Pedrina Fabio · Nationalrat · 2006-05-09
Pedrina Fabio · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2006-05-09
Wortprotokoll
Voglio concentrarmi a complemento di quanto ha detto la collega Simoneschi-Cortesi su due elementi, che sono messi in evidenza nel parere del Consiglio federale sulla mozione menzionata. Esso afferma che gli obiettivi sono rispettati in termini quantitativi: ".... die Ziele sind .... in quantitativer Hinsicht insgesamt erreicht." Questa affermazione va però relativizzata in quanto siamo in presenza di dati - anche di dati recenti, quelli del 2005 - che presentano ancora delle lacune di rilevamento e mettono in causa la sostanza. Dalle verifiche interne all'amministrazione, fatte proprio su pressione di Helvetia Latina e della deputazione ticinese, hanno dovuto riconoscere che un certo numero di dati non corrispondevano alla realtà. Pian piano cominciamo finalmente ad avere a disposizione dei dati che danno un'indicazione tutt'altro che scontata. Quindi, il quantitativo a cui si riferisce il Consiglio federale ha degli aspetti qualitativi che sono oltremodo preoccupanti. Lasciamo poi perdere l'elemento del conteggio dei traduttori e in parte anche delle situazioni di frontiera, dove abbiamo degli elementi che in fin dei conti portano a creare degli squilibri nei dati.
Un secondo elemento sul quale voglio soffermarmi è l'aspetto legato alle candidature e alla presenza di quadri latinofoni, in particolare italofoni, nelle alte sfere dell'amministrazione. Qui il Consiglio federale riconosce - devo dire correttamente - che c'è uno squilibro, un elemento che dev'essere oggetto di correzione. Fa piacere, quindi, finalmente sentirselo dire ufficialmente. Ma come ha sottolineato la collega Simoneschi-Cortesi ci troviamo ancora nella situazione in cui vi sono dei buoni propositi mentre a livello di concretizzazione ci sono ancora delle mancanze, i buoni intenti ci sono ma ci sono ancora grosse difficoltà nei fatti. Fa piacere constatare che si parla finalmente di una promozione mirata delle candidature della Svizzera italiana e dell'ambito latinofono in generale. Ma questo comporta una modifica importante e sostanziale nella politica del personale, in particolare a livello di assunzioni negli uffici, perché purtroppo, o per fortuna, è a livello di uffici che si gioca, diciamo, la scelta dei diversi candidati.
Qui dentro abbiamo evidenziato a varie riprese che le direttive del Consiglio federale sono assolutamente insufficienti perché non sono sufficientemente vincolanti. Questo è quindi l'elemento essenziale ai fini del problema cui ci troviamo confrontati. Vale di più la scelta di un capoufficio latinofono al posto di uno svizzero tedesco che molte dichiarazioni d'intenti; è proprio in questa direzione che occorre andare. Il suggerimento al Consiglio federale è di finalmente concretizzare, di toccare pochi ma importanti gangli a livello di amministrazione, di affrontare la tematica di come vengono fatti i concorsi e la tematica della scelta, quindi, di dare, a parità di condizioni, una preferenza a una persona latinofona. Non si vuole che si scelga personale non qualificato e non all'altezza del compito, ma in certe situazioni dev'essere data preferenza esplicitamente a chi rappresenta le minoranze linguistiche. Continueremo, quindi, a battere questo chiodo fintanto che non vedremo risultati concreti.