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Bilaterale Verhandlungen und Schwerverkehr
Simoneschi Chiara · Nationalrat · Tessin · Christlichdemokratische Fraktion
Vi do anch'io il benvenuto nel nostro cantone, siamo molto felici di accogliervi e speriamo che vi troviate bene.
È mio compito oggi difendere una mozione inoltrata dal consigliere nazionale Ratti, che ha lasciato le Camere nel 1999. Essa attirava l'attenzione del Consiglio federale sulla difficile situazione che si sarebbe venuta a creare nel nostro paese, e soprattutto in Ticino, a seguito dell'entrata in vigore dell'accordo sui trasporti terrestri. In particolare, essa metteva in evidenza il fatto che durante il periodo antecedente la messa in esercizio del tunnel del Lötschberg e della NTFA ci sarebbe stato il grosso rischio che, a causa del presumibile aumento del transito di autocarri nel nostro paese, si sarebbero formate delle colonne e degli ingorghi su alcuni tratti autostradali e nelle regioni di frontiera. Naturalmente questo rischio non si verificherà se veramente riusciremo a trasferire il traffico delle merci dalla strada alla ferrovia, una volta messa in esercizio l'Alptransit.
Per far fronte a questa situazione di disagio, ma anche ad altre situazioni molto pericolose - come per esempio quelle che si verificano quando dei camion si arrestano in mezzo all'autostrada - il signor Ratti chiedeva lo studio e la messa in atto di tutta una serie di misure che, facendo uso delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, dessero la possibilità alla Confederazione e ai cantoni di gestire e non più subire il traffico stradale dei mezzi pesanti, ciò in collaborazione con i paesi confinanti. Nella mozione si propone per esempio di mettere a punto, in collaborazione con i cantoni interessati, un sistema efficiente per gestire il traffico stradale dei mezzi pesanti attraverso le Alpi; di introdurre un sistema elettronico in grado di ottimizzare i flussi di traffico in coordinazione con gli altri paesi europei; di predisporre aree di sosta e di attesa obbligatoria supplementari per evitare che sulla carreggiata si formino colonne di veicoli fermi e di creare una centrale di comando in grado di simulare situazioni di traffico, di diffondere in tempi brevi informazioni per gli utenti della strada, e, se necessario, di deviare il traffico su percorsi alternativi.
Nel mese di settembre 2000 il Consiglio federale ha risposto alla mozione condividendo le richieste che in parte sono in fase di studio, in parte in fase di realizzazione. L'esecutivo preferisce però che la mozione sia trasformata in postulato, e questo per dei motivi formali attinenti alla competenza. Nella sua risposta, il Consiglio federale afferma di essere d'accordo e di voler eseguire quello che abbiamo iscritto nella costituzione, e cioè che il traffico stradale sui valichi alpini deve essere ridotto in modo marcato. In fondo però, il Consiglio federale, pur essendo d'accordo, non ci dice a che punto sono tutte le misure che sta pianificando e prospettando. Abbiamo per esempio saputo dalla sua risposta che c'è un progetto Velenk, nell'ambito del quale sono state esaminate le richieste formulate anche dal signor Ratti. Non sappiamo però nulla di quel che sia successo di questo progetto, non sappiamo cosa abbiano risposto i cantoni e le organizzazioni. Spero che il Consiglio federale ci possa dare delle risposte.
Devo dire che nel frattempo le situazioni paventate dal signor Ratti quasi due anni fa, si sono già prodotte più volte in Ticino, sia nell'anno appena trascorso, sia soprattutto in questo primo scorcio del 2001. Basta un nonnulla e tutto si blocca! Quando per esempio i giorni festivi in Italia e in Svizzera non coincidono si formano delle grandi colonne. Se c'è anche solo un incidente fuori dalle nostre frontiere, nell'area per esempio di Como, la frontiera, e di conseguenza il traffico autostradale, si bloccano completamente creando così delle colonne che possono andare da Chiasso fino a Lugano. Anche le strade cantonali vengono in questi casi invase da veicoli pesanti e leggeri che cercano di sfuggire alle colonne dell'autostrada. È chiaro che una situazione di questo genere è molto grave sia dal punto di vista della sicurezza che da quello ambientale, poiché causa inquinamenti atmosferici e fonici.
Devo dire che da gennaio 2001 la situazione del traffico è ulteriormente peggiorata: da un primo rilievo dei transiti alla dogana di Chiasso, sappiamo che durante il mese di gennaio c'è stato un aumento del 16,6 percento dei soli camion carichi e un aumento del 12,8 percento di tutti i camion rispetto al mese di gennaio dell'anno precedente.
Si avvera dunque quanto gli specialisti - e il prof. Ratti è tra loro - già sapevano: malgrado l'introduzione della tassa sul traffico pesante, la dorsale del San Gottardo, che da sola assorbe da sempre i quattro quinti dei transiti sul territorio elvetico, è e rimane la via più diretta e più conveniente tra il nord e il sud. Essa registra da anni degli aumenti costanti di traffico che adesso diventano però esponenziali.
Una gestione intelligente del traffico, così come richiesta nella mozione, è già adesso una necessità che riveste un carattere urgente. Penso che anche il Consiglio federale è a conoscenza di queste cifre e spero che oggi ci possa dare qualche assicurazione in merito.
Noi vorremmo che tutte le verifiche, tutti gli studi e tutte le pianificazioni e consultazioni lascino adesso finalmente il posto alla concretizzazione di misure di gestione del traffico volte finalmente a gestirlo con i mezzi più moderni per non più subirlo come è successo finora. La fattura che il Canton Ticino e il Canton Uri devono pagare per questo aumento esponenziale è troppo, troppo salata!
Attendo con interesse la risposta del presidente della Confederazione, onorevole Moritz Leuenberger, che spero ci possa indicare quanto s'intende fare, quando si vuole cominciare finalmente con questa concretizzazione di misure di gestione e con quali priorità.
Riservo per la fine del dibattito il mio accordo sulla trasformazione della mozione in postulato.
Leuenberger Moritz · BPR-M · Bundesrat · Zürich
Die Verkehrspolitik des Bundes ist darauf ausgerichtet, den Strassenverkehr hinsichtlich Sicherheit, Leistungsfähigkeit, Komfort und Umwelt generell auf den bestehenden Verkehrsflächen zu optimieren. Das ist auch der Verfassungsauftrag betreffend den Schutz der Alpen, der fordert, dass der alpenquerende Schwerverkehr wesentlich zu reduzieren ist.
Das Bedürfnis nach Einführung von Verkehrsmanagement- und Verkehrsinformationssystemen als Bestandteile eines umfassenden Verkehrstelematiksystems beschränkt sich daher nicht nur auf den Schwerverkehr. Vereinzelt bestehen auf dem Nationalstrassennetz bereits Anlagen zur Verkehrsbeeinflussung, so z. B. in den Agglomerationen Genf, Basel, Bern und Luzern, und weitere werden realisiert oder sind in Planung.
Der weitere Ausbau ist einer umfassenden Betrachtung zu unterziehen. Der Bedarf, die Effizienz, der Nutzen und die Kosten eines Gesamttelematiksystems müssen so sein, dass ein entsprechendes Leitbild, das für die ganze Schweiz gültig ist, erarbeitet werden kann. Wir haben ein solches Leitbild in die Vernehmlassung geschickt. Bis Ende des letzten Monates lief die Frist der Vernehmlassung. Jetzt wollen wir das auswerten.
Durch das Verkehrsverlagerungsgesetz wurde das Strassenverkehrsgesetz mit einer Bestimmung ergänzt, wonach der Bundesrat zur Sicherstellung der Ziele des Verkehrsverlagerungsgesetzes und im Sinne eines flüssigen Transitverkehrs durch die Alpen Verkehrslenkungsmassnahmen für die schweren Motorwagen zum Gütertransport vorsehen kann. Das zuständige Bundesamt hat zur Konzipierung dieser Massnahme ein Projekt lanciert. Die entsprechenden Untersuchungen unterstützen die Anliegen des Motionärs bzw. der Motionärin, die die Motion übernommen hat, vollumfänglich. Es wird vorgesehen, eine nationale Verkehrslenkungszentrale einzurichten und zu betreiben. Die entsprechenden rechtlichen Regelungen zur nationalen Verkehrslenkung, die aus diesem Projekt resultieren, werden zur Beurteilung in die Vernehmlassung geschickt.
Nun hat Frau Simoneschi zu Recht gesagt, dass es ein weiteres spezielles Problem im Kanton Tessin gibt, und zwar wegen des Lastwagenrückstaus an der Grenze. In der Tat ist die Zahl so gross, dass zusätzliche Parkflächen geschaffen werden müssen. Wir lassen diesbezüglich machen, was möglich ist. Wir haben z. B. zugesichert, das Kontrollzentrum Sigirino vorzuziehen, damit das Problem dank Mehrfachnutzung der Fläche etwas entschärft werden kann.
Sie sehen, dass wir mit den Anliegen der Motion durchaus einverstanden sind. Wir streben dasselbe Ziel an. Der Grund, weshalb wir Ihnen beantragen, die Motion als Postulat zu überweisen, ist, dass der Vorstoss nicht motionsfähig ist. Es geht um einen Antrag, der in den delegierten Kompetenzbereich des Bundesrates fällt. Das ist der einzige Grund, weshalb wir Ihnen beantragen, die Motion in eine Postulat umzuwandeln.
Hess Peter · P-M · Nationalrat · Zug · Christlichdemokratische Fraktion
Überwiesen als Postulat - Transmis comme postulat