Messaggio concernente la proroga e l'aumento del quarto credito quadro per la continuazione della cooperazione con gli Stati dell'Europa orientale e della CSI
10.076
Messaggio concernente la proroga e l’aumento del quarto credito quadro per la continuazione della cooperazione con gli Stati dell’Europa orientale e della CSI
del 1° settembre 2010
Onorevoli presidenti e consiglieri,
con il presente messaggio vi sottoponiamo, per approvazione, il disegno di decreto federale semplice che proroga e aumenta il quarto credito quadro per la continua- zione della cooperazione con gli Stati dell’Europa orientale e della CSI.
Gradite, onorevoli presidenti e consiglieri, l’espressione della nostra alta conside- razione.
1° settembre 2010 In nome del Consiglio federale svizzero: La presidente della Confederazione, Doris Leuthard La cancelliera della Confederazione, Corina Casanova
2010-1231 5631
Compendio
Il presente messaggio chiede la proroga e l’aumento del quarto credito quadro per la continuazione della cooperazione con gli Stati dell’Europa orientale e della Comunità degli Stati indipendenti (CSI). La base giuridica è la legge federale del 24 marzo 20061 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est.
I fondi d’impegno dell’attuale credito quadro per la cooperazione con i paesi dell’Europa orientale e della CSI saranno esauriti nel secondo semestre 2011. In seguito alla modifica dell’ordinanza sulle finanze della Confederazione, la quale prevede la concomitanza dei crediti quadro con il programma di legislatura2, viene sottoposta al Parlamento la presente richiesta di aumento di 290 milioni di franchi e di proroga del quarto credito quadro in corso sino alla fine del 2012. In tal modo si vuole garantire la continuazione della cooperazione svizzera con i Paesi del- l’Europa orientale e della CSI. Il presente messaggio complementare riprende fondamentalmente il contenuto del messaggio concernente il credito quadro in corso. L’aumento e la proroga lasciano invariata l’attuale impostazione strategica della cooperazione con i Paesi dell’Est. Viene mantenuta la concentrazione tematica e la presenza sul terreno nella realizza- zione dei progetti viene ulteriormente rafforzata. L’accento è posto ancora più nettamente sui settori tematici nei quali la Svizzera dispone di competenze chiave o è in grado di acquisirne. La cooperazione con i Paesi dell’Est ha sempre quale obiettivo prioritario il soste- gno alla transizione verso sistemi democratici e pluralistici e il rafforzamento dello sviluppo economico fondato sull’economia di mercato, i principi sociali e il rispetto dell’ambiente. Il proseguimento dell’aiuto alla transizione concretizza la solidarietà della Svizzera con i Paesi dell’Est e la sua partecipazione alla condivisione degli oneri sostenuti dalla comunità internazionale. Questo contributo serve anche autentici interessi del nostro Paese: vista la prossimità geografica dell’Europa orientale è importante per la Svizzera che gli Stati della regione concludano con successo i loro processi di transizione politica, economica e sociale. Rivestono un interesse particolare i nuovi mercati che questi Paesi offrono alle imprese svizzere e il potenziale d’approvvi- gionamento e d’investimento che essi rappresentano per tali imprese, i movimenti migratori da questi Stati, la loro appartenenza agli stessi gruppi di voto della Sviz- zera in seno alle istituzioni di Bretton Woods e della Banca europea per la ricostru- zione e lo sviluppo, ma anche la lotta transfrontaliera contro la criminalità e l’inquinamento in seno all’Europa.
1 RS 974.1 2 Art. 7 cpv. 2, entrato in vigore il 1° gennaio 2009, dell’ordinanza sulle finanze della Confederazione (LFC, RS 611.01): «Di regola entro sei mesi dal messaggio sul pro- gramma di legislatura, il Consiglio federale sottopone all’Assemblea federale decisioni finanziarie pluriennali e periodiche di portata rilevante».
Le numerose valutazioni cui sono stati sottoposti questi programmi e progetti hanno concluso, come anche il Comitato per l’aiuto allo sviluppo (CAS) dell’OCSE, che i risultati raggiunti grazie alla cooperazione con i Paesi dell’Est e il credito quadro attuale costituiscono un contributo utile e significativo alla transizione nei Paesi interessati. La continuità e la qualità della cooperazione della Svizzera con i Paesi dell’Est le valgono un’eccellente reputazione e aumentano il suo prestigio. L’aumento e la proroga del credito quadro in corso mantengono le priorità geogra- fiche precedenti: Balcani occidentali, Caucaso del Sud e Asia centrale, Ucraina e Moldavia. Nonostante i considerevoli sforzi profusi, in queste regioni i processi di riforma economica e politica non sono ancora terminati; è pertanto necessario mantenere la cooperazione. L’attuazione delle riforme nell’ex blocco orientale è un compito complesso, di lunga durata, con considerevoli differenze regionali. In taluni Paesi, come la Serbia, la Macedonia, l’Albania e l’Azerbaigian, importanti riforme economiche e sociali sono bene avanzate; in altri Stati, tuttavia, i progressi sono nettamente più modesti. Inoltre, i conflitti armati e la crisi economica e finanziaria mondiale hanno ritardato o bloccato le riforme in corso in numerosi Paesi. Dopo una lenta diminuzione dei tassi di disoccupazione, la crisi ha fatto nuovamente aumentare il numero dei senza lavoro, rendendo più acuta la povertà e incremen- tando la pressione migratoria. In un simile contesto l’aiuto della Svizzera riguarda aspetti fondamentali della transizione. Esso contribuisce a instaurare istituzioni democratiche legittime e funzionali e a dare trasparenza alla governanza, soprattutto a livello municipale ma talvolta anche a livello centrale. Sostiene riforme grazie alle quali sono attuate condizioni quadro affidabili che favoriscano l’emergere di un’economia di mercato competitiva e partecipa alla modernizzazione delle infrastrutture pubbliche. Il sostegno svizzero contribuisce a migliorare il sistema sanitario e agevola l’accesso all’acqua e all’energia, soprattutto per i gruppi sfavoriti. Grazie a esso il ruolo della società civile viene rafforzato e la protezione dei diritti delle minoranze e dei gruppi marginalizzati migliorata. Inoltre, in questo ambito la Svizzera si prefigge uno sviluppo sostenibile.
La cooperazione svizzera con i Paesi dell’Est è attuata dalla DSC e dalla SECO: la DSC si occupa della cooperazione tecnica, la SECO della cooperazione economica e finanziaria. Il DFAE assicura il coordinamento generale. Nei Paesi d’intervento, gli uffici comuni di cooperazione si occupano di realizzare gli obiettivi in stretta collaborazione con i partner locali per mezzo di progetti concreti. Il quarto credito quadro, nonché l’aumento e la proroga richiesti contribuiscono a realizzare gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM). Le spese sono computate integralmente all’aiuto allo sviluppo della Confederazione secondo le prescrizioni dell’OCSE. Pertanto, l’impegno della Svizzera nei Paesi dell’Europa orientale e della CSI costituisce una parte integrante della cooperazione svizzera allo sviluppo.
Compendio 5632
1 Situazione iniziale e condizioni quadro 5635
1.1 Quadro politico e finanziario 5635
1.2 Presentazione della situazione e motivo della richiesta finanziaria 5635
1.3 Importanza del progetto da finanziare 5638
1.4 Vantaggi per la Svizzera 5639
1.5 Prospettive future 5640
2 Contenuto del decreto finanziario 5641
2.1 Proposta del Consiglio federale 5641
2.2 Motivazione della proposta 5641
2.3 Impostazione strategica della cooperazione con l’Europa orientale 5641
2.3.1 Scopi e impostazione strategica 5641
2.3.2 Principi, strumenti e priorità 5642
2.3.3 Priorità regionali 5644
2.3.4 Svolgimento della cooperazione 5648
2.3.5 Risultati ottenuti mediante il credito quadro in corso 5648
3 Ripercussioni 5649
3.1 Per la Confederazione 5649
3.2 Per i Cantoni e i Comuni 5649
3.3 Per l’economia 5649
4 Programma di legislatura e piano finanziario 5650
5 Aspetti giuridici 5650
5.1 Base legale 5650
5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali della Svizzera 5650
5.3 Forma dell’atto 5650
5.4 Subordinazione al freno alle spese 5651
Allegati
1 Precedenti crediti quadro per la cooperazione con l’Europa orientale 5652
2 Impiego dei mezzi del IV credito quadro (2007–2010) 5653
3 Impegni e pagamenti 5655
4 Le quattro priorità tematiche della cooperazione con i Paesi dell’Est 5656
5 Esempi di progetti di cooperazione della DSC e della SECO
con i Paesi dell’Europa orientale 5658
6 Valutazione fra pari realizzata dal CAS dell’OCSE nel 2009 5664
Decreto federale che proroga e aumenta il quarto credito quadro per la continuazione della cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est e della CSI (Disegno) 5665
Messaggio
1 Situazione iniziale e condizioni quadro
1.1 Quadro politico e finanziario
Dall’inizio degli anni Novanta, la Confederazione sostiene la transizione politica, economica e sociale nell’Europa orientale e nella Comunità degli Stati indipendenti (CSI). Da allora il Parlamento ha stanziato complessivamente 4,18 miliardi di fran- chi in quattro crediti quadro e nei corrispondenti aumenti (allegato 1). L’attuale quarto credito quadro, di un importo totale di 730 milioni di franchi, è stato approvato dal Parlamento il 18 giugno 20073. Questo credito ha una durata minima di quattro anni e copre l’aiuto ai Paesi dell’Europa orientale e della CSI4. I fondi d’impegno del credito quadro attuale saranno completamente esauriti a metà del 2011. La modifica del 5 dicembre 2008 dell’articolo 7 capoverso 2 dell’ordi- nanza sulle finanze della Confederazione istituisce la sincronizzazione dei crediti quadro con la legislatura corrispondente5; diventa pertanto necessario aumentare e prorogare il quarto credito quadro. Il presente messaggio chiede un aumento di 290 milioni di franchi per il periodo comprendente il secondo semestre 2011 e tutto il 2012. I corrispondenti crediti a preventivo figurano nel preventivo 2011 e nel piano finanziario 2012–2014. L’aumento e la proroga del credito quadro garantiscono il proseguimento della cooperazione tecnica e finanziaria con i Paesi dell’Europa dell’Est, mantenendo l’attuale impostazione strategica.
1.2 Presentazione della situazione e motivo
della richiesta finanziaria La continuazione delle riforme nell’Europa orientale e sudorientale e nell’Asia centrale è un processo complesso, di lunga durata, con considerevoli differenze fra le diverse regioni. Mentre Paesi come la Serbia, la Macedonia, l’Albania e l’Azer- baigian sono riusciti a fare avanzare ampie riforme economiche e sociali, in altri Stati i progressi sono stati molto più modesti. Sul piano politico, progresso e immo- bilismo si pongono quasi allo stesso livello. I miglioramenti ottenuti nel settore dello Stato di diritto, della democrazia pluralistica e dell’economia di mercato a carattere sociale e sostenibile sono spesso minacciati da tensioni politiche, crisi ed esplosioni di violenza. Cambiamenti di governo possono comportare improvvisi e importanti mutamenti economici e politici. La crisi economica e finanziaria ha lasciato una profonda impronta in tutta la regione dove la Svizzera interviene nell’ambito della cooperazione con i Paesi dell’Est. La povertà e la marginalizzazione sociale si sono accentuate, soprattutto in seno alle minoranze.
3 FF 2007 4553
4 L’aiuto ai nuovi membri dell’UE allargata è trattato in diversi messaggi
(FF 2007 453; 2009 4197). 5 Art. 7 cpv. 2, entrato in vigore il 1° gennaio 2009, dell’ordinanza sulle finanze della Confederazione (LFC, RS 611.01): «Di regola entro sei mesi dal messaggio sul pro- gramma di legislatura, il Consiglio federale sottopone all’Assemblea federale decisioni finanziarie pluriennali e periodiche di portata rilevante».
I Paesi dei Balcani occidentali hanno compiuto sensibili progressi negli ultimi anni sulla via della stabilizzazione politica e dell’integrazione regionale ed europea. Tuttavia, per quanto riguarda la transizione, sono ancora lontani dall’obiettivo soprattutto su tre piani che si compenetrano: il superamento delle conseguenze delle guerre degli anni Novanta; il consolidamento delle riforme strutturali per assicurare il passaggio dal socialismo iugoslavo allo Stato di diritto democratico e all’economia di mercato; i processi di stabilizzazione, di associazione e di adesione in corso con l’UE. Benché l’adesione all’UE rimanga il loro scopo dichiarato, i Paesi dei Balcani occi- dentali avranno probabilmente grandi difficoltà a realizzare i loro ambiziosi pro- grammi. Tuttavia, la prospettiva dell’adesione stimola queste società e accelera le riforme necessarie. Le questioni di statuto e di costituzione, le relazioni fra etnie e fra Paesi sono sempre fonti di tensioni politiche che minacciano la stabilità e l’integrazione regionale. Queste economie progredivano bene dopo il 2000, ma il loro slancio è stato improvvisamente interrotto dalla crisi economica e finanziaria del 2008. Servizi sociali essenziali, come l’educazione e la sanità, stagnano a un livello molto modesto. La persistente disoccupazione, sempre molto elevata, rende fragile la situazione sociale e provoca una forte pressione migratoria soprattutto fra i giovani. Le minoranze etniche, inoltre, sono spesso vittime di discriminazioni. La maggior parte dei Paesi ha introdotto notevoli miglioramenti nella legislazione e nel sistema giudiziario, ma lo Stato di diritto rimane in gran parte ancora insufficiente- mente rispettato. La criminalità organizzata e la corruzione sono molto diffuse. In Bosnia ed Erzegovina, lo Stato centrale non può assumere completamene i suoi mandati. Le riforme costituzionali non sono ancora state attuate a causa della man- canza di un consenso politico. La necessità di consolidare maggiormente lo Stato derivato dagli accordi di pace del 1995 incita la comunità internazionale a mantenere la sua presenza militare e la sua funzione d’arbitrato. È molto difficile attuare nel Paese le riforme economiche e politiche intese a ridurre la disoccupazione e la povertà, a suscitare un clima economico favorevole all’investimento e all’attività
economica e a migliorare la competitività delle esportazioni e dell’industria. Il Kosovo ha dichiarato la propria indipendenza nel febbraio 2008. È stato riconosciuto da 69 Stati, fra cui la Svizzera, e ha ottenuto l’adesione al Fondo monetario interna- zionale e alla Banca mondiale. La maggior parte dei Paesi dei Balcani ha riconosciu- to il Kosovo e ha allacciato buone relazioni con questo Stato. Tuttavia, l’instaura- zione e l’attuazione dello Stato di diritto compiono progressi molto lenti. La presenza internazionale civile e militare è ancora molto sollecitata poiché sul posto assume una funzione di garante. La Serbia dopo le ultime elezioni ha avviato una nuova svolta europea e potrebbe indiscutibilmente diventare il motore dello sviluppo economico della regione. Un’elaborazione approfondita del suo passato di guerra e un approccio pragmatico alla questione del Kosovo aumenterebbero le possibilità per quest’ultimo di avvicinarsi all’Europa e di svolgere un ruolo regionale. In Mace- donia il processo di riforma ha subito un rallentamento dovuto in particolare alla concentrazione eccessiva del potere, alle latenti tensioni interetniche, al conflitto ancora irrisolto con la Grecia sulla questione del nome e alle difficoltà economiche del Paese, con un tasso di disoccupazione superiore al 30 per cento; lo statuto di candidato all’UE ottenuto nel 2005 non ha riattivato il processo di riforma. L’Albania ha superato importanti tappe della transizione in vari settori e mantiene relazioni stabilizzanti nella regione. Il governo, però, molto polarizzato politicamen-
te, ha enormi difficoltà a svolgere i propri compiti e la sua democratizzazione rima- ne fragile. I Paesi dell’ex Unione Sovietica hanno anch’essi numerose sfide da raccogliere. In Asia centrale la situazione è particolarmente difficile nel Tagikistan e nel Kirghizi- stan, con economie principalmente agricole. Nel Tagikistan il 60 per cento della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà; la fragilità dello Stato e le ten- denze alla destabilizzazione sono oggi chiaramente percepibili. Nel Kirghizistan la violenza riscontrata al momento del cambio di governo nell’aprile 2010 è il segno di una profonda crisi, ancora aggravata dagli attacchi e dalle espulsioni etniche avvenu- te nel Sud del Paese. L’adozione di una nuova Costituzione dovrebbe permettere di avviare un processo di riforme intese a proteggere la popolazione, sempre più povera, contro il ritorno di un governo autocratico. Nel Caucaso del Sud le operazioni militari che nel 2008 hanno opposto la Russia e la Georgia hanno confermato l’esistenza di un potenziale di conflitto. Con la dichiara- zione d’indipendenza dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale, la normalizzazione è ancora più lontana in Georgia. I conflitti dell’Alto Karabakh, dell’Ossezia meri- dionale e dell’Abkhazia hanno provocato oltre 1,5 milioni di rifugiati e di sfollati. In Ucraina e in Moldavia il bisogno di riforme rimane considerevole. In Moldavia i partigiani dell’avvicinamento con la Russia si oppongono a quelli favorevoli all’Europa nel conflitto sulla Transnistria. Anche la popolazione dell’Ucraina pre- senta le stesse divisioni, mentre la «rivoluzione arancione» del 2004 non ha portato la stabilità attesa. Dopo le elezioni presidenziali del gennaio–febbraio 2010, che hanno introdotto un’alternanza anche nel governo, le relazioni con la Russia sono nuovamente migliorate. Sinora l’Ucraina non ha saputo sfruttare pienamente il suo potenziale economico a causa dell’instabilità politica che compromette anche le riforme che sarebbero urgentemente necessarie. Nell’insieme dell’area della CSI i servizi pubblici a carattere sociale (educazione, sanità, sicurezza sociale) sono ancora gestiti centralmente. Nella maggior parte di questi Paesi sono al di sotto dei livelli raggiunti sotto l’Unione Sovietica e non rispondono assolutamente alle esigenze della popolazione. L’estesa infrastruttura
degli anni Novanta del secolo scorso è in gran parte crollata. In questo contesto la Svizzera concentra il suo aiuto a lungo termine su riforme del sistema sanitario, sull’accesso all’acqua e all’energia, soprattutto per le popolazioni impoverite e sul miglioramento delle condizioni quadro del settore privato. Essa sostiene gli sforzi di trasparenza dell’azione governativa e di decentralizzazione. Inoltre, è importante che i gruppi sfavoriti possano far valere i loro diritti e beneficiare dei servizi pubblici in modo paritario.
La crisi economica e finanziaria mondiale ha duramente colpito tutti i Paesi dell’Asia centrale e dell’Europa orientale e sudorientale. Anche se il settore ban- cario non era molto esposto, le esportazioni e gli investimenti diretti hanno subìto un forte calo. La disoccupazione era lentamente diminuita negli anni pre- cedenti, pur rimanendo sempre elevata: ora il suo livello è bruscamente aumen- tato. La povertà si è accentuata, con conseguenze sociali a lungo termine, come anche la pressione migratoria. Prima della crisi finanziaria, la Russia e il Kazakistan erano i motori economici della CSI e offrivano lavoro a una numerosa mano d’opera dell’Asia centrale, soprattutto nell’edilizia. La metà del PIL del Tagikistan proveniva dai suoi lavo- ratori all’estero. La crisi ha provocato una netta diminuzione di questi trasferi- menti, il ritorno di numerosi emigrati, l’incremento della disoccupazione e un rischio accresciuto di destabilizzazione sociale e politica. Anche nel Caucaso del Sud la crisi ha avuto effetti negativi. In Ucraina e in Moldavia, dove il deficit pubblico è considerevolmente aumentato, il Fondo monetario internazionale ha fornito fondi per stabilizzare la situazione, tuttavia a condizioni molto severe. Complessivamente, la crisi finanziaria conferisce alla cooperazione con l’Europa dell’Est un’importanza ancora maggiore che in precedenza. L’aiuto della Sviz- zera, pertanto, viene considerato molto positivamente nei Paesi dell’Europa orientale e della CSI.
1.3 Importanza del progetto da finanziare
L’aumento e la proroga del IV credito quadro permetteranno alla Svizzera di mante- nere il suo sostegno alla transizione nei Paesi dell’Europa orientale. Dall’inizio degli anni Novanta del secolo scorso, la Svizzera ha notevolmente intensificato le sue relazioni tradizionalmente già strette con la regione dove la transizione ha effetti politici, economici e sociali che la interessano direttamente a causa della sua prossi- mità geografica. L’aiuto alla transizione fornito dal nostro Paese si concilia con l’orientamento strategico della sua politica estera che pone le buone relazioni con i Paesi europei al rango più alto delle sue priorità e considera l’aiuto alla transizione parte integrante della cooperazione internazionale. La Svizzera ha interesse a far sì che i Paesi che si trovano ai confini esterni dell’UE si sviluppino pacificamente; per questo motivo intensifica le sue relazioni di vicinato con questi Stati. Come altri attori internazionali, per motivi di ordine geopolitico, è particolarmente interessata anche alla stabilità dei suoi partner dell’Asia centrale e del Caucaso, benché siano geograficamente più lontani. Gli Stati dell’Europa orientale e della CSI sono importanti partner commerciali della Svizzera: l’eccedente commerciale nei confronti dei Paesi partner della cooperazione con l’Europa orientale ammontava a 1,006 miliardi di franchi nel 20086. Nell’ambito della ripartizione internazionale degli oneri, la Svizzera è tenuta a fornire un adeguato contributo agli sforzi di assistenza all’Europa orientale e alla regione della CSI. Il proseguimento dell’aiuto alla transizione è pertanto sentito
6 Fonte: Amministrazione federale delle dogane.
come l’espressione della solidarietà della Svizzera con i Paesi dell’Europa orientale. La qualità e la continuità di questo sostegno le valgono una reputazione eccellente e accrescono il suo prestigio. Il IV credito quadro, nonché la proroga e l’aumento richiesti contribuiscono a realiz- zare gli Obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM). Le prescrizioni dell’OCSE permettono infatti alla Confederazione di far figurare integralmente queste spese nel suo aiuto pubblico allo sviluppo. L’impegno della Svizzera nell’Europa orientale e nella CSI costituisce una parte integrante della cooperazione svizzera allo sviluppo che si prefigge di migliorare le condizioni quadro generali per uno sviluppo equo e sostenibile, come previsto dalla strategia 2008 della Svizzera in materia di coopera- zione allo sviluppo.
1.4 Vantaggi per la Svizzera
La Svizzera ha un interesse fondamentale a proseguire una politica attiva di sostegno alla transizione nell’Europa orientale e nella CSI, particolarmente per quanto riguarda i seguenti ambiti. Sicurezza e stabilità: la povertà generalizzata, le estreme differenze socioeconomi- che e la fragilità o la mancanza di fiducia nelle istituzioni dello Stato costituiscono rischi per la sicurezza. La debolezza delle strutture statali e l’insufficienza dei mec- canismi di vigilanza rimettono in questione il monopolio del potere statale. Favori- scono una privatizzazione del ricorso alla forza e lo sviamento dello Stato al servizio di interessi particolari. La criminalità e la corruzione, relativamente diffuse nell’Europa orientale e nella CSI, minacciano la sicurezza degli individui, dei gruppi e delle istituzioni e frenano considerevolmente la transizione. Inoltre, la criminalità proveniente da queste regioni, favorita in particolare da buoni collegamenti, ha un impatto diretto sulla criminalità in Svizzera. Quest’ultima aderisce pertanto a orga- nismi internazionali che si prefiggono di migliorare la cooperazione in materia di lotta internazionale alla criminalità, in particolare per quanto riguarda il traffico d’armi e di droga, il riciclaggio di denaro e la tratta di esseri umani. Interessi dell’economia svizzera: il miglioramento della situazione generale nel- l’Europa orientale e nella CSI può aprire nuovi sbocchi, nuove fonti di approvvigio- namento e nuove occasioni d’investimento alle imprese svizzere. A ciò si aggiun- gono gli effetti diretti delle ordinazioni di beni e di servizi ricevute dalle imprese svizzere nell’ambito di progetti bilaterali e la possibilità di partecipare a gare d’appalto internazionali presso le banche di sviluppo internazionali nell’ambito della cooperazione. Appartenenza agli stessi gruppi di voto in seno alle Istituzioni di Bretton Woods (IBW), alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e al Fondo globale per l’ambiente (GEF): la Svizzera è legata ad alcuni Stati dell’Europa dell’Est e della CSI dalla sua appartenenza agli stessi gruppi di voto – che essa peraltro dirige – in seno al Fondo monetario internazionale e alla Banca mondiale (Azerbaigian, Polonia, Serbia, Tagikistan, Turkmenistan, Kirghizistan e Uzbeki- stan7), alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Uzbekistan, Kirghizi-
7 Il Kazakistan aderirà al gruppo di voto della Svizzera al FMI e alla Banca mondiale. Il Consiglio federale, il 20 luglio 2010, si è dichiarato favorevole al suo ingresso, che potrà essere formalmente effettivo al più presto nell’autunno 2010.
stan, Azerbaigian, Turkmenistan, Serbia e Montenegro in particolare) e al Fondo globale per l’ambiente (Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbeki- stan e Azerbaigian8). Nel caso del FMI partecipa alla definizione delle politiche e delle strategie delle grandi istituzioni finanziarie mondiali, associandosi alle deci- sioni volte a mantenere la stabilità macroeconomica e a sfruttare la crescita econo- mica al servizio dello sviluppo, nel rispetto dell’ambiente. Migrazione: il miglioramento delle prospettive sul posto riduce la pressione migra- toria e pertanto la migrazione irregolare. Misure e progetti adeguati permettono di affrontare le cause stesse delle migrazioni. La Svizzera accoglie sul suo territorio una notevole diaspora dei Balcani occidentali; il suo obiettivo strategico è pertanto quello di stringere partenariati migratori con singoli Paesi della regione. Un dialogo permanente permetterà alle due parti di trattare i problemi posti dalla migrazione. Protezione dell’ambiente: i problemi ambientali non si fermano alle frontiere nazio- nali ma richiedono spesso l’azione coordinata di diversi Paesi. I progetti svizzeri lottano sul posto contro l’inquinamento dell’aria e delle acque, contribuiscono a ridurre il consumo di energia, promuovono le energie rinnovabili, lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali e la consapevolezza ambientale. La Svizzera, inoltre, ha interesse dal profilo politico a fornire un contributo visibile alla transizione nei Paesi dell’Asia centrale e dell’Europa orientale e sudorientale. Gli aiuti dell’Unione europea nell’ambito della sua politica di preadesione e di partenariato – in particolare il «partenariato orientale» – sono completati dai progetti indipendenti della Svizzera o dalle attività multilaterali da essa finanziate che giovano ai Paesi beneficiari, contribuendo nel contempo alla sicurezza e alla prospe- rità in Europa.
1.5 Prospettive future
Nella maggior parte dei Paesi dell’Europa orientale e della CSI il processo di transi- zione politico, economico e sociale non è concluso: le tensioni regionali, l’instabilità degli equilibri regionali e la crisi economica comportano il pericolo di una regres- sione. La proroga e l’aumento del credito quadro serviranno a continuare l’aiuto all’Europa orientale e alla CSI nonché a realizzare gli obiettivi definiti nel messaggio concer- nente il IV credito quadro. Concretamente, si tratta anche di attenuare gli effetti della crisi economica e finanziaria mondiale e di lottare contro la minaccia di destabiliz- zazione economica, sociale o politica di talune regioni. L’aumento di fondi conferirà la continuità necessaria ai programmi svizzeri di promozione della democratizza- zione, di consolidamento dello Stato di diritto e di sviluppo di un’economia di mercato a dimensione sociale. Probabilmente la Svizzera a medio termine si assocerà ancora agli sforzi internazio- nali di aiuto alla transizione in Europa orientale e nella CSI. Il mantenimento di questo impegno limitato nel tempo si fonda sulla legge federale del 24 marzo 20069
8 Cfr. messaggio del 23 giugno 2010 concernente un credito quadro per l’ambiente globale, FF 2010 4195 segg. 9 RS 974.1
sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, entrata in vigore il 1° giugno
2007 per una durata di dieci anni.
2 Contenuto del decreto finanziario
2.1 Proposta del Consiglio federale
Con il presente messaggio complementare il Consiglio federale chiede un aumento di 290 milioni di franchi e la proroga del IV credito quadro di un importo di 730 milioni di franchi stanziato il 18 giugno 200710 per un periodo minimo compre- so fra il 18 giugno 2007 e il 17 giugno 2011. La proroga deve garantire la transizio- ne sino al 31 dicembre 2012. L’aumento e la proroga del IV credito quadro si fonda- no sulla legge federale del 24 marzo 200611 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est.
2.2 Motivazione della proposta
La domanda di aumento e di proroga del IV credito quadro per il proseguimento della cooperazione con gli Stati dell’Europa orientale e della CSI è motivata dalla revisione parziale dell’ordinanza sulle finanze della Confederazione, la quale preve- de che i decreti finanziari pluriennali di ampia portata (crediti quadro) siano sincro- nizzati con la legislatura a partire dal 1° gennaio 2013 (art. 7 cpv. 2). I fondi dell’attuale credito quadro saranno stati interamente impegnati a metà del 2011. Il calcolo dell’aumento dei fondi d’impegno risulta da una valutazione approfondita dei fondi necessari a realizzare gli obiettivi e delle esigenze pratiche del prosegui- mento della cooperazione sino alla fine del 2012.
2.3 Impostazione strategica della cooperazione
con l’Europa orientale
2.3.1 Scopi e impostazione strategica
La strategia di cooperazione con i Paesi dell’Europa orientale descritta nel messag- gio concernente il quarto credito quadro12 si applica anche all’aumento e alla pro- roga chiesti: essa prende in considerazione sia le priorità dei Paesi in transizione, sia le sfide che si pongono alla Svizzera. La strategia si concentra su aspetti fondamen- tali della transizione e sui suoi deficit più gravi in questi Paesi. Tiene conto degli altri donatori e delle iniziative internazionali nonché del valore aggiunto e delle opportunità che può fornire alla Svizzera. Le novità per il periodo interessato dal presente messaggio sono il rafforzamento della concentrazione tematica e l’accre- sciuta presenza sul terreno nella realizzazione dei progetti. Inoltre, la Svizzera si concentra ancora maggiormente sui temi e sui settori nei quali dispone di compe- tenze chiave o è in grado di svilupparne.
10 FF 2007 4553 11 RS 974.1 12 FF 2007 521
La legge federale del 24 marzo 200613 sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est definisce come segue gli scopi di tale cooperazione: – promuovere e rafforzare lo Stato di diritto in questi Paesi, nonché attuare e consolidare il sistema democratico, segnatamente istituzioni politiche stabili; – promuovere uno sviluppo economico e sociale sostenibile, fondato sui prin- cipi dell’economia di mercato, che favorisca la stabilità economica, lo svi- luppo culturale, l’aumento dei redditi e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e contribuisca nel contempo alla protezione del- l’ambiente e all’utilizzazione razionale delle risorse naturali.
2.3.2 Principi, strumenti e priorità
I principi, gli strumenti e le priorità definiti nel messaggio concernente il quarto credito quadro14 rimangono validi per l’aumento e la proroga richiesti. Occorre menzionare in particolare i seguenti principi: – la partecipazione, l’autonomia e la responsabilizzazione dei partner locali sono i principali fattori della sostenibilità dei programmi. I programmi di cooperazione sostengono gli sforzi compiuti a livello nazionale, regionale e locale dagli stessi partner. Oltre ai bisogni di assistenza del Paese partner e alle conoscenze e all’esperienza di cui dispone la Svizzera, la cooperazione si fonda sulla volontà di riforma e lo spirito d’iniziativa dei suoi partner. Il sostegno si concentra sulle forze e i settori aperti alle riforme; – la selezione accurata dei gruppi target fra i quali figurano le forze innovative del settore pubblico e privato, la società civile con l’aspirazione a partecipa- re alla vita politica, economica e sociale, ma anche le minoranze e i gruppi sociali e culturali marginali. Un’attenzione speciale deve inoltre essere accordata alla promozione dei giovani e delle donne. Gli aspetti legati alle relazioni fra donne e uomini nei Paesi dei Balcani occidentali e dell’ex Unione Sovietica rimangono elementi importanti della cooperazione con i Paesi dell’Est; – la coerenza dei progetti con i programmi e l’armonizzazione con altri dona- tori creano condizioni favorevoli a un autentico dialogo politico con il governo su determinate questioni. La cooperazione con i Paesi dell’Est si fonda essenzialmente sulla cooperazione tecnica, economica e finanziaria. Le attività di cooperazione tecnica della Direzione dello sviluppo e della coopera- zione (DSC) sostengono la transizione in cinque settori prioritari correlati: preven- zione e gestione delle crisi, buon governo, promozione dell’impiego e dei redditi, maggiore equità sociale e gestione sostenibile delle risorse naturali. L’accento è posto in particolare sulla salute, l’acqua, lo sviluppo rurale e le risorse naturali, l’impiego e la formazione, l’ambiente, lo Stato di diritto, la democrazia e i diritti dell’uomo e la migrazione. I contributi ai programmi permettono di sostenere finan- ziariamente i programmi di organizzazioni non governative nell’Europa orientale.
13 RS 974.1
14 FF 2007 521, soprattutto n. 2.3.
La concezione moderna della cooperazione tecnica è incentrata sull’attuazione e la riforma delle istituzioni attraverso il rafforzamento delle capacità, il trasferimento delle conoscenze e la messa in rete (modello del «Capacity Development»). La cooperazione economica e finanziaria è di competenza della Segreteria di Stato dell’economia (SECO). Essa promuove l’inserimento dei Paesi in transizione nell’economia mondiale in modo da favorirne lo sviluppo e rafforzare una crescita economica sostenibile, contribuendo in tal modo a ridurre i rischi della globalizza- zione e a diminuire durevolmente la povertà. Sul piano operativo la SECO si con- centra sul finanziamento dell’infrastruttura, lo sviluppo del settore privato, le condi- zioni quadro macroeconomiche e la promozione del commercio. – Per quanto riguarda il rinnovamento e la modernizzazione dell’infrastruttura, concentra le sue attività sull’approvvigionamento idrico, lo smaltimento delle acque di scarico e dei rifiuti, l’energia (elettricità, teleriscaldamento, con priorità all’efficacia energetica e alle energie rinnovabili) e i trasporti pubblici. Per il finanziamento delle infrastrutture, gli appalti possono essere limitati al mercato svizzero purché sia garantito il funzionamento della con- correnza. – Le misure di promozione del settore privato e dell’investimento sono volte a migliorare il contesto economico generale e ad agevolare l’accesso delle piccole e medie imprese al credito e alla consulenza nella gestione d’impresa, soprattutto in materia di governanza. – L’aiuto macroeconomico si concentra sulla riforma delle finanze pubbliche, il miglioramento delle condizioni quadro per lo sviluppo del settore finanzia- rio e il consolidamento delle capacità in materia fiscale e monetaria. – Nel settore della promozione del commercio sono previste misure di soste- gno per migliorare le condizioni quadro dell’attività commerciale per le PMI esportatrici (politica del commercio, legislazione, consolidamento delle associazioni padronali, accreditamento e certificazioni, realizzazione di centri di prestazione per le esportazioni). Le misure di sostegno della SECO si estendono agli strumenti per l’attuazione delle regole commerciali del- l’OMC. L’aiuto umanitario (azioni dirette del Corpo svizzero di aiuto umanitario, sussidi
versati a istituzioni di soccorso svizzere e al CICR) e le attività di promozione civile della pace e di consolidamento dei diritti dell’uomo della Divisione politica IV completano la cooperazione tecnica, economica e finanziaria15. La DSC (cooperazione con l’Europa orientale, aiuto umanitario) e la SECO defini- scono il loro orientamento strategico generale mediante basi comuni di riflessione e di pianificazione, sotto forma di programmi regionali a medio termine e di strategie di cooperazione per Paese. Le strategie di cooperazione, all’occorrenza, coprono anche le attività di altri attori svizzeri, nell’ambito dell’approccio pangovernativo («Whole of Government Approach»).
15 Questi interventi sono disciplinati in un credito quadro separato.
2.3.3 Priorità regionali
Le attuali priorità regionali della cooperazione con i Paesi dei Balcani occidentali, del Caucaso del Sud e dell’Asia centrale, con la Moldavia e con l’Ucraina sono state definite nel terzo credito quadro. Esse riflettono i bisogni della regione coperta dalla cooperazione con i Paesi dell’Est e gli interessi della Svizzera. Le pagine seguenti riassumono queste grandi priorità nella prospettiva attuale, con riferimento alle priorità e ai programmi regionali presentati nel messaggio concer- nente il quarto credito quadro (n. 2.3.5).
Balcani occidentali Vista la grande prossimità geografica, la Svizzera ha un particolare interesse alla stabilità dei Balcani occidentali e al loro sviluppo pacifico. È ancora possibile a medio termine intensificare le relazioni economiche, politiche e sociali con i Paesi della regione. Il sostegno della Svizzera alla transizione si concentra su quattro settori nell’insieme della regione: 1. lo Stato di diritto e la democrazia (con priorità al buon governo nei Comuni), la partecipazione della società civile e la decentralizzazione;
2. lo sviluppo economico, in particolare buone condizioni generali d’attività
per le PMI e una formazione professionale dei giovani incentrata sui bisogni del mercato del lavoro;
3. infrastrutture pubbliche nel settore idrico ed energetico;
4. lo sviluppo sociale mediante la riforma della sanità e dell’educazione.
A dipendenza del contesto nazionale la Svizzera adotta una linea d’azione che le permette di trarre efficacemente profitto dalle sue competenze specifiche. Organiz- zazioni non governative vengono associate alla fornitura dei servizi sociali. Le azioni di promozione della partecipazione alla vita sociale sono incentrate partico- larmente sulle donne e i giovani. Per promuovere i diritti e la protezione delle mino- ranze, in particolare delle comunità rom, che sono fortemente marginalizzate in tutta la regione, vengono svolte azioni trasversali e organizzati progetti specifici. In Bosnia ed Erzegovina la Svizzera, a livello municipale, sostiene il miglioramento del buon governo e dell’amministrazione nonché lo sviluppo dell’infrastruttura di distribuzione dell’acqua, al fine di migliorare le condizioni di vita e di rendere lo sviluppo economico più dinamico. Mette a disposizione dell’apparato centrale dello Stato le sue competenze in determinati ambiti della riforma della giustizia e nella promozione del dibattito politico sulla riforma costituzionale. Nel settore economico le priorità sono date al miglioramento delle condizioni quadro, all’agevolazione dell’accesso al mercato e alla promozione dell’investimento per le piccole e medie imprese nonché alla formazione professionale a carattere pratico e al collocamento professionale dei giovani. Un’azione nel settore psichiatrico alla quale partecipano anche alcuni Cantoni svizzeri completa attualmente l’eccellente programma di sviluppo nazionale del modello di medicina di famiglia. In Kosovo le grandi priorità della cooperazione svizzera comprendono la promo- zione del settore privato, in particolare agricolo, la formazione professionale e il collocamento professionale dei giovani. Occorre inoltre menzionare la governanza municipale e la decentralizzazione, particolarmente importante in questo Paese per
la protezione delle minoranze etniche. Ai Comuni urbani e rurali viene anche fornito un aiuto per la modernizzazione e la gestione della loro infrastruttura di distribu- zione idroelettrica. La Svizzera mette a disposizione dell’amministrazione centrale le sue competenze in materia notarile. In Serbia, la Svizzera dedica varie azioni allo sviluppo economico: consolidamento del settore finanziario, riforma delle condizioni quadro regolatorie, promozione del commercio e delle esportazioni, sviluppo delle PMI nelle regioni periferiche. Per quanto riguarda l’infrastruttura si occupa prioritariamente di progetti per migliorare l’efficacia energetica e la produzione di energia a partire da fonti rinnovabili. Oltre al consolidamento delle amministrazioni municipali, sostiene lo sviluppo della federazione nazionale dei Comuni. Le riforme intraprese nel settore dell’educazione sono volte in particolare a migliorare la scolarizzazione delle minoranze rom. La Svizzera sta sviluppando un partenariato migratorio con la Bosnia ed Erzegovina, la Serbia e il Kosovo. In questo ambito si svolgono regolarmente incontri bilaterali su questioni migratorie e sono avviati progetti in collaborazione con le autorità competenti in materia di migrazione. In questo campo l’aiuto alla transizione è riconosciuto come un’importante prestazione della Svizzera. In Albania, come in altri Paesi, le principali priorità riguardano lo sviluppo econo- mico per mezzo della promozione del settore privato e della formazione professio- nale, dell’infrastruttura di distribuzione idrica ed energetica e del buon governo a livello municipale. Nel settore sociale l’accento è posto sulla formazione nelle professioni sanitarie, la partecipazione alla vita della società e l’integrazione dei gruppi vulnerabili. In Macedonia la Svizzera concentra la sua cooperazione sulla democrazia, l’acqua e l’ambiente. Nei Comuni promuove, in particolare, la partecipazione democratica della popolazione e la cooperazione interetnica. A livello nazionale sostiene l’orga- nizzazione dei servizi parlamentari. I progetti di distribuzione idrica e di smaltimen- to delle acque di scarico sono completati da azioni per migliorare la gestione dei bacini idrografici e per la protezione della biodiversità. Taluni di questi progetti sono realizzati oltre la frontiera con la Grecia.
Nella misura del possibile le azioni bilaterali sono interconnesse a livello regionale e completate da programmi tematici regionali. La Svizzera fornisce un contributo istituzionale al Consiglio di cooperazione regionale (CCR), organizzazione suben- trata al Patto di stabilità, e assume un’importante funzione di direzione su numerosi aspetti della cooperazione regionale, che pone ancora molti problemi. Il sostegno svizzero allo sviluppo del settore privato avviene attraverso varie iniziative regio- nali. Inoltre, un programma specifico si prefigge di intensificare la cooperazione regionale in materia di polizia nei Balcani e di integrarla nell’Europa. Il migliora- mento qualitativo della collaborazione di polizia non soltanto favorisce lo sviluppo istituzionale dello Stato di diritto nella regione, ma ha un impatto diretto sulle possi- bilità di cooperazione con la Svizzera in materia di lotta alla criminalità. Nel settore della ricerca, la Svizzera favorisce la cooperazione regionale ed europea, in partico- lare su questioni economiche, politiche e sociali riguardanti la transizione. Anche il suo programma culturale contribuisce, mediante progetti regionali, allo sviluppo della società e della democrazia attraverso l’approccio culturale.
Asia centrale La transizione economica e politica dei Paesi dell’Asia centrale non è terminata. La complessità del tracciato dei confini e i conflitti legati allo sfruttamento delle risorse idriche avvelenano le relazioni bilaterali e la cooperazione regionale. Queste pro- blematiche sono strettamente legate a quelle dell’approvvigionamento energetico della regione. La gestione delle risorse idriche è confrontata anche con problemi di qualità dell’acqua (fra l’altro contaminazione da prodotti agrochimici). La povertà è molto diffusa, soprattutto nelle zone rurali, e i servizi dello Stato sono insufficienti. Inoltre, nel Kirghizistan la ripresa dei disordini politici a sfondo violento mostra chiaramente come l’Asia centrale abbia sempre difficoltà a instaurare il buon governo, lo Stato di diritto e la partecipazione politica. Il sostegno della Svizzera è volto a migliorare la collaborazione fra i Paesi della regione e a riassorbire a livello nazionale importanti deficit di transizione. Geografi- camente la priorità è data al Kirghizistan e al Tagikistan. L’Uzbekistan è inoltre associato ai programmi regionali incentrati sulla cultura, l’acqua e l’aiuto al settore finanziario. Sul piano regionale prevalgono i progetti volti a migliorare l’impiego e la condivisione delle risorse idriche tra i Paesi e ad accrescere l’efficacia dell’uso delle acque per l’irrigazione. Sono sostenuti anche i progetti di distribuzione di acqua potabile e di smaltimento delle acque di scarico per migliorare l’infrastruttura ma anche per consolidare le relative imprese di servizio pubblico. Nel settore ener- getico i progetti riguardano in maggior parte l’incremento dell’efficienza nella produzione, il trasporto e la distribuzione d’energia (soprattutto idroelettrica). Si tratta di ridurre le perdite di energia di origine tecnica e commerciale. La promo- zione del dialogo regionale sull’acqua e l’energia è oggetto di una cooperazione con la Banca mondiale. Molto ricca d’acqua, la Svizzera possiede un grande capitale d’esperienza e di conoscenze nel settore. Con i suoi progetti di sostegno alla sosteni- bilità tecnologica e finanziaria dei servizi legati all’acqua e all’energia, essa contri- buisce a distendere la situazione in ogni Paese e a livello regionale. Nel Kirghizistan e nel Tagikistan la Svizzera sostiene, ad esempio nel settore giuri-
dico, l’attuazione di strutture della società civile intese a permettere a gruppi poveri o vulnerabili di far valere i loro diritti. Sul piano sociale concentra la sua coopera- zione sulla riforma della sanità e su taluni servizi. Si tratta di agevolare l’accesso della popolazione a servizi sanitari di migliore qualità e meglio adeguati ai suoi bisogni, a livello comunale e regionale. La promozione del settore privato è un’altra priorità per la Svizzera nell’Asia cen- trale, dove concentra i suoi sforzi nel migliorare la gestione d’impresa e su taluni strumenti di finanziamento destinati alle PMI. Per quanto riguarda le finanze pubbli- che e il sostegno al settore finanziario, i progetti intrapresi sono volti ad accrescere la trasparenza dei bilanci pubblici e a consolidare i dispositivi di vigilanza delle banche centrali e degli stabilimenti bancari privati. Diversi progetti hanno anche lo scopo di migliorare le condizioni quadro dell’attività commerciale. Le azioni di promozione del commercio aprono in particolare sbocchi internazionali e regionali all’esportazione di prodotti agricoli e tessili. In seno ai gruppi di voto che dirige presso il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e il Fondo globale per l’ambiente la Svizzera mantiene con i Paesi dell’Asia centrale un dialogo particolarmente stretto sulle riforme e lo Stato di diritto nonché sulle questioni ambientali.
Caucaso del Sud Nel Caucaso del Sud i problemi di sicurezza e l’inefficienza delle istituzioni ostaco- lano le riforme. Il benessere è ripartito in modo disuguale e la disoccupazione è molto diffusa. La popolazione rurale e una gran parte del milione e mezzo di rifu- giati e di sfollati vivono in particolare in condizioni difficili. Nell’Azerbaigian la situazione economica è meno tesa che nei Paesi vicini grazie ai proventi petroliferi, tuttavia sinora la maggioranza della sua popolazione non ne ha tratto pienamente profitto. In Armenia e in Georgia la Svizzera promuove lo sviluppo economico per lottare contro la povertà nelle zone rurali. L’associazione dei gruppi svantaggiati allo svi- luppo dei mercati, la professionalizzazione della commercializzazione e la diversifi- cazione della produzione agricola creano nuove fonti di reddito e migliorano il potenziale economico delle regioni periferiche. In Azerbaigian la Svizzera concentra le sue attività sul miglioramento delle condi- zioni quadro dell’attività economica nazionale attraverso la promozione del buon governo e della trasparenza delle finanze pubbliche, lo sviluppo del settore finanzia- rio e i progetti di miglioramento dell’infrastruttura di distribuzione e di smaltimento dell’acqua. Inoltre, sostiene strumenti innovativi di finanziamento delle PMI, nonché fonti d’impiego e di reddito per i rifugiati.
Ucraina e Moldavia L’Ucraina, a causa della sua superficie e della sua situazione, è un Paese importante sul piano geostrategico. Tuttavia, finora non è stata in grado di trarre profitto dal suo considerevole potenziale economico. La corruzione vi è molto diffusa e la giustizia è spesso sottoposta a ingerenze politiche. Vista la dimensione di questo partner la Svizzera si concentra su nicchie tematiche nelle quali i progetti innovativi le permet- tono di avviare riforme e di ottenere effetti di moltiplicazione. Sostiene pertanto iniziative di promozione della governanza e della trasparenza nel settore bancario, progetti concernenti il settore privato, progetti di promozione del commercio e di finanziamento di infrastrutture (trasporti pubblici urbani ed efficacia energetica). Partecipa inoltre alla riforma della giustizia e del sistema penitenziario. Nei Comuni e nelle Città sostiene la fornitura di servizi di prossimità alla popola- zione, soprattutto nel settore idrico. Nel settore sanitario contribuisce alla moderniz- zazione delle cure per le madri e i fanciulli. La Svizzera da anni sostiene finanziariamente, con altri donatori, le complesse operazioni di messa in sicurezza e demolizione del reattore nucleare di Chernobyl. Visti i considerevoli ritardi e il costante aumento del preventivo di spesa, ha inten- zione di partecipare al finanziamento del progetto soltanto sino al 2013, data attual- mente prevista per la realizzazione del sarcofago del reattore danneggiato. In tal modo la Svizzera spinge verso la conclusione definitiva del progetto, che non dev’essere ulteriormente ritardata da difficoltà di realizzazione. Poco industrializzata, la Moldavia è il Paese più povero d’Europa. La Svizzera si sforza di migliorare le cure per le madri e i fanciulli. Con altri Paesi donatori, pro- muove riforme nelle cure psichiatriche, mentre nelle zone rurali sostiene l’accesso all’acqua potabile e l’igiene sanitaria.
2.3.4 Svolgimento della cooperazione
L’esecuzione della cooperazione con i Paesi dell’Europa orientale è affidata alla DSC in seno al DFAE e alla SECO in seno al DFE, secondo le competenze e gli strumenti di cui dispone ognuna di esse (cfr. n. 2.3.2.). Per garantire un’efficace cooperazione la Svizzera mantiene uffici di cooperazione sul posto. Il loro numero negli ultimi anni è diminuito da 13 a 10, come indicato nel numero 2.3.6.1 del mes- saggio concernente il quarto credito quadro16. Il coordinamento e la cooperazione con i partner svizzeri, locali e internazionali è importante. Le esperienze e le competenze dei partner svizzeri possono essere sfrut- tate e contribuiscono alla qualità dei progetti. L’armonizzazione con le organizza- zioni internazionali e gli organismi locali garantisce il coordinamento, la coerenza, la sostenibilità e l’efficacia della cooperazione (armonizzazione e allineamento). I dispositivi di pianificazione, di controllo e di valutazione sono ancora stati raffor- zati negli ultimi anni allo scopo di assicurare la qualità. Si è fatto sistematicamente ricorso alla valutazione a diversi livelli per i rendiconti, la gestione strategica dei portafogli e come strumento d’apprendimento istituzionale; il monitoraggio e il controlling contribuiscono a sostenere le decisioni di gestione o a prendere decisioni ben informate. La DSC e la SECO hanno inoltre introdotto un esteso processo di miglioramento della direzione fondata sui risultati concreti. Allo scopo di rafforzare l’indipendenza delle valutazioni, di aumentare la qualità dei loro risultati e di inten- sificare il loro impiego a livello istituzionale, la SECO, ad esempio, ha formato una commissione di valutazione esterna indipendente. La certificazione ISO 9001 di gestione delle conoscenze e di garanzia della qualità delle sue procedure interne è stata rinnovata nel 2009.
2.3.5 Risultati ottenuti mediante il credito quadro in corso
Nell’ambito dell’attuale credito quadro (IV), 548 milioni di franchi sono stati impie- gati per progetti e programmi sino al mese di aprile 2010. L’allegato 2 presenta le priorità tematiche della DSC e della SECO e la ripartizione geografica dei mezzi finanziari. I progetti e i programmi del credito quadro in corso sono oggetto di regolari valutazioni sistematiche intese in particolare a far sì che l’impiego dei fondi sia modulato in funzione degli effetti e dei risultati ottenuti. Diverse valutazioni indipendenti di programmi e di settori e numerose valutazioni esterne di progetti rivelano che la Svizzera impiega in modo efficace ed efficiente i fondi del credito quadro attuale. Il rapporto sull’efficacia della cooperazione nel settore idrico, redatto da esperti esterni su richiesta della DSC e della SECO, giunge alla conclusione che i programmi svizzeri migliorano la distribuzione di acqua potabile e lo smaltimento delle acque di scarico per circa 370 000 persone all’anno. Grazie al credito quadro in corso, la SECO ad esempio ha realizzato con la Città di Progradec in Albania un progetto che assicura l’approvvigionamento permanente di acqua potabile di 50 000 abitanti. Il miglioramento del sistema di distribuzione dell’acqua ha ridotto i rischi di malattie e costituisce anche un presupposto essenziale per lo sviluppo turistico della regione. Numerosi progetti e programmi sono stati sottoposti a una valutazione esterna nel settore della promozione del commercio e delle PMI. Ad esempio, una
16 FF 2007 562
valutazione esterna di un progetto della SECO volto a promuovere il commercio dei prodotti agricoli (frutta e legumi) in Kirghizistan e in Tagikistan giunge alla conclu- sione che le esportazioni delle PMI che hanno beneficiato di un sostegno della Svizzera sono aumentate del 15 per cento circa. La DSC, in particolare, ha fatto valutare progetti in corso nei settori del buon governo, della promozione economica, dell’educazione e della sanità e ha tenuto conto dei risultati nelle corrispondenti fasi di attuazione di tali progetti. L’allegato 5 fornisce esempi debitamente commentati e informazioni dettagliate sui risultati delle valutazioni di progetti e di programmi effettuate nell’ambito del credito quadro in corso. La qualità e la continuità della cooperazione della Svizzera con i Paesi dell’Europa orientale le valgono un’eccellente reputazione e aumentano il suo prestigio. Questo è confermato anche dal rapporto redatto nel 2009 dal Comitato per l’aiuto allo sviluppo (CAS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sull’efficacia e l’efficienza della cooperazione svizzera allo sviluppo (vedi dettagli nell’allegato 6).
3 Ripercussioni
3.1 Per la Confederazione
Il Consiglio federale chiede alle Camere federali che il quarto credito quadro attuale per la continuazione della cooperazione con gli Stati dell’Europa orientale e della CSI sia aumentato di 290 milioni di franchi e prorogato di un anno e mezzo. Questi mezzi figurano nel preventivo 2011 e nel piano finanziario 2012–2014. L’attuale credito quadro prevede 79 posti a tempo pieno (ossia 57 milioni di franchi) per il funzionamento dei dieci uffici di cooperazione e l’assistenza per l’attuazione fornita a Berna. Per continuare a finanziare questi posti sono previsti al massimo 21,7 milioni di franchi per costi di personale. Tutti i posti sono limitati alla durata di attuazione del credito quadro.
3.2 Per i Cantoni e i Comuni
L’esecuzione del decreto federale proposto compete esclusivamente alla Confedera- zione e non comporta alcun obbligo per i Cantoni e i Comuni.
3.3 Per l’economia
La cooperazione con i Paesi dell’Europa orientale e della CSI ha ripercussioni positive dirette e indirette sull’economia svizzera. I dati relativi alla cooperazione internazionale17 secondo i quali ogni franco investito aumenta di 1,50 franchi il PIL elvetico, si applicano anche alla cooperazione con i Paesi dell’Est. La cooperazione con questi Stati e con quelli della CSI ha fatto incrementare le esportazioni svizzere e ha aperto nuovi mercati all’industria nazionale. L’eccedente commerciale della
17 IUED dell’Università di Neuchâtel, Étude sur les effets de l’APD sur l’économie suisse: chiffres 2006, 2008.
Svizzera con i Paesi sostenuti nell’ambito del presente messaggio nel 2008 ammon- tava a 1,006 miliardi di franchi18.
4 Programma di legislatura e piano finanziario
Questo progetto è stato annunciato nel messaggio del 23 gennaio 200819 sul pro- gramma di legislatura 2007–2011 e nel decreto del 18 settembre 200820 sul pro- gramma di legislatura 2007–2011. Esso figura anche negli Obiettivi del Consiglio federale per il 2010.
5 Aspetti giuridici
5.1 Base legale
Il presente progetto si fonda sull’articolo 10 della legge federale del 24 marzo
200621 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est.
5.2 Compatibilità con gli impegni internazionali
della Svizzera Le attività relative alla cooperazione svizzera con i Paesi dell’Est non hanno alcun legame diretto con il diritto europeo, né con convenzioni o raccomandazioni del Consiglio d’Europa o altre organizzazioni europee o internazionali. Esistono però alcuni parallelismi tra la cooperazione svizzera con i Paesi dell’Est e quella dell’UE (cfr. messaggio concernente il quarto credito quadro, n. 5.1). Inoltre, l’impegno della Svizzera è sintonizzato con gli Obiettivi di sviluppo del Millennio.
5.3 Forma dell’atto
Conformemente all’articolo 163 capoverso 2 della Costituzione federale22, all’arti- colo 25 capoverso 2 della legge del 13 dicembre 200223 sul Parlamento e all’arti- colo 10 della legge federale del 24 marzo 200624 sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est, il decreto assume la forma di decreto federale semplice che non sottostà a referendum.
18 Fonte: Amministrazione federale delle dogane.
19 FF 2008 651 682 20 FF 2008 7469 21 RS 974.1 22 RS 101 23 RS 171.10 24 RS 974.1
5.4 Subordinazione al freno alle spese
Conformemente all’articolo 159 capoverso 3 lettera b della Costituzione federale25, l’aumento del credito quadro richiede il consenso della maggioranza dei membri di ciascuna Camera poiché implica una spesa di oltre 20 milioni di franchi.
25 RS 101
Allegato 1
Precedenti crediti quadro per la cooperazione con l’Europa orientale
Credito Importo Durata* Misure (mio. CHF)
I credito quadro 250 1990–1992 Misure urgenti in Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia
II credito quadro 800 1992–1993 Estensione agli Stati baltici e all’Europa sudorientale Aumento 600 1993–1999 Estensione agli Stati della CSI
III credito quadro 900 1999–2002 Concentrazione sull’Europa sudorientale, il Caucaso del Sud e l’Asia centrale Aumento 500 2002–2004 Consolidamento delle priorità esistenti Aumento 400 2004–2007 Continuazione del processo di transizione
IV credito quadro 730 2007–2011 Continuazione del processo di transizione * Dalla decisione del Parlamento
Allegato 2
Impiego dei mezzi del IV credito quadro (2007–2010)
Impiego dei mezzi secondo le priorità tematiche della SECO
IV CQ, impegni secondo i temi (SECO) (aprile 2010) 56.9 54.8
34.0
20 17.7 15.0
Infrastruttura, acqua, Sviluppo del settore Sostegno Promozione del Diversi energia ecc. privato macroeconomico commercio
Impiego dei mezzi secondo le priorità tematiche della DSC
IV CQ, suddivisione tematica degli impegni (DSC) (luglio 2007 - aprile 2010) mio. di fr.
160.0 142.0 140.0
120.0
100.0 87.3 80.0 67.8 60.0 47.3 40.0 24.7 20.0
0.0 Stato di diritto, Sviluppo sociale Sviluppo rurale, Impiego, migrazione Diversi democrazia, (salute, educazione) ambiente prevenzione dei conflitti
Impiego dei mezzi secondo le priorità geografiche
IV CQ, suddivisione geografica degli impegni (luglio 2007 - aprile 2010, %)
12%
11% Balcani occidentali 44% Asia centrale Caucaso del Sud 8% Ucraina / Moldavia Altri, non geogr.
25%
Allegato 3
Impegni e pagamenti
Impegni e pagamenti 1999–2012
Impegni e pagamenti 1999-2012
Impegni CQ IV+
mio. di fr. Impegni CQ IV
Impegni CQ III
100 Crediti di pagamento
1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 Anno
Impegni e pagamenti relativi al IV credito quadro
IV credito quadro: impegni e pagamenti
800 Limite CQ
mio. di fr. Impegni Pagamenti Differenza calcolata
2007 2008 2009 2010 2011 2011 2012 2013 (1° sem.) Anno
Allegato 4
Le quattro priorità tematiche della cooperazione con i Paesi dell’Est
Sicurezza, stabilità e governanza, Riforme strutturali, crescita democrazia economica e aumento del reddito La Svizzera con il suo impegno inten- La Svizzera promuove la riforma delle de contribuire a rafforzare la stabilità strutture economiche quale presuppo- politica e a ridurre le tensioni che sto per una crescita economica soste- potrebbero sfociare in conflitti. Pro- nibile e lo sviluppo sociale. Le sue muove il buon governo e il consolida- attività sono volte a creare impieghi, a mento di istituzioni democratiche migliorare i redditi e ad accrescere gli trasparenti. A tale scopo privilegia lo introiti fiscali, nonché a rafforzare Stato di diritto, il rispetto dei diritti l’integrazione regionale del commercio umani e un’autentica partecipazione estero. dei cittadini alle decisioni. Concretamente, la Svizzera sostiene: Concretamente, la Svizzera sostiene: – iniziative transfrontaliere per la – condizioni quadro stabili per favo- risoluzione pacifica dei conflitti, rire lo sviluppo del settore econo- l’integrazione e la riconciliazione; mico privato; – la protezione delle minoranze e dei – la costituzione di un settore privato gruppi di popolazione svantaggiati; fiorente, con priorità alle PMI; – strutture amministrative di prossimi- – la promozione dell’esportazione di tà per agevolare l’accesso dei citta- prodotti competitivi; dini alla giustizia, all’informazione – la formazione professionale di e ai servizi. manodopera qualificata.
Infrastrutture e risorse naturali Riforma sociale e nuova povertà In molti luoghi le infrastrutture pubbli- L’ampiezza della povertà ostacola che sono state a lungo trascurate a pericolosamente gli sforzi di riforma. causa della scarsità di risorse finanzia- La Svizzera intende attenuare le con- rie o sono state distrutte durante i seguenze sociali della transizione e conflitti. Per questo motivo la Svizzera contrastare l’impoverimento di larghi sostiene l’offerta di infrastrutture di strati della popolazione. Contribuisce base. Nel settore ambientale promuove alla ricostruzione di un sistema sociale lo sfruttamento parsimonioso delle funzionante, ad esempio nel settore risorse naturali. Rafforza anche istitu- della previdenza sociale e per la vec- zioni pubbliche o private che si adope- chiaia. rano per migliorare la sicurezza ambientale e la gestione parsimoniosa delle risorse.
Concretamente, la Svizzera sostiene: Concretamente, la Svizzera sostiene: – la ricostruzione e la modernizzazio- – le riforme nel settore della salute e ne dell’infrastruttura di base indi- della formazione; spensabile alla popolazione e – il consolidamento di istituzioni all’economia; sociali (non statali); – i partenariati pubblico-privato per la – l’accesso ai servizi e alle prestazioni realizzazione di progetti ambientali di base, in particolare per i gruppi di e infrastrutturali; popolazione svantaggiati. – la gestione dei rischi derivanti dai siti contaminati e dagli impianti nucleari.
Allegato 5
Esempi di progetti di cooperazione della DSC e della SECO con i Paesi dell’Europa orientale
Valutazione 1: Rapporto sull’efficacia della cooperazione nel settore idrico Su incarico della DSC e della SECO nel 2008 esperti esterni hanno svolto un’ampia valutazione di 23 azioni bilaterali e multilaterali nel settore idrico. I beneficiari dei progetti sono stati coinvolti nell’analisi che è giunta alle seguenti conclusioni: i programmi svizzeri hanno migliorato la distribuzione di acqua potabile e lo smalti- mento delle acque di scarico per circa 370 000 persone all’anno e 30 000 persone hanno avuto un accesso agevolato all’acqua per l’irrigazione. I beneficiari di queste misure ne hanno tratto profitto direttamente: presso queste popolazioni la morbilità è diminuita e si è ridotto anche il tempo trascorso a procurarsi l’acqua, mentre i redditi disponibili sono aumentati; la conoscenza delle regole d’igiene è progredita. Si sono riscontrate anche ripercussioni favorevoli sull’economia locale, la protezione am- bientale e il consolidamento delle istituzioni locali. Nei progetti esaminati ogni franco investito ha prodotto un utile sociale o economico compreso fra 3 e 5 franchi. Gli effetti dell’aiuto svizzero perdurano anche dopo la fine di un progetto quando i partner locali ne riprendono la direzione, purché la situazione generale nel Paese rimanga favorevole. Soprattutto l’impegno a lungo termine produce effetti durevoli. La Svizzera si impegna anche in programmi e organismi internazionali nel settore dell’acqua, una formula che ha dato buoni risultati. Grazie alla sua esperienza pluri- ennale nel settore idrico, è molto apprezzata in seno agli organismi internazionali. Essa s’impegna affinché i miglioramenti ottenuti in questo settore vadano in partico- lare a beneficio delle popolazioni rurali e povere dei Paesi in sviluppo e in transi- zione. Fonte: Coopération suisse avec l’Europe de l’Est et l’Asie centrale, DSC/SECO 2009, p. 25.
Valutazione 2: Promozione del commercio nel Kirghizistan e nel Tagikistan La SECO aiuta i suoi Paesi partner a consolidare le loro capacità di esportazione e a migliorare il loro accesso ai mercati europei affinché possano beneficiare anch’essi della liberalizzazione mondiale del commercio. Nel Kirghizistan e nel Tagikistan il sostegno della Svizzera si è concentrato sull’estensione delle esportazioni di prodotti agricoli (frutta e verdura). Per questo settore è stata elaborata una strategia nazionale d’esportazione. Le imprese sostenute direttamente hanno registrato incrementi molto incoraggianti della competitività: hanno aumentato le loro esportazioni del 15–20 per cento nel Kirghizistan e del 5–15 per cento nel Tagikistan. Questo è dovuto in particolare alla diversificazione della loro produzione e al miglioramento delle norme e degli standard, a una più proficua gestione della qualità e a un rafforzamento delle capacità di gestione azien- dale (incluso il marketing). Molte di queste prestazioni sono ora direttamente dispo-
nibili sul posto grazie alle nuove competenze del consulente locale. Partecipando a fiere ed esposizioni internazionali, le imprese hanno potuto concludere importanti contratti che contribuiscono alla sicurezza dell’impiego e alla sopravvivenza dell’industria di trasformazione in questi Paesi. Fonte: Trade promotion projects in Tajikistan and the Kyrgyz Republic, Final External Evaluation Report, SECO 2008.
Valutazione 3: Accesso all’acqua e gestione delle risorse idriche nella Città di Progradec (Albania) La SECO sostiene l’estensione delle infrastrutture di distribuzione e di smaltimento dell’acqua contribuendo a rinnovare o a realizzare infrastrutture pubbliche e miglio- rando la gestione delle aziende d’approvvigionamento per permettere loro di finan- ziare le spese di manutenzione e di funzionamento. Nella Città di Progradec, sul lago di Ohrid, la SECO ha realizzato un programma di protezione delle acque del lago e di approvvigionamento permanente degli abitanti in acqua potabile. Grazie alla messa in servizio di una stazione di captazione sup- plementare, oggi è possibile trasportare un quantitativo maggiore di acqua potabile. Finora, in caso di acqua alta il sistema era contaminato dall’acqua del lago e diven- tava inutilizzabile. Oggi i circa 50 000 abitanti di Progradec e dei suoi dintorni nonché le imprese locali dispongono in permanenza di acqua potabile. Il sostegno della SECO ha contribuito anche a migliorare la direzione delle imprese idriche di Progradec. Il progetto ha avuto un impatto generale benefico e si può affermare che ha migliorato le condizioni di vita della popolazione: da un lato, fornendo acqua potabile e riducendo così i rischi di malattie e, dall’altro, sviluppando l’economia locale poiché l’approvvigionamento permanente di acqua pulita è indispensabile per lo sviluppo del turismo. Fonte: Water and Wastewater management project in Progradec, External Evalua- tion Report, SECO 2007.
Valutazione 4: Trasferimento del sapere per lo sviluppo dell’impresa Lo sviluppo del settore privato è una componente essenziale della creazione di impieghi e della crescita economica nei Paesi in sviluppo o in transizione. La SECO contribuisce pertanto a migliorare il clima degli affari e permette alle PMI di acce- dere alle conoscenze di cui hanno bisogno per svilupparsi. La SECO nell’Europa orientale e sudorientale e in Asia centrale ha sostenuto un programma d’aiuto volto a estendere il mercato della consulenza e a far accedere le imprese a questi servizi. L’effetto è stato positivo sia sulle imprese che sulle consu- lenze offerte. I centri di consulenza hanno arricchito l’offerta locale di prestazioni e di competenze. A livello delle PMI il programma ha fatto affluire fra il 2000 e il 2006 oltre 17 milioni di euro di aiuti finanziari per circa 3000 clienti. I risultati rivelano che l’85 per cento delle imprese ritengono di aver migliorato le loro capaci- tà di gestione e di produzione; il 65 per cento di esse sarebbero disposte a usufruire di prestazioni di consulenza anche in futuro. Questo parere favorevole è confermato
dai risultati delle imprese sostenute le cui vendite e la cui produttività hanno subito un incremento del 15 per cento in media annua. Fonte: Business Advisory Services Program, Special Study, BERS 2007.
Valutazione 5: Quadro d’analisi per la gestione delle finanze pubbliche Diversi donatori tra cui la SECO hanno messo a punto un quadro d’analisi comune per poter valutare la gestione delle finanze pubbliche dei Paesi partner. La valuta- zione PEFA (Public Expenditure and Financial Accountability) contribuisce a rafforzare le riforme nazionali delle finanze pubbliche e a coordinare meglio l’assi- stenza fra i donatori. L’iniziativa globale PEFA finanziata dalla SECO è stata attuata in Albania, in Azerbaigian, nel Kosovo, nel Kirghizistan, in Macedonia, in Molda- via, nel Montenegro, in Serbia, nel Tagikistan e in Ucraina. La SECO ha inoltre fornito un sostegno tecnico e finanziario ad attività PEFA in Azerbaigian (2007) nel Kirghizistan (2005 e 2009) e nel Tagikistan (2006). I principali risultati di questo strumento sono i seguenti: – una migliore comprensione dei punti forti e dei punti deboli dei sistemi di finanze pubbliche e della loro gestione, soprattutto a livello dei governi inte- ressati; – un miglior coordinamento dell’aiuto fra i donatori; – effetti benefici sulla cooperazione e sul dialogo fra i governi e i donatori; – una diminuzione dei costi di transazione grazie alla riduzione del numero delle analisi e degli studi; – un miglior orientamento dei programmi di riforma in funzione dei risultati delle analisi PEFA. I risultati confermano l’efficacia dello strumento a livello dei governi e dell’aiuto internazionale. I governi in tal modo sono incoraggiati ad affrontare il migliora- mento della loro gestione delle finanze pubbliche e a condividere la loro esperienza con altri Paesi. La valutazione PEFA è soprattutto apprezzata per la sua trasparenza, i suoi criteri, la definizione di standard internazionali e le sue possibilità d’impiego in tutti i Paesi. Menzioniamo a questo proposito che il Cantone di Lucerna, ad esem- pio, recentemente vi ha fatto ricorso per valutare la propria gestione finanziaria. Fonte: Assessing the Impact of the PEFA Framework, External Evaluation, SECO 2008.
Valutazione 6: Progetto per il sostegno all’associazione di Comuni macedoni ZELS Nell’ambito degli sforzi di decentralizzazione in corso in Macedonia, dal 2003 la DSC sostiene l’associazione di Comuni ZELS. Questa associazione funge da porta- voce dei Comuni e offre servizi di autogestione alle autorità locali. Il progetto pro- muove, per un importo complessivo di circa 4,5 milioni di franchi, azioni a favore di ZELS per dirigere e sostenere una trentina di Comuni nei settori della politica, della collaborazione intercomunale e dei comitati comunali interetnici, ad esempio sotto
forma di materiale di traduzione. Nel dicembre 2009 il progetto è stato sottoposto a una valutazione esterna che ha considerato positivamente le attività di promozione della decentralizzazione in Macedonia, giudicando buono il loro indirizzo generale. Sono stati suggeriti miglioramenti a livello dell’attuazione: è stato ad esempio rac- comandato di far conoscere più estesamente le formule di successo (buone pratiche), di migliorare l’equipaggiamento informatico di ZELS e di taluni Comuni, di esten- dere le reti di contatti fra ZELS e i donatori, i Comuni, il governo centrale e il gran- de pubblico e di dare una dimensione nazionale alle formazioni svolte nei Comuni. Queste raccomandazioni sono prese in considerazione nel lavoro di sostegno offerto dalla Svizzera. Fonte: Assessment of ZELS (Association of Units of Local Self-Government) Auto- nomy and Services Project, External Evaluation, DSC 2009.
Valutazione 7: Progetto di promozione dell’orticoltura nel Kosovo Dal 2001 la DSC sostiene, probabilmente fino al 2012, la coltura e la commercializ- zazione di frutta e verdura in Kosovo per un importo complessivo di circa 12,5 milioni di franchi. In tal modo contribuisce direttamente o indirettamente a garantire circa 5000 impieghi. Questo progetto riveste un’importanza fondamentale in una regione in cui l’agricoltura rappresenta il 25 per cento del prodotto nazionale lordo. Il suo scopo è di fornire un aiuto alle PMI che lavorano secondo un modello professionale per contribuire alla crescita economica del Kosovo. Il progetto com- prende formazioni e corsi sui metodi moderni di coltura e di commercializzazione, promuove la coltura in serra, agevola l’accesso degli agricoltori al credito bancario e assiste le autorità responsabili dell’agricoltura nella preparazione delle loro strategie a lungo termine. La valutazione esterna svolta nel mese di giugno 2009 ha confer- mato l’indirizzo generale del progetto che contribuisce durevolmente a incrementare i redditi degli agricoltori e delle PMI agricole; essa ha tuttavia raccomandato di ampliare le attività a livello macroeconomico, al fine di ottenere un’estensione degli effetti positivi («scaling–up») e di garantire il proseguimento delle attività oltre il termine del finanziamento da parte della Svizzera. Fonte: Horticulture project in Kosovo, External review, DSC 2009.
Valutazione 8: Progetto di promozione dell’autonomia economica della regione di Sisian (Armenia) La DSC dal 2002 sostiene per un importo di circa 5,5 milioni di franchi attività per migliorare l’autonomia economica della regione di Sisian, che conta oltre 20 000 abitanti ed è una delle più povere dell’Armenia. La sua popolazione vive in maggior parte in modo autartico. Le priorità vanno dunque all’ottimizzazione dei metodi di gestione, in particolare nella produzione lattiera, e alla commercializza- zione sui mercati locali. La valutazione svolta nel dicembre 2009 è giunta alla con- clusione che gli obiettivi del progetto sono stati raggiunti ma che sono necessari altri sforzi per ottenere effetti durevoli, a causa della lontananza dalla capitale, dell’ele- vato tasso di povertà, della cattiva struttura dei mercati e del debole potenziale
economico della regione. Gli esperti hanno in particolare raccomandato un maggiore coinvolgimento della DSC nella realizzazione del progetto e un miglior coinvolgi- mento di quest’ultimo nelle strategie e attività nazionali. Fonte: Report on the externally led review of the «Sisian Rural Self-Reliance Deve- lopment Project» in the Republic of Armenia, External Evaluation, DSC 2009.
Valutazione 9: Progetti d’integrazione attraverso la scolarizzazione in Serbia Una delle principali cause della povertà in Serbia è la carente formazione scolastica. Circa 80 000 bambini di età scolastica, ad esempio, non frequentano la scuola prima- ria, soprattutto rom o disabili. La DSC sostiene con un importo di circa 8 milioni di franchi diversi progetti per l’integrazione di bambini rom o disabili nel sistema scolastico nazionale. A tale scopo vengono sostenute speciali scuole dell’infanzia in Comuni prescelti, sono sviluppati modelli educativi congiuntamente con i genitori, i bambini e il personale specializzato, per poi essere in seguito istituzionalizzati nel Comune. A livello nazionale è inoltre attuato un quadro finanziario e istituzionale per il sostegno dell’integrazione attraverso la scolarizzazione. Esperti esterni nel 2008 hanno confermato i risultati durevoli a livello locale delle attività finanziate dalla DSC, sottolineando la necessità di accordare maggiore attenzione rispetto al passato a ostacoli quali la mancanza di impegno e la scarsità di risorse in taluni Comuni e di far beneficiare se possibile altri Comuni degli effetti positivi del pro- getto. Fonte: IFRC and Red Cross of Serbia, support to Roma preschool children and children with disabilities, External evaluation, DSC 2009.
Valutazione 10: Riforma del sistema sanitario nel Tagikistan Dal 2003 il progetto svizzero SINO, dotato di un finanziamento di 12 milioni di franchi, si occupa di migliorare il sistema sanitario in quattro distretti del Tagikistan. Prioritariamente cerca di agevolare l’accesso dei gruppi poveri della popolazione ai servizi sanitari, di sviluppare e applicare un nuovo modello di medicina familiare incentrato sul medico di famiglia e di riformare il finanziamento del sistema sanita- rio. Le attività riguardano la riorganizzazione degli ospedali, la cooperazione con le autorità e le organizzazioni e la formazione rivolta a medici, personale di cura e formatori. La valutazione esterna realizzata nell’agosto 2008 per conto della DSC ha concluso che le azioni sostenute producono risultati durevoli, suscitano un’eco molto favorevole nella popolazione, si inseriscono bene nelle strategie e nei servizi nazio- nali e sono svolte con professionalità, con la partecipazione della popolazione locale. La valutazione ha raccomandato di continuare a coinvolgere la popolazione locale, di promuovere maggiormente l’accesso alle prime cure di qualità e di diffondere l’esperienza raccolta. Queste raccomandazioni sono state integrate nella terza fase del progetto che è stata avviata nel 2009. Fonte: Tajik-Swiss Health Care Reform and Family Medicine Project – Sino Project Phase 2, External evaluation, DSC 2008.
Valutazione 11: Sviluppo del sistema di formazione professionale in Albania La DSC sostiene da 15 anni la riforma della formazione professionale in Albania. Dal 2007 finanzia attività di sviluppo di scuole professionali per un importo di circa 7,7 milioni di franchi. Concretamente, vengono elaborate direttive nazionali per le scuole professionali e sviluppati modelli di garanzia della qualità, l’offerta di forma- zione è estesa alle regioni periferiche e viene promossa la professionalizzazione delle istituzioni. Entro il 2015 il 40 per cento dei giovani albanesi dovrebbero intra- prendere una formazione professionale. La valutazione svolta nel maggio 2008 ha concluso che il progetto aveva migliorato e incrementato l’offerta di formazione con lo sviluppo di corsi, aveva professionalizzato gli istituti scolastici e favorito i contatti fra il settore privato e le scuole professionali. Lo studio ha inoltre raccomandato di rafforzare la promozione femminile, di aumentare i livelli in talune scuole che presentavano un relativo ritardo e di meglio armonizzare le attività di taluni dona- tori. Queste raccomandazioni sono state integrate nella terza fase del progetto avviata nel 2009. Fonte: Project AlbBVET (Vocational education training), External evaluation, DSC 2008.
Allegato 6
Valutazione fra pari realizzata dal CAS dell’OCSE nel 2009
Il Comitato per l’aiuto allo sviluppo (CAS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) nel 2009 ha fatto svolgere da un gruppo di esperti e di rappresentanti di due Stati membri (i «pari») la valutazione della cooperazione e dell’aiuto umanitario pubblici della Svizzera. L’esame era incentrato sugli orienta- menti strategici e le basi giuridiche, la coerenza delle politiche di sviluppo, il volume e la ripartizione delle risorse finanziarie, l’organizzazione e la gestione e l’impatto. Dal profilo tematico, ha coperto gli ambiti «aiuto all’autopromozione», protezione dell’ambiente e cambiamenti climatici. Complessivamente la Svizzera ha ricevuto buoni voti per il suo lavoro. È stata descritta come un partner solido e affidabile, con una pluriennale esperienza, che contribuisce in modo utile ai dibattiti internazionali su diversi aspetti dello sviluppo. I pari hanno menzionato la sua prossimità sul terreno, il suo ruolo direttivo nel settore multilaterale, il suo modo di affrontare gli Stati fragili e i progressi in materia di coerenza politica nei settori del commercio e della fiscalità. A loro avviso, la Svizzera è cosciente che la solidarietà è fondamenta- le in un mondo sempre più interdipendente ed è determinata ad accrescere il volume e la qualità del suo aiuto. Valutano positivamente l’evoluzione del suo quadro giuri- dico che introduce un maggior numero di approcci strategici per garantire la coeren- za fra cooperazione tecnica e commerciale allo sviluppo. Hanno esaminato da vicino la cooperazione con i Paesi dell’Est, con l’esempio dell’Albania, e l’hanno giudicata efficace. Il gruppo di valutazione ha ritenuto che la parità dei sessi sia stata integrata con successo grazie a un approccio partecipativo. Ha giudicato lodevole la riduzione dei settori d’intervento per renderli complementari con quelli dell’UE, in particolare negli ambiti del sostegno alle autorità locali, della salute e dell’educazione. La cooperazione con gli emigrati albanesi è citata come un esempio notevole di raffor- zamento dei trasferimenti finanziari dall’estero.