Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2005-06-15
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2005-06-15
Wortprotokoll
Devo dire che sono sempre meravigliata delle osservazioni "criticissime" del mio collega Giezendanner. Non ho mai visto una persona che vive grazie al trasbordo delle merci dalla strada alla ferrovia e che è contro la ferrovia; una persona così non l'ho mai vista, non riesco a capire! (Ilarità)
Comunque, volevo sollevare due o tre punti positivi e poi fare soprattutto alcune osservazioni critiche. I punti positivi: il primo punto è un grazie alla Delegazione di sorveglianza poiché fa un bel lavoro. Il lavoro è molto ben fatto e il rapporto è interessante e contiene un'analisi e una sintesi di qualità. Il secondo grazie va al Consiglio federale, poiché il sistema di gestione che abbiamo scelto e che dà al Consiglio federale la competenza di gestire questi lavori che si protraggono per più di vent'anni ha dato, devo dire, buoni risultati e va mantenuto. Un terzo grazie va all'Ufficio federale dei trasporti: anch'io aggiungo il mio grazie al signor Testoni, il quale lascerà il suo incarico a fine mese. Lo ringrazio per tutto il suo impegno; i conti sono sempre molto trasparenti e comprensibili.
Le cause dell'aumento dei costi rispetto a quanto era stato stabilito sulla carta nel 1998 sono enumerate in modo chiaro nel rapporto, e per chi non ha delle preclusioni di tipo ideologico sono anche enumerate in modo convincente. Abbiamo sentito che, in sintesi, dal 1998 ad oggi i costi complessivi stimati - poiché è sempre una stima - sono aumentati del 28 per cento. Siamo dunque nella media perfetta del più o meno 25 per cento da quando si comincia a progettare sulla carta a quando poi si comincia a realizzare.
Le cause - lo abbiamo sentito - sono delle cause importanti: maggiori esigenze di sicurezza. Dobbiamo adattare la sicurezza allo standard migliore del momento, migliorandola - questo è scritto nella legge. Dunque, pensate che questo progetto si snoda su venti'anni, nel campo della sicurezza si fanno dei progressi e dobbiamo tenerne conto. Dobbiamo anche adattare la tecnica ferroviaria. Dobbiamo migliorare il progetto per andare incontro alle esigenze della popolazione. Abbiamo visto che è già stato migliorato nel corso dell'opera, è il caso di Frutigen e del canton Uri. Vi è poi la geologia: sappiamo che il Gottardo geologicamente è una brutta bestia, come si dice da noi, perché non si sa mai cosa si troverà.
Poi c'è un ultimo punto, che per me forse è un punto critico e che riguarda la questione della mancata concorrenza nelle aggiudicazioni dei lavori: 42 per cento dei maggiori costi al Lötschberg sono dovuti a questo fatto. Sappiamo che ci [PAGE 829] sono delle spiegazioni oggettive perché non ci sono molte ditte in Europa che possono fare questi lavori. In questo caso, però, bisogna forse essere un po' più attenti rispetto alle aggiudicazioni per cercare di evitare questi maggiori costi.
Un'altra osservazione tocca invece i tempi di realizzazione e la messa in esercizio. Al di là dei ritardi giustificati da cause geologiche - per esempio lo spostamento della stazione di Faido - bisogna fare in modo di non generare dei ritardi con delle decisioni prettamente politiche o di risparmio. Le nuove trasversali alpine sono uno dei pochi grandi progetti di investimento della Confederazione per migliorare la nostra mobilità, quella delle persone e quella delle merci, sia all'interno del Paese, sia nei confronti dei Paesi vicini. Sappiamo che la mobilità è un fattore determinante per la crescita economica. Dunque, attenzione a non penalizzare troppo, con dilazionamenti dettati unicamente da motivi finanziari o, peggio ancora, da manie "risparmistiche", la costruzione della Neat completa, da Chiasso a Basilea, affinché essa possa esplicare al più presto possibile le sue funzioni.
Sappiamo che sono funzioni importanti, per esempio il raccorciamento dei tempi di trasporto per i passeggeri tra l'area di Milano, il Ticino, Zurigo ed il Nord Europa. Questo raccorciamento porterà dei grossi benefici anche ai vostri parlamentari ticinesi; quelli che verranno dopo di noi, fra dieci anni, potranno forse arrivare a Berna un po' più velocemente. Ma nascerà anche un grande asse di transito per le merci - con un aumento della produttività del 25 per cento; questo non lo ricorda mai nessuno.
Per cui, ogni giorno di ritardo sulla messa in esercizio dell'Alptransit completa, soprattutto rispetto al tunnel di base del Gottardo e del Monte Ceneri, è una perdita per il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia - che noi abbiamo. Sappiamo che la situazione è molto critica, soprattutto nel canton Ticino, alla frontiera, con delle code enormi e dei blocchi totali dell'autostrada. Il trasferimento, iscritto nella Costituzione con la nuova normativa, è uno degli obiettivi più importanti. La Neat è l'unica speranza che abbiamo per poter ottemperare al mandato del trasferimento delle merci.
Ricordiamoci infine che questi obiettivi che ho enumerato sono obiettivi iscritti nella Costituzione e che il popolo, a più volte, ha avallato - con buona pace di chi spesso continua a chiamare in causa il popolo, salvo poi dimenticare che proprio su questo tema il popolo ha detto che vuole una Neat completa, che la vuole velocemente - non cerchiamo di tirare in là ancora, perché se no non entrerà più in esercizio - e che vuole soprattutto il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia.