Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2005-06-16
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2005-06-16
Wortprotokoll
Sono passati più di due anni da quando abbiamo trattato l'iniziativa parlamentare Polla Barbara 00.455, che analogamente all'iniziativa parlamentare Gutzwiller Felix chiedeva di eliminare il capoverso 3 dell'articolo 5 della legge concernente la procreazione con assistenza medica che recita: "È vietato dividere una o più cellule di un embrione in vitro, nonché esaminarle in seguito."
Lo scopo dell'iniziativa e della mozione della commissione è quello di consentire la diagnosi preimpiantatoria (DPI) con l'argomento che bisogna correggere quella che viene considerata un'incoerenza nei confronti della diagnosi prenatale che è invece possibile. Altri argomenti ricordano che ormai la protezione assoluta dell'embrione iscritta nella Costituzione è stata relativizzata dalla legge federale su la protezione della gravidanza e la punibilità dell'aborto e dalla legge federale sulle cellule staminali, per cui si può procedere in nome del bene dei coniugi. Noi non siamo d'accordo con questa interpretazione. Il gruppo PPD unanime si oppone sia all'iniziativa sia alla mozione per i seguenti sei motivi:
1. L'articolo 119 della Costituzione federale prescrive la protezione assoluta dell'embrione da possibili abusi nella procreazione medicalmente assistita. Per questa ragione, nella legge sulla medicina della procreazione, che è di fatto la legge di applicazione, si è voluto specificare in modo chiaro ed inequivocabile che l'embrione non si tocca. Si può analizzare o, meglio, si può osservare l'embrione - "Beobachtungsforschung" - prima di impiantarlo, ma non si può prelevare alcuna cellula. La maggioranza del Parlamento ha dunque dato la possibilità di escludere delle malattie gravi ed ereditarie da parte materna. I progressi della medicina della procreazione, eventualmente ottenuti nel frattempo, non hanno modificato in maniera sostanziale i termini del problema. Ricordo che la legge sulla medicina della procreazione è entrata in vigore nel 2001, non cent'anni fa.
2. La DPI porta ad un automatismo tra la ricerca e la scoperta di difetti gravi dell'embrione e la sua soppressione. Di fatto, la DPI è una tecnica che ha per scopo la selezione degli embrioni. Il presunto parallelismo tra la DPI e la diagnostica prenatale non sussiste. Infatti, nel caso della diagnostica prenatale o nel caso dell'analisi genetica e prenatale c'è sempre ancora uno spazio di riflessione e di decisione da parte della madre o della coppia, che può decidere di tenersi il bambino anche se è portatore di handicap. Nella nuova legge federale sull'analisi genetica umana c'è addirittura il diritto di non sapere l'esito delle analisi.
Per cui non si possono comparare le due tecniche. Nel caso della diagnostica preimpiantatoria l'ottica e la finalità sono di tipo eugenetico: si cerca l'embrione da selezionare.
3. La selezione degli embrioni è inoltre chiaramente contraria alla dignità umana, anch'essa protetta dalla Costituzione. La selezione e la distruzione automatica dell'embrione difettato sono una forma di eugenetica di secondo livello - eugenetica negativa. Essendo il numero degli embrioni fecondati che possono essere impiantati molto basso - tre - c'è il grosso pericolo che ci siano poi delle pressioni per aumentarlo.
4. C'è inoltre il tema di possibili abusi. Si potrebbe per esempio essere tentati di selezionare altre caratteristiche - il sesso - e ci possono essere delle grandi pressioni per fare anche da noi quello che è stato fatto in Belgio: il "design baby".
5. Un altro principio che viene ignorato dai favorevoli alle due proposte è il seguente: non esiste il diritto ad un figlio sano e tanto meno ad un figlio su misura. Prevedere una legislazione in materia comporterebbe la necessità di stabilire quale patrimonio genetico vada considerato come portatore di gravi malattie. La nozione stessa di malattia grave è molto opinabile: quali sono le malattie gravi? Bisognerebbe farne un elenco: saremmo tutti d'accordo su questo elenco, oppure chi deciderebbe?
6. Gli iniziativisti ricordano che ormai la protezione dell'embrione non esiste più e dicono che in fondo abbiamo l'aborto e la legge sulle cellule staminali. Però, nel caso dell'aborto vi sono due beni - la salute della madre e la questione del bambino - che si devono soppesare. La madre ha sempre la facoltà di avvalersi di una consulenza e di decidere di tenere anche un bambino handicappato.
In conclusione, per tutte queste ragioni noi diciamo di no alla diagnostica preimpiantatoria: con la scusa e in nome della libertà e del benessere della coppia, per la prima volta, ci si incammina verso una selezione legale del figlio che nascerà. Che piaccia o meno, si tratta di una nuova forma di eugenetica e questo per noi è inaccettabile!