noi. La Svizzera deve sviluppare energie rinnovabili, ridurre le proprie dipendenze e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento. Per nessuno di questi obiettivi le nuove centrali nucleari rappresentano una risposta giusta. Non contribuiscono ad aumentare la produzione di elettricità invernale. Non creano capacità di accumulo supplementari. Non rafforzano né la sicurezza dell'approvvigionamento né la stabilità della rete.
Wer heute neue AKW fordert, verspricht Lösungen für Probleme, die gelöst sein müssen, lange bevor ein neues Kraftwerk überhaupt Strom produzieren könnte. Die Energiewende findet eben nicht in dreissig, vierzig Jahren statt - sie findet jetzt statt, sie muss jetzt stattfinden.
Die entscheidenden Investitionen betreffen erneuerbare Energien, Speicherlösungen, intelligente und energieeffiziente Netze. Dort entscheidet sich, ob die Schweiz in Zukunft sicher, umwelt- und klimafreundlich mit Strom versorgt wird. Deshalb ist nicht nur die Initiative abzulehnen, sondern auch der Gegenvorschlag, denn er öffnet dieselbe Tür, und diese Tür führt zurück ins letzte Jahrhundert. Neue Atomkraftwerke sind heute vor allem eins: ein sicherheits- und finanzpolitisches Risiko. Wer von Technologieoffenheit spricht, sollte auch offen sagen, wer die Milliardenrisiken tragen soll. Private Investoren sind es offensichtlich nicht, sonst würden sie längst Schlange stehen. Das tun sie nicht, und das sagt eigentlich schon alles.
Ovunque siano stati avviati nuovi progetti, i costi e i tempi di realizzazione sono sfuggiti al controllo. Nessuna di queste centrali è stata costruita senza massicci aiuti pubblici, garanzie statali o l'assunzione dei rischi da parte dello Stato. Alla fine, il conto arriva sempre alle cittadine e ai cittadini.
Particolarmente sorprendente oggi è la posizione del Centro. È stata una consigliera federale del Centro a decidere, difendere e spiegare con successo alla popolazione l'uscita dal nucleare dopo la catastrofe di Fukushima. Doris Leuthard aveva compreso che la sicurezza dell'approvvigionamento non dipende dall'attaccamento a vecchi modelli, ma dalla capacità di adattarsi a nuove realtà e a nuove conoscenze. Oggi una parte del suo stesso partito rimette in discussione proprio questo principio. Non è uno sguardo rivolto al futuro, è un tuffo nel passato. Mi chiedo sinceramente che cosa pensi Doris Leuthard nel vedere come una parte del suo stesso partito metta oggi in discussione quella politica energetica che lei ha contribuito a costruire e difendere con grande coraggio politico e con grande visione.
Atomkraftwerke sind keine Investition, sie sind eine Hypothek, eine Hypothek auf Jahrzehnte und Jahrhunderte, eine Hypothek auf unsere Energiepolitik und auf die kommenden Generationen. Die Schweiz braucht keine energiepolitische Nostalgie. Sie braucht Planungssicherheit, sie braucht Investitionen in die Energien und Technologien der Zukunft. Deshalb sage ich klar Nein zur Blackout-Initiative, Nein zum Gegenvorschlag und Ja zu einer Energiepolitik, die unseren Kindern Lösungen hinterlässt und keine radioaktiven Altlasten.
No all'energia atomica. Sì ad una politica energetica che ai nostri figli lascia soluzioni e non scorie radioattive.