Abate Fabio · Nationalrat · 2005-12-01
Abate Fabio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2005-12-01
Wortprotokoll
Il preventivo 2006 è stato presentato con un deficit di quasi 700 milioni di franchi. Tuttavia soddisfà le condizioni poste dal freno all'indebitamento, il quale concede addirittura un margine di manovra di ulteriori 198 milioni di franchi. Da un lato queste cifre non appaiono certo [PAGE 1654] come un risultato da incorniciare, tale da permettere di affermare che l'obiettivo del risanamento delle casse sia stato così conseguito. Infatti, le spese, seppur in modo minore rispetto all'anno precedente, aumentano dello 0,6 per cento. Ma dall'altro lato dobbiamo ricordare che il lavoro è composto da ulteriori provvedimenti mirati e prevede risultati a medio termine. Infatti, l'esercizio di approvazione del preventivo non può essere considerato in modo isolato ed a distanza dagli ulteriori elementi che caratterizzano il lavoro di risanamento. Ricordiamo a tal proposito i programmi di risparmio 2003 e 2004, tuttora in corso di applicazione, la riforma dell'amministrazione e la revisione dei compiti.
Dunque, occorre riflettere escludendo qualsiasi approccio superficiale che rischierebbe di trasformare la valutazione delle cifre in un semplice esercizio contabile-aziendale, che nulla ha che a vedere con la nostra funzione eminentemente politica. I muscoli sono già stati mostrati in modo energico dinnanzi al problema del risanamento finanziario. Si tratta ora di proseguire sulla via tracciata ricordandosi di lavorare anche essenzialmente con il cervello e non solamente con l'accetta. La Confederazione non può paralizzare il proprio agire dettato da impegni ancorati nelle norme di legge e in accordi di vario genere. Anche i cantoni, così come ad esempio la politica del personale, presentano esigenze all'attenzione del Consiglio federale che non possono essere ignorate.
Il Parlamento deve così assumersi le dovute responsabilità. Ciò significa evitare atteggiamenti provocatori che hanno sull'opinione pubblica un impatto meno pagante di quanto credono alcuni in questa sala. Occorre analizzare le esigenze dei singoli dipartimenti, conseguenti anche a chiare decisioni di questo Parlamento, il quale ha fissato compiti in norme di legge che ora vanno semplicemente attuati.
Impegniamoci inoltre in un serio lavoro di revisione dei compiti dello Stato senza limitarci a cifre e percentuali di tagli o di aumenti. Sono consapevole delle difficoltà insite in questo esercizio, ma è qui che la politica finanziaria acquista la sua dignità e la sua credibilità.
Ricordo altresì che i problemi di convivenza della politica di merito con quella finanziaria in momenti delicati oppure in un periodo di risanamento mirato e strategicamente definito non possono essere risolti con superficialità. Non possiamo altresì permetterci un atteggiamento analogo con aumenti di spese che vanno evidentemente oltre a quanto proposto dal Consiglio federale.
L'obiettivo è pertanto l'adozione di un preventivo equilibrato. Mi permetto di richiamare alla serietà e alla responsabilità coloro che minacciano o dichiarano di non approvare il preventivo semplicemente poiché le proprie provocazioni non hanno incontrato successo nell'adozione delle singole posizioni di spesa. Ciò valga anche per chi vuole rinviare il preventivo al Consiglio federale richiedendo così l'eliminazione del deficit e confermando la propria attitudine a non rispettare le regole di un gioco che deve sancire l'unico vincitore auspicabile ossia il rispetto dell'interesse pubblico. Tenga per se, quindi, collega Zuppiger, le minacce, e a Lei, collega Urs Hofmann, ricordo che anche i radicali, quelli veri, voteranno il budget perché lo vogliono per il 1° gennaio 2006. Serva quindi ad esempio il lavoro svolto dal Consiglio degli Stati, il cui approccio apprezzabile ha condotto ad un risultato che la nostra Camera non può permettersi di stravolgere.