05.3205 · Interpellanza · 2005-03-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Dal 1° gennaio di quest'anno, il limite del tasso alcolemico per i conducenti è stato abbassato allo 0,5 per mille. Per far conoscere i nuovi limiti e sensibilizzare la popolazione, l'UPI e l'Ufficio federale delle strade hanno condotto una campagna informativa contro l'abuso del consumo di alcolici. Se una tale campagna appare logica sul piano dell'informazione - un conducente di veicoli a motore deve pur essere orientato sulle nuove disposizioni di legge - le modalità e il tono scelti risultano però esagerati, tendenziosi e inaccettabili.
Lo slogan "Non più di uno" è stato divulgato in tutta la Svizzera allo scopo di inculcare negli automobilisti l'idea che, se oltrepassano il limite di un bicchiere di alcol, si ritrovano in stato di ebrietà e quindi risultano punibili. Questa affermazione è però inesatta, se la bevanda alcolica in questione presenta un tasso alcolico basso, come è per esempio il caso di vino e birra.
Chiedo quindi al Consiglio federale:
1. È stato pubblicato un pieghevole in formato carta di credito nel quale si spiegano quanti bicchieri si possono bere senza superare l'inquietante limite. Dalla tabella proposta si evince che un uomo di 100 kg può consumare fino a 9 dl di birra o 3 dl di vino. Anche il Consiglio federale non è dell'avviso che gli slogan "Uno è o.k." e "Non più di uno", proposti sulla pagina Internet dell'USTRA, siano inesatti e perciò debbano essere corretti?
2. Il legislatore ha disciplinato una concentrazione massima di alcol nel sangue pari allo 0,5 per mille, affinché un conducente possa essere considerato idoneo alla guida. I responsabili della campagna informativa, nelle loro comunicazioni, hanno però fissato un valore soglia tra lo 0,1 e lo 0,3 per mille, affermando che solo un bicchiere di vino o di birra è o.k. In questo modo non viene elusa la volontà del legislatore ed introdotto un limite più restrittivo?
3. Molti medici affermano che due o tre bicchieri di vino rosso durante i pasti fanno bene al cuore e alla salute. Con le false informazioni, i responsabili della campagna sono in contraddizione con l'ordine dei medici. Chi è in grado di giudicare meglio le questioni connesse alla salute, i medici o l'USTRA?
4. Consentendo simili campagne, il Consiglio federale, anche se dichiara di sostenerli, rema ancora una volta contro i produttori di vino. Se i viticoltori, a seguito degli effetti dovuti a prescrizioni sempre più restrittive e severe, abbandoneranno la coltivazione e la cura dei vitigni, deturpando i nostri bei paesaggi, il Consiglio federale rimpiangerà di aver sostenuto queste false informazioni e di aver contribuito così a favorire questa situazione?
5. Il Consiglio federale, infine, ha cercato a più riprese di far passare una legge concernente la legalizzazione del consumo di canapa e questo malgrado l'assunzione di "erba" provochi un comportamento al volante ben peggiore dello 0,5 per mille e molto più difficile da dimostrare. Nell'ambito della prevenzione degli infortuni, il Consiglio federale non adotta quindi una politica "dei due pesi e delle due misure", se da una parte sostiene pubblicazioni che incitano a un consumo entro i limiti legali e dall'altra favoriscono il consumo di sostanze nocive?
Stellungnahme des Bundesrates
L'Ufficio federale delle strade (USTRA), a differenza di quanto crede l'autore dell'interpellanza, non è responsabile della campagna d'informazione in questione, ma dell'introduzione della nuova legge sulla circolazione stradale e dei nuovi limiti di concentrazione di alcol nel sangue. La campagna, a cui fa riferimento l'autore dell'interpellanza, è stata lanciata ed è condotta dall'Ufficio svizzero per la prevenzione degli infortuni (upi) in collaborazione con l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Con "Uno è ok" si vuole trasmettere un messaggio semplice e chiaro ai conducenti che non seguono alla lettera il principio "Chi guida, non beve" e, ad esempio, vogliono gustarsi un buon bicchiere di vino durante i pasti. La campagna intende evitare che i conducenti bevano pericolosamente fino al limite massimo consentito dalla legge o addirittura lo superino. Chi guida deve essere sensibilizzato affinché consumi al massimo un bicchiere (standard) di bevande alcoliche, se poi si mette al volante. Lo slogan è evidentemente di carattere generale e indirizzato a tutti, poiché non indica l'esatta quantità che è possibile bere, rimanendo al di sotto dello 0,5. A dire il vero, anche questo limite è da considerare generale; infatti l'idoneità a condurre è individuale e può essere pregiudicata già con un valore inferiore al limite consentito. Per questi motivi, la campagna informativa volta a "migliorare la sicurezza stradale" risulta pertinente e sensata.
Per chi vuole tuttavia sapere, sulla base del proprio peso corporeo e del sesso, quanto può bere al massimo, per rimanere al di sotto dello 0,5 per mille, l'upi, l'ente responsabile della campagna, mette a disposizione sul proprio sito una tabella per calcolare il per mille (www.eins-ist-ok.ch; f: www.un-cest-ok.ch; i: www.uno-puoi.ch).
In merito alle singole domande, il Consiglio federale prende posizione come segue:
1. L'invito a rispettare la regola di un solo bicchiere, indirizzata alle persone che vogliono mettersi alla guida malgrado il consumo di alcol, è legittimo. L'affermazione "chi non si attiene a questa regola può avere spiacevoli sorprese ed essere punito se, nel quadro di un controllo di polizia, l'analisi dell'alito rileva la presenza di un'eccessiva concentrazione di alcol nel sangue", non necessita di nessuna modifica.
2. La campagna non mira a dare alla legge un'interpretazione e un senso più restrittivi rispetto alle intenzioni del legislatore, ma persegue presupposti di prevenzione.
3. Anche se l'alcol ha effetti positivi sulla salute, il suo consumo non deve avere ripercussioni negative sulla sicurezza della circolazione. Questo parere è sostenuto anche dalla Società svizzera di medicina legale, coinvolta in maniera determinante nell'elaborazione del nuovo limite dello 0,5 per mille.
4. La campagna informativa risulta indispensabile per la sicurezza stradale. Se, a seguito di ciò, i conducenti assumono meno alcol, si può ritenere che la campagna abbia dato buoni risultati, poiché ha contribuito alla protezione degli altri utenti della strada.
5. L'eventuale depenalizzazione del consumo di canapa non mira a sostenere il relativo consumo. Sul piano della sicurezza stradale, il fatto che il consumo di una sostanza sia o no perseguibile penalmente non è assolutamente determinante. Fondamentale è invece stabilire se il consumo pregiudichi o meno l'idoneità a condurre. Per la canapa e le altre droghe più frequentemente assunte al volante, il Consiglio federale prevede la tolleranza zero. Se dall'analisi del sangue viene riscontrato il consumo di canapa, la persona in questione, per legge, è considerata ipso facto inabile alla guida. Queste informazioni sono per altro già state comunicate in diverse occasioni.
Risposta del Consiglio federale.