Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · 2007-06-21
Simoneschi-Cortesi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion · 2007-06-21
Wortprotokoll
Siamo adesso nel dibattito sulla legge sulle lingue nazionali, e siamo in particolare nella sezione che parla delle lingue ufficiali della Confederazione. L'articolo 9, in particolare, parla del Consiglio federale e dell'amministrazione federale. È un articolo importante, poiché in questo articolo si concretizza proprio il principio del plurilinguismo negli organismi più importanti dello Stato: Consiglio federale, Cancelleria federale e l'amministrazione in generale. Si tratta di un diritto che, è vero, è anche contenuto nella legge sul personale. Ma siccome stiamo facendo una legge sulle lingue, che tratta delle lingue nell'amministrazione, è giusto ripetere qualche principio importante e veramente andare un po' in profondità. È vero, è un diritto già contenuto nella legge sul personale che le persone possono lavorare - dunque, vuol dire scrivere e pensare - in tedesco, in francese e in italiano. È vero, questo è già scritto in quella legge, però, nella realtà, purtroppo non è così. Lo è per i tedescofoni, questo sì. Per gli italofoni e i francofoni - non parliamo poi dei romanci - la cosa diventa un po' più difficile. Tra la teoria e la prassi c'è di mezzo il mare!
Purtroppo questo problema si è accentuato negli ultimi anni, nei quali i vari programmi di risparmio hanno anche ridotto all'osso il numero di persone nell'amministrazione. Il problema si è anche accentuato, perché c'è un convincimento che non è efficiente avere nell'amministrazione delle persone appartenenti alle diverse comunità linguistiche e culturali e che è invece molto più efficiente ed efficace lavorare con soli tedescofoni.
Questo l'abbiamo notato sia come deputazione ticinese, sia come Helvetia Latina. L'abbiamo notato osservando i vari concorsi della Confederazione. Abbiamo notato che le famose "Weisungen" del Consiglio federale, secondo le quali un quadro della Confederazione deve conoscere bene, perfettamente una seconda lingua nazionale e passivamente una terza lingua nazionale, non sono state rispettate. Spesso e volentieri abbiamo visto dei concorsi, dove si richiedeva solo il tedesco e magari un po' di francese e inglese. Naturalmente ci si può esprimere in italiano e in romancio - il romancio non è una lingua ufficiale, ma la persona che parla romancio ha comunque diritto di esprimersi nella sua lingua. Ma è vero che è soprattutto nelle lingue ufficiali che ci si deve poter esprimere.
Siamo intervenuti parecchie volte con degli atti parlamentari. Sembrerebbe che adesso qualcosa si stia muovendo. L'anno scorso si è fatto un seminario sul plurilinguismo e ci sono delle formazioni per i capiufficio, affinché stiano attenti a questo particolare.
L'alinéa 2 donne à la Confédération les instruments pratiques pour concrétiser le droit de chacun de travailler dans sa langue, ce qui implique le droit de penser et d'écrire dans sa propre langue. Cet alinéa est donc indispensable si on veut vraiment pouvoir maintenir, voire améliorer, la tradition du plurilinguisme dont normalement nous sommes fiers. Malheureusement, ces dernières années, on apprécie de moins en moins la valeur de la présence dans l'administration de personnes de langue et de culture différentes et donc la richesse que cela représente. Langue et culture différentes, cela veut aussi dire manière différente de penser, de voir les choses. C'est donc une richesse.
La commission, par 18 voix contre 3, vous demande de ne pas biffer l'alinéa 2.