Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2007-09-19
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2007-09-19
Wortprotokoll
Consentitemi un breve intervento a nome del gruppo popolare democratico. Sarà un intervento di tipo generale, poiché non parleremo più di questa diatriba sulla percentuale: più 6 per cento, più 8 per cento, più 4 per cento, più non so che cosa - sembra di essere al mercato.
Il partito popolare democratico aveva deciso anni fa, in una sua assemblea dei delegati, che la formazione e la ricerca erano degli elementi essenziali per la crescita individuale, sociale ed economica del nostro Paese. Allora aveva anche detto - ed eravamo già in una crisi di recessione - che appena le cose sarebbero migliorate bisognava investire almeno il 6 per cento in più per il settore della formazione. Questo è quello che abbiamo fatto: l'abbiamo sostenuto a Flims, lo sosteniamo oggi qui e naturalmente non interverrò più su tutti i crediti, dove ci troviamo con queste due posizioni.
Qui devo veramente spendere una parola a riguardo del gruppo UDC per dire che irresponsabile è quel gruppo, che non vuole investire nella formazione, nella ricerca di base e quella applicata e nell'innovazione; irresponsabile è chi continua a tagliare i crediti, a non entrare in materia, a non voler nemmeno investire nelle infrastrutture. Noi sappiamo che la Svizzera ha una delle crescite economiche più forti d'Europa; noi sappiamo che la Svizzera ha le finanze più sane d'Europa - e non mi si venga a dire il contrario, soprattutto se facciamo i confronti con i criteri di stabilità, che tutti i Paesi europei adoperano. Abbiamo un debito pubblico che è inferiore di un bel po' a quello di altri Paesi; corrisponde al 54 per cento o meno del PIL: esso è dunque lontano dalla soglia del 60 per cento! Abbiamo un deficit annuale che è addirittura la metà della soglia, diciamo, di pericolo.
In questa situazione noi pensiamo che lo Stato deve assolutamente riprendere in mano quella politica di investimento nell'educazione di base, nella formazione continua, nella ricerca di base, nella ricerca applicata, nel trasferimento e nell'innovazione. Poiché è solo così che riusciamo a rimanere competitivi in un mondo globalizzato, è solo così che i nostri giovani possono trovare dei posti di lavoro di alta qualità e non cadere nella disoccupazione, ed è solo così che il nostro Paese può progredire. Oso dire che chi non vuole investire nella formazione dei nostri giovani - in questo caso, mi dispiace, è il gruppo UDC -, nuoce al nostro Paese e anche al suo futuro.