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Messaggio concernente un credito quadro per la partecipazione a programmi internazionali d'informazione, mediazione e consulenza in favore delle piccole e medie imprese

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Messaggio concernente un credito quadro per la partecipazione a programmi internazionali d’informazione, mediazione e consulenza in favore delle piccole e medie imprese

del 18 settembre 2000

Onorevoli presidenti e consiglieri, Con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, il disegno di un de- creto federale che stanzia un credito quadro per la partecipazione a programmi in- ternazionali d’informazione, mediazione e consulenza in favore delle piccole e me- die imprese.

Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l’espressione della nostra alta considera- zione.

18 settembre 2000 In nome del Consiglio federale svizzero: Il presidente della Confederazione, Adolf Ogi La cancelliera della Confederazione, Annemarie Huber-Hotz

2000-1966 4521

Compendio

Il 6 ottobre 1995 il Parlamento ha adottato un decreto federale che permette alla Svizzera di partecipare a programmi internazionali di informazione per le piccole e medie imprese (RS 951.971). La validità del decreto è fissata a dieci anni, mentre il quella della rima rata di finanziamento è stata fissata a cinque anni. Il programma più importante concerne la partecipazione alla rete degli Euro Info Centres dell’Unione europea. Per valutare la necessità di prorogare tale partecipazione per ulteriori cinque anni esperti in materia sono stati incaricati di svolgere una valuta- zione dell’Euro Info Centre Suisse (EICS). L’Ufficio svizzero per l’espansione commerciale (USEC) è stato incaricato dalla Confederazione della gestione dell’EICS. Oltre alla sede di Zurigo l’USEC dispone di due antenne situate nei lo- cali delle camere di commercio a Losanna e Lugano. L’EICS, incaricato anche della distribuzione delle pubblicazioni dell’Unione europea, dispone di 8,5 posti e occupa 13 persone, di cui 8 a Zurigo. Globalmente la valutazione traccia una bilancio positivo e conclude che nulla si oppone al proseguimento del progetto sebbene gli effetti dell’EICS siano relativa- mente limitati. È tuttavia indispensabile migliorare la trasparenza della contabilità e professionalizzare la gestione dei clienti. Il Consiglio federale ritiene necessario proseguire questa collaborazione nella si- tuazione attuale in cui, grazie all’adozione degli accordi bilaterali, l’economia svizzera è in procinto di integrarsi ancora maggiormente nel mercato interno euro- peo. Dato che è la Commissione europea a designare i propri partner in seno alla rete EIC, il Consiglio federale non ritiene necessario procedere a un nuovo bando di appalto. La collaborazione con l’USEC e con le camere di commercio potrà pro- seguire sulla base di un mandato più preciso. Attualmente sono in preparazione a livello svizzero e internazionale altri progetti d’informazione per le piccole e medie imprese (PMI) basati su Internet. Secondo il Consiglio federale si tratta di integrare e coordinare questo progetto con altri nell’ambito del portale Internet per le PMI attualmente in preparazione. Il Consi- glio federale propone quindi un credito quadro di 10 milioni di franchi distribuito sull’arco di 5 anni (2 milioni franchi all’anno).

Messaggio

1 Parte generale

1.1 Situazione iniziale

1.1.1 Cenni storici

Durante gli anni Ottanta, la Comunità europea ha riconosciuto il ruolo importante svolto dalle piccole e medie imprese (PMI) nell’ambito dell’occupazione nonché le specifiche difficoltà conosciute da questa categoria di imprese a livello di processo di integrazione. A causa delle loro dimensioni ridotte, le PMI sono raramente equi- paggiate in modo da partecipare ai vantaggi del grande mercato. Non dispongono di sufficienti risorse umane per raccogliere e soprattutto per analizzare le innumerevoli informazioni relative alle norme, al mercato, ecc. Inoltre, spesso mancano di espe- rienza nell’ambito delle collaborazioni a livello internazionale. Partendo da questa constatazione, la CE ha avviato dei programmi specifici in favo- re delle PMI. Il programma più importante in questo contesto è quello degli Euro Info Centres (EIC): essi formano una rete di oltre 300 centri regionali che informano le PMI e fungono da legame tra queste ultime e la Commissione di Bruxelles. La CE ha progressivamente aperto i suoi programmi a Paesi terzi dell’AELS e dell’Europa dell’est proponendo loro di designare ciascuno per il proprio Paese un solo partner della rete EIC, denominato «Centro di Corrispondenza» (CC)1. Per la Svizzera l’Ufficio svizzero per l’espansione commerciale (USEC) è stato designato dalla Confederazione d’accordo con la direzione generale XXIII della Commissione della Comunità europea (CCE). L’USEC aveva già concluso un accordo con l’Ufficio delle pubblicazioni della Comunità (EUR-OP) ed era distributore ufficiale delle pubblicazioni della CE per la Svizzera. Per garantire una diffusione ottimale e per corrispondere ai desideri della Confederazione l’USEC ha concluso un accordo con le Camere di commercio della Svizzera francese e del Ticino («Info-Chambre»). Il Centro di Corrispondenza (CC) dispone di tre ubicazioni: la centrale dell’USEC di Zurigo e le due antenne a Losanna e a Lugano nei locali delle rispettive camere di commercio. Il finanziamento del CC inizialmente previsto nell’ambito dell’Accordo SEE, è stato garantito in una prima fase a corto termine tramite un aumento di 1,3 milioni di franchi del limite massimo dei fondi accordati all’USEC2. Il CC ha potuto avviare la sua attività nel novembre 1993 sotto la denominazione di «Euro Info Centre Suisse» (EICS). Nell’intento di trovare una soluzione a lungo termine, il nostro Collegio ha proposto

una nuova base legale nel messaggio del 27 aprile 1994 (94.039) concernente prov- vedimenti volti a consolidare le strutture economiche regionali e l’attrattiva della piazza economica svizzera3. Il 6 ottobre 1995 il Parlamento ha infine adottato il de-

1 Per i candidati all’adesione all’UE tali centri di corrispondenza sono stati nel frattempo trasformati in veri e propri EIC; in genere esistono più centri per Paese come nell’UE. 2 Questi elementi sono illustrati nel messaggio del Consiglio federale del 12 maggio 1993 relativo all’aumento del plafond creditizio destinato all’USEC nell’ambito della partecipazione della Svizzera alla rete Euro Info Centres (EIC) della CE, FF 1993 II 447. 3 RU 1996 712

creto federale sulla partecipazione a programmi internazionali d’informazione, me- diazione e consulenza in favore delle piccole e medie imprese (RS 951.971), dichia- rato applicabile per la durata di dieci anni. Parallelamente le Camere hanno conces- so un credito d’impegno per finanziare questa partecipazione. Inizialmente fissato a 20 milioni di franchi per dieci anni, tale credito è stato in seguito ridotto a 10 milio- ni di franchi per cinque anni. Il 6 ottobre 1995 è anche stato adottato il decreto fede- rale che stanzia un credito quadro per la partecipazione a programmi internazionali d’informazione, mediazione e consulenza in favore delle piccole e medie imprese4.

1.1.2 Valutazione e proroga del finanziamento

Il decreto del 6 ottobre 1995 e il relativo finanziamento sono entrati in vigore il 1° marzo 1996, di modo che il finanziamento è assicurato fino alla fine di febbraio 2001. Per permettere una decisione fondata, il Segretariato di Stato dell’economia (seco), l’ufficio responsabile del dossier in seno al Dipartimento federale dell’economia, intendeva preparare per tempo la proroga mediante un’analisi dell’operato e dell’utilità dell’EIC. Questo processo è stato tuttavia rallentato a cau- sa della ristrutturazione della promozione delle esportazioni a livello federale. Dato che in tale ambito l’USEC è il principale partner con mandato delle autorità federali, era indispensabile conoscere il futuro di questa istituzione prima di prendere una decisione in merito all’EICS, che tutto sommato rappresenta un’attività collaterale dell’USEC. Quando la situazione si è chiarita, nel dicembre 1999 è stato affidato a un’impresa esterna un mandato di valutazione. Il 23 febbraio 2000 il nostro Collegio ha quindi indicato la via da seguire nel messaggio concernente la legge federale sulla promo- zione delle esportazioni5. In sintesi vi si propone un nuovo orientamento di fondo della promozione delle esportazioni definendo in modo più preciso il ruolo e il mandato del «promotore delle esportazioni». Poiché l’USEC aveva accettato nel frattempo il principio della ristrutturazione di fondo delle sue attività nell’obiettivo di svolgere questi compiti di «promotore», nella sua seduta del 6 giugno 2000 il Consiglio degli Stati ha dato il proprio assenso al nostro pr ogetto.

1.2 Partecipazione ai programmi di informazione:

un bilancio

1.2.1 Mandato e strutture dell’EIC

Gli EIC hanno quattro compiti principali:

Diffusione negli ambienti economici di informazioni sull’UE Gli EIC informano in merito alla politica economica, la legislazione e la giurispru- denza della Comunità europea. Inoltre orientano sui programmi dell’UE e su inizia- tive della Commissione CE DG Entreprise (la precedente DG XXIII) volti a favorire

4 FF 1996 II 361 5 FF 2000 1880

la collaborazione economica tra le imprese nel mercato comune. A questo si aggiun- gono informazioni su programmi di ricerca e di sviluppo dell’UE e sulle relative possibilità di partecipazione.

Consulenza relativa all’utilizzazione di informazioni La massa di informazioni provenienti dall’UE e la sistematica dei documenti del- l’UE mette spesso in difficoltà persino utenti con formazione giuridica. Molti testi quindi non sono direttamente applicabili nella pratica da parte degli impresari. La legislazione inoltre è in continua evoluzione e quindi soggetta a continui cambia- menti. Soprattutto le PMI sono spesso impotenti di fronte a questa massa di infor- mazioni.

Informazioni trasmesse alla Commissione europea Dato che nella loro attività gli EIC sono in diretto contatto con l’economia, per l’UE essi svolgono allo stesso tempo la funzione di sensori della situazione di politica economica nei singoli Stati membri. A intervalli regolari gli EIC rendono conto di tipo ed entità delle richieste di consu- lenza loro rivolte, consentendo in tal modo alla Commissione europea di farsi un’immagine dettagliata dei problemi attuali a livello regionale. A loro volta queste informazioni confluiscono nella configurazione dei programmi dell’UE.

Collaborazione con altri EIC Su richiesta ogni EIC è tenuto a fornire agli altri centri informazioni su disposizioni nazionali concernenti il commercio. Spesso è molto più semplice attingere a infor- mazioni di questo tipo a livello nazionale che non a partire dall’estero per un terzo. Tramite questa via gli EIC forniscono a ogni interessato, indipendentemente dalla sua posizione in Europa, le informazioni desiderate sul Paese in qu estione. La gestione dell’EICS è regolata dal contratto dell’USEC con l’UFIAML6 del 20 novembre 1996 che scade alla fine del 2000. Oltre ai compiti citati, il contratto defi- nisce tra gli altri anche i compiti seguenti: – istituzione della centrale a Zurigo e di un centro esterno a Losanna e a Lu- gano che operano nelle rispettive lingue nazionali. Stretta collaborazione con le camere di commercio, i delegati europei, i promotori dell’economia, le organizzazioni economiche settoriali, le università e altre istituzioni inte- ressate; – garanzia di un accesso non discriminatorio ed equo alle informazioni prove- nienti dall’UE; – soppressione dei doppioni coordinando l’attività con istituzioni pubbliche e associazioni; – garanzia di un’immagine unificata del servizio; – informazione continua dei servizi competenti del seco;

6 L’Ufficio federale dell’industria, delle arti e mestieri e del lavoro (UFIAML) venne dapprima rinominato in Ufficio federale dello sviluppo economico e del lavoro (UFSEL) e poi in Segretariato di Stato dell’economia (seco)

– politica dei prezzi coerente e trasparente; – aumento progressivo del grado di autofinanziamento; – sviluppo di criteri di prestazione d’intesa con il mandante; – presentazione di un calcolo dei costi complessivi separato dalle altre attività dell’USEC; – redazione di un rapporto annuo destinato al mandante che informi sulla rea- lizzazione degli obiettivi, sull’utilizzazione del servizio, sui criteri di reddi- tività, sulla collaborazione con altre istituzioni in Svizzera e nell’area dell’UE.

1.2.2 Budget e mercati

L’EICS, dotato di 8,5 posti, impiega attualmente 13 persone, di cui 8 a Zurigo (incluso il capo dell’EICS), 3 a Losanna e 2 a Lugano. Le spese di personale, rima- ste più o meno stabili, rappresentano il cinquanta per cento delle spese dell’EICS.

Spese 1995-2000 (in migliaia di franchi)

1995 1996 1997 1998 1999 P 2000

Personale 892 861 865 883 889 944 Infrastrutture 371 375 396 381 366 411 Pubblicazioni e altri 522 753 722 718 604 607 Totale 1785 1989 1983 1982 1859 1962

L’esame dettagliato delle entrate mostra che alcune fonti di finanziamento sono qua- si venute meno nel corso degli ultimi anni. Si tratta segnatamente dell’accesso alle banche dati dell’UE, per il quale l’utente doveva sinora pagare una tassa d’abbona- mento e disponibile nel frattempo gratuitamente su Internet. Pure il volume di pub- blicazioni è diminuito perché un numero sempre crescente di pubblicazioni UE è disponibile gratuitamente su Internet. I proventi della vendita di pubblicazioni han- no però subìto una diminuzione meno marcata, perché il prezzo medio per ordine è aumentato. A causa di questa evoluzione, che dipende da fattori esterni non influen- zabili, il seco ha accettato per il 2000 di aumentare il contributo federale nell’intento di coprire in parte l’importo non coperto del bilancio 1999 a carico dell’USEC. L’aumento delle spese di personale nel 2000 deriva dallo sforzo supplementare au- torizzato per lo sviluppo dell’informazione tramite Internet. Nel 1999, le pagine del sito dell’USEC sono state visitate 15 000 volte; la frequentazione è in forte aumento e diventerà un mezzo di comunicazione privilegiato.

Entrate 1995-2000 (in migliaia di franchi)

Partecipazione della 1000 1100 1176 1176 1176 1354 Confederazione Riviste 234 283 294 229 210 200 Bollettino EICS 17 10 10 10 10 10 Consigli/documenti 174 174 177 174 146 185 Manifestazioni 33 36 51 63 27 58 Pubblicazioni 142 150 136 138 121 140 Banca dati 46 73 128 111 15 15 Totale 1646 1826 1972 1901 1705 1962

1.2.3 Partecipazione ad altri programmi d’informazione

Il programma degli Euro Info Centres non è l’unico programma dell’UE volto all’in- formazione e al contatto tra le PMI. Tuttavia la partecipazione svizzera a queste altre operazioni è stata soprattutto frenata dal rifiuto dello Spazio economico europeo nel 1992. Nel corso degli anni in cui furono negoziati gli accordi bilaterali con l’UE, la cooperazione svizzera si è limitata alla partecipazione puntuale a singole operazioni con un legame più o meno stretto con gli EIC. In questo quadro la Svizzera parteci- pa all’Europartenariato, un organo che riunisce PMI di tutta l’Europa alla ricerca di partner in altre regioni. Anche questa partecipazione è stata affidata all’EICS, con relativo adeguamento budgetario. L’USEC ha anche partecipato ad alcune manife- stazioni Interprise organizzate nei paesi limitrofi. La Svizzera partecipa inoltre da diversi anni ai lavori dell’Osservatorio europeo delle PMI che pubblica a scadenze regolari rapporti sull’evoluzione delle questioni legati alle PMI in Europa e sulla politica dei paesi partecipanti 7. Al di fuori del contesto europeo, la Svizzera ha potuto seguire il progetto «A Global Marketplace for SME’s» lanciato dal G7 nell’ambito della sua iniziativa «Società dell’Informazione». Queste partecipazioni non hanno comunque comportato spese di notevole entità: per il periodo dal 1996 al 1999 si tratta di un totale di circa 1,5 milioni di franchi investiti in tali operazioni.

1.3 Valutazione dell’EICS

1.3.1 Il mandato di valutazione

In seguito a un bando di appalto il seco ha incaricato la ditta PriceWaterhouseCo- opers di valutare le prestazioni dell’EICS e di rispondere alle seguenti domande:

1. L’EICS adempie al suo compito conformemente al mandato del 20 novem-

bre 1996?

2. I bisogni dei clienti sono soddisfatti?

7 Cfr. al riguardo ad esempio l’articolo di Schoenenberger e Weber in: Vie économique, luglio 2000.

3. Quali sono le sinergie tra i compiti dell’USEC e quelli dell’EICS e come so-

no messe a frutto?

4. Quali conseguenze avrebbe un ritiro della Svizzera dal programma EIC, se-

gnatamente per la realizzazione dei compiti federali?

5. Quali sono i cambiamenti e le raccomandazioni da prendere in considerazio-

ne nell’ambito di un mandato futuro?

1.3.2 Principali risultati e raccomandazioni dei periti

Nella valutazione i periti hanno fatto ricorso a diversi metodi, tra cui lo studio di documenti, il colloquio con persone chiave su questioni di collaborazione, di grado di soddisfazione delle attese, di valutazione delle (proprie) prestazioni e sulle esi- genze e gli orientamenti futuri, e un sondaggio sul grado di soddisfazione dei clienti. L’analisi condotta ha risposto come segue ai quesiti posti 8: – L’EICS adempie ai suoi principali compiti. Segnatamente: – svolge le sue funzioni di informazione, fermo restando che la portata dell’azione dell’EICS deve essere qualificata come relativamente mo- desta; – garantisce a tutti gli interessati il medesimo accesso non discriminatorio alle informazioni sull’UE; – la collaborazione con gli EIC esteri è molto stretta e apprezzata sia da parte del responsabile dell’EICS che dei responsabili degli EIC esteri interrogati in merito. – Altre esigenze supplementari formulate nel mandato sono coperte solo par- zialmente: nella Svizzera tedesca ad esempio la collaborazione con le came- re di commercio non è molto pronunciata; lo stesso vale per i rapporti tra l’EICS, le associazioni professionali e i promotori economici. – Dal sondaggio risulta che i clienti sono molto soddisfatti delle prestazioni dell’EICS. Considerato il tasso di risposta (solamente il 16,3%) si deve tut- tavia relativizzare il valore dei risultati. – Tra l’USEC e l’EICS esistono sinergie. L’offerta dell’USEC rappresenta un buon complemento a quella dell’EICS. Queste sinergie sono messe a frutto (infrastruttura comune, ricorso a specialisti, ecc.); esse sono particolarmente sensibili quando si tratta di soddisfare una richiesta di consulenza. Questo tipo di prestazione è però richiesto solo raramente. – I periti raccomandano in generale il proseguimento dell’EICS. Di principio riteniamo che in base alle riflessioni politiche la continuazione sia racco- mandabile; secondo riflessioni funzionali ed economiche la continuazione non è necessaria ma utile nella misura in cui le priorità delle prestazioni e determinate condizioni quadro saranno sottoposte a nuovo esame. Se la Confederazione decide di non continuare l’attività, le prestazioni dell’EICS potranno essere garantite da altri servizi senza gravi oneri supplementari.

8 Estratto dalle conclusioni del rapporto peritale: N. Lundsgaard-Hansen, P. Stebler e Th. Reitze, «Evaluation Euro Info Center CCS», PriceWaterhouseCoopers, Berna, maggio

– Se la Confederazione decidesse di proseguire la partecipazione al program- ma EIC, i periti raccomandano di definire nuovamente i compiti, di pubbli- care un bando di concorso e di realizzare misure di miglioramento per quel che concerne l’esecuzione pratica del mandato.

1.3.3 Conclusioni del seco

Nonostante il bilancio critico della valutazione, il seco ritiene necessario continuare l’attività dell’EICS, tanto più che l’economia svizzera si integrerà ancora maggior- mente a quella dell’Europa dopo l’accettazione degli accordi bilaterali. Alcuni punti deboli dovranno assolutamente essere corretti. È necessario aumentare la trasparenza utilizzando un sistema contabile in grado di registrare i costi effettivi delle varie at- tività; le attività stesse dovranno poter essere distinte chiaramente da quelle dell’isti- tuzione ospite. È auspicabile una maggiore coordinazione anche con i diversi servizi della Confederazione coinvolti nelle questioni europee e nei contatti con le PMI. Anche un altro punto è controverso: il gruppo di valutazione ritiene molto debole l’impatto dell’EICS e stima a 3000 le imprese sue clienti; l’EICS non condivide quest’opinione e cita segnatamente l’elevato numero di visite registrate sul suo sito Internet. È difficile andare oltre la constatazione di tale controversia dato che la ge- stione dei contatti con la clientela è troppo rudimentale e non si dispone di registra- zioni precise. Si tratta di un punto che va senz’altro corretto in futuro. Il seco ritiene che l’elemento dei costi addossati alla Confederazione sia stato sotto- valutato dai periti. In effetti, rinunciando all’EICS, la distribuzione dei documenti dell’UE spetterebbe direttamente alla Confederazione tramite l’Ufficio centrale degli stampati e del materiale, come d’uso negli altri Paesi europei. Si tratta di un’attività deficitaria, e sebbene il volume supplementare a carico dell’UCFSM sarebbe conte- nuto, si renderebbero probabilmente necessari l’assunzione di personale supple- mentare e ulteriori investimenti. Le attività di informazione in senso stretto andreb- bero attribuite all’Ufficio dell’integrazione che sarebbe costretto ad aumentare il personale per soddisfare la domanda. Questi diversi oneri supplementari non posso- no essere negati, anche se è difficile precisarne l’entità.

1.4 Prospettive future

1.4.1 La politica dell’Unione europea

La Commissione europea ha fatto svolgere un’analisi approfondita dei diversi stru- menti adottati nell’ambito del terzo programma pluriennale per le PMI relativo al periodo 1997-2000. Le conclusioni degli esperti esterni e interni sono positive9: «Gli Euro Info Centres sono valutati positivamente. Il loro impatto quantitativo e qualitativo è importante. Essi testimoniano inoltre di un crescente effetto di «rete» e il loro contributo alle PMI sotto forma di valore aggiunto va ben oltre il loro ruolo tradizionale di fornitori di informazioni sugli affari europei. L’ufficio d’assistenza tecnica con sede a Bruxelles registra buone prestazioni e i sistemi di controllo del livello di attività degli EIC e di mantenimento del controllo della qualità sono stati

9 Cfr. Rapporto di valutazione del terzo programma pluriennale per le PMI nell’Unione europea (1997-2000), COM (1999) 319 definitivo, 29 giugno 1999.

migliorati nel corso del terzo PPA [programma pluriennale]. Concludiamo che, no- nostante il costo elevato di questa misura e l’importante volume di personale richie- sto, le spese hanno in generale generato dei profitti». Altre attività invece sono state valutate in modo molto meno positivo, motivo per cui le azioni di avvicinamento delle imprese saranno sottoposte a una profonda ri- strutturazione. Altre, come il programma «Interprise», sono state valutate positiva- mente, ma la Commissione ha deciso di rinunciarvi in quanto interessavano solo un numero limitato di imprese. In seguito al vertice di Lisbona la Commissione ha adottato una comunicazione sul promovimento di una politica delle imprese fondata sulla conoscenza, accompagnata da una proposta di decisione del Consiglio relativa a un programma pluriennale a favore dell’impresa e dell’imprenditorialità 2001-2005 (COM(2000) 256 def.). Nel capitolo sugli strumenti del Programma pluriennale la Commissione annota: «I ser- vizi di informazione e sostegno alle imprese rivestono importanza crescente per le aziende interessate a competere nel mercato interno e a livello più ampio. L’infrastruttura esistente, che attribuisce un ruolo particolare agli «Euro Info Cen- tres», sarà sviluppata e migliorata. Il Programma pluriennale a favore dell’impresa e dell’imprenditorialità sarà utilizzato per il conferimento di un valore aggiunto non disponibile presso i servizi offerti dal settore privato o dagli Stati membri. Saranno rafforzati i collegamenti con gli strumenti complementari gestiti da altri servizi della Commissione, dagli Stati membri e dal settore privato.» Come risulta dal titolo del Programma pluriennale, ossia «a favore dell’impresa e dell’imprenditorialità», l’azione della Commissione europea si concentra viepiù at- torno alle nuove tecnologie dell’informazione; si riscontrano parallelismi con il pia- no d’azione e-Europa pure lanciato nel corso del vertice di Lisbona. Il programma degli Euro Info Centres, che rappresenta circa un terzo del budget del programma pluriennale (75 milioni di euro su un totale di 230 milioni per 5 anni), dovrà proba- bilmente adattarsi al passaggio progressivo dell’informazione su Internet e concen- trarsi maggiormente sulle attività di sostegno e consulenza.

1.4.2 Altri programmi internazionali di informazione per

le PMI Alla stessa stregua del G7, che si è interessato delle PMI nell’ambito della sua ini- ziativa per la società dell’informazione, altre organizzazioni internazionali sono atti- ve in questo contesto. Si tratta segnatamente dell’Organizzazione per la coopera- zione e lo sviluppo economico (OCSE), che ha riconosciuto l’importanza del com- mercio elettronico e dei nuovi mezzi di comunicazione per le PMI. Durante la Con- ferenza di Bologna (14-15 giugno 2000), i ministri e i rappresentanti dei Governi hanno adottato una «Carta di Bologna sulle politiche concernenti le PMI». La Carta fa segnatamente riferimento a una Proposta italiana di Rete internazionale per le PMI (RIPMI), un progetto volto alla realizzazione di una rete di informazioni e di sostegno tramite Internet.

1.5 Proposte del Consiglio federale

1.5.1 Proseguimento della partecipazione svizzera al

programma degli EIC e potenziamento degli sforzi di cooperazione a livello internazionale Considerata la nostra crescente integrazione all’economia europea, il nostro Colle- gio ritiene necessario continuare la nostra partecipazione al programma degli Euro Info Centres dell’UE. Occorrerà peraltro partecipare nella misura del possibile ad altri programmi europei che seguono il medesimo orientamento (Europartenariat, p. es.). I progetti attuati da altre istituzioni internazionali come l’OCDE possono altresì offrire interessanti opportunità alle nostre imprese.

1.5.2 Rinuncia a un nuovo bando di appalto dell’EICS

In una delle loro ultime proposte, i periti hanno suggerito di lanciare un nuovo ban- do di appalto per il nuovo mandato all’EICS. Si tratta di un suggerimento indubbia- mente giustificato se si prospetta una maggiore efficienza; esso non corrisponde pe- rò esattamente alla situazione giuridica complessa di questo oggetto di dimensioni internazionali. Infatti - come è stato ribadito nel messaggio, è di fatto la Commissio- ne europea e più precisamente la DG (nelle sue nuove strutture di successore della DG XXIII), che sceglie i partner su proposta e d’intesa con le autorità del Paese. Nell’ambito di contatti la DG Entreprise ha comunicato di essere soddisfatta delle prestazioni dell’EICS e di essere lieta di proseguire la collaborazione con l’EICS e con l’USEC. Per il nostro Collegio si tratta di esaminare se un bando di appalto si impone o meno sulla base dei criteri della legge federale del 16 dicembre 1994 sugli acquisiti pub- blici (RS 172.056.1). Secondo l’articolo 3 capoverso 1 lettera c le disposizioni rela- tive agli acquisti pubblici non sono applicabili quando si tratta un progetto comune con altri Stati. Occorre altresì considerare che la Commissione europea non si limita a designare l’organismo partner della rete EIC, bensì disciplina una grande parte delle attività di questi EIC (obblighi nei confronti della rete, definizione delle infor- mazioni fornite dalla centrale di Bruxelles, ecc.). Per questi motivi il nostro Collegio ritiene che non è necessario effettuare un nuovo bando di appalto nella misura in cui l’USEC accetta le norme che saranno ridefinite nel nuovo mandato EICS. Questa decisione è altresì giustificata da criteri pratici: nella sua qualità di distribu- tore ufficiale delle pubblicazioni dell’UE l’USEC può trarre profitto da sinergie non sottovalutabili e particolarmente importanti perché questo oggetto possiede punti in comune con il promovimento delle esportazioni e perché il futuro «promotore delle esportazioni» collaborerà in modo ancor più stretto con le camere di commercio e le altre istituzioni delle PMI.

1.5.3 Definizione di un nuovo mandato per l’EICS

Tuttavia bisogna migliorare l’efficacia di tale strumento e coinvolgere il più grande numero possibile di piccole e medie imprese mediante misure di marketing adattate. Sarà definito un nuovo mandato; esso richiederà un’analisi precisa dei costi che do- vranno essere chiaramente separatati da quelli dell’istituzione ospite. Sarà creato un

sistema di controllo più intenso sul modello del sistema applicato dai servizi della Commissione europea agli EIC degli Stati membri. Con l’istituzione di una confe- renza regolare dei rappresentanti dell’EICS, dell’Ufficio dell’integrazione, della Task Force PMI del seco e degli altri servizi coinvolti in questa tematica, sarà mi- gliorata la coordinazione in seno all’amministrazione federale.

1.5.4 Coordinamento di piatteforme elettroniche

È indispensabile tenere conto dei profondi cambiamenti dovuti all’irrompere di In- ternet nell’ambito dell’informazione. Un’inchiesta della Task Force PMI del seco, condotta nel giugno 2000 in collaborazione con l’UFS, ha mostrato che il 57 per cento delle PMI svizzere hanno in qualche modo accesso a Internet. Ancora nel feb- braio 1999 tale percenbtuale era del solo al 30 per cento. A questo si aggiunge un altro fenomeno: il limite tra economia nazionale e mercato internazionale tende a svanire. Di conseguenza, i vari progetti di informazione sviluppati su queste nuove piattaforme hanno la tendenza a compenetrarsi. In tale contesto è utile intensificare gli sforzi di informazione su Internet partecipan- do a diversi progetti internazionali e creando piattaforme di collaborazione a vari livelli. Per sviluppare la parte svizzera di questi progetti globali ci si baserà sul pro- getto di portale Internet preparato dal seco, che integrerà le offerte dell’USEC e dell’EIC. Conformemente alla decisione presa dal nostro Collegio nel contesto del secondo rapporto del Gruppo di coordinamento per la società dell’informazione (KIG) del 5 luglio 2000, questo portale Internet destinato alle PMI e in particolare ai fondatori di nuove imprese (come risulta dal nostro rapporto sul promovimento della creazione di nuove imprese), verrà sviluppato nell’ambito del progetto «e- government».

2 Ripercussioni

2.1 Ripercussioni finanziarie e conseguenze sull’effettivo

del personale Il credito quadro di 10 milioni di franchi su un periodo di cinque anni - ossia 2 mi- lioni di franchi all’anno, sarà utilizzato in gran parte finanziare gli EIC. Questi importi figurano nella pianificazione finanziaria e sono identici a quelli di- sponibili nel corso del periodo precedente. I relativi compiti sono stati ampiamente delegati a organizzazioni esterne. Non è pertanto necessario un aumento del perso- nale della Confederazione. Nondimeno il coordinamento con altre attività informati- ve della Confederazione esigerà nuove risorse che verranno richieste nell’ambito del progetto «e-government».

2.2 Ripercussioni economiche

Scopo della partecipazione ai programmi di informazione e in special modo al pro- gramma degli Euro Info Center è anzitutto di facilitare alle piccole e medie imprese l’intelligibilità delle norme dell’UE. Non si tratta di una nuova normativa, bensì di

un ausilio di comprensione per le PMI che va nella medesima direzione delle rifles- sioni che hanno giustificato l’introduzione di uno studio di impatto dei nuovi atti legislativi. Le norme stabilite dalla Commissione europea garantiscono che tali compiti venga- no affidati unicamente a istituzioni prossime alle imprese e alle PMI. Nel caso della Svizzera la scelta dell’USEC e la sua collaborazione con le camere di commercio garantiscono il perseguimento dei medesimi obiettivi. La trasposizione dei risultati della valutazione nell’ambito del nuovo mandato di prestazioni consentirà di poten- ziare l’efficacia di questo strumento.

3 Programma di legislatura

Il presente oggetto non figura nel Rapporto del 1° marzo 2000 sul programma di legislatura 1999-2003 (FF 2000 2037), ma è vincolato ad altri progetti di sostegno alle PMI (promovimento delle esportazioni e miglioramento delle condizioni-quadro a favore delle piccole imprese n. 2.2 Economia e competitività).

4 Basi legali

Il presente oggetto si fonda sull’articolo 3 del decreto federale del 6 ottobre 1995 sulla partecipazione a programmi internazionali d'informazione, mediazione e con- sulenza in favore delle piccole e medie imprese (RS 951.971) che autorizza l’Assemblea federale a stabilire mediante decreto federale semplice l'ammontare massimo dei mezzi finanziari destinati a queste attività.

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