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Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2005-06-14

Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2005-06-14

Wortprotokoll

Intervengo per un sì all'iniziativa e un no alla proposta di rinvio Randegger. Sì all'iniziativa poiché essa chiede una moratoria parziale che tocca solo l'agricoltura rispondendo così ai desideri dei consumatori e contadini. L'iniziativa non tocca e non limita invece in alcun modo la sperimentazione in laboratorio e in campo aperto. Questa è regolata dall'articolo 6 della Gen-Lex, checché ne dicano il nostro collega Randegger e quelli che sostengono la proposta di rinvio, i quali continuano a fare delle minacce e a sostenere delle cose che non corrispondono al vero. Dico di no alla proposta di rinvio Randegger, poiché essa è inutile e risponde più che altro ad una tattica dilatoria: si vuole guadagnare due anni, perché si sa che la popolazione probabilmente dirà di sì a questa iniziativa.

La proposta Randegger è anche inutile, perché non abbiamo bisogno di modificare la Gen-Lex con un nuovo articolo sulla coesistenza. Questo tema è già implicitamente presente nella Gen-Lex laddove si prescrive la libera scelta del consumatore e la protezione dell'agricoltura tradizionale e biologica da indesiderate contaminazioni provenienti da culture geneticamente modificate. È il famoso articolo 7 per la protezione dell'agricoltura, che naturalmente era molto inviso al collega Randegger. Ora, proprio per questo articolo, che è molto importante, ancora non vi è un'ordinanza di applicazione, poiché ci sono delle grosse difficoltà. Esperti e funzionari, che sono venuti in commissione, sono al lavoro. Ci hanno informato dicendo che ci sono ancora parecchi quesiti da chiarire, soprattutto per risolvere il problema della coesistenza, che poi è alla base della protezione dell'agricoltura e della libera scelta.

Il problema della coesistenza è il vero nodo da sciogliere se davvero vogliamo proteggere l'agricoltura esente da OGM ed assicurare ai consumatori la libera scelta, così come prescritto dalla Gen-Lex. Sulla coesistenza, ed è questo il problema, i pareri degli scienziati e dei ricercatori si dividono; questo anche perché parecchi esperimenti sul volo dei pollini hanno dato degli esiti contrastanti.

Non si tratta, infatti, di fare, banalmente, un articolo di legge e di definire per ogni pianta che tipo di distanza bisogna mantenere tra un campo di mais tradizionale e un campo di mais geneticamente modificato. Bisogna invece essere in chiaro, essere certi che i pollini non volino più di tanto, ed è qui il problema: ci sono delle ricerche in Canada e in Gran Bretagna che dimostrano che ci sono alcuni pollini che possono volare fino a dieci chilometri. Quindi, vedete subito che questa coesistenza diventa difficile in una Svizzera così piccola e affollata, in una Svizzera che sicuramente avrebbe delle grosse difficoltà a far coesistere i due tipi di culture.

Gli stessi problemi si sono posti a livello europeo: uno studio della Commissione europea del 2002 - dunque abbastanza recente - dimostra che la cultura di piante geneticamente modificate non permette il mantenimento delle culture tradizionali. Ed è proprio per questa ragione che l'Unione europea non ha scritto una direttiva ma ha fatto solo delle raccomandazioni. Con il risultato che sono i singoli Stati e addirittura le regioni che decidono se vogliono o meno un'agricoltura con organismi geneticamente modificati. Le regioni che si sono dichiarate esenti da OGM sono tantissime e si moltiplicano, sia in Italia sia in Francia sia in Germania. Anche il canton Ticino ha fatto questa scelta e nella sua legge sull'agricoltura ha iscritto che vuole un'agricoltura esente da OGM.

Per concludere: con l'iniziativa abbiamo cinque anni di tempo per approfondire tutti questi studi sulla coesistenza ma anche sulla biodiversità, abbiamo il tempo di preparare le ordinanze che non sono ancora pronte e possiamo dare la possibilità ai cantoni di riflettere su questo tema e magari di decidere, come ha fatto il canton Ticino, di essere dei cantoni esenti da OGM. Coll'iniziativa abbiamo anche la possibilità di discutere con tutta la popolazione di queste tematiche che la toccano da vicino, perché questo è il punto importante: un'agricoltura esente da OGM corrisponde al desiderio della maggioranza della popolazione svizzera - in fondo, noi lo sappiamo, la maggioranza dei consumatori l'ha già detto più volte - e anche agli interessi dei contadini, che trovano così una nicchia di mercato per i loro prodotti, soprattutto per quelli biologici. In fondo essi si sono uniti proprio con questa iniziativa, perché vogliono che il nostro Paese possa essere un Paese esente da OGM.