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Cassis Ignazio · Nationalrat · Tessin · Freisinnig-demokratische Fraktion · 2009-09-09

Wortprotokoll

Oggi compiamo un esercizio spettacolare che avrà ampio risalto mediatico, ma che poco influirà in vero sui costi della salute e sui premi di cassa malati. Certamente siamo tenuti a farlo, ne va della credibilità del mondo politico, quindi di tutti noi. Perciò è giusto: Entriamo in materia e chiniamoci sulle numerose proposte che il Consiglio federale ed il gruppo parlamentare riunito attorno al collega di partito Ineichen hanno prodotto all'inizio dell'estate, all'indomani dello choc popolare legato all'aumento dei premi di cassa malati - un aumento che dovrebbe essere in molti cantoni addirittura superiore al 10 per cento.

Ma attenzione: non facciamoci illusioni! Non cambieremo il corso della storia. Ciò che facciamo oggi non è un esercizio di grande serietà politica. Infatti, ci sono riforme serie che da anni stagnano nelle nostre commissioni - per esempio la riforma della medicina ambulatoriale (managed care, partecipazione ai costi, libertà contrattuale) -, mentre noi ci dedichiamo oggi all'esame di molte misure spesso improvvisate, presi dal panico dell'aumento dei premi.

Già nel 2004 il Consiglio federale ha proposto importanti riforme. Molte di queste le abbiamo già evase: il finanziamento ospedaliero, il finanziamento delle cure ecc. Oggi abbiamo ancora una parte importante, le cure ambulatoriali, che dobbiamo evadere. La riforma della medicina ambulatoriale è però proprio l'oggetto più tartassato delle misure che discuteremo oggi. Quindi è anche colpa nostra se ci troviamo in questa situazione incresciosa. Nessun Paese riesce veramente a tenere in pareggio il bilancio sanitario senza che tutti quanti siano disposti a fare sacrifici. I pazienti dovrebbero certamente rinunciare a un pò di comfort e alla crescente mentalità da supermercato sanitario. Più paghiamo premi elevati, più ci sentiamo in diritto di consumare prestazioni: Visite mediche per bagatelle, check up, screening cosi come ogni sorta di prestazione che ci permetta di calmare l'ansia del vivere.

Però anche i medici dovrebbero rinunciare a una parte dei loro onorari, e le casse malati a una parte dei loro capitali; gli ospedali dovrebbero concentrare meglio le loro tecnologie e i cantoni agire con più coraggio su temi politicamente ingrati. Per esempio, dovrebbero smettere di giocare contemporaneamente il ruolo di arbitro e di giocatore come, ahimè, avviene ancora spesso. Ma se non moderiamo la nostra sete di medicina e se non limitiamo il finanziamento sociale, non arriveremo da nessuna parte.

Ma chi osa proporre cose simili senza rischiare il suicidio politico? Eccoci allora a produrre decine di misure che come cerotti tamponano un pò l'emorragia, ma non curano il male alla base. Saranno proprio le proposte più audaci - il rimborso del farmaco miglior mercato, la compressione delle tariffe, la maggior responsabilizzazione finanziaria del paziente, il famoso ticket moderatore, la libertà contrattuale - a cadere per prime proprio perché sono dolorose. Resteranno briciole, briciole di cerotti nati guasti, prodotti in fretta e in furia alla soglia di un'estate all'insegna dell'attivismo di facciata. Cerotti nati guasti perché interventi su un sistema tanto complesso non consentono improvvisazioni di sorta, e guasti anche perché sono confezionati nel diritto urgente per paura del referendum, senza adeguata consultazione delle parti interessate, senza una vera analisi del loro impatto, come è soprattutto il caso per le misure del collega Ineichen. Forse avremo mostrato al mondo che esistiamo, ma con uno spettacolo poco professionale! Scusatemi lo sfogo, ma non è questa la politica che sogno.

Cionondimeno, i radicali-liberali vi invitano a entrare in materia, cercando di salvare il salvabile e di evitare di fare la figura dell'elefante nel negozio di porcellana.

Cassis Ignazio · Nationalrat · 2009-09-09 | Lexipedia | Lexipedia