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Eidgenössisches Finanzdepartement EFD Département fédéral des finances DFF Dipartimento federale delle finanze DFF Departament federal da finanzas DFF

Berna, 19 ottobre 2005

Indagine conoscitiva sull'ordinanza concernente la messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi

Compendio

La messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi è una del- le circa 150 misure previste nel Piano di rinuncia a determinati compiti dell'Ammini- strazione per il periodo 2006 - 2008. La proposta di rinunciare alle due monete più piccole è venuta da swissmint (la Zecca federale) ed è stata motivata con i costi di produzione elevati - in parte sensibilmente superiori al valore nominale delle monete - e la scarsa o nulla importanza di tali monete nel traffico quotidiano dei pagamenti. L'Amministrazione federale delle finanze ha analizzato le ripercussioni sul rincaro della messa fuori corso delle monete in questione e ha rilevato che non risulteranno significativi aumenti di prezzi. Diverse esperienze nei Paesi europei vicini conferma- no questa valutazione. Le monete saranno messe fuori corso per il tramite di una nuova pertinente ordinan- za. Nell'ambito di questa ordinanza, saranno anche adeguate l'ordinanza del 12 aprile 2000 sulle monete (OMon; RS 941.101) e la Tariffa del 6 settembre 1972 delle monete d'argento messe fuori corso (RS 941.103.1). La messa fuori corso delle monete circolanti spetta al Consiglio federale1. Alla luce delle conseguenze che que- sta misura avrà per l'intera popolazione e del forte legame stabilitosi a livello emotivo con queste monete, il Dipartimento federale delle finanze procede ad un'indagine conoscitiva2 presso le cerchie interessate. L'ultima moneta messa fuori corso è stata quella da due centesimi nel 1978.

1 Art. 4 cpv. 3 legge federale del 22 dicembre 1999 sull'unità monetaria e i mezzi di pagamento (LUMP; RS 941.10). 2 Conformemente all'art. 10 della legge federale del 18 marzo 2005 sulla procedura di consultazione (legge sulla consultazione, LCo; RS 172.061).

1. Basi dell'avamprogetto

1.1. Piano di rinuncia a determinati compiti dell'Amministrazione per il perio- do 2004 - 2008 Oltre alle riforme del sistema in singoli settori di compiti e ai Programmi di sgravio 2003 e 2004, il Piano di rinuncia a determinati compiti (PRC) costituisce uno dei pila- stri su cui poggia la strategia del Consiglio federale per risanare le finanze federali. Il PRC è imperniato sul miglioramento dell'organizzazione amministrativa e sulla rinun- cia a determinati compiti nei settori micro e medi dell'Amministrazione federale. Nel quadro del PRC, il 30 giugno 2004 il Consiglio federale ha deciso di ridurre entro il 2008 del cinque per cento le spese di funzione (le spese per il personale e le spese per beni e servizi come pure gli investimenti dell'Amministrazione) nei singoli diparti- menti. Il 4 aprile 2005 esso ha preso atto delle 150 misure elaborate dall'Amministra- zione e ha incaricato i dipartimenti di attuarle. Il PRC consentirà di sgravare le finan- ze federale di circa 190 milioni entro il 2008. La messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi costitui- sce una delle misure previste nel piano di rinuncia. La moneta da cinque centesimi e quella da un centesimo hanno un costo di produzione superiore al proprio valore nominale di sei centesimi rispettivamente di 12 centesimi. La rinuncia ad entrambe le monete comporterebbe per le finanze federali uno sgravio pari almeno a 0,3 milioni annui a partire dal 2008. In linea di principio, la messa fuori corso delle monete è di competenza del Consiglio federale. Ma visto che questa decisione riguarda l'intera popolazione e che le monete svizzere hanno una forte valenza emotiva, il Dipartimento federale delle finanze svolge un'indagine conoscitiva sulla nuova ordinanza concernente la messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi. Dopo che gli saranno noti i risultati di questa indagine, il Consiglio federale prenderà verosimilmente all'ini- zio del 2006 la decisione definitiva in merito alla messa fuori corso di dette monete.

1.2. Costi di produzione delle monete da un centesimo e da cinque centesimi

1.2.1 Monete da un centesimo

Dalla fine degli anni Settanta le monete da un centesimo non vengono più utilizzate nel traffico quotidiano dei pagamenti. Per queste monete, non destinate al traffico dei pagamenti, viene da allora conteggiato un sovrapprezzo comprensivo dell'imposta sul valore aggiunto. Per lungo tempo è mancata una base giuridica chiara che disci- plinasse la vendita di monete circolanti a un prezzo superiore al valore nominale. Pe- raltro, questa mancanza è stata fonte di continue discussioni con i clienti. L'articolo 5 capoverso 2 della riveduta ordinanza del 12 aprile 2000 sulle monete (OMon; RS 941.101) ha consentito di creare tale base giuridica e di evitare in tal modo ulte- riori controversie. Nel frattempo, il prezzo della moneta da un centesimo è salito a 12 centesimi. Que- sto rialzo è dovuto principalmente agli aumenti del prezzo del rame sul mercato delle materie prime e alla conseguente riduzione delle ordinazioni. Inoltre, la lega di bron- zo è ormai utilizzata solo in Svizzera. Di conseguenza, diventa sempre più difficile

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trovare fornitori disposti a fornire i tondelli nella qualità desiderata e in modesti quan- titativi.

1.2.2 Monete da cinque centesimi

Nel 1981, le monete di cupro-nickel e nickel puro da cinque centesimi sono state so- stituite con quelle di alluminio bronzo color oro, affinché non venissero scambiate con le monete da ½ franco dello stesso colore (cupro-nickel). Questa misura ha pro- dotto un effetto positivo sui costi di produzione, che hanno potuto essere ridotti da 3,6 a 2,94 centesimi per ogni pezzo grazie all'utilizzo di un materiale più economico per la coniazione. Nel frattempo, però, anche i costi di produzione delle monete da cinque centesimi hanno superato il loro valore nominale e ammontano attualmente a sei centesimi al pezzo. Dopo l'introduzione dell'euro, le ordinazioni di tondelli sono drasticamente calate nel- l'area monetaria europea a causa della precedente sovrapproduzione di monete. La quantità iniziale necessaria era stata molto sopravvalutata, soprattutto per gli euro con il valore nominale più elevato. Questa situazione ha spinto molti produttori di tondelli a sospenderne la produzione per mancanza di ordinazioni. Il prezzo d'acqui- sto dei tondelli continuerà probabilmente a salire a fronte dell'affievolirsi della concor- renza. Inoltre, il fabbisogno crescente di materie prime nei Paesi asiatici potrebbe far lievitare ulteriormente i prezzi sui mercati. Dopo aver raggiunto un livello piuttosto basso nel 2001, il prezzo del rame ha subito un aumento del 140 per cento per effet- to di un rincaro generale delle materie prime. Alla luce di queste previsioni, non biso- gna praticamente aspettarsi un calo dei costi di produzione delle monete da cinque centesimi.

1.3. Importanza delle monete da un centesimo e da cinque centesimi nel traf-

fico dei pagamenti Le due monete svizzere più piccole hanno perso sensibilmente importanza nell'ambi- to del traffico dei pagamenti. Tenuto conto dell'evoluzione dei prezzi in Svizzera, è significativo il fatto che attualmente il valore della moneta da dieci centesimi corri- sponde pressoché a quello della moneta da un centesimo nel 1850.

1.3.1 Monete da un centesimo

L'uso delle monete di bronzo da un centesimo e da due centesimi è cessato in molte operazioni quotidiane di pagamento già all'inizio degli anni Settanta. Di conseguenza, nel 1978, è stata messa fuori corso la moneta da due centesimi. I pezzi da un cente- simo erano più che sufficienti per quelle poche operazioni di pagamento per le quali bisognava ancora utilizzare le monete di bronzo. Benché faccia ancora parte della serie di monete, il pezzo da un centesimo non riveste più alcuna importanza nell'am- bito delle operazioni quotidiane di pagamento. Dal 1996, si coniano ogni anno tra un milione e due milioni di monete da un centesi- mo. Una quantità limitata (circa 30'000 pezzi all'anno) di queste monete è destinata alle serie di monete, le altre sono utilizzate per scopi pubblicitari o decorativi oppure come portafortuna. Complessivamente sono in circolazione circa 240 milioni di pezzi da un centesimo per un valore pari a 2,4 milioni di franchi.

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1.3.2 Moneta da cinque centesimi

La moneta da cinque centesimi ha un'importanza limitata come mezzo di pagamento. Essa è utilizzata quasi esclusivamente nell'ambito del commercio al dettaglio. Da un lato, per i generi alimentari che sono venduti a peso e, dall'altro, per gli articoli che rientrano nel segmento di prezzo basso, ossia i cui prezzi sono collocati, per motivi di politica di vendita, al di sotto della soglia psicologica (ad esempio: 9.95 anziché 10 franchi). Questi prezzi soglia sono importanti soprattutto nel settore discount. Negli ultimi sette anni, sono stati prodotti annualmente tra cinque e 13 milioni di pezzi da cinque centesimi. In circolazione vi sono oltre 868 milioni di monete color oro. La moneta da cinque centesimi è la più diffusa dopo quelle da dieci e da venti centesi- mi3. Il fabbisogno di monete da cinque centesimi è superiore alla media, sebbene il loro uso sia molto limitato nelle operazioni di pagamento. Questa contraddizione ri- siede nel fatto che la moneta da cinque centesimi è utilizzata sempre di più per dare il resto e sempre meno per pagare gli acquisti. Infatti, per accelerare i pagamenti alla cassa, molti clienti pagano con monete di valore elevato o con banconote. Diversa- mente dalle altre monete piccole, che possono essere facilmente smerciate e inserite nei distributori automatici, quelle da cinque centesimi non sono molto gradite e la maggior parte dei cittadini le mette da parte per alleggerire il portamonete. In tal mo- do, le monete sono sottratte alla circolazione e devono essere sostituite con nuovi coni. Questo “comportamento di tesaurizzazione” è confermato da uno studio con- dotto dalla Deutsche Bundesbank in relazione all'uso delle monete da un centesimo e da due centesimi di euro ed è stato all'origine dell'acuta mancanza di spiccioli con cui la Germania ha dovuto fare i conti nel 2004.

1.4. Ripercussioni sul rincaro

1.4.1 Analisi dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF)4

Prima che swissmint proponesse al Consiglio federale la messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi, il gruppo degli economisti dell'AFF ne ha analizzato le possibili ripercussioni sul rincaro. Nel seguito sono illustrati i prin- cipali risultati di questa analisi. L'analisi si è fondata sulle seguenti ipotesi: - eventuali arrotondamenti per eccesso dei prezzi al dettaglio a seguito della mes- sa fuori corso delle monete da cinque centesimi sono rilevanti solo per i beni il cui prezzo è inferiore a dieci franchi (circa il 20% del paniere tipo dell'indice na- zionale dei prezzi al consumo); - il prezzo medio di questi beni ammonta a cinque franchi. Se l'aumento è di cin- que centesimi, il rincaro è solo dell'uno per cento. L'aumento di prezzo di tali beni per effetto della messa fuori corso delle monete da cinque centesimi è al massimo di cinque centesimi. Qualora il prezzo di tutti questi

3 In circolazione: 10 ct.: 946 milioni di pezzi; 20 ct.: 893 milioni di pezzi.

4 Il documento completo è consultabile all'indirizzo http://www.efv.admin.ch/d/wirtsch/studien/pdf/No- tiz_Abschaffung5er.pdf

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prodotti venisse maggiorato di cinque centesimi, alle surriferite condizioni bisogne- rebbe prevedere un aumento unico del rincaro (secondo l'indice nazionale dei prezzi al consumo) dello 0,2 per cento. Le monete da cinque centesimi sono molto importanti quale unità di calcolo nel commercio al dettaglio. La loro messa fuori corso non rende automaticamente ne- cessario l'adeguamento dei prezzi di ogni singolo prodotto. È altresì possibile ade- guare alla cifra decimale superiore o inferiore solo l'importo finale di un acquisto. La forte concorrenza nel commercio al dettaglio spingerà le aziende a cercare soluzioni vantaggiose per i clienti, per cui sarà difficile che tutti i prezzi saranno arrotondanti per eccesso. Inoltre, i prezzi di vari beni, in particolare dei beni di largo consumo (carburante ecc.) continueranno ad essere indicati in modo preciso, al centesimo. La messa fuori corso delle monete da cinque centesimi produrrà dunque un aumento quasi impercettibile del rincaro in Svizzera. Anche la Banca nazionale svizzera con- divide in linea di principio questo parere.

1.4.2 Esperienze nell'area dell'euro

Nell'area dell'euro, la Finlandia, i Paesi Bassi e il Belgio hanno considerevolmente limitato la coniazione delle monete da un centesimo e da due centesimi di euro. Tut- tavia, questa situazione non può essere paragonata a quella svizzera, poiché, in tutti questi tre Stati, le monete da un centesimo e da due centesimi di euro sono ricono- sciute quale mezzo di pagamento ufficiale e pertanto le monete coniate negli altri Stati dell'area dell'euro sono accettate nelle operazioni di pagamento. In Finlandia, l'uso delle monete da un centesimo e da due centesimi di euro è limitato da una re- gola di arrotondamento stabilita per legge, secondo cui nel commercio al dettaglio i prezzi sono indicati in modo preciso al centesimo di euro, ma alla cassa l'importo finale è arrotondato per eccesso o per difetto al cinque centesimo di euro. Anche nei Paesi bassi vige una prassi analoga per quanto concerne l'arrotondamento. Tuttavia, in questi tre Paesi non sono stati condotti studi specifici finalizzati ad esa- minare l'impatto sul rincaro. Nelle pubblicazioni riguardanti il rincaro, diffuse regolar- mente da questi Stati, non figurano variazioni straordinarie o anomalie rispetto agli altri Stati dell'area dell'euro.

1.5. Alternative alla messa fuori corso della moneta da cinque centesimi

swissmint dispone di un parco macchine moderno, ampiamente automatizzato e sot- toposto a regolare manutenzione ed è pertanto in grado di produrre in modo econo- mico ed efficiente la quantità richiesta di monete circolanti. Malgrado queste buone condizioni, la produzione di monete da cinque centesimi non consente più di coprire i costi per diversi fattori che swissmint non può influenzare (esigua quantità di pezzi, elevati prezzi delle materia prime ecc.). Dal punto di vista economico, non è raziona- le produrre un bene i cui costi sono superiori al suo valore. Sono state esaminate le seguenti alternative alla messa fuori corso:

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1.5.1 Materiale più economico per la coniazione grazie a un numero maggiore

di ordinazioni di tondelli La Zecca federale non ha pressoché alcun influsso sulla quantità annua della conia- zione di pezzi da cinque centesimi. Acquistando un numero maggiore di tondelli, si potrebbe sicuramente ridurre il prezzo dei pezzi grezzi delle monete. Questo signifi- cherebbe però costituire scorte di tondelli sufficienti per diversi anni e immagazzinar- le in parte per un periodo piuttosto lungo nelle cantine di swissmint. Il materiale utiliz- zato per la coniazione (alluminio bronzo) tende a cambiare colore a causa dell'ossi- dazione. Per mantenere gli standard di qualità richiesti, bisognerebbe pulire i pezzi grezzi che si sono ossidati. Questa operazione come pure l'immagazzinamento di grandi quantitativi di tondelli (con il relativo impegno di capitale) provocherebbero elevati costi e sarebbero pertanto antieconomici.

1.5.2 Produzione mediante l'impiego di un materiale di coniazione più econo-

mico Per ragioni legate alla qualità e alla sicurezza, il numero di materiali adatti per la co- niazione di monete è molto limitato. Non tutti i materiali sono dunque adatti per pro- durre le monete. La gamma di metalli che soddisfano i criteri richiesti, quali grande duttilità, buona resistenza alla corrosione e all'usura, redditività e riciclabilità, è circo- scritta. Utilizzando per la coniazione un materiale economicamente conveniente, ad esempio l'acciaio5 ricoperto di rame od ottone oppure l'alluminio, sarebbe certamente possibile ridurre i costi. Le monete prodotte con il primo dei suddetti materiali si ossi- dano rapidamente e dopo poco tempo sono logore. Le monete di alluminio sono più resistenti. Tuttavia, il modesto peso e il colore le fanno sembrare di scarsa qualità e la bassa durezza le espone facilmente all'usura. Inoltre, l'alluminio è adatto per la saldatura a freddo, che però ha effetti negativi sulla durata (resistenza) degli stampi. Per di più, non si ha la certezza che le monete di acciaio ricoperte di rame od ottone come pure le monete di alluminio siano accettate dalla popolazione. Lo sviluppo di una nuova lega comporterebbe dunque costi elevati. D'altra parte in caso di modifica della lega dovrebbero essere sostituite tutte le attuali monete da cinque centesimi, ciò che unitamente alla necessaria campagna informativa, all'adattamento di tutte le macchine, alla coniazione delle monete di prova e via di seguito comporterebbe pure elevati costi.

1.5.3 Produzione in Paesi a basso costo

Non è da escludere che nei Paesi con livelli salariali bassi, le monete da cinque cen- tesimi possano essere prodotte a costi più bassi rispetto a quelli di swissmint. Biso- gnerebbe però anche chiarire se le imprese in questi Paesi soddisfano gli standard di qualità e sicurezza richiesti dalla Svizzera e dispongono delle macchine per l'imbal- laggio delle monete. In caso contrario, l'imballaggio dovrebbe essere effettuato da swissmint in una fase successiva e sarebbe costoso. Non vanno nemmeno trascurati i costi, peraltro elevati, legati alla sicurezza del trasporto. Il problema del numero esi-

5 Come per le monete da 1, 2 e 5 centesimi di euro.

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guo di pezzi e dei prezzi elevati delle materie prime non verrebbe comunque risolto, ma passerebbe dalle mani di swissmint ai centri di produzione esteri. Nel complesso si può affermare che pur modificando le condizioni (nuovi materiali, altri siti di produzione ecc.), il mantenimento della produzione delle monete da un centesimo e da cinque centesimi sarebbe legato a notevoli costi supplementari e a grandi incertezze.

1.6. Modo di procedere per la messa fuori corso

Tra la decisione del Consiglio federale e la data della messa fuori corso è previsto un intervallo di tempo di un anno, sufficiente per adattare alle nuove esigenze i software di cassa dei commercianti al dettaglio. L'adeguamento (arrotondamento dell'importo finale) è necessario solo se i prezzi dei prodotti sono indicati in modo preciso al cen- tesimo o a cinque centesimi. Nell'ambito del traffico dei pagamenti senza numerario, non sono invece necessarie modifiche. Il termine ufficiale fissato per il ritiro delle monete messe fuori corso è di due anni. Durante questo periodo, le suddette monete possono essere cambiate al loro valore nominale presso la Banca nazionale svizzera, la Posta Svizzera e le Ferrovie federali svizzere. Tale termine è abbastanza lungo, soprattutto se si considera che le monete possono essere cambiate presso la Banca nazionale svizzera fino a 20 anni dalla loro messa fuori corso. Nell'ambito delle sue capacità, la Banca nazionale svizzera funge da ufficio di raccol- ta delle monete ritirate dalla circolazione. Essa immagazzina tali monete e le restitui- sce a swissmint gradualmente, poiché la Zecca federale ha una capacità limitata per lo stoccaggio e l'eliminazione delle monete. Per accelerare i tempi, swissmint esami- na la possibilità di noleggiare un laminatoio capiente o di procedere alla fusione con- trollata presso una fonderia. Attraverso un esaustivo comunicato stampa la popolazione sarà informata nei detta- gli della messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi, dei termini fissati per il ritiro e delle ripercussioni economiche di questa misura. In parti- colare verranno menzionate le nuove possibilità di configurazione dei prezzi per il commercio al dettaglio.

2. Dettagli dell'avamprogetto

2.1. Spiegazioni relative all'avamprogetto dell'ordinanza concernente la mes-

sa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi L'articolo 1 definisce i dettagli concernenti la messa fuori corso - come la data - indi- ca le istituzioni che ritirano le monete messe fuori corso e disciplina il termine per il ritiro. L'articolo 2 stabilisce i cambiamenti da apportare al diritto vigente (cfr. n. 2.2). Come accennato al numero 1.6, le monete messe fuori corso possono essere cambiate presso la Banca nazionale durante un periodo di 20 anni dopo la scadenza del ter- mine fissato per il ritiro. A tal fine, è necessario sottoporre a revisione la Tariffa del

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6 settembre 19726 delle monete d'argento messe fuori corso. L'approvazione della tariffa è di competenza del DFF. L'articolo 3 disciplina l'entrata in vigore.

2.2. Spiegazioni relative alla modifica dell'ordinanza del 12 aprile 20007 sulle monete (OMon) A seguito della messa fuori corso delle monete da uno e da cinque centesimi, occor- re adeguare l'articolo 2 capoverso 1 OMon, in cui sono elencati i valori nominali e le caratteristiche delle monete circolanti. Le righe con i dati delle monete messe fuori corso vengono soppresse.

3. Ripercussioni della messa fuori corso

3.1. Ripercussioni a livello finanziario e di personale

La rinuncia all'emissione delle monete da un centesimo e da cinque centesimi con- sente di risparmiare circa 110'000 franchi nel 2006, 250'000 franchi nel 2007 e 295'000 franchi all'anno a partire dal 2008. I risparmi in termini di personale si tradu- cono nella riduzione di un terzo sino a mezzo posto di lavoro. swissmint calcola che alla Confederazione rifluirà circa il 50 - 60 per cento degli 868,8 milioni di monete da cinque centesimi emesse, pari a un importo unico di 21,7 - 26 milioni di franchi. Si tratta di impegni pendenti della Confederazione. Questi costi sono imputati alla voce "Riserve di compensazione circolazione monete" del bilancio della Confederazione, in cui è accantonato un importo di 300 milioni di franchi per il riflusso straordinario di monete. Per le monete da un centesimo, non si prevede in- vece alcun riflusso. A detto importo vanno aggiunti i costi unici per la distruzione del- le monete, che si aggirano sui 120'000 franchi. Il recupero del materiale consentirà di ridurre leggermente questi costi.

3.2. Ripercussioni sull'economia

Nell'ambito del trattamento delle monete e della logistica, la messa fuori corso della moneta da cinque centesimi permetterà di conseguire risparmi. Poiché le tasse com- putate per il trattamento delle monete sono le stesse per tutte le monete, indipenden- temente dal valore, nel caso delle monete da cinque centesimi i costi per i depositan- ti risultano molto elevati in rapporto al valore. Le ditte che provvedono al trattamento delle monete riscuotono dai commercianti al dettaglio delle tasse per la fornitura dei rotoli di monete. Nel caso delle monete da cinque centesimi, le tasse possono am- montare a circa il 20 per cento del valore del rotolo. Visto che il pezzo da un cente- simo non riveste più alcuna importanza nelle operazioni quotidiane di pagamento, non sono previsti né risparmi né uscite supplementari. Dato che i pezzi da un centesimo e da cinque centesimi non sono monete utilizzate nei distributori automatici, i gestori di questi distributori non devono pertanto procede-

6 RS 941.103.1 7 RS 941.101

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re ad adattamenti tecnici. L'unica eccezione è costituita dai distributori automatici di francobolli della Posta, che accettano le monete da cinque centesimi. Per contro, a seconda della procedura di arrotondamento, entro la messa fuori corso definitiva oc- corre adattare i software dei sistemi di cassa.

4. Conclusioni

La moneta da un centesimo riveste importanza soltanto per i collezionisti. La sua messa fuori corso è pertanto indiscutibile e può essere attuata senza nessuna resi- stenza. La popolazione non ha praticamente reagito alla comunicazione concernente la ri- nuncia all'emissione delle monete da un centesimo, mentre la notizia della possibile messa fuori corso della moneta da cinque centesimi è stata ripresa da diversi giorna- li. Molte persone sono legate, soprattutto emotivamente, alla moneta da cinque cen- tesimi, ciò nondimeno sono disposte a rinunciarvi. Diversi sondaggi condotti dai me- dia confermano questo atteggiamento La messa fuori corso dei pezzi da un centesimo e da cinque centesimi genererebbe per swissmint e quindi per le finanze federali uno sgravio di 0,3 milioni all'anno a par- tire dal 2008. Se si ipotizzasse un ulteriore aumento dei prezzi delle materie prime rispettivamente un'ulteriore concentrazione dei produttori di tondelli, sarebbe addirit- tura possibile conseguire risparmi più elevati. Come spiegato più sopra, non si prevedono ripercussioni importanti sul rincaro; lo confermano altresì le esperienze raccolte negli altri Paesi europei. I commercianti al dettaglio possono scegliere di non arrotondare né per eccesso né per difetto il prezzo dei singoli prodotti, bensì di arrotondare alla cifra decimale più prossima solo l'impor- to finale di un'operazione di acquisto, consuetudine peraltro già diffusa nell'ambito della vendita di carburante. Tutto questo conferma che entrambe le monete rivestono un'importanza secondaria nelle operazioni quotidiane di pagamento, per cui è possi- bile rinunciarvi senza grossi problemi.

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