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00.1051 · Interrogazione ordinaria · 2000-06-05

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Stellungnahme des Bundesrates

1. La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) è un organo composto di membri indipendenti ed è stato istituito nel 1994 dal Consiglio d'Europa in seguito al primo Vertice dei Capi di Stato e di Governo. Il suo obiettivo è di lottare sull'insieme del territorio europeo contro il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo e l'intolleranza dal profilo dei diritti dell'uomo.

Una parte importante dell'attività dell'ECRI consiste nell'esaminare singolarmente la situazione di tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa per quanto riguarda il razzismo e l'intolleranza e nel formulare proposte per affrontare i problemi evidenziati. La prima serie di queste analisi si è conclusa nel 1998. Una seconda serie ha preso avvio in gennaio 1999 ed è ancora in corso. Il secondo rapporto sulla Svizzera è stato pubblicato il 21 marzo 2000, in concomitanza con quello di altri Paesi.

La redazione dei rapporti sui singoli Paesi è sottoposta alla seguente procedura: un piccolo gruppo di lavoro raccoglie le informazioni necessarie e prepara un primo progetto di rapporto. Le fonti utilizzate a tale scopo sono molteplici e comprendono, fra l'altro, le risposte dei servizi amministrativi contattati, le informazioni di diversi istituti universitari relative ad esempio alla legislazione nazionale, nonché altre informazioni provenienti da organizzazioni non governative o dai media.

Il progetto approvato dall'ECRI in seduta plenaria è quindi trasmesso al Governo del Paese preso in esame allo scopo di intavolare con quest'ultimo un dialogo confidenziale per il tramite di una persona di collegamento designata dal Governo. Il progetto di rapporto viene riesaminato ed eventualmente modificato sulla scorta dei risultati di questo dialogo. In seguito il rapporto viene adottato nella sua forma definitiva e trasmesso al Governo del Paese in questione per il tramite del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa. Due mesi dopo essere stato trasmesso, il rapporto è reso pubblico dall'ECRI a condizione che il Governo del Paese in questione non vi si opponga espressamente.

Il rapporto è elaborato dall'ECRI sotto la propria responsabilità, ossia senza la partecipazione redazionale dei delegati del Comitato dei Ministri a Strasburgo o del rappresentante del Paese in esame presso l'ECRI.

Nel quadro di questa procedura, la Svizzera ha avuto l'opportunità, per il tramite della propria persona di collegamento presso il DFGP, di esaminare il progetto di rapporto e di apportarvi correzioni. In quell'occasione purtroppo non sono state ravvisate alcune indicazioni inesatte relative alla durata della validità dei permessi di domicilio, alla competenza per la concessione di permessi di dimora nonché alle condizioni per il ricongiungimento famigliare. Una correzione chiesta successivamente all'ECRI non è stata presa in considerazione per ragioni di procedura. Nonostante questi errori, nel suo complesso il rapporto è da considerarsi utile ed equilibrato.

2. L'ECRI è finanziato mediante il preventivo ordinario del Consiglio d'Europa, che quest'anno prevede di destinare un importo di 1, 079 milioni di euro (1,687 milioni di franchi) alle attività volte a combattere il razzismo e l'intolleranza (capitolo 7.1). La Svizzera partecipa con il 2,56 per cento (43'180 franchi). Considerato l'efficace lavoro svolto dall'ECRI e le copiose informazioni che essa trasmette e che consentono spesso di trarre importanti conclusioni, questo importo non ci sembra esagerato.

3. L'ECRI si compone di un esperto indipendente per ogni Paese membro del Consiglio d'Europa: questi deve disporre di una notevole autorità morale nonché di una lunga esperienza nella lotta contro il razzismo. Dal 1994 l'esperto svizzero presso l'ECRI è il professor Joseph Voyame, personalità unanimemente riconosciuta per le sue competenze nel settore dei diritti umani. Come già menzionato, non ha partecipato all'elaborazione del rapporto sulla Svizzera.

4. Il Consiglio federale ha chiesto che tutti gli esemplari del rapporto dell'ECRI distribuiti dalle autorità svizzere alle persone interessate siano completati da un errata-corrige.

5. Le insufficienze di ordine amministrativo e procedurale che sono all'origine delle inesattezze contenute nel rapporto sono state riconosciute e non dovrebbero ripetersi.

Risposta del Consiglio federale.

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