Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · 2008-03-17
Carobbio Guscetti Marina · Nationalrat · Tessin · Sozialdemokratische Fraktion · 2008-03-17
Wortprotokoll
Nonostante le promesse formulate al popolo con la 10a revisione dell'AVS e dopo la netta bocciatura popolare dell'11a revisione, oggi la popolazione svizzera è ancora una volta presa in giro. Così, come già cinque anni fa, anche oggi affrontiamo una revisione dell'AVS che riguarda l'aumento dell'età di pensionamento per le donne e il pensionamento flessibile. Ma a senso unico: solo chi ha un lavoro ben pagato e gode di una buona copertura con il secondo pilastro può decidere di andare in pensione in maniera anticipata. Le prime a pagare saranno proprio le donne.
Secondo la soluzione scaturita dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del nostro Consiglio l'età di pensionamento per le donne verrà aumentata a 65 anni. Per di più, i 620 milioni di franchi di risparmi conseguiti proprio sulle spalle delle donne non verranno utilizzati per finanziare un pensionamento flessibile a partire dai 62 anni. È troppo comodo utilizzare in questo ambito l'argomento della parità, quando in realtà, nel mondo del lavoro, nella ripartizione dei compiti familiari, l'uguaglianza è ben lontana dall'essere raggiunta.
Contemporaneamente all'11a revisione dell'AVS siamo chiamati ad esprimerci sull'iniziativa popolare "Per un'età di pensionamento flessibile", che invece propone una soluzione realistica, realizzabile e finanziariamente sostenibile, affinché tutte le donne e tutti gli uomini possano scegliere se andare in pensione a partire dai 62 anni o meno. È una proposta che, a differenza di quella del Consiglio federale e dei partiti borghesi, affronta il problema di fondo, cioè la possibilità di pensionamento anticipato anche per chi ha redditi medio-bassi.
Bisogna, infatti, valutare anche il contesto nel quale oggi noi dibattiamo, quello di un'economia, che scarica sempre di più le persone più anziane dal mondo del lavoro verso altri servizi o altri sostegni. Basta guardare quello che succede ogni giorno nei vari processi di ristrutturazione. Partendo dalla situazione finanziaria sana dell'AVS si può facilmente dimostrare come gli argomenti utilizzati dai contrari al pensionamento flessibile verso il basso - quello verso l'alto l'abbiamo già - siano argomenti pretestuosi e finalizzati unicamente a risparmiare sulle spalle dei beneficiari di rendita dell'AVS. Da diversi anni a questa parte si vuol fare credere alla popolazione che l'AVS sia in cifre rosse. In realtà, dal 2002 l'AVS presenta risultati positivi superiori al mezzo miliardo di franchi e nel 2006 e 2007 ha registrato addirittura un utile di più di 1,2 miliardi di franchi.
Secondo il Consiglio federale, dal 2000 l'AVS avrebbe dovuto raggiungere 8,5 miliardi di franchi di deficit cumulativi. In realtà presenta dei risultati positivi di oltre 18 miliardi di franchi, risultati conseguiti nonostante l'aumento della popolazione anziana e dei beneficiari di rendita AVS. Malgrado questi clamorosi errori di previsione, il Consiglio federale si ostina a descrivere un'evoluzione negativa della situazione finanziaria dell'AVS per i prossimi anni, con l'obiettivo di far credere che sull'AVS si deve risparmiare.
In questo senso, mal si inserisce l'assurda proposta del gruppo radicale-democratico di rinviare il tutto alla 12a revisione. È una proposta presentata alla spicciolata per evitare di ammettere che si è contro un pensionamento flessibile accessibile a tutti e anche a chi ha redditi medio-bassi, per poi, invece, rapidamente presentare proposte per l'aumento dell'età di pensionamento per tutti.
Ci dobbiamo e ci possiamo permettere un pensionamento flessibile a partire dai 62 anni accessibile a tutti. È una questione di giustizia. Oggi il Consiglio nazionale deve dimostrare che è pronto a mantenere le promesse che la classe politica ha fatto al popolo svizzero.
Vi invito quindi a rifiutare il progetto, così come scaturito dalla maggioranza della commissione, e di raccomandare di accettare l'iniziativa popolare.