02.3032 · Interpellanza · 2002-03-06
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Sono ormai due anni che diciamo di lasciare stare almeno i soldi dell'AVS. Ma non siamo stati ascoltati. Coloro che gestiscono il Fondo di compensazione dell'AVS, hanno insistito e, con il beneplacito del Consiglio federale e del Parlamento, hanno deciso nel 2000 e poi nel 2001 investire 5 dei 21 miliardi di franchi del Fondo di compensazione AVS in azioni.
Il risultato è che nel solo 2001 le perdite del fondo ammontano a 800 milioni di franchi. E da quando, inizio 2000, si è optato per il comparto azionario le perdite hanno raggiunto quasi 2 miliardi di franchi.
Fino a quando non ci hanno messo le mani i maghi della finanza, il patrimonio del Fondo di compensazione dell'AVS cresceva del 4 percento circa all'anno perché i soldi erano investiti in obbligazioni e in buona parte prestati alla Confederazione, retribuiti al 4 percento, un po' come quel tasso tecnico dato ai Fondi del secondo pilastro.
Poi, improvvisamente qualcuno ha pensato che fosse ora di cambiare tattica e di incominciare ad investire anche in azioni svizzere prima, ed estere poi. L'idea poteva anche essere buona, ma purtroppo è caduta nel momento sbagliato. Infatti, i maghi della finanza, che gestiscono il fondo, hanno deciso di diversificare in azioni nel 2000, proprio quando i mercati azionari avevano raggiunto il loro massimo storico.
La frittata era fatta. Nel 2001 poi, contrassegnato da una ulteriore caduta degli indici azionari mondiali del 25 percento, circa 600 milioni di franchi (del totale del fondo) si sono volatilizzati. Questo significa che le perdite del comparto azionario (che è di 5 miliardi di franchi) sono state vicine ai 2 miliardi di franchi. Ma c'è di più: i 5 miliardi di franchi investiti in azioni, se fossero stati prestati alla Confederazione, come detto, avrebbero reso il 4 percento, vale a dire in un anno avrebbero fruttato 200 milioni, che devono dunque essere aggiunti alle perdite registrate dal totale del fondo.
Pertanto ai 600 milioni di franchi persi sui corsi delle azioni, vanno aggiunti i 200 milioni di franchi di mancati introiti di interesse sui 5 miliardi dedicati alle azioni. Risultato: una perdita di 800 milioni di franchi in un anno. Complimenti!
Lo abbiamo detto che non era il momento di investire i soldi del fondo in azioni, lo abbiamo scritto nel 2000 e poi ancora svariate volte nel 2001 e non era soltanto farina del nostro sacco. Lo dicevano anche le banche svizzere che, nei loro portafogli in gestione, avevano ridotto la parte azionaria a vantaggio di quella obbligazionaria e a quella dell'investimento a corto termine, ma non c'è stato niente da fare: la "voglia matta" di giocare in borsa ha contagiato anche Ulrich Grete, un ex direttore generale di UBS, ormai in pensione, che è stato incaricato dal Consiglio federale di gestire il Fondo di compensazione AVS.
Grete, invece di far valere la sua lunga militanza bancaria in favore della prudenza ha investito la bellezza di 5 miliardi di franchi (il 35 percento del portafoglio del fondo) in azioni.
In settimana è arrivato il risultato delle sue disgraziate operazioni. ln un laconico comunicato i gestori del fondo hanno fatto sapere che il patrimonio è passato da 20,011 a 19,378 miliardi di franchi riducendosi del 2,6 percento. Naturalmente è stato detto che questo è essenzialmente dovuto all'evoluzione negativa del corso delle azioni e non è stato detto quante sono state le perdite di questo comparto.
La nuova strategia di diversificazione, hanno detto i gestori, non ha portato frutti per il momento, assicurando che, a medio e lungo termine, la diversificazione sarà redditizia.
È possibile che, fra qualche anno, se le azioni acquistate ai massimi storici non saranno vendute, forse (ma solo forse) potranno recuperare il prezzo di acquisto. Ma nel frattempo, gli interessi su quei 5 miliardi di franchi mancheranno nelle casse del fondo.
Ormai è cosa fatta. Le Camere hanno deciso già lo scorso autunno di modificare la legge per estendere rapidamente le possibilità d'investimento del Fondo di compensazione dell'AVS: il patrimonio dell'AVS potrà essere investito, oltre che in azioni svizzere, anche in azioni estere.
Il Consiglio federale non solo fa lo speculatore, ma ha anche fretta. Egli ha infatti fissato al 1° febbraio 2001 l'entrata in vigore di questa modifica della legge, scopo dell'operazione: migliorare il rendimento del Fondo di compensazione dell'AVS, e questo senza attendere le misure dell'undicesima revisione dell'AVS, misure che sono attualmente all'esame della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale.
Questo secondo il Dipartimento federale dell'interno, senza correre maggiori rischi, contrariamente a quanto pensano le banche (grandi e piccole), le società d'investimento, i brokers, i gestori di fondi d'investimento, i gestori degli Hedge funds, gli analisti finanziari, gli economisti, e i matematici che praticano la borsa da svariati decenni.
Le banche, che di rischio qualche cosa ne sanno, da sempre affermano che l'investimento azionario, oltre a rendere possibili performance maggiori (rispetto all'investimento obbligazionario) comporta dei rischi di perdita di capitali.
L'esperienza dell'anno 2000 dimostra ampiamente che anche gli investimenti nei titoli guida dei vari mercati internazionali possono incorrere in cadute micidiali, pensiamo soltanto ai titoli della telefonia che dai massimi dell'anno, nel 2000 hanno perso più del 40 percento.
Una voglia matta di borsa quella del Consiglio federale e dei politici svizzeri che è difficile spiegare razionalmente.
Pertanto si chiede:
1. Se la Confederazione era disposta a rimunerare i capitali del Fondo di compensazione dell'AVS al 4 percento, perché non si è prestata maggior attenzione nel favorire questo tipo di investimento, magari destinando a questo investimento una cifra maggiore, che in ogni caso avrebbe garantito un'entrata di 200 milioni all'anno?
2. Per quale motivo il Consiglio federale ha avuto fretta di modificare la legge per estendere rapidamente le possibilità d'investimento del Fondo di compensazione dell'AVS oltre che in azioni svizzere, anche in azioni estere, fissando al 1° febbraio del 2001 l'entrata in vigore di questa modifica della legge, senza attendere le misure dell'undicesima revisione dell'AVS?
3. Quando e come pensa il Consiglio federale che si possano recuperare queste perdite?
4. Come fanno e sulla base di quale teoria i responsabili della gestione del Fondo di compensazione dell'AVS sostengono che l'investimento in borsa non comporta rischi?
5. Quale teoria ha sposato il Consiglio federale per affermare che il concetto di rischio, nell'investire in borsa, è irrisorio?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Sugli investimenti del Fondo di compensazione dell'AVS la Confederazione corrisponde di principio un interesse alle condizioni di mercato e non un tasso fisso del 4 percento. Grazie alle maggiori possibilità d'investimento previste dalla decima revisione dell'AVS, il consiglio d'amministrazione ha scelto una strategia d'investimento che, tra l'altro, prevede anche investimenti in azioni. Con la nuova strategia d'investimento è a lungo termine prevista una rendita superiore di quella che si potrebbe conseguire con obbligazioni della Confederazione. Allo stesso tempo devono però essere presi in considerazione rischi di fluttuazioni di valore nel breve termine.
Una volta presa la decisione di principio di investire i capitali sul mercato non è più possibile a breve termine liquidare tali investimenti per diversi miliardi di franchi e investirli nella Confederazione. Questa non sarebbe nemmeno in grado di riprendere a breve termine importi così importanti; ciò renderebbe d'altra parte impossibile l'attuazione dell'attuale programma della raccolta dei fondi.
2. Con la decima revisione dell'AVS le possibilità d'investimento sono state in una prima fase estese alle azioni svizzere. Per motivi di diversificazione è in seguito apparso ragionevole estendere la possibilità d'investimento in azioni internazionali, come raccomandato al Consiglio federale dalle Commissioni della gestione nel loro rapporto del 9 luglio 1998. Dando seguito a una mozione della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, le Camere federali hanno deciso di togliere l'adeguamento necessario dell'articolo 108 della legge sull'AVS dal pacchetto dei provvedimenti dell'undicesima revisione dell'AVS proposto dal Consiglio federale. La corrispondente modifica della legge sull'AVS è entrata in vigore il 1° febbraio 2001.
3. Il Consiglio federale non è in grado di affermare in maniera vincolante quando le perdite verranno recuperate. Una compensazione è comunque possibile solo se non si procede ora alla vendita delle azioni, realizzando le perdite contabili. L'esperienza insegna che con la ripresa economica si dovrebbero registrare rialzi dei corsi azionari.
4. Sono considerati privi di rischi gli investimenti di capitali a breve termine, in quanto le variazioni dei tassi d'interesse non comportano praticamente cambiamenti di valore, com'è il caso per le obbligazioni a lungo termine. Esiste tuttavia il rischio della controparte. Per tale ragione occorre prestare molta attenzione alla solvibilità del debitore.
5. Il Consiglio federale non sostiene che nel caso di investimenti in borsa il rischio sia irrisorio. Al contrario, esso è consapevole della più elevata volatilità degli investimenti sui mercati dei capitali. Esso è però anche dell'avviso che, con una politica d'investimento a lungo termine e a causa dei rischi che ne derivano, il Fondo di compensazione dell'AVS verrà ricompensato adeguatamente con un maggiore rendimento.
Risposta del Consiglio federale.