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Maspoli Flavio · Nationalrat · 2000-06-07

Maspoli Flavio · Nationalrat · Tessin · Fraktionslos · 2000-06-07

Wortprotokoll

Visto che parliamo dell'Europa, penso sia lecito citare un famoso proverbio napoletano che dice: "Fatta la festa, gabbato lo santo!" che tradotto in termini europeisti o "eurocrati" significa: Fatta la votazione del 21 maggio, ecco che tutto ciò che è stato detto viene dimenticato immediatamente. Il lupo toglie la maschera e mostra la faccia vera.

Abbiamo detto al popolo - o meglio: voi avete detto al popolo, io non ho detto niente in questo senso - che gli accordi bilaterali non avevano niente a che fare con l'adesione all'Unione europea. Avete detto al popolo che gli accordi bilaterali erano importanti per l'economia e oltretutto sarebbero stati messi in discussione dopo sette anni. Tutti avete ripetuto che il popolo tra sette anni avrebbe potuto votare un'altra volta sugli accordi bilaterali. Avete detto al popolo che questi sette anni sarebbero serviti per vagliare, per valutare, per attendere, per vedere, per capire a cosa avrebbero portato gli accordi bilaterali, e per vagliarli appunto.

E adesso, a distanza di meno di un mese, ecco che si parla di adesione, si parla di grande opportunità per il nostro paese. Orbene, c'è sul tavolo una iniziativa popolare firmata da oltre 100 000 cittadine e cittadini. Essi hanno il diritto che la loro idea, cioè quella di una adesione immediata, sia sottoposta al voto del popolo. Il popolo deciderà se accettare o respingere questa idea. Ma ecco che i calcoli sono già stati fatti: c'è già chi dice che questa iniziativa non avrebbe oggi nessuna possibilità di successo. Dunque non sprechiamo l'occasione! Ed ecco che quello che è stato detto da questa stessa tribuna, che con le iniziative popolari non si sarebbero mai più fatti dei tatticismi, fatta la festa un'altra volta, gabbato anche questo santo, e i tatticismi vengono riproposti con petulante puntualità.

Quale controprogetto, quali controprogetti? Uno solo è il controprogetto che accetto: quello che viene messo al vaglio delle cittadine e dei cittadini di questo paese. Tutto il resto significherebbe non solo "gabbare lo santo", ma gabbare il popolo. E credo che qui dentro nessuno abbia questa intenzione o sia in grado di farlo. Chi oggi suona la tromba europeista non lo fa più con gli intenti di aiutare l'economia o di avere buoni rapporti con il resto dell'Europa. Chi oggi suona la tromba dell'Europa - una tromba rubata impropriamente al povero Beethoven che sicuramente si rigirerà nella tomba nel sapere che fine ha fatto la sua Nona sinfonia - lo fa con il chiaro intento di eliminare il nostro paese. Lo fa sapendo che il nostro paese perderebbe la sua libertà, la sua neutralità, la sua sovranità e la sua autonomia. Questa è la verità! E dunque diciamo pure al popolo che l'adesione sarà possibile se il popolo lo deciderà. E se il popolo non lo deciderà, anche le trombe e i tromboni europeisti dovranno tacere - e spero, tacere una volta per tutte.

Mettete subito in votazione questa iniziativa! Non aspettiamo l'anno prossimo. C'è tempo - possiamo votare in settembre, non ci vuole tanto per organizzare una votazione. E se del resto i tromboni e le trombe europeiste credessero in una possibile riuscita di questa iniziativa, state tranquilli che l'avrebbero già messa in votazione, forse ancor prima del 21 maggio scorso.

Per questo non vi invito - non invito nessuno -, ma vi annuncio che voterò "no" all'iniziativa e "no" a tutti i controprogetti, e confido in quel po' di giustizia che forse rimane in questa sala, confido che l'iniziativa, se non ritirata, venga sottoposta al popolo nel più breve tempo possibile.