Lombardi Filippo · Ständerat · 2003-09-17
Lombardi Filippo · Ständerat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2003-09-17
Wortprotokoll
Chi mi ha preceduto, salvo coloro che propongono di non entrare in materia, vi ha detto che l'esercizio che stiamo facendo è doloroso ma inevitabile. Credo anch'io che sia inevitabile se vogliamo rispettare la volontà popolare chiaramente espressa nella famosa votazione sul freno all'indebitamento. Il popolo vuole che si contenga e che si limiti la spesa federale o in ogni caso la sua crescita. Non era però inevitabile arrivare a questo esercizio nelle condizioni in cui siamo arrivati e che sono state denunciate anche da parecchi colleghi. Credo che il crollo delle entrate fiscali a seguito del crollo delle borse e della recessione economica era prevedibile almeno un anno prima di quando si è cominciato a parlarne seriamente.
Negli ultimi anni l'aumento della spesa pubblica a livello federale è stato ancora una volta nettamente superiore alla crescita dell'economia e del prodotto interno lordo. Se è vero che "gouverner, c'est prévoir", si poteva e si doveva dunque intervenire prima. Un solo esempio. In questo programma di alleggerimento il Consiglio federale ci propone coraggiosamente di ridurre di ben 600 unità gli impieghi federali nel giro dei prossimi tre anni. Negli ultimi tre anni, però, questi impieghi sono stati aumentati di oltre 3000 unità. Quindi, il grande sacrificio che ci verrà chiesto rappresenta meno di un quinto dell'aumento degli ultimi tre anni. Ecco quindi che, a mio avviso, si denota una certa incapacità di prevedere per tempo e di frenare per tempo quello che stava succedendo imponendoci poi di correre ai ripari all'ultimo momento con un esercizio che, come giustamente è stato detto, violava le regole di funzionamento di un sistema bicamerale come il nostro e che soprattutto non ha concesso a nessuno di fare una riflessione ponderata sulle scelte che si stavano facendo e sulle priorità che andavano rispettate e salvate.
A mio avviso non è stato possibile procedere ad una consultazione seria degli uffici e dei dipartimenti federali, per cui abbiamo sul tavolo delle proposte che allo stesso interno dell'amministrazione creano non poco stridor di denti e non poche difficoltà fra uffici federali in concorrenza fra di loro. Non è stato possibile consultare in modo serio i cantoni e così si contribuisce al malcontento che questi cantoni stanno sempre più chiaramente esprimendo attraverso la loro conferenza dei governi e attraverso il referendum che lanceranno contro il pacchetto fiscale. Non è stato possibile dare al Parlamento la possibilità di valutare e decidere appieno le misure che adesso siamo costretti a votare in fretta e furia senza la convinzione di aver fatto veramente le scelte migliori.
Due ulteriori problemi si verificano, a mio avviso, in questo programma di alleggerimento: il primo è che, una volta ancora e perché è più facile fare così, sono colpiti soprattutto gli investimenti, molto di più che non la spesa corrente. Sappiamo che è difficile frenare la spesa corrente, è molto più facile decidere di rinviare gli investimenti che sarebbero importanti per lo sviluppo del nostro paese nei prossimi anni. Così facendo si contribuisce a maggior ragione ad avere un effetto deflazionistico o comunque depressivo sull'economia privata e sulle finanze a tutti i livelli. Il secondo problema di questo pacchetto è che la Confederazione rinuncia più volentieri a dei trasferimenti e dei sussidi verso i cantoni e verso gli altri enti che non alle proprie spese, per cui il pacchetto si concretizza poi in misure che penalizzano soprattutto i cantoni e mettono in difficoltà, una volta ancora, quella famosa politica regionale di cui tanto si parla e per la quale così poco si fa.
Credo dunque che se l'esercizio rimane inevitabile - ed io non seguirò chi propone di non entrare in materia - questo esercizio ci dovrebbe però almeno insegnare qualcosa, e cioè a ragionare in termini diversi ed a preparare in modo diverso il governo del paese attraverso il bilancio. Io spero [PAGE 783] vivamente che nella prossima legislatura Consiglio federale e Parlamento riusciranno a dar prova di maggiore serietà e di maggiore lungimiranza rispetto a quanto abbiamo visto con questo esercizio affrettato che, a mio avviso, rimane non convincente.
Ciò malgrado voterò l'entrata in materia.