Lexipedia

EIDGENÖSSISCHES DEPARTEMENT DES INNERN

B DÉPARTEMENT FÉDÉRAL DE L'INTÉRIEUR DIPARTIMENTO FEDERALE DELL'INTERNO DEPARTAMENT FEDERAL DA L'INTERN

Disegno di legge federale sull’armonizzazione dei registri degli abitanti e di altri registri ufficiali di persone

Rapporto sulla procedura di consultazione

Berna, gennaio 2004

Indice

1. COMPENDIO................................................................................................................. 2

2. CONTESTO................................................................................................................... 4

3. PRESE DI POSIZIONE DEGLI AMBIENTI CONSULTATI ........................................... 6

3.1. Domanda 1 : “Valutazione generale degli obiettivi del disegno di legge

sull’armonizzazione dei registri” .................................................................................... 6

3.2. Domanda 2 : “Come valutate le proposte atte a semplificare le future rilevazioni e a colmare le lacune esistenti nel campo delle statistiche demografiche?”....................... 9

3.3. Valutazione delle disposizioni concernenti il controllo degli abitanti ........................... 11

Domanda 3 : “Come valutate l’idea di prescrivere norme e criteri standard in un cosiddetto “catalogo ufficiale delle caratteristiche dei registri”?”................................. 11

Domanda 4 : “Le caratteristiche contenute nei registri degli abitanti vanno indicate esplicitamente in modo esaustivo nella legge oppure vanno disciplinate a livello di ordinanza? Come giudicate la scelta delle caratteristiche?”....................................... 13

Domanda 5: “Come valutate la proposta di creare un sistema elettronico di notifica e di mutazione tra i registri degli abitanti per gli arrivi e le partenze di persone ed economie domestiche in un’ottica di attualità e qualità dei dati dei registri?” ............. 16

Domanda 6 : “Come valutate le direttive concernenti l’obbligo di notifica, introdotte per garantire la qualità dei dati contenuti nei registri?”...................................................... 18

3.4. Domanda 7: “Come giudicate la tenuta di un identificatore delle economie domestiche e delle abitazioni nei registri degli abitanti al fine di semplificare le rilevazioni statistiche, le sempre più frequenti elaborazioni di dati sulle famiglie e le economie domestiche e di agevolare le pratiche amministrative?” ............................................. 21

3.5. Domanda 8: “Quale tipo di identificatore delle persone preferireste fondamentalmente: un identificatore universale, utilizzabile per scopi amministrativi nel controllo degli abitanti nell’ambito dei progetti di governo elettronico della Confederazione, di cui si potrebbe avvalere anche la statistica oppure un identificatore statistico separato, impiegato unicamente per scopi statistici?”................................................................. 24

4. CHIAVE DI RIPARTIZIONE DEI COSTI E RIPORTO DEGLI ONERI ........................ 28

5. RELAZIONI TRA INFOSTAR (STATO CIVILE) E REGISTRI DEL CONTROLLO DEGLI ABITANTI......................................................................................................... 30

6. PRESENTAZIONE DEI RISULTATI SOTTO FORMA DI TABELLE........................... 31

7. ALLEGATO: LISTA DEGLI AMBIENTI CONSULTATI CHE HANNO PRESO POSIZIONE ................................................................................................................. 39

1

1. Compendio

Gli ambienti consultati valutano favorevolmente a grande maggioranza il disegno di legge, soprattutto per quanto riguarda l’obiettivo e gli scopi. Il disegno convince anche dal punto di vista della comunicazione elettronica tra i registri. Essi apprezzano l’enumerazione delle caratteristiche da armonizzare obbligatoriamente e la regolamentazione uniforme dell’obbligo di informare e si schierano in maggioranza a favore del prosieguo dei lavori.

L’armonizzazione dei registri per scopi statistici è approvata da tutti i Cantoni, dalla maggioranza dei partiti politici che hanno preso posizione, dalle associazioni, dalle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti, dalle associazioni padronali1, dagli istituti scientifici e dalle chiese.

Il potenziale dell’armonizzazione di semplificare le statistiche della popolazione è riconosciuto da tutti i Cantoni nonché dalla maggioranza dei partiti politici e delle associazioni. Ma buona parte dei Cantoni, dei partiti politici, delle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti e delle chiese auspica che questa armonizzazione abbia anche un’utilità amministrativa.

Un accesso ai dati individuali non anonimizzati dell’UST è invocato dalla maggioranza delle associazioni di statistica. Gli altri articoli concernenti specificatamente il settore della statistica non hanno suscitato altre osservazioni né fatto oggetto di particolari opposizioni.

L’introduzione di criteri standard in un catalogo delle caratteristiche e di un elenco obbligatorio nei registri degli abitanti è sostenuta da tutti i Cantoni e da tutte le associazioni, nonché dalla maggior parte dei partiti politici, delle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti, delle associazioni padronali e delle chiese. Questo elenco deve figurare nella legge secondo la maggioranza dei Cantoni, dei partiti politici, delle associazioni, delle associazioni padronali e delle chiese.

Il contenuto dell’elenco obbligatorio è sostanzialmente accettato da tutti i Cantoni, nonché dalla maggioranza dei partiti politici, delle associazioni, delle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti, delle associazioni padronali e delle chiese. Alcuni partecipanti auspicano tuttavia un adeguamento dell’elenco mediante l’aggiunta o la soppressione di certe caratteristiche.

L’obbligo di notifica personale è accettato dalla maggioranza dei Cantoni, dei partiti politici, delle associazioni e delle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti. L’opposizione della minoranza si concentra sulla ripartizione costituzionale delle competenze. Per alcuni, la Confederazione non è legittimata a legiferare in materia sulla semplice base dell’art. 65, cpv. 2 Cost.

Gli obblighi sussidiari di notifica indirizzati ai datori di lavoro e alle amministrazioni immobiliari sono contestati dagli ambienti padronali e immobiliari interessati. Le associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti vorrebbero invece rendere obbligatorio questo principio. La maggioranza dei Cantoni non ha formulato osservazioni negative.

Il divieto di recare pregiudizio deve essere ritirato dal disegno di legge per una minoranza di partecipanti alla consultazione, che ritengono che tale divieto potrebbe essere in contraddizione segnatamente con i principi della reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale.

1 Le organizzazioni di salariati non hanno preso posizione.

2

L’introduzione di un identificatore delle economie domestiche e delle abitazioni nei registri degli abitanti è sostenuta dalla maggioranza dei Cantoni, dei partiti politici e delle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti.

La creazione di un identificatore personale federale per scopi amministrativi, utilizzato congiuntamente per scopi statistici, fa l’oggetto di un’accettazione maggioritaria in linea di principio. Una maggioranza di partecipanti ne approva l’introduzione, mentre una forte minoranza condivide il principio, ma riserva il suo parere definitivo in attesa dei risultati degli studi sulla protezione dei dati e sulla costituzionalità della misura. Pochissimi partecipanti si oppongono al principio.

La ripartizione dei costi secondo il principio costituzionale è deplorata da una forte maggioranza degli ambienti consultati, per cui il sostegno finanziario e logistico della Confederazione dovrebbe invece essere importante, segnatamente per le spese d’investimento. Lo scambio elettronico dei dati in caso di trasferimento è accettato dai partecipanti nel complesso, per diversi con la riserva espressa della garanzia della protezione dei dati. Per garantire la protezione dei dati, alcuni auspicano l’introduzione di un principio d’informazione del cittadino, per permettergli di esercitare il suo diritto di correzione, se del caso.

L’istituzione di una procedura di richiamo tra i servizi dello stato civile e di controllo degli abitanti dovrebbe figurare nel disegno e la sua assenza è deplorata essenzialmente dai rappresentanti dei servizi dello stato civile e dalle associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti.

3

2. Contesto

Il disegno di legge federale sull’armonizzazione dei registri degli abitanti e di altri registri ufficiali di persone è stato oggetto di una procedura di consultazione dal 22 gennaio al 30 aprile 2003. 85 partecipanti sono stati consultati ufficialmente e 49 partecipanti hanno risposto. Sono pervenute anche 17 risposte spontanee. Il numero totale di risposte è di 66.

Questo progetto s’iscrive nel quadro della necessaria riduzione dell’onere per le persone, i Cantoni e i Comuni nell’ambito delle rilevazioni demografiche. Questo obiettivo può essere realizzato mediante una generalizzazione del ricorso ai dati amministrativi. A tal fine, i registri cantonali e comunali degli abitanti svolgono un ruolo chiave, dal momento che includono l’insieme della popolazione residente in Svizzera.

Siccome la struttura federalista del nostro Paese ha generato una proliferazione di regolamentazioni cantonali e addirittura comunali sul modo in cui gestire i registri degli abitanti, per poter utilizzare questi dati è indispensabile armonizzare le loro caratteristiche sul piano nazionale. Si tratta quindi di creare una base giuridica moderna, che disciplini l’utilizzazione dei registri cantonali e comunali degli abitanti per scopi statistici, imponendo un minimo di uniformità e di coordinamento nella loro tenuta.

Conformemente all’art. 65, cpv. 2 della nuova Costituzione federale, la Confederazione può legiferare sull’armonizzazione e sulla tenuta dei registri ufficiali allo scopo di razionalizzare la rilevazione dei dati. Questa disposizione costituzionale permette alla Confederazione di esercitare un’influenza sulla tenuta dei registri e sul modo di procedere alle notifiche e alle mutazioni per far sì che la statistica federale possa rilevare dati uniformi e paragonabili. Il disegno di legge mira a disciplinare l’armonizzazione dei registri cantonali e comunali degli abitanti, nonché i grandi registri federali di persone, per consentirne la maggior utilizzazione possibile in modo da facilitare la realizzazione delle future rilevazioni demografiche e l’ammodernamento del censimento della popolazione del 2010.

I Cantoni, i partiti politici e le organizzazioni interessate sono stati invitati a rispondere in particolare alle seguenti domande:

1. Valutazione generale degli obiettivi del disegno di legge sull’armonizzazione dei registri 2. Come valutate le proposte atte a semplificare le future rilevazioni e a colmare le lacune esistenti nel campo delle statistiche demografiche? 3. Come valutate l’idea di prescrivere norme e criteri standard in un cosiddetto “catalogo ufficiale delle caratteristiche dei registri”? 4. Le caratteristiche contenute nei registri degli abitanti vanno indicate esplicitamente in modo esaustivo nella legge oppure vanno disciplinate a livello di ordinanza? Come giudicate la scelta delle caratteristiche? 5. Come valutate la proposta di creare un sistema elettronico di notifica e di mutazione tra i registri degli abitanti per gli arrivi e le partenze di persone ed economie domestiche in un’ottica di attualità e qualità dei dati dei registri? 6. Come valutate le direttive concernenti l’obbligo di notifica, introdotte per garantire la qualità dei dati contenuti nei registri? 7. Come giudicate la tenuta di un identificatore delle economie domestiche e delle abitazioni nei registri degli abitanti al fine di semplificare le rilevazioni statistiche, le sempre più frequenti elaborazioni di dati sulle famiglie e le economie domestiche e di agevolare le pratiche amministrative?

Il principio dell’introduzione di un identificatore personale federale che funga da denominatore comune ai grandi registri federali e ai registri degli abitanti è stato oggetto di una domanda specifica:

4

8. Quale tipo di identificatore delle persone preferireste fondamentalmente: un

identificatore universale, utilizzabile per scopi amministrativi nel controllo degli abitanti nell’ambito dei progetti di governo elettronico della Confederazione, di cui si potrebbe avvalere anche la statistica oppure un identificatore statistico separato, impiegato unicamente per scopi statistici?

5

3. Prese di posizione degli ambienti consultati

3.1. Domanda 1 : “Valutazione generale degli obiettivi del disegno di legge

sull’armonizzazione dei registri”

Art. 1 Scopo e oggetto 1 La presente legge ha lo scopo di semplificare la rilevazione dei dati per la statistica attraverso l’armonizzazione dei registri ufficiali di persone. 2 A tal fine la legge stabilisce: a. gli identificatori e le caratteristiche che devono figurare nei registri; b. la competenza dell’Ufficio federale di statistica (UST) di unificare le definizioni, le caratteristiche e le modalità delle caratteristiche; c. il principio della completezza dei registri di persone; d. l’obbligo di aggiornare i registri degli abitanti.

Cantoni

Gli scopi statistici legati all’armonizzazione sono sostenuti da tutti i Cantoni e per alcuni sono gli unici scopi accettabili (AR, GE, SO, TI e TG). La riserva principale formulata da questi Cantoni riguarda l’introduzione di un identificatore personale federale. GE ritiene che il disegno così come è proposto va oltre un’armonizzazione rigorosa, introducendo un identificatore personale federale e collegando le persone, le economie domestiche e le abitazioni.

Gli altri Cantoni fanno notare che, indirettamente, l’armonizzazione migliorerà i processi amministrativi, favorendo così dei risparmi a lungo termine. Per ZH, la necessità di semplificare la rilevazione dei dati è incontestabile. Sia l’armonizzazione che l’introduzione di un identificatore personale federale devono presentare un’utilità per l’amministrazione.

Le disposizioni proposte sono atte a garantire lo scopo previsto di una miglior utilizzazione dei registri cantonali e comunali per le rilevazioni statistiche. I vantaggi si estenderanno anche alle amministrazioni comunali grazie all’uso razionale delle reti informatiche (AG). Un’armonizzazione, anche limitata alla statistica, è utile perché implica la definizione di caratteristiche e identificatori che, indirettamente, agevoleranno sensibilmente lo scambio di dati (GR). L’armonizzazione sarà inoltre un importante fattore di coerenza, segnatamente in materia di governo elettronico (JU).

Alcuni Cantoni (AG, BS, BE, SG e VS) vorrebbero addirittura razionalizzare ulteriormente i processi amministrativi attraverso un collegamento tra i servizi di controllo degli abitanti e il sistema INFOSTAR, per scopi di verifica.

Il rispetto della ripartizione delle competenze è una condizione importante (AR e SH). Inoltre, sia le statistiche cantonali che quelle regionali devono beneficiare dell’armonizzazione attraverso un accesso adeguato ai dati rilevati dall’UST (LU, SG e VD). BL chiede che l’UST promuova la centralizzazione dei dati da parte dei Cantoni e che ciò figuri nella legge. La centralizzazione dei dati dovrebbe essere promossa dall’UST ed essere oggetto di una menzione particolare nel disegno di legge (BL). La maggior parte dei Cantoni ritiene che l’armonizzazione genera dei costi che non vogliono addossarsi da soli. Una partecipazione finanziaria della Confederazione è indispensabile.

6

Partiti politici

La maggioranza dei partiti politici che hanno risposto alla consultazione (PCS, PPD e PLR) condivide gli scopi perseguiti, che il PCS definisce sensati e importanti. L’armonizzazione permetterà sia la produzione di statistiche più precise e il miglioramento della qualità dei dati, sia il loro scambio. Il PPD e il PLR evidenziano inoltre i fattori di risparmio previsti.

L’unica presa di posizione completamente negativa è quella dell’UDC, che respinge integralmente il disegno per via dei costi generati, che oltretutto giudica sottovalutati. L’armonizzazione consentirebbe certo una semplificazione delle rilevazioni statistiche. Ma siccome un’utilizzazione a scopi amministrativi è appena percettibile, il progetto dev’essere respinto. Questo motivo spinge l’UDC a respingere in particolare l’introduzione di un identificare personale federale.

Associazioni

Gli scopi statistici di razionalizzazione della rilevazione dei dati perseguiti con l’armonizzazione sono approvati da varie associazioni (BStatK, DSB, eCH, EKFF, KORSTAT, KZIV, SIK e VZIV).

BStatK ritiene che il progetto comporta un miglioramento della qualità dell’informazione statistica, una semplificazione delle rilevazioni presso le entità interrogate, una miglior efficacia della raccolta dell’informazione e un miglioramento della protezione dei dati. L’armonizzazione favorirà i risparmi e alleggerirà la partecipazione delle economie domestiche. Fa inoltre notare che il momento scelto è adeguato visto che sono in corso varie riforme per altri registri di persone e un ritardo in un progetto più globale non farebbe quindi che generare sprechi per le modifiche ulteriori.

DSB limita il progetto solo ai compiti statistici e alle semplificazioni necessarie a tal fine, affermando che deve essere consentita l’utilizzazione combinata di registri di dati solo quando per uno scopo statistico è imperativo l’uso congiunto dei dati, resi anonimi, contenuti nei registri federali, cantonali e comunali. L’articolo 65 della Costituzione federale non offre infatti una base sufficiente per l’introduzione di un identificatore personale federale, l’enumerazione delle caratteristiche e la regolamentazione delle notifiche. Il progetto supera ampiamente gli scopi legati alla tenuta di statistiche e minaccia il federalismo.

Per altre associazioni, l’armonizzazione deve invece consentire una razionalizzazione a livello sia statistico che amministrativo e semplificare lo scambio di dati tra Cantoni e Confederazione (KORSTAT). Siccome l’onere finanziario spetta ai Cantoni e nel disegno devono essere tutelati anche gli interessi dei Comuni, deve essere possibile lo scambio di dati tra amministrazioni comunali. Anche altri settori dell’amministrazione comunale dovranno beneficiarne (eCH). È necessaria un’unificazione a livello nazionale anche delle caratteristiche dei registri ufficiali. Data la mobilità della popolazione, questa armonizzazione consentirà, oltre che di soddisfare i bisogni della statistica, di facilitare lo scambio di dati tra Comuni e tra Cantoni (KZIV).

Per VZIV, i dati armonizzati e paragonabili devono essere messi a disposizione delle varie entità amministrative, il che equivale a dire che i registri devono convenire tra di loro un identificatore comune che consenta l’accesso in linea. Solo con questa innovazione potrà essere garantito il potenziale dell’auspicata interdipendenza orizzontale e verticale all’interno dell’amministrazione e il servizio pubblico potrà trarne un vantaggio concreto. Progetti di contatto per via elettronica tra i cittadini e le autorità potranno essere presi in considerazione sulla base solida dei registri armonizzati.

7

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

Le associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti (GV, SSV e SVEK) condividono gli scopi statistici perseguiti con l’armonizzazione, ma sottolineano che è fondamentale che il disegno permetta di semplificare anche i compiti amministrativi dei servizi di controllo degli abitanti (SVEK). Un’utilizzazione amministrativa dei dati, in particolare degli identificatori, è una condizione indispensabile del disegno, malgrado la restrizione costituzionale dell’art. 65 Cost (SSV). Sono essenziali il rispetto dell’autonomia comunale (GV) e un articolo sulla ripartizione dei costi (SSV e GV).

Associazioni padronali

Tra le associazioni padronali, ES approva un’armonizzazione nell’ottica statistica, ma ritiene prematura l’introduzione di un identificatore personale federale. Secondo SGV, invece, l’armonizzazione e l’utilizzazione degli identificatori comporteranno dei vantaggi anche per il settore privato.

Istituti scientifici

Gli istituti scientifici (NF, SAGW e SIAK) sostengono gli scopi generali della legge e auspicano un accesso adeguato ai dati armonizzati in mano all’UST, che dalla scomparsa dell’obbligo di iscriversi nell’elenco telefonico costituiranno l’unica fonte di indirizzi attendibile. SAGW ritiene tuttavia che la Confederazione non ha nessuna competenza per disciplinare, anche indirettamente, gli obblighi di notifica e il contenuto minimo dei registri.

Chiese

Le chiese (RKZ, EKB, CK, IG e VFG) condividono gli scopi del progetto perché aumentano la qualità dei dati e ne semplificano la compilazione e lo scambio. Il progetto non deve tuttavia sfociare in una limitazione dei diritti fondamentali né svuotare la ripartizione costituzionale delle competenze in materia religiosa. Tutte le chiese auspicano l’introduzione dell’appartenenza a una chiesa nazionale nell’elenco delle caratteristiche obbligatorie, senza tuttavia limitarsi esclusivamente alla chiesa nazionale (VFG).

Pareri spontanei

Tra le prese di posizione spontanee emerge la difesa di interessi particolari, come la messa a disposizione dell’identificatore personale federale agli istituti di credito e incasso o il rifiuto degli obblighi sussidiari di notifica dei datori di lavoro e delle amministrazioni immobiliari.

I pareri espressi dalle città completano le prese di posizione dei Cantoni e delle associazioni di controllo degli abitanti: tutte condividono e sottolineano l’importanza dell’armonizzazione e osservano che uno scopo rigorosamente statistico non è opportuno visti i costi generati, che sono soprattutto a loro carico. Per le città, il progetto avrà senso solo se sarà possibile un’utilizzazione amministrativa degli identificatori e se sarà assicurato l’accesso dei Comuni a INFOSTAR. Una partecipazione finanziaria della Confederazione è auspicabile.

Una minoranza esprime dubbi sull’introduzione di un identificatore personale federale, temendo collegamenti illegali.

Due pareri spontanei sono favorevoli all’integrazione della caratteristica dell’appartenenza a una religione.

8

3.2. Domanda 2 : “Come valutate le proposte atte a semplificare le future rilevazioni e a colmare le lacune esistenti nel campo delle statistiche demografiche?”

Cantoni

Tutti i Cantoni approvano e giudicano opportune le semplificazioni previste per le prossime rilevazioni demografiche.

L’intervallo decennale tra i censimenti federali della popolazione è ritenuto troppo importante in una società sempre più mobile (NW). Ciononostante, siccome i costi generati e il carico imposto all’amministrato non autorizzano un aumento della sua frequenza, l’armonizzazione e l’utilizzazione massima dei dati contenuti in registri ufficiali resi compatibili sono una soluzione razionale e opportuna, che permette di migliorare la pertinenza delle statistiche rispetto ai censimenti decennali totali (NE, SG, ZH, UR, GE e SZ).

Vari Cantoni esprimono delle riserve sulle nuove utilizzazioni statistiche e ritengono che qualsiasi utilizzazione statistica, a parte le rilevazioni decennali e le statistiche demografiche, dovrà basarsi su una base giuridica specifica, rispettare il principio della proporzionalità e dimostrare la sua necessità (BE, FR, OW, SO, TI, TG e ZG). ZG teme che la creazione di un elenco di indirizzi da parte dell’UST (art. 15 cpv. 2 del disegno) porti alla creazione di un registro federale degli abitanti.

L’armonizzazione non deve sovraccaricare di lavoro i servizi di controllo degli abitanti e l’elenco delle caratteristiche deve essere proporzionato nell’ottica del CFP 2010, limitandosi quindi all’essenziale (BS e UR).

A razionalizzare i costi sarà la creazione di un collegamento persona – economia domestica – edificio (LU) e il sostegno finanziario della Confederazione è determinante per l’introduzione corretta di un identificatore dell’abitazione. Dovranno tuttavia esistere basi giuridiche ad hoc (SO).

Il principio dell’anonimizzazione dei dati implica il rifiuto di un collegamento permanente dei registri, anche a scopi statistici, per via della minaccia alla protezione della personalità. Un collegamento permanente sarebbe ammissibile solo se si giustificasse con un’utilizzazione topica e se esistesse una base giuridica specifica (OW).

L’accesso ai dati individuali non anonimizzati dell’UST da parte degli uffici statistici cantonali e regionali, o di altri servizi cantonali, è auspicato da vari Cantoni (GL, SG, TG, VD e ZH).

Partiti politici

I partiti politici (PCS, PPD e PLR) approvano brevemente le semplificazioni proposte, ma lasciano agli specialisti il compito di valutarne la portata.

Associazioni

Le associazioni (BStatK, eCH, EKFF e KORSTAT) ritengono che le soluzioni proposte sono importanti, adeguate sia alle statistiche federali che a quelle regionali (KORSTAT) e atte a realizzare il previsto scopo di razionalizzazione dei costi (eCH). I CFP risulteranno così semplificati e alleggeriti, sia per i Comuni che per le economie domestiche, le statistiche demografiche saranno più precise e le indagini puntuali presso le economie domestiche

9

saranno agevolate grazie alla completezza dei registri del controllo degli abitanti (BStatK). EKFF sottolinea che dati più precisi renderanno inutile il ricorso a stime per le rilevazioni annuali dell’età e della struttura della popolazione, aprendo al contempo nuove prospettive per le matrici migratorie basate su queste caratteristiche.

SSV considera le semplificazioni efficaci per la statistica, ma riserva la sua posizione sul rapporto costi/benefici del collegamento persona – economia domestica – abitazione – edificio, tenendo conto del maggior lavoro che comporta per il controllo degli abitanti.

Associazioni padronali e chiese

Le associazioni padronali (ES e SGV) e le chiese (RKZ) giudicano queste semplificazioni adeguate, utili per le statistiche ed essenziali per i futuri metodi di rilevazione e la soppressione delle lacune nelle statistiche demografiche.

Pareri spontanei

Tra le prese di posizione spontanee, le semplificazioni previste sono condivise. Le città e gli ambienti informatici sottolineano che l’attualità e il trattamento dei dati esistenti risulteranno migliorati e Winterthur precisa che l’appartenenza all’economia domestica e l’identificatore dell’abitazione EWID costituiscono dati utili per i servizi fiscali.

AVDCH e Losanna osservano che vi è stata una recrudescenza delle violazioni all’obbligo di notifica e temono quindi un risultato meno affidabile rispetto ai censimenti realizzati sul terreno. Secondo loro, una comunicazione agevolata tra i registri consentirebbe di rimediare a questo problema.

10

3.3. Valutazione delle disposizioni concernenti il controllo degli abitanti

(art. 4, 6 - 11)

Domanda 3 : “Come valutate l’idea di prescrivere norme e criteri standard in un cosiddetto “catalogo ufficiale delle caratteristiche dei registri”?”

Art. 4 Competenze e compiti dell’UST 1 L’UST definisce gli identificatori e le caratteristiche di cui agli articoli 6 lettere b-t, 7 e 12 capoverso 2, nonché le modalità, le nomenclature e le chiavi di codifica corrispondenti. Per documentare i dati dello stato civile, valgono gli articoli 39-49 del Codice civile2. 2 Nell’elaborare le definizioni, l’UST tiene conto dei requisiti e dei bisogni dei Cantoni e dei Comuni, nonché dei servizi federali che tengono i registri di cui all’articolo 2 o che si basano su di essi. 3 Mette gratuitamente a disposizione dei Cantoni, dei Comuni e dei servizi federali di cui all’articolo 2 le necessarie definizioni, nomenclature e chiavi di codifica. 4 Pubblica regolarmente un catalogo ufficiale delle caratteristiche, contenente le modalità, nonché le nomenclature e le chiavi di codifica determinanti.

Cantoni

Tutti i Cantoni sostengono l’introduzione di norme e criteri standard. L’utilizzazione di principi e definizioni comuni permette di evitare doppioni e costituisce un fattore di diffusione che favorisce la chiarezza necessaria per raggiungere gli scopi fissati e l’utilizzazione razionale dei registri (NE, AR, AG, LU e VD).

Vari Cantoni ritengono che il catalogo delle caratteristiche, tenuto conto delle sue implicazioni per i Cantoni, non sia di competenza dell’UST. Il livello legislativo dovrebbe essere almeno quello di una direttiva del dipartimento competente (BS e BE), ma preferibilmente, o addirittura esclusivamente (LU), quello di un’ordinanza del Consiglio federale (FR, GR, OW, TI e TG). Il lavoro di definizione deve tuttavia essere effettuato sotto la guida dell’UST, in collaborazione con i principali utilizzatori dei registri (ZH).

In ogni caso, le caratteristiche dovranno essere stabilite in collaborazione con i Cantoni, in funzione dei loro bisogni amministrativi (NW) o tenendo conto di norme internazionali (BS e GE). Inoltre, l’imposizione di criteri standard non dovrebbe limitarsi solo ai registri degli abitanti, ma estendersi a tutti i registri dell’amministrazione pubblica che utilizzano queste caratteristiche (JU). L’elaborazione di un catalogo di caratteristiche non deve tuttavia far sì che si esigano nuove caratteristiche utili solo per la statistica (NW).

L’accesso diretto alle nomenclature attraverso un’ampia diffusione o qualsiasi altro canale è indispensabile (VD).

Partiti politici

I partiti politici (PCS, PPD e PLR) sostengono il principio di un catalogo ufficiale. È un fattore di trasparenza e certezza giuridica (PPD) e costituisce la premessa indispensabile per lo scambio elettronico di dati (PCS).

Associazioni

Tutte le associazioni approvano il principio di un catalogo ufficiale, che è una condizione indispensabile per assicurare un’utilizzazione efficace e trasparente dei registri (KORSTAT) e permettere uno scambio elettronico dei dati (SSV e SVEK). Questo scambio, compresi gli

2 RS 210

11

identificatori, non dovrebbe d’altronde limitarsi a scopi statistici (eCH e SIK) e il principio di un catalogo ufficiale dovrebbe essere esteso ad altri registri (SIK e SSV).

Il catalogo deve figurare in un’ordinanza, o addirittura nella legge (DSB). Deve essere compilato d’accordo con i Cantoni (KORSTAT e DSB) e tener conto, nei limiti del possibile, delle norme internazionali (eCH e BStatK).

Per DSB, l’armonizzazione delle caratteristiche deve essere esaustiva e proporzionale, mentre SVEK ritiene che la scelta delle caratteristiche è adeguata e conforme alle caratteristiche iscritte abitualmente nei registri degli abitanti.

Se l’UST è giudicato competente per la definizione delle caratteristiche e delle modalità (BStatK), DSB ritiene che le istruzioni, valide per l’insieme della Confederazione e per tutti i Cantoni, devono essere emanate dal Consiglio federale.

Associazioni padronali

SGV approva il principio di un catalogo ufficiale riveduto regolarmente, mentre ES ritiene che le caratteristiche devono figurare in una legge e le direttive d’applicazione in un’ordinanza.

Chiese

Anche le chiese (RKZ e VFG) condividono il principio.

Pareri spontanei

Tra le prese di posizione spontanee, emerge un sostegno al principio di un catalogo ufficiale (AVDCH, GastroSuisse, ISACA, Baden, Winterthur e Losanna) gratuito (AVDCH e Losanna) e accessibile al settore privato (ISACA), di cui si auspica l’estensione all’insieme delle applicazioni informatiche della Confederazione (ISACA e Winterthur).

12

Domanda 4 : “Le caratteristiche contenute nei registri degli abitanti vanno indicate esplicitamente in modo esaustivo nella legge oppure vanno disciplinate a livello di ordinanza? Come giudicate la scelta delle caratteristiche?”

Art. 6 Contenuto minimo Per ogni persona domiciliata o soggiornante, i registri comunali o cantonali degli abitanti contengono almeno i dati sui seguenti identificatori e caratteristiche:

a. identificatore personale federale; b. numero UST del Comune e nome ufficiale del Comune; c. identificatore dell’edificio in base al Registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA) dell’UST; d. identificatore dell’abitazione in base al REA ed economia domestica d’appartenenza; e. cognome e nomi ufficiali; f. indirizzo della residenza e indirizzo postale, inclusi il numero postale d’avviamento e il luogo; g. data di nascita; h. per gli svizzeri, luogo di attinenza; i. sesso; j. stato civile; k. nazionalità; l. per gli stranieri, tipo di permesso; m. residenza o soggiorno nel Comune; n. Comune di residenza; o. arrivo: data e Comune di provenienza, rispettivamente Stato di provenienza; p. partenza: data e Comune di destinazione, rispettivamente Stato di destinazione; q. trasloco nel Comune: data; r. diritto di voto e di eleggibilità a livello federale, cantonale e comunale; s. data del decesso; t. data della mutazione.

Art. 7 Altre caratteristiche L’iscrizione di caratteristiche non menzionate all’articolo 6, in particolare l’appartenenza a una chiesa nazionale o a un’altra comunità religiosa riconosciuta dal diritto pubblico, è retta dai requisiti del catalogo ai sensi dell’articolo 4, capoverso 4, a condizione che la caratteristica figuri nel catalogo.

Art. 8 Determinazione e aggiornamento dell’identificatore dell’abitazione e dell’economia domestica d’appartenenza

Per determinare e aggiornare l’identificatore dell’abitazione e l’economia domestica d’appartenenza di una persona possono essere riportate nei registri degli abitanti le seguenti caratteristiche contenute nel REA:

a. numero dell’edificio del Cantone o del Comune; b. indirizzo dell’edificio, inclusi il numero postale d’avviamento e il luogo; c. numero della particella; d. stato dell’edificio (in progetto/terminato/demolito); e. categoria dell’edificio (residenziale/non residenziale); f. numero di piani; g. numero di locali abitabili separati nell’edificio (mansarde); h. numero dell’abitazione del Cantone o del Comune; i. piano dell’abitazione; j. ubicazione dell’abitazione (numero dell’entrata e altre indicazioni); k. numero di stanze o locali abitabili; l. superficie dell’abitazione.

Cantoni

La maggior parte dei Cantoni, salvo JU, NE e VS, ritiene che l’elenco delle caratteristiche obbligatorie deve figurare esplicitamente ed esaustivamente nella legge, in modo da assicurare la trasparenza, la legittimità democratica e la necessaria certezza giuridica, nonché una certa stabilità nel corso del tempo. JU, NE e VS pensano invece che una soluzione del genere è troppo rigida e che si tratta di una questione tecnica che può essere disciplinata mediante un’ordinanza, che dovrebbe essere oggetto di una consultazione separata.

13

In generale, il contenuto è giudicato sufficiente, o addirittura razionale e proporzionato (UR); BS ricorda che la scelta delle caratteristiche deve essere adeguata nell’ottica del CFP 2010 e della razionalizzazione delle statistiche demografiche. GE e OW auspicano che l’elenco si limiti a ciò che figura abitualmente nei registri degli abitanti e che qualsiasi estensione dell’elenco sia decisa in funzione delle possibilità e dei bisogni dell’amministrazione (NW).

Alcuni Cantoni vorrebbero aggiungere altre caratteristiche: luogo di lavoro, luogo della scuola (AG), luogo d’origine (BE e GE), luogo di nascita (BE), nazionalità alla nascita (GE). Alcune caratteristiche dovrebbero invece essere escluse: economia domestica, il cui concetto si sovrappone a quello dell’EWID (BS, SG e TG), dell’EPID (OW, SO e TI), dell’EWID e dell’EGID (SG).

Per vari Cantoni, la caratteristica dell’appartenenza a una chiesa nazionale o a una comunità religiosa è indispensabile per svolgere i compiti loro assegnati. Auspicano quindi la sua reintegrazione nell’elenco delle caratteristiche obbligatorie dell’art. 6 (AI, BS, FR, GL, OW, SZ, SO e ZH). VD ritiene invece che la soggettività di questa caratteristica ne renderà problematica la gestione. Gli altri Cantoni non si sono pronunciati in proposito.

Il principio delle caratteristiche facoltative (art. 7) non è chiaro per AG, che si chiede se i Cantoni potranno gestire obbligatoriamente altre caratteristiche. La legge dovrebbe contenere una disposizione esplicita in materia. ZH sostiene il principio delle caratteristiche facoltative e vuole che sia offerta ai Cantoni la possibilità di introdurre altre caratteristiche secondo norme definite dall’UST. Per UR s’impone l’abbandono delle caratteristiche facoltative perché l’UST non deve avere la possibilità di esigere nuove caratteristiche invocando gli articoli 6, 7 e 13 cpv. 2 del disegno.

Partiti politici

I partiti politici (PCS, PPD e PLR) ritengono che l’elenco delle caratteristiche obbligatorie deve figurare in una legge e che in esso deve essere integrata la caratteristica dell’appartenenza a una chiesa nazionale (PCS e PPD). Quanto all’opportunità delle caratteristiche scelte, il PLR si affida al giudizio delle autorità competenti, considerando tuttavia inutile l’iscrizione delle caratteristiche EWID / EGID nei registri degli abitanti per via dell’onere che il loro aggiornamento comporterà per le amministrazioni immobiliari.

Associazioni

Le associazioni (BStatK, DSB, eCH e KORSTAT) ritengono che l’elenco delle caratteristiche obbligatorie debba figurare nella legge per motivi di chiarezza, trasparenza e stabilità nel tempo. KORSTAT fa notare che la maggior parte delle caratteristiche selezionate è già iscritta nei registri degli abitanti e che i nuovi identificatori (EWID, EGID e EPID) sono indispensabili per razionalizzare le rilevazioni statistiche e devono servire anche per svolgere compiti amministrativi. DSB ritiene che il numero delle caratteristiche obbligatorie richieste è il massimo e non rispetta né il principio della proporzionalità, né quello della necessità operativa. L’EPID deve essere ritirato. Per SIK è sufficiente il livello dell’ordinanza.

KZIV propone la modifica della caratteristica «cognome ufficiale» tenendo conto del diritto internazionale privato: il cognome deve infatti obbligatoriamente essere ripreso dai registri dello stato civile. Auspica l’introduzione della totalità dei luoghi d’origine e l’aggiunta del luogo di nascita e del rapporto di filiazione. Secondo VZIV e KZIV, bisognerebbe cogliere l’occasione di questa legge per emanare delle direttive comuni all’insieme dell’amministrazione sul cognome, il diritto di cittadinanza e i diritti d’accesso.

14

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

SSV e SVEK ritengono che il livello dell’ordinanza è sufficiente. L’elenco corrisponde a ciò che è rilevato abitualmente dai servizi di controllo degli abitanti.

Chiese

Per le chiese (RKZ e VFG), l’elenco delle caratteristiche obbligatorie deve figurare nella legge. La caratteristica dell’appartenenza a una chiesa nazionale deve essere inclusa ed è auspicabile (RKZ), o addirittura indispensabile (VFG), un’estensione a tutte le religioni, per esempio mediante delle preregistrazioni basate sulle nomenclature del CFP.

Pareri spontanei

Dalle prese di posizione spontanee emerge che le città e le associazioni di datori di lavoro privilegiano l’integrazione dell’elenco obbligatorio nella legge. GastroSuisse chiede che la possibilità per i Cantoni di esigere altre caratteristiche, oltre l’elenco dell’art. 6, sia delimitata chiaramente visto l’obbligo di notifica rivolto ai datori di lavoro.

Una minoranza auspica la revisione dell’elenco dell’art. 6, l’inclusione del luogo di nascita, della totalità dei luoghi d’origine e dell’indirizzo di destinazione completo e la precisazione della data della mutazione. Inoltre, una base giuridica dovrebbe obbligare le amministrazioni immobiliari a fornire le indicazioni relative agli identificatori dell’edificio e dell’abitazione.

ISACA e le città di Soletta e Winterthur considerano sufficiente il livello dell’ordinanza, che dovrebbe essere oggetto di una consultazione separata. Soletta ritiene giuste, sufficienti e necessarie le caratteristiche dell’elenco obbligatorio. ISACA non si pronuncia sull’utilità delle caratteristiche selezionate. Per Winterthur, l’elenco dovrebbe comprendere le caratteristiche “data del matrimonio, della separazione e del divorzio”. Tutte e tre ritengono che l’elenco dovrebbe essere compilato in collaborazione con gli ambienti interessati.

La necessità di introdurre nell’elenco delle caratteristiche obbligatorie l’appartenenza a una chiesa nazionale è espressa da una minoranza di partecipanti, che sottolinea inoltre che la libertà di coscienza e di credo impedisce allo Stato di limitare la scelta a determinate religioni.

15

Domanda 5: “Come valutate la proposta di creare un sistema elettronico di notifica e di mutazione tra i registri degli abitanti per gli arrivi e le partenze di persone ed economie domestiche in un’ottica di attualità e qualità dei dati dei registri?”

Art. 9 Scambio di dati in caso di trasloco 1 In caso di arrivi e partenze di abitanti, i dati di cui all’articolo 6 devono essere scambiati tra i registri degli abitanti dei Cantoni e Comuni interessati. 2 Lo scambio ha luogo per via elettronica e in forma codificata. Il Consiglio federale disciplina la codificazione dei dati. 3 La Confederazione può mettere a disposizione dei servizi ufficiali e delle autorità competenti una piattaforma informatica corrispondente.

Cantoni

Tutti i Cantoni, salvo AR, TG e TI, sostengono l’introduzione dello scambio elettronico di dati tra registri degli abitanti. L’ottimizzazione del processo di notifica andrà a beneficio sia della statistica che dell’amministrazione (LU). In ogni caso, sottolineano – come la maggior parte dei Cantoni favorevoli – che la codificazione dei dati è indispensabile per assicurare la protezione dei dati.

AR, BL, LU, TI e ZG considerano contradditori l’art. 3, che parla ancora di “schedari manuali”, e l’art. 9, che presuppone l’esistenza di uno schedario informatico.

GR si oppone alla trasmissione elettronica obbligatoria per motivi di costo e teme le incompatibilità informatiche. Auspica il mantenimento di schedari manuali per i Comuni più piccoli. AG vorrebbe che si esaminasse l’opportunità di questa soluzione per loro e si schiera a favore di una soluzione centralizzata a livello federale o cantonale. NW chiede delle precisazioni sui costi e sulle compatibilità informatiche.

BS, GL, SO, UR e VD ritengono che la partecipazione finanziaria e organizzativa della Confederazione, segnatamente attraverso l’obbligo di mettere a disposizione la sua rete, è una condizione indispensabile. Per VD, la responsabilità della Confederazione è esplicita nell’ambito degli scambi intercantonali.

GE pensa che un trasferimento elettronico obbligatorio dei dati sia facilmente realizzabile sul piano tecnico e permetterebbe di agevolare la gestione e di migliorare la qualità degli schedari. Ciononostante, questa soluzione deresponsabilizza il cittadino, che corre il rischio di perdere il controllo dell’informazione. BS, GE, JU, NE e ZH ritengono che la protezione dei dati presuppone che l’amministrato sia a conoscenza del fatto che vi è uno scambio dei suoi dati e informato del suo contenuto e abbia così la possibilità di farli correggere.

Partiti politici

I partiti politici (PCS, PPD, PLR) approvano la proposta a patto che sia garantita la protezione dei dati. Il PPD auspica una soluzione proporzionata per i Comuni piccoli. Il PCS chiede che l’amministrato sia avvisato dello scambio dei suoi dati e del suo tenore, per controllo.

16

Associazioni

BStatK, eCH, KORSTAT, KZIV e SIK sostengono il principio dello scambio elettronico di dati, che rappresenta l’elemento centrale del governo elettronico (eCH), che migliorerà sia la qualità statistica che l’efficienza del lavoro amministrativo (KORSTAT).

SIK vorrebbe che le persone fossero avvisate dello scambio delle informazioni che le riguardano. Dal punto di vista organizzativo, constata che la maggior parte dei Cantoni e dei Comuni è già collegata al sistema KOMBV e potrebbe utilizzarlo in quest’ambito.

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

Le associazioni di Comuni (SKSG, SSV e SVEK) accettano lo scambio elettronico di dati per i registri (già) informatizzati (SVEK e SKSG). Ciò non deve però portare alla creazione di un registro federale degli abitanti perché, oltre al rispetto della ripartizione delle competenze, bisogna constatare che i Comuni dispongono già di buone soluzioni informatiche, di cui bisogna tener conto (SSV e GV). Il progetto deve essere compatibile con le applicazioni informatiche esistenti al minor costo (GV).

Associazioni padronali

Le associazioni padronali (ES e SGV) sostengono il principio, certo costoso in una prima fase, ma da cui ci si possono aspettare dei risparmi nella misura in cui riduce le fonti di errori e ammoderna i metodi di rilevazione.

Istituti scientifici

SAGW non risponde direttamente alla domanda, ma esprime dei dubbi più generali sulla costituzionalità in relazione alla ripartizione delle competenze per procedere all’imposizione dell’obbligo di notifica.

Chiese

Le chiese aderiscono al principio, che offrirebbe il vantaggio, nella misura in cui la caratteristica dell’appartenenza a una chiesa nazionale fosse obbligatoria, di contenere le uscite tacite dalla chiesa. Sarebbe infatti indispensabile un’uscita formale. Di conseguenza, bisogna che l’amministrato sia a conoscenza dell’esistenza dei suoi dati e possa farli rettificare in occasione del loro scambio (RKZ).

Pareri spontanei

La maggioranza delle città condivide la proposta. Visto però che questa soluzione è problematica per i Comuni piccoli, la Confederazione dovrebbe mettere gratuitamente a disposizione la struttura necessaria. Bisogna tuttavia stare attenti a non costituire un registro federale degli abitanti, perché la soluzione deve essere federalista (Winterthur).

I rappresentanti del settore informatico sono favorevoli all’informatizzazione del trasferimento dei dati con comunicazione all’interessato. Winterthur propone che si esamini una soluzione che consenta all’amministrato di bloccare, in determinate circostanze, la trasmissione delle

17

sue informazioni. Losanna e AVDCH ricordano che le disposizioni di protezione dei dati che sono state ritirate dal disegno prevedevano un diritto di correzione.

Il Centre patronal non si pronuncia direttamente sulla questione, ma osserva più in generale che l’art. 65 cpv. 2 Cost non è sufficiente per formulare dei principi sull’obbligo di notifica.

Domanda 6 : “Come valutate le direttive concernenti l’obbligo di notifica, introdotte per garantire la qualità dei dati contenuti nei registri?”

Art. 10 Obbligo di notifica personale I Cantoni emanano le norme necessarie affinché: a. le persone fisiche si annuncino, personalmente o tramite terzi autorizzati a rappresentarle, presso il servizio ufficiale competente per la tenuta del registro degli abitanti entro 14 giorni dal trasloco; b. le persone soggette all’obbligo di notifica forniscano informazioni conformi al vero sui dati di cui all’articolo 6 e, se del caso, documentino le loro indicazioni.

Art. 11 Obbligo di informare 1 I Cantoni emanano le norme necessarie affinché, su richiesta, nei casi in cui l’obbligo di notifica personale ai sensi dell’articolo 10 non è adempiuto, le seguenti persone forniscano gratuitamente ai servizi ufficiali competenti per la tenuta dei registri degli abitanti informazioni sulle persone soggette all’obbligo di notifica: a. i locatori e le amministrazioni immobiliari sugli inquilini residenti, in arrivo e in partenza; b. i datori di lavoro sulle persone alle loro dipendenze; c. gli alloggiatori sulle persone che risiedono nella loro economia domestica; d. le aziende industriali sui traslochi di persone all’interno dello stesso immobile. 2 Su richiesta, nei casi in cui l’obbligo di notifica personale ai sensi dell’articolo 10 non è adempiuto, la Posta comunica gratuitamente ai servizi ufficiali competenti per la tenuta dei registri degli abitanti indirizzi postali di abitanti. 3 I Cantoni emanano le norme necessarie affinché le informazioni derivanti da questo obbligo di informare non siano utilizzate quale base per decisioni e misure a scapito degli interessati.

Cantoni

Tutti i Cantoni, salvo AR, TG, ZG e in parte TI, sostengono l’obbligo di notifica personale e l’obbligo di informare in generale. Per NE, “l’obbligo di notifica è essenziale per garantire la qualità dei dati registrati, e quindi la qualità delle statistiche prodotte. È quindi importante che questo punto sia disciplinato nella legge.”

AR, TG e ZG ritengono che questi principi, che sconfinano nelle competenze cantonali nella misura in cui non sono giustificati da una necessità statistica, non dovrebbero figurare nel disegno di legge. TI sostiene l’obbligo di notifica dell’amministrato, ma per il resto condivide il parere di AR e TG.

Al contrario, NW e UR auspicano che la Confederazione legiferi in modo esaustivo in materia. Dal canto suo, GR ritiene che per gli obblighi di informare (ad esempio per un datore di lavoro situato in un altro Cantone) si potrebbe avvalersi di un principio di assistenza reciproca intercantonale o di una legislazione federale.

BS e BE pensano che i trasferimenti all’interno dello stesso immobile debbano essere considerati esplicitamente trasferimenti effettivi.

Per l’esecuzione dell’obbligo di notifica personale, BE ritiene che un’ordinanza potrebbe permettere l’utilizzazione dei dati di INFOSTAR a titolo di documenti d’identificazione. ZH auspica che anche l’amministrato possa procedere alla notifica per posta elettronica.

18

L’obbligo di informare è valutato in vari modi: dal rifiuto totale per motivi costituzionali (AR, TG e TI) all’espressione di dubbi quanto alla sua efficacia (BS e GE), dalla constatazione della sua inutilità (GL) all’auspicio di farne un principio obbligatorio generale per le amministrazioni immobiliari e le aziende industriali in modo da risolvere il problema dei trasferimenti all’interno dello stesso immobile (LU, SZ, VD e ZH).

Il divieto di recare pregiudizio non suscita reazioni unanimi. Se i Cantoni AI, FR, GE, GL, GR, JU, NE, NW, OW, SG, SO, UR, VS e VD non esprimono riserve particolari, i Cantoni AG, BS, BE, LU, SG e ZH giudicano indispensabile la sua soppressione. Il principio è infatti considerato contrario all’obbligo di notifica personale perché elimina ogni possibilità di sanzionare la sua violazione (AG, BE, SG e ZH), contrario anche alle disposizioni di polizia degli stranieri creando così una disuguaglianza davanti alla legge (BS) e contrario infine alle disposizioni sull’assistenza reciproca in materia fiscale e alla legislazione fiscale (LU).

Partiti politici

I partiti politici (PCS, PPD e PLR) si schierano a favore. Per il PCS, le proposte sono realiste. Il PPD ritiene che l’armonizzazione dei registri presuppone una regolamentazione dell’obbligo di notifica e il PLR lascia che siano le autorità competenti a pronunciarsi.

Associazioni

Le associazioni BStatK, KORSTAT, KZIV e SIK sostengono, in generale, l’obbligo di notifica personale e l’obbligo di informare. BStatK auspica una regolamentazione più precisa degli scambi intercantonali. KZIV propone che la documentazione richiesta nell’esecuzione della notifica personale si basi sui documenti dello stato civile. KORSTAT pensa che le notifiche dovrebbero essere rese obbligatorie per le aziende industriali in caso di mutazioni all’interno dello stesso edificio, per garantire la qualità delle caratteristiche economia domestica e abitazione.

DSB ritiene che l’obbligo di informare non può essere disciplinato in una legge sull’armonizzazione. Gli articoli da 9 a 11 del disegno minacciano infatti il federalismo senza la giustificazione di una necessità statistica. La regolamentazione della notifica è esclusivamente di competenza cantonale.

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

Anche le associazioni SSV e SVEK sostengono gli obblighi di notifica, ma s’interrogano sulla loro portata e auspicano la possibilità di notifica per posta elettronica. Sia SSV che SVEK auspicano la soppressione del divieto di recare pregiudizio, che non consentirebbe più di prevedere sanzioni in caso di violazione dell’obbligo di notifica personale, compromettendo così i compiti d’informazione svolti dai servizi di controllo degli abitanti a destinazione di altri servizi amministrativi. Le notifiche imposte alle amministrazioni immobiliari e alle aziende industriali devono essere obbligatorie.

Associazioni padronali

L’associazione padronale SGV ritiene che la notifica personale, abbinata se del caso all’introduzione di sanzioni più severe, e lo scambio elettronico sono indispensabili e sufficienti per assicurare l’esattezza dei dati. Bisogna quindi rinunciare a imporre un obbligo di informare per i datori di lavoro e le amministrazioni immobiliari.

19

Istituti scientifici

L’istituto scientifico SAGW dubita della costituzionalità del disegno dal punto di vista della ripartizione costituzionale delle competenze. Le chiese (RKZ) considerano realiste e sensate le proposte.

Pareri spontanei

Nelle loro risposte spontanee, le città e i rappresentanti dei settori informatici approvano nel complesso i principi di notifica, la cui armonizzazione a livello nazionale è indispensabile per la razionalizzazione prevista. Si aspettano disposizioni atte a semplificare il lavoro dei servizi di controllo degli abitanti mediante norme chiare, pratiche e moderne (per esempio possibilità di notifica per posta elettronica) e a introdurre la possibilità di sanzioni in caso di violazione. AVDCH e Losanna auspicano che gli identificatori degli edifici e delle abitazioni figurino nei contratti di locazione. Winterthur considera indispensabile un obbligo di notifica per le amministrazioni immobiliari.

I rappresentanti degli ambienti immobiliari respingono qualsiasi obbligo in assenza di un indennizzo e ritengono che questo articolo dovrebbe comunque limitarsi a casi particolari esaustivi.

Le associazioni padronali respingono l’obbligo sussidiario di informare del datore di lavoro e considerano poco concreto il divieto di recare pregiudizio.

Per il Centre patronal, la Confederazione non ha nessuna competenza per disciplinare, anche indirettamente, gli obblighi di notifica.

20

3.4. Domanda 7: “Come giudicate la tenuta di un identificatore delle economie

domestiche e delle abitazioni nei registri degli abitanti al fine di semplificare le rilevazioni statistiche, le sempre più frequenti elaborazioni di dati sulle famiglie e le economie domestiche e di agevolare le pratiche amministrative?”

Art. 6 Contenuto minimo Per ogni persona domiciliata o soggiornante, i registri comunali o cantonali degli abitanti contengono almeno i dati sui seguenti identificatori e caratteristiche:

c. identificatore dell’edificio in base al Registro federale degli edifici e delle abitazioni (REA) dell’UST; d. identificatore dell’abitazione in base al REA ed economia domestica d’appartenenza;

Cantoni

AG, BE, BL, FR, JU, LU, NE, NW, SH, SZ, UR, VS, VD e ZH sostengono l’introduzione degli identificatori EGID e EWID nei registri degli abitanti.

AG, JU, VS, VD, LU, NE, SH, SZ e ZH ritengono, nel complesso, che questi identificatori sono indispensabili alla statistica per l’armonizzazione e per i prossimi CFP. Gli identificatori dell’economia domestica e dell’abitazione sono condizioni indispensabili per seguire da vicino le evoluzioni economiche e sociali (JU, VS).

Per AG, LU, SZ, UR e NW, questi dati sono utili all’amministrazione e la loro utilizzazione per questi scopi deve essere prevista. L’identificatore dell’economia domestica dovrebbe essere accessibile ad altri servizi amministrativi (UR).

La Confederazione dovrebbe definire, in collaborazione con i Cantoni e i Comuni, una procedura adeguata per l’attribuzione permanente di questi identificatori per consentire una visione d’insieme sulle abitazioni vacanti (LU). SH si riallaccia al parere della KORSTAT, che ritiene che l’UST dovrebbe sviluppare, in collaborazione con i Cantoni, un processo razionale per l’attribuzione continua delle caratteristiche economie domestiche / abitazioni, che metterebbe a disposizione dei Comuni. ZH osserva che le disposizioni in materia di notifica sono inadeguate per registrare le mutazioni all’interno dello stesso edificio. La Confederazione dovrebbe emanare dei principi, come fa con gli obblighi di notifica per le persone. La numerazione delle abitazioni da parte dei Comuni dovrebbe essere obbligatoria (AG). VD ritiene che genereranno un lavoro supplementare per i servizi di controllo degli abitanti e che presuppongono la collaborazione dei locatori.

Per NE, un collegamento con l’economia domestica si giustifica per il fatto che lo stile di vita attuale non presuppone più necessariamente un legame matrimoniale per formare una comunità. Il collegamento con l’abitazione è utile a livello statistico.

Per UR, l’armonizzazione non deve portare a un intervallo sproporzionato (troppo breve) tra due rilevazioni e la Confederazione dovrebbe assumersi i costi generati.

AR, BS, GE, OW e TG riconoscono l’utilità di questi identificatori per scopi statistici e ritengono che può essere preso in considerazione solo un collegamento con dati resi anonimi. GE osserva che un’utilizzazione amministrativa dei collegamenti tra le persone e le economie domestiche deve essere definita rigorosamente e che non devono essere stabiliti collegamenti tra le persone, le economie domestiche e le abitazioni se non per scopi statistici. Per OW, un collegamento permanente è inammissibile e può essere autorizzato solo puntualmente (per esempio per i CFP) con dati resi anonimi. Siccome la Confederazione è il principale beneficiario dell’introduzione degli identificatori delle persone, delle economie domestiche e delle abitazioni, spetta a lei assumerne i costi (BS).

21

ZG si oppone principalmente a causa dell’intervallo di tempo troppo importante tra la rilevazione dei dati del CFP 2000 e la loro ripresa nei registri, annullandone così l’interesse.

Secondo GR, l’utilità concreta di questi identificatori non è dimostrata e ne scaturisce un rapporto costi-benefici sfavorevole. SG ritiene che in assenza di una prova concreta della loro pertinenza per i Cantoni e i Comuni, questi dati, che potrebbero urtare la sensibilità degli amministrati, non dovrebbero essere registrati.

Partiti politici

Per il PCS, il miglioramento della qualità dei dati da rilevare giustifica l’introduzione di questi identificatori. Il PPD fa la stessa constatazione a patto che il lavoro supplementare sia compensato da un rapporto costi-benefici favorevole. Il PLR ritiene invece che conviene rinunciare a questi identificatori, che esigono un lavoro troppo importante da parte delle amministrazioni immobiliari e dei proprietari.

Associazioni

EKFF, KORSTAT e SIK sostengono l’introduzione di questi identificatori indispensabili. Per EKFF, uno standard minimo sulle definizioni di economia domestica e abitazione, nonché un collegamento permanente tra i registri degli abitanti e i registri degli edifici e delle abitazioni migliorerà la qualità e l’attualità delle informazioni sulle economie domestiche e le famiglie. L’UST dovrebbe elaborare, in collaborazione con i Cantoni, un processo razionale per la tenuta delle caratteristiche economia domestica e abitazione, da mettere a disposizione dei Comuni (KORSTAT). Queste caratteristiche non dovrebbero essere limitate a un rigoroso e costoso uso statistico (SIK).

eCH auspica che si proceda a una valutazione del rapporto costi-benefici prima di introdurre questi identificatori. DSB si oppone a un uso amministrativo di questi identificatori, ritiene che potranno essere collegati solo dati resi anonimi ed esclude qualsiasi utilizzazione congiunta dei registri originali.

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

SVEK e SKSG sostengono l’introduzione di questi identificatori. Un’utilizzazione amministrativa di questi identificatori s’impone e deve essere prevista una ripartizione dei costi (SKSG). Il fatto di non obbligare i proprietari e le amministrazioni immobiliari a notificare le mutazioni al controllo degli abitanti fa correre il rischio di una gestione continua lacunosa per i trasferimenti all’interno dello stesso edificio. Questo problema è frequente nei grandi complessi urbani.

SSV ritiene che questi identificatori sono interessanti solo per la statistica federale o cantonale e deplora l’assenza di una chiave di ripartizione dei costi, tanto più che la registrazione degli EWID/EGID nel registro degli edifici e delle abitazioni è ancora imperfetta. Un collegamento tra INFOSTAR e l’EPID permetterebbe di rinunciarvi. La presentazione degli investimenti iniziali e dei costi sull’arco di 10 anni non sembra realista.

Associazioni padronali

ES giudica necessaria la creazione di un collegamento permanente tra gli abitanti e il luogo d’abitazione per realizzare gli scopi superiori previsti dalla legge, a patto che sia garantita la protezione dei dati. SGV si oppone perché ritiene che gli identificatori saranno fonte di errori.

22

Chiese

RKZ sostiene l’introduzione di questi identificatori. VFG non si pronuncia.

Pareri spontanei

Una maggioranza di città e settori informatici sostiene l’introduzione di questi identificatori. Le città fanno notare che, per il momento, le semplificazioni riguardano solo l’amministrazione federale.

Il sistema è perfettibile con una notifica obbligatoria per le amministrazioni immobiliari, almeno per i trasferimenti interni.

Per Baden e Soletta, la difficoltà di gestione di questi identificatori genera un rapporto costi- benefici deficitario. Per essere efficaci, questi identificatori dovrebbero essere inclusi nei dossier delle amministrazioni immobiliari. Siccome ciò è difficilmente esigibile, questi identificatori devono essere esclusi dal disegno.

Gli istituti di incasso auspicano un accesso a questo identificatore, segnatamente in assenza di un EPID.

23

3.5. Domanda 8: “Quale tipo di identificatore delle persone preferireste

fondamentalmente: un identificatore universale, utilizzabile per scopi amministrativi nel controllo degli abitanti nell’ambito dei progetti di governo elettronico della Confederazione, di cui si potrebbe avvalere anche la statistica oppure un identificatore statistico separato, impiegato unicamente per scopi statistici?”

Art. 6 Contenuto minimo Per ogni persona domiciliata o soggiornante, i registri comunali o cantonali degli abitanti contengono almeno i dati sui seguenti identificatori e caratteristiche:

a. identificatore personale federale;

Art. 12 1 I servizi federali di cui all’articolo 2 capoverso 1 iscrivono nei loro registri di persone l’identificatore personale federale di cui all’articolo 6 lettera a. 2 L’iscrizione di caratteristiche non menzionate all’articolo 6 è retta dalle disposizioni della Confederazione corrispondenti, nonché dai requisiti del catalogo di cui all’articolo 4 capoverso 4 della presente legge, a condizione che la caratteristica figuri nel catalogo.

Cantoni

AI, BE, JU, NE, NW, UR, VS e VD sostengono l’introduzione di un identificatore generale. BE, NE, JU e VD sottolineano che si tratta di un fattore indispensabile per la realizzazione del governo elettronico e che migliorerà sia le strutture amministrative nazionali che la protezione dei dati, dal momento che bisognerà fissare dei principi chiari di utilizzazione per perseguire scopi definiti legittimamente. BE, JU, VS e VD ritengono che questo identificatore permetterà loro dei risparmi, a differenza di un identificatore statistico. Questi punti saranno determinanti per l’approvazione del disegno di legge. VD giudica inopportuno un identificatore statistico la cui gestione non potrebbe essere garantita se non offre un’utilità diretta per l’amministrazione quale contropartita dei costi che genera.

AG, BS, FR, GR, LU, SH, SZ e ZH sostengono l’introduzione di un identificatore generale, ma ricordano che esso può aggravare il rischio di collegamento abusivo dei dati. È quindi indispensabile procedere a una valutazione più precisa dei rischi e dei mezzi per farvi fronte efficacemente. Tutti segnalano che questo tipo di identificatore consentirà loro dei risparmi, a differenza di un identificatore statistico.

BL, BS, LU, SG e ZH osservano che l’art. 65 cpv. 2 della Costituzione non offre una base costituzionale adeguata. L’adozione di un EPID richiederà una legge distinta dalla legge sull’armonizzazione e un dibattito politico più ampio. ZH vorrebbe che i due disegni fossero presentati simultaneamente. Ciononostante, se il termine relativamente breve non potesse essere rispettato, bisognerebbe procedere all’introduzione di un identificatore statistico e prevedere disposizioni transitorie volte a garantire che, quando saranno pronte le basi giuridiche dell’EPID, sia i dati armonizzati che l’EPID potranno essere utilizzati per scopi amministrativi. Nel frattempo, l’identificatore statistico dovrebbe poter essere utilizzato per compiti amministrativi dai Cantoni nella loro sfera di competenza o nelle relazioni intercantonali, a condizione che siano emanate le basi giuridiche necessarie.

AR, GL, TG e ZG sono favorevoli a un identificatore statistico nella situazione attuale, ma considerano l’EPID auspicabile e indispensabile per il governo elettronico a tutti i livelli della Confederazione. La sua introduzione sembra tuttavia prematura fino a che non saranno risolti gli aspetti relativi alla protezione della personalità. Deve quindi essere approfondito l’esame della costituzionalità e condotto un dibattito politico più ampio. TI sostiene lo stesso punto di vista, ma si oppone all’introduzione di qualsiasi identificatore statistico.

24

GE, OW e SO respingono categoricamente il principio di un identificatore personale amministrativo a causa dei rischi. Un collegamento incontrollabile dei registri potrebbe portare a una violazione della protezione costituzionale della personalità. Anche OW non auspica l’introduzione di un identificatore statistico, che permetterebbe il collegamento di dati non anonimi.

Partiti politici

Il PCS esprime una preferenza per un identificatore personale a scopi amministrativi. Il PLR considera utile un identificatore del genere per le amministrazioni, ma la presentazione poco precisa della sua integrazione legislativa (armonizzazione o legge speciale) non gli permette di effettuare una critica pertinente. L’UDC considera costoso e inutile un sistema del genere, la cui utilizzazione per scopi amministrativi è appena percettibile.

Associazioni

BStatK, eCH, KZIV, SIK e VZIV sostengono un identificatore personale unico, che possa essere utilizzato per compiti amministrativi. Questo identificatore permetterà uno scambio verticale e orizzontale dei dati e migliorerà le prestazioni per il pubblico, segnatamente nell’ottica del governo elettronico (VZIV). Per eCH, si tratta di un elemento chiave per il governo elettronico. Molte applicazioni sarebbero impossibili o ostacolate eccessivamente senza questo mezzo d’identificazione ufficiale univoco quando non sarà più necessaria l’identificazione fisica tradizionale.

I timori concernenti la protezione dei dati sono infondati se la legislazione è definita chiaramente (KZIV). Le garanzie fornite dalla matrice legale dei diritti d’accesso assicureranno infatti una miglior protezione dei dati (SIK). L’affermazione che un identificatore permette automaticamente l’accesso e il collegamento dei dati è quindi erronea se le condizioni d’accesso alle informazioni sono disciplinate e servono a compiti giuridici. Il timore di un collegamento che superi la cornice degli scopi definiti in origine è quindi falso nella misura in cui gli schedari originali e i compiti che ne scaturiscono sono definiti legittimamente per uno scopo lecito (KZIV).

eCH constata che l’art. 2 e la sezione 4 del disegno limitano la destinazione di questo identificatore a un sistema interno (G2G), probabilmente in seguito a riflessioni sulla protezione e al timore del cittadino trasparente. Siccome il cittadino ignora il suo identificatore, per il momento il disegno presenta solo un’utilità ridotta per lo sportello virtuale (C2G). Un identificatore noto al cittadino gli permetterebbe invece di verificare l’esattezza dei dati e la loro utilizzazione, il che rispetterebbe anche i principi della protezione dei dati. L’integrazione e l’uso di questo identificatore in tutti i registri ridurrebbero gli errori di (ri)registrazione.

KORSTAT osserva che un identificatore statistico genererebbe costi troppo ingenti, ostacolando la sua approvazione da parte dei servizi di controllo degli abitanti. La protezione della personalità deve essere garantita mediante basi giuridiche adeguate, che impediranno e sanzioneranno qualsiasi interazione illecita.

DSB ritiene che l’EPID debba essere oggetto di un dibattito politico separato, cosa che il disegno attuale non consente. Inoltre, il diritto costituzionale positivo non autorizza, secondo lui, l’istituzione di un identificatore generale. Un’utilizzazione amministrativa supererebbe lo scopo dell’art. 65 e sarebbe quindi contraria all’art. 35/2 (garanzia dei diritti fondamentali da parte dello Stato). Leggi distinte dovrebbero prevedere e motivare (dopo discussione) in modo specifico il proprio identificatore.

25

Un identificatore statistico potrebbe essere accettabile, ma l’UST non potrà comunque disporre in modo illimitato e incontrollato di dati non anonimi.

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

SKSG, SSV e SVEK ritengono che un identificatore unico è indispensabile, perché solo questo permetterebbe degli scambi sicuri, giuridicamente validi nell’ambito del governo elettronico. L’identificatore deve essere unico e universale e servire per scopi amministrativi e statistici. Una definizione chiara dei diritti d’accesso rappresenta un fattore che favorisce la protezione dei dati. Inoltre, un identificatore del genere permette di ridurre il volume di trasmissione di dati che identificano la persona.

GV non prende posizione direttamente, ma ricorda che la protezione dei dati è indispensabile per l’insieme del progetto.

Associazioni padronali

ES non contesta l’utilità di un identificatore generale, ma trova la sua introduzione prematura e auspica un dibattito politico più ampio. Alcuni dei suoi membri ritengono che un identificatore statistico non solo è costoso, ma come l’EPID può anche suscitare un sentimento di diffidenza tra la popolazione.

SGV fa notare che anche l’EPID è utile per le relazioni tra assicurazioni sociali e datori di lavoro e per gli istituti di credito, per verificare la solvibilità dei debitori. Bisogna evitare una pluralità di identificatori. L’EPID dovrebbe quindi poter essere utilizzato da altre organizzazioni, oltre alle amministrazioni pubbliche, se tale utilizzazione è giustificata da un interesse preponderante privato ai sensi dell’art. 13 della legge sulla protezione dei dati. L’art. 4, cpv. 1 dovrebbe essere modificato in tal senso.

Istituti scientifici

SAGW teme un collegamento tra i registri e gli abusi che potrebbe comportare. È favorevole a un identificatore statistico che garantisca l’anonimato.

Chiese

RKZ e VFG non avanzano riserve particolari sull’introduzione di un EPID, VFG potrebbe però accontentarsi di un identificatore statistico.

Pareri spontanei

Le città, le associazioni di controllo degli abitanti e le società informatiche sostengono l’EPID e sottolineano che un identificatore statistico sarebbe un’aberrazione dal profilo economico. Per questi ultimi, l’identificazione sicura delle persone costituisce una garanzia e non un rischio in materia di protezione della personalità. Attualmente, il rischio non è identificato correttamente. L’accento dovrebbe essere posto maggiormente su esami in loco, da parte di un’istanza neutrale. Del resto, lo scopo della protezione dei dati è di impedire non un’identificazione univoca, ma piuttosto che i dati che finora non potevano essere collegati lo siano, portando così all’ottenimento illecito di nuove informazioni.

26

Gli istituti di incasso vorrebbero avere accesso a un identificatore di questo tipo, sulla base dell’art. 13 lett. c LPD, per procedere all’identificazione univoca dei debitori. La protezione della personalità passa anche attraverso l’assicurazione di non essere confusa con un’altra persona.

Il Centre patronal osserva che l’EPID sarebbe razionale per il governo elettronico, ma lo respinge perché è impossibile garantire che i dati raccolti per scopi statistici non siano utilizzati per altri scopi, in violazione al principio di finalità dell’art. 4 cpv. 3 della legge federale del 19 giugno 1992 sulla protezione della personalità (RS 235.1). La Conferenza delle casse cantonali di compensazione critica lo scambio di dati permanente tra i registri dal punto di vista della protezione della personalità.

27

4. Chiave di ripartizione dei costi e riporto degli oneri

Cantoni

AG, BS, BE, FR, GE, GL, GR, JU, LU, OW, SG, TI, UR, VD, VS e ZH considerano indispensabile la partecipazione finanziaria della Confederazione. La prima fase dell’armonizzazione sarà costosa e deve quindi essere sostenuta (AG, FR), così come dovrà esserlo il CFP 2010 (BS, OW).

La portata di questa partecipazione non è quantificata. Dovrebbe essere coerente per BS, sostanziale per FR, forte per LU e importante per ZH. UR auspica addirittura che la Confederazione si assuma tutte le spese d’investimento per l’armonizzazione rappresentate dalla notifica elettronica delle mutazioni, dalla gestione dell’identificatore dell’abitazione e dall’identificatore personale.

In generale, i Cantoni ritengono che l’armonizzazione vada a beneficio soprattutto della Confederazione, che ne delega tuttavia la concretizzazione ai Cantoni provocando così un riporto degli oneri ingiusto (VD) a loro carico e non prevede nessuna misura d’indennizzo (GE, LU). Inoltre, gli importi sembrano sottovalutati.

Secondo BS, GR e UR, le spese legate all’introduzione dei nuovi identificatori (EWID, EPID) devono essere assunte dalla Confederazione. SG considera inammissibili gli oneri finanziari legati alla rilevazione degli edifici e delle economie domestiche, mentre TI si rifiuta di addossarsi i costi di un progetto EPID o di un identificatore statistico di cui si avvarrebbe solo la Confederazione.

BE pensa che la maggior utilizzazione del sistema INFOSTAR (descritto come banca dati federale) in relazione ai registri degli abitanti deve essere a carico della Confederazione. SO ricorda che l’introduzione dell’art. 6 comporterà dei costi per i Cantoni, ma non per questo auspica una partecipazione finanziaria. AI, AR, NE, SZ e TG non formulano osservazioni particolari in proposito.

Partiti politici

L’UDC definisce sottovalutati i costi e inutile il progetto. Gli altri partiti politici (PCS, PPD, PLR) non hanno formulato osservazioni.

Associazioni

KORSTAT considera necessaria una partecipazione finanziaria sostanziale della Confederazione ai costi iniziali per realizzare l’armonizzazione in vista del CFP 2010. eCH chiede di allestire un rapporto costi-benefici prima di introdurre l’EWID nei registri degli abitanti. Secondo KZIV, per scopi di verifica è importante accordare allo stato civile e all’autorità cantonale di vigilanza un accesso, mediante procedura di richiamo, ai dati dei registri degli abitanti per la gestione delle caratteristiche cognome, nome, attinenza e nazionalità. Di conseguenza, ritiene che se è esatto attribuire INFOSTAR all’UFG, sarebbe normale addossare i costi generali di questa nuova applicazione alla Confederazione.

28

Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti

Le associazioni di Comuni considerano necessario un sostegno finanziario coerente da parte della Confederazione. L’armonizzazione va infatti a beneficio soprattutto di lei e, in minor misura, dei Cantoni e delle statistiche cantonali (GV, SGV e SSV). La gestione dell’EWID, tra l’altro oggi imperfetta, per i Comuni genera solo costi supplementari e non riveste nessun interesse senza una possibilità di utilizzazione amministrativa dei dati. Questo nuovo onere dovrà essere compensato da un accesso gratuito a dati specifici (SSV). La presentazione degli oneri sull’arco di un decennio e gli importi iniziali appaiono poco realisti (SSV). Un’operazione da 30 milioni non può essere sostenuta dai Comuni (GV).

Associazioni padronali

ES fa notare che le spese d’investimento sono elevate per i Comuni, ma che a lungo termine saranno possibili risparmi. SGV ritiene che il rapporto costi-benefici è poco chiaro e poco pertinente. Le uscite non sono infatti controbilanciate da economie sufficienti. Potrebbero invece esserlo se l’armonizzazione andasse a beneficio anche dell’economia privata.

Chiese

VFG definisce favorevole il rapporto costi-benefici.

Pareri spontanei

AVDCH e Losanna ritengono che nel disegno di legge deve essere postulato il principio della gratuità dell’informazione. Per le città di Baden e Soletta, la gestione dell’EWID esige un lavoro notevole per un risultato insufficiente.

Winterthur osserva che il progetto va a vantaggio soprattutto della Confederazione e dei Cantoni, che trasferiscono gli oneri ai Comuni, ma ritiene che la questione della ripartizione dei costi non debba comunque costituire un ostacolo.

29

5. Relazioni tra INFOSTAR (stato civile) e registri del controllo degli abitanti

Accesso ai registri degli abitanti

AG, BE, KZIV e VZIV auspicano un accesso, mediante procedura di richiamo, ai registri degli abitanti per effettuare verifiche relative alla residenza o al soggiorno di una persona, caratteristica importante per gli eventi dello stato civile. Ai sensi del diritto federale, qualsiasi mutazione dello stato civile di una persona deve essere notificata al controllo degli abitanti del luogo di residenza o soggiorno (KZIV). Queste comunicazioni dello stato civile al controllo degli abitanti sono standardizzate e previste nell’ordinanza sullo stato civile. Rappresentano un prezioso contributo all’armonizzazione (BE, VS) nella misura in cui i dati personali dello stato civile costituiscono il fondamento di una registrazione corretta dei dati relativi a una persona (funzione probante). Uno scambio reciproco dei dati sarebbe auspicabile (BE) e consentirebbe grandi sinergie (BS). Conviene quindi esaminare in che misura la legge sull’armonizzazione può includere questa materia o se ciò dovrebbe figurare in un’altra legge o nella legislazione cantonale.

Lo scambio elettronico di dati previsto dall’art. 9 del disegno permetterebbe di rinunciare al costoso sistema degli atti d’origine (BS), un sistema vetusto e fonte di errori. La qualità dei dati sarebbe di grande beneficio per il sistema INFOSTAR (KZIV) e per una gestione razionale del flusso di dati tra i registri degli abitanti e il sistema INFOSTAR (BS).

Accesso al sistema INFOSTAR

AVDCH e Losanna ritengono che il lavoro quotidiano dei servizi di controllo degli abitanti risulterebbe sensibilmente semplificato se questi ultimi potessero avere accesso al sistema INFOSTAR, secondo modalità da definire. Ciò permetterebbe un netto miglioramento del servizio pubblico, evitando ad esempio agli amministrati di chiedere il rilascio di documenti il cui unico scopo è di fornire ai serviti di controllo degli abitanti i dati necessari alla loro registrazione, mentre questi stessi dati sarebbero a portata di un “clic del mouse” – oltretutto aggiornati (AVDCH). Per SG, deve essere istituita una procedura di richiamo dei dati di INFOSTAR da parte dei servizi di controllo degli abitanti.

Costi

AG e BE chiedono che l’auspicata nuova utilizzazione di INFOSTAR sia interamente a carico della Confederazione nella misura in cui questa banca dati è definita federale. “I costi degli adeguamenti del sistema elettronico di documentazione in seguito a nuovi atti federali devono quindi essere assunti dalla Confederazione” (BE).

Ortografia dei nomi di cittadini stranieri

VS constata che la determinazione del cognome dei cittadini stranieri è un problema frequente. Il cognome che figura nel passaporto della persona dovrebbe essere ripreso nei dati del registro centrale degli stranieri. Non dovrebbe provenire dai dati risultati dall’applicazione del diritto svizzero nei registri dello stato civile svizzero. Il Consiglio di Stati auspica vivamente che la Confederazione colga l’occasione dell’armonizzazione dei registri di persone per riesaminare questa questione importante.

30

6. Presentazione dei risultati sotto forma di tabelle

85 partecipanti consultati ufficialmente, 49 risposte. 17 risposte spontanee.

Il numero totale di risposte è di 66. Il totale in corsivo tiene conto dei pareri spontanei.

Domanda 1: “Valutazione generale degli obiettivi del disegno di legge sull’armonizzazione dei registri.”

Sostegno agli scopi statistici

Approvazione Rifiuto

Cantoni 26 Partiti politici 3 (PCS, PPD, PLR) 1 (UDC)3 Associazioni 8 (BStatK, DSB, EKFF, eCH, KORSTAT, KZIV, SIK, VZIV) Associazioni di Comuni e servizi 3 (GV, SSV, SVEK) di controllo degli abitanti Associazioni padronali 2 (ES, SGV) Istituti scientifici 3 (NF, SAGW, SIAK) Chiese 2 (RKZ, EKB, CK, IG e VFG)

Pareri spontanei 6 (Losanna, Baden, Winterthur, AVDCH, ISACA, Centre patronal)

Totale 47 (53) 1

Auspicio di un’utilità amministrativa «indiretta»

Approvazione Rifiuto

Cantoni 21 5 (AR, GE, SO, TI, TG) Partiti politici 3 (PCS, PPD, PLR) Associazioni 6 (BStatK, eCH, KORSTAT, 1 (DSB) KZIV, SIK, VZIV) Associazioni di Comuni e servizi 3 (GV, SSV, SVEK) di controllo degli abitanti Associazioni padronali 1 (SGV) 1 (ES) Istituti scientifici 1 (SAGW) Chiese 2 (RKZ et al, VFG)

Pareri spontanei 4 (AVDCH, Baden, Losanna, 1(Centre patronal) Winterthur)

Totale 36 (40) 8 (9)

3 Rifiuto dell’insieme del disegno

31

Domanda 2 : “Come valutate le proposte atte a semplificare le future rilevazioni e a colmare le lacune esistenti nel campo delle statistiche demografiche?”

Approvazione Rifiuto

Cantoni 26 Partiti politici 3 Associazioni 4 (BStatK, eCH, EKFF, KORSTAT) Associazioni di Comuni e servizi 1 (SSV) di controllo degli abitanti Associazioni padronali 2 (ES, SGV) Istituti scientifici Chiese 1 (RKZ)

Pareri spontanei 4 (AVDCH, ISACA, Losanna, Winterthur)

Totale 37(41)

32

Valutazione delle disposizioni concernenti il controllo degli abitanti

Domanda 3: “Come valutate l’idea di prescrivere norme e criteri standard in un cosiddetto “catalogo ufficiale delle caratteristiche dei registri”?”

Approvazione Rifiuto

Cantoni 26 Partiti politici 3 (PCS, PPD, PLR) Associazioni 8 (BStatK, DSB, EKFF, eCH, KORSTAT, KZIV, SIK, VZIV) Associazioni di Comuni e servizi 3 (GV, SSV, SVEK) di controllo degli abitanti Associazioni padronali 2 (ES, SGV) Istituti scientifici 1 (SAGW) Chiese 2 (RKZ, VFG)

Pareri spontanei 6 (AVDCH, , GastroSuisse, 1 (Centre patronal) ISACA, Baden, Losanna, Winterthur)

Totale 44(50) 1 (2)

Domanda 4: “Le caratteristiche contenute nei registri degli abitanti vanno indicate esplicitamente in modo esaustivo nella legge oppure vanno disciplinate a livello di ordinanza? Come giudicate la scelta delle caratteristiche?”

Legge Ordinanza Approvazione Rifiuto Chiesa art. 6 Cantoni 23 3 (JU, NE, VS) 26 8 Partiti politici 3 3 (PCS, PPD, 2 (PCS, PLR) PPD) Associazioni 4 (BStatK, 6 (BStatK, DSB, eCH, DSB, eCH, KORSTAT) KORSTAT, KZIV, VZIV) Associazioni di 2 (SSV, SVEK) 3 (SKSG, SSV, Comuni e servizi SVEK) di controllo degli abitanti Associazioni 2 2 (ES, SGV) padronali Istituti scientifici Chiese 2 2 (RKZ, VFG) 2

Pareri spontanei 3 (AVDCH, 3 (ISACA, 5 (AVDCH, 1 (Centre 2 (RKL BL, GastroSuisse Soletta, GastroSuisse, patronal) Wahl) Losanna) Winterthur) Losanna, Soletta, Winterthur)

Totale 34 (37) 5 (8) 38 (42) (1) 10 (12)

33

Domanda 5: “Come valutate la proposta di creare un sistema elettronico di notifica e di mutazione tra i registri degli abitanti per gli arrivi e le partenze di persone ed economie domestiche in un’ottica di attualità e qualità dei dati dei registri?”

Approvazione Rifiuto

Cantoni 23 3 (AR, TG, TI) Partiti politici 3 (PCS, PPD, PLR) Associazioni 5 (BStatK, eCH, KORSTAT, 1 (DSB) KZIV, SIK) Associazioni di Comuni e servizi 3 (SKSG, SSV, SVEK) di controllo degli abitanti Associazioni padronali 2 (ES, SGV) Istituti scientifici 1 (SAGW) Chiese 1 (RKZ)

Pareri spontanei 5 (AVDCH, ISACA, NEST, 1 (Centre patronal) Soletta, Winterthur)

Totale 37 (42) 5 (6)

Diritto correzione per le persone

Diritto di correzione

Cantoni 4 (BS, JU, NE, ZH) Partiti politici 1 (PCS) Associazioni 1 (SIK) Associazioni di Comuni e servizi di controllo degli abitanti Associazioni padronali Istituti scientifici Chiese 1 (RKZ)

Pareri spontanei 4 (AVDCH, ISACA, Losanna, Winterthur)

Totale 7 (11)

34

Domanda 6: “Come valutate le direttive concernenti l’obbligo di notifica, introdotte per garantire la qualità dei dati contenuti nei registri?”

Approvazione Rifiuto Rifiuto obbligo Rifiuto divieto di notifica4 di recare pregiudizio Cantoni 24 3 (AR, TG, 1 (TI) 6 (AG, BS, BE, ZG) LU, SG, ZH) Partiti politici 3 (PCS, PPD, PLR) Associazioni 4 (BStatK, 1 (DSB) KORSTAT, KZIV, SIK) Associazioni di 2 (SSV, SVEK) 2 (SSV, SVEK) Comuni e servizi di controllo degli abitanti Associazioni padronali 1 (SGV) 1 (SGV) 1 (SGV) Istituti scientifici 1 (SAGW) Chiese 1 (RKZ)

Pareri spontanei 6 (AVDCH, FRI, 1 (Centre 4 (FRI, HEV, 1 (Winterthur) ISACA, Losanna, patronal) Centre patronal, Soletta, Winterthur) GastroSuisse)

Totale 35 (41) 5 (6) 2 (6) 9 (10)

4 Amministrazioni immobiliari, aziende industriali, datori di lavoro, ecc.

35

Domanda 7: “Come giudicate la tenuta di un identificatore delle economie domestiche e delle abitazioni nei registri degli abitanti al fine di semplificare le rilevazioni statistiche, le sempre più frequenti elaborazioni di dati sulle famiglie e le economie domestiche e di agevolare le pratiche amministrative?”

Utilità Utilità Informazioni Rifiuto amministrativa e unicamente supplementari statistica statistica necessarie

Cantoni 14 (AG, BE, BL, FR, 5 (AR, BS, 1 (GR) 2 (SG,ZG) JU, LU, NE, NW, SH, GE, OW, TG) SZ, UR, VS, VD, ZH) Partiti politici 2 (PCS, PPD) 1 (PLR) Associazioni 3 (EKFF, KORSTAT, 1 (DSB) SIK) Associazioni di 2 (SVEK, SSG) 1 (SSV)5 Comuni e servizi di controllo degli abitanti Associazioni padronali 1 (ES) 1 (SGV) Istituti scientifici Chiese 1 (RKZ)

Pareri spontanei 5 (AVDCH, Intrum 2 (Baden, Soletta) justitia, Losanna, NEST, Winterthur)

Totale 24 (29) 6 1 5 (7)

5 Rapporto costi-benefici deficitario

36

Domanda 8: “Quale tipo di identificatore delle persone preferireste fondamentalmente: un identificatore universale, utilizzabile per scopi amministrativi nel controllo degli abitanti nell’ambito dei progetti di governo elettronico della Confederazione, di cui si potrebbe avvalere anche la statistica oppure un identificatore statistico separato, impiegato unicamente per scopi statistici?”

Rifiuto totale de l’EPID Cantoni 3 (GE, OW, SO)

Par er i spon tane i 2 ( C P , V VA K)

Rifiuto a causa di insufficienza di informazioni Partiti, associazioni 2 (PLR, ES)

Approvazione di un EPID amministrativo nella legge senza riserve Cantoni 8 (AI, BE, JU, NE, NW, UR, VS, VD)

Partiti, associazioni 12 (PCS, BStatK, eCH, KZIV, SIK, VZIV, SG, SSV, SVEK, SGV, RKZ, VFG) Par er i spon tane i 9 ( AD VCH , CR , IJ , I SA C A , B ad en , W in te r t hur , L os an na , N E S T , M . H as en fr a tz)

Approvazione di un EPID amministrativo nella legge con osservazioni concernenti la protezione dei dati o richieste di informazioni complementari Cantoni 4 (AG, GR, SH, SZ)

Associazioni 1 (KORSTAT)

Approvazione di un EPID amministrativo in una o più leggi specifiche Cantoni 11 (AR, BL, BS, FR, GL, SG, LU, TG, TI, ZG, ZH)

Approvazione unicamente di un EPID statistico Cantoni 1 (SO)

Associazioni 2 (DSB, SAGW)

Rifiuti di un EPID unicamente statistico Cantoni 5 (BE, JU, TI, VD, VS)

Associazioni 2 (KORSTAT, SGV)

Par er i spon tane i 2 ( I S AC A , N E S T )

Sintesi Rifiuto totale di un EPID 3 (5) Approvazione di un EPID unicamente statistico 3 Approvazione di un EPID amministrativo 36 (45), di cui rifiuto di un EPID unicamente statistico, 7 (9)

37

Chiave di ripartizione dei costi e riporto degli oneri

Approvazione Rifiuto

Cantoni 16 (AG, BS, BE, FR, GE, GL, GR, JU, LU, OW, SG, TI, UR, VD, ZH) Partiti politici 1 (UDC) Associazioni 3 (KORSTAT, eCH, KZIV) Associazioni di Comuni e servizi 3 (GV, SGV, SSV) di controllo degli abitanti Associazioni padronali 1 (ES) 1 (SGV) Istituti scientifici Chiese 1 (VFG)

Pareri spontanei 1 (Winterthur) 2 (Baden, Soletta)

Totale 2 (3) 24 (26)

38

7. Allegato: lista degli ambienti consultati che hanno preso posizione

Ambienti consultati ufficialmente Cantoni 42. SVEK ASCH ASCA (Associazione svizzera

1. AG, Argovia del controllo abitanti)

2. AI, Appenzello Interno

3. AR, Appenzello Esterno Associazioni padronali

4. BE, Berna 43. ES (Economie suisse)

5. BL, Basilea Campagna 44. SGV USAM (Unione svizzera delle arti e

6. BS, Basilea Città mestieri)

7. FR, Friburgo

8. GE, Ginevra Istituti scientifici

9. GL, Glarona 45. SAGW ASSHS (Accademia svizzera delle

10. GR, Grigioni scienze umane e sociali)

11. JU, Giura 46. NF FN (Fondo nazionale della ricerca

12. LU, Lucerna scientifica)

13. NE, Neuchâtel 47. SIAK (Istituto svizzero di ricerca applicata sul

14. NW, Nidvaldo cancro)

15. OW, Obvaldo

16. SG, San Gallo Chiese

17. SH, Sciaffusa 48. RKZ, EKB, CK, IK, IG (Conferenza centrale

18. SO, Soletta cattolico-romana della Svizzera, Federazione

19. SZ, Svitto delle Chiese protestanti della Svizzera,

20. TG, Turgovia Chiesa cattolico-cristiana della Svizzera,

21. TI, Ticino Federazione svizzera delle comunità israelite)

22. UR, Uri 49. VFG (Verband evangelischer Freikirchen und

23. VD, Vaud Gemeinden in der Schweiz)

24. VS, Vallese

25. ZG, Zugo Ambienti che hanno preso posizione

26. ZH, Zurigo spontaneamente

50. AVDCH (Association vaudoise des contrôles

Partiti politici d’habitants et bureaux des étrangers),

27. CSP PCS (Partito cristiano sociale) Lausanne

28. CVP PDC PPD (Partito popolare 51. Centre patronal Lausanne

democratico) 52. Crédit reform Zürich 29. FDP PRD PLR (Parti liberale radicale) 53. FRI (Fédération romande immobilière, 30. SVP UDC (Unione democratica di centro) association romande des propriétaires), Losanna Associazioni 54. GastroSuisse (Verband für Hotellerie und

31. BStatK CSF (Commissione della statistica Restauration), Zurigo

federale) 55. HEV (Hauseigentümerverband), Zurigo 32. DSB + CPD.CH (Gli incaricati svizzeri per la 56. Intrum Justitia (membro dell’Associazione protezione dei dati) degli uffici fiduciari d’incasso svizzeri),

33. eCH (norme sul governo elettronico) Schwerzenbach

34. EKFF COFF (Commissione federale di 57. ISACA (Information systems audit and control coordinamento per le questioni familiari) association), c/o Controllo federale delle

35. KORSTAT CORSTAT (Conferenza svizzera finanze, Berna

degli uffici regionali di statistica) 58. M. Hasenfratz (informatico, Loewenfels

36. KZIV (Conferenza delle autorità cantonali di Partner AG), Lucerna

vigilanza sullo stato civile) 59. M. Wahl (consigliere comunale di Brissago)

37. SIK CSI (Conferenza svizzera 60. NEST (Neue Software Technologie

sull’informatica) Gemeinden), Krienz 38. VZIV (Associazione svizzera degli ufficiali 61. RKL BL (Römisch-katholische Landeskirche dello stato civile des Kantons Basel-Landschaft)

62. Città di Baden

Associazioni di Comuni e servizi di controllo 63. Città di Losanna degli abitanti 64. Città di Soletta

39. GV ACS (Associazione dei Comuni svizzeri) 65. Città di Winterthur

40. SKSG CSSM (Conferenza svizzera dei 66. VVAK (schweizerische Vereinigung der

segretari comunali) Verbandsausgleichskassen), Basilea

41. SSV UVS UCS (Unione delle Città svizzere)

39