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Maspoli Flavio · Nationalrat · Tessin · Fraktionslos · 2000-12-12

Wortprotokoll

Il problema dei costi della salute è un problema reale, che tocca da vicino tutti. Se è vero, come è vero - e non mi stancherò mai di dirlo - che già nel 1992 [PAGE 1518] l'allora direttore generale della cassa malati Helvetia ebbe a dire che i premi delle casse malati mettevano a mal partito finanziario almeno la metà delle economie domestiche svizzere, nel frattempo questi costi sono pressoché raddoppiati. Se una volta dunque era la metà delle economie domestiche svizzere ad avere problemi a colpa dei premi della cassa malati, oggi saranno sicuramente molte di più, solo che se ne parla molto di meno.

Il problema dei costi della salute è complesso: è difficile risolvere i problemi complessi giocando al "piccolo chimico", cioè cercando di togliere qualcosa qui aggiungendo qualcosa là, di trovare soluzioni che non sono radicali, che non vanno in fondo alla materia.

L'iniziativa che stiamo esaminando oggi questi problemi non li risolve, né alla radice né in superficie. Questa iniziativa ci conduce direttamente e senza tante storie alla medicina di stato, alla medicina sempre più cara, proprio perché laddove vi sono più soldi aumentano inesorabilmente ed inevitabilmente anche le spese. Questa è un'iniziativa per così dire pericolosa anche se non pensata male, anche se presenta degli spunti che varrebbe la pena riprendere in un'altra sede. L'altra sede, Signora Consigliera federale Dreifuss, potrebbe essere per esempio una revisione totale della LAMal - per parlare del mio pallino - oppure l'abrogazione della LAMal - che sarebbe ancora più bella, e che permetterebbe poi di creare qualcosa di nuovo. Non scuota la testa, Signora: lei stessa aveva la soluzione, l'aveva proposta con la sua iniziativa promossa allora dai sindacati e combattuta poi, purtroppo, da lei stessa quando è diventata consigliera federale. Quella sarebbe stata forse la soluzione, e se avessimo percorso quella strada oggi non ci troveremmo in questa situazione. Non ci troveremmo qui a dover parlare regolarmente e con insistenza di problemi della salute.

Sì al pagamento dei premi secondo il reddito: questa è un'idea che potrebbe essere buona, potrebbe portare qualcosa. No però al finanziamento attraverso ulteriori percentuali dell'IVA. No alla medicina di stato, e soprattutto, no e poi no alla medicina a due velocità.

Una delle grandi pecche della LAMal - per me la più grande - è quella che concede un potere immenso, pressoché illimitato, a quelli che io, usando un neologismo della lingua italiana, chiamo "cassamalatari" e che altra gente chiama "persone impegnate nel campo dell'assicurazione malattia." Questi cassamalatari - preferisco chiamarli così, perché c'è qualcosa di sprezzante in questo termine che mi piace quando è rivolto a loro - non fanno altro che studiare nuovi sistemi per aumentare i premi, hanno un potere incondizionato e fanno esattamente tutto quello che vogliono. La famosa libera concorrenza voluta dalla LAMal non esiste, semplicemente perché dopo almeno 60 fusioni si torna di nuovo al regime di monopolio che c'era già prima. Dunque, questi signori sono oltretutto riusciti a far credere al popolo intero che la colpa dell'esplosione dei costi della salute sia da ricercare nei medici, che hanno sempre demonizzato e che continueranno a demonizzare. Ora sappiamo tutti - almeno io spero che qui dentro tutti sappiamo - che ciò non è vero, ma questa favola ormai ha preso talmente piede che se ci sono i "cattivi" nell'ambito della medicina questi sono i medici, mentre i "bravi" sono i signori della cassa malati. Quest'iniziativa potrebbe dunque piacermi se non fosse che c'è il piccolo dettaglio, che è purtroppo però importante e fondamentale, che è quello di dire: "Aumentiamo l'IVA per finanziare i costi della salute."

Pertanto io sono costretto a respingere quest'iniziativa.

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Die Beratung dieses Geschäftes wird unterbrochen

Le débat sur cet objet est interrompu

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Schluss der Sitzung um 12.20 Uhr

La séance est levée à 12 h 20

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