Pelli Fulvio · Nationalrat · 2004-09-29
Pelli Fulvio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2004-09-29
Wortprotokoll
Mia incumbensa è da construir ina punt tranter Lugano e Flem.
È per questa ragione che l'Ufficio presidenziale del Consiglio nazionale mi ha affidato il compito di illustrare in lingua italiana - deshalb müssen Sie die Kopfhörer benützen, wenn Sie mich verstehen wollen; si vous n'utilisez pas les écouteurs, probablement vous n'allez pas comprendre ce que je vais vous dire - la ragione del preavviso favorevole, che esso formula alla vostra attenzione, relativo allo svolgimento a Flem - in italiano però si dice Flims - della sessione autunnale delle Camere federali nel 2006.
Durante alcuni mesi nel corso dell'estate di quell'anno il Palazzo federale sarà oggetto di importanti opere di ristrutturazione, che renderanno difficile lo svolgimento dei lavori parlamentari. L'Ufficio presidenziale è stato quindi posto di fronte a due interrogativi: svolgere i lavori di ristrutturazione a tappe, con un maggior costo dei lavori stessi, calcolato in circa 1 milione di franchi, oppure svolgere la sessione altrove risparmiando quel milione e, se quest'ultima opzione fosse prevalsa, dove svolgere la sessione. Due opzioni erano aperte: a Berna stessa oppure nella regione retoromancia, unica regione nella quale finora non si è mai svolta alcuna sessione del Parlamento.
Una prima ipotesi grigionese che prevedeva l'ubicazione della sessione in Engadina è stata scartata poiché difficilmente praticabile da un punto di vista della logistica. Successivamente sono state esaminate due ipotesi, quella poi scelta di Flims ed un'altra che prevedeva di svolgere la sessione a Berna, con il Consiglio nazionale nella sala del Gran Consiglio bernese e il Consiglio degli Stati nel "Kursaal" accanto alla sala giochi. Il costo di questa operazione ammonterebbe a 1,4 milioni di franchi, spese ai tavoli e per le macchinette mangia soldi naturalmente escluse. Considerato il risparmio di 1 milione di franchi, necessari per la realizzazione dei lavori a tappe, il maggior onere dovuto alla sessione extra muros sarebbe stato di circa 400 mila franchi. La variante preferita, quella di Flims, prevede un investimento di circa 1,7 milioni di franchi e quindi, rispetto allo svolgimento normale delle sessioni al Palazzo federale, un maggior costo di circa 700 mila franchi, 300 000 mila franchi in più del costo della soluzione "Rathaus/Kursaal".
Il grande vantaggio della soluzione di Flims è quello di poter svolgere i lavori delle Camere nello stesso edificio, cioè nel "Parkhotel" di Flims. Il borgo della Surselva dispone inoltre di importanti strutture alberghiere che permetteranno di ospitare i parlamentari, i Servizi del Parlamento, l'amministrazione delegata ed i giornalisti durante una stagione poco sfruttata dai turisti. Visto il rodaggio svolto dai Servizi del [PAGE 1489] Parlamento nella loro attuale composizione durante la sessione svolta a Lugano, l'adattamento della struttura alberghiera del "Parkhotel" per la sessione parlamentare non rappresenterà un compito troppo complesso. La differenza di costo di 300 mila franchi fra la soluzione logisticamente problematica di Berna e quella grigionese è molto contenuta. Perciò l'Ufficio presidenziale del Parlamento non ha avuto dubbi sulla necessità di valutare con grande serietà l'opzione Flims.
L'elemento che ha fatto propendere un po' tutti a favore di quest'ultima soluzione è stato il significato simbolico della trasferta in terra romancia. Dopo la Svizzera francese e la Svizzera italiana una certa logica ci ha fatto credere che sarebbe venuto il turno anche della Svizzera romancia. Il fatto di dover svolgere lavori importanti nel Palazzo federale rappresenta l'occasione di realizzare un evento già previsto in tempi più brevi del previsto ed a costi più bassi del previsto e di dare un bel segnale di apprezzamento della realtà confederale del nostro Paese, anche nelle sue componenti numericamente ma certamente non culturalmente più modeste. Si tratta di un'etnia e di una cultura complesse, permeate dalla difficoltà della vita di montagna, di un'etnia che lotta con coraggio, fra molte difficoltà, per la propria sopravvivenza e per la propria lingua multiforme gravemente minacciata dal tedesco o meglio dallo svizzero tedesco. Questa etnia e cultura meritano questo nostro sforzo.
Andri Peer, poeta engadinese, ci ha trasmesso un segno quasi sconvolgente delle difficoltà di quella cultura nel nostro Paese. La poesia non è scritta nel Sursilvan della regione di Flem ma in Ladin: è la realtà complessa della Romancia. Il titolo è "Quai chi'ns mangla":
Quai chi'ns mangla, amis,
ais curaschi.
Curaschi da tour il pled
intant ch'el ais bugliaint;
da nomnar la peidra peidra
e'l sang sang
e la temma temma.
Ün di gnarà la naiv gronda,
e lura, aint il sbischöz,
saraja grev
da's dar d'incleger.
Date spazio a questa cultura! Vi chiedo di sostenere questo importante progetto svizzero.