06.3598 · Mozione · 2006-10-06
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Si incarica il Consiglio federale di fissare per legge standard energetici nel settore degli immobili. Negli edifici nuovi, la quota di energie non rinnovabili deve essere massicciamente ridotta. In particolare devono essere emanate prescrizioni per la costruzione e il risanamento degli edifici pubblici.
Begründung
In Svizzera, metà del consumo energetico pro capite è dovuto al riscaldamento degli edifici e dell'acqua per uso domestico. Gli edifici nuovi continuano ad essere concepiti soprattutto per l'utilizzo di vettori energetici non rinnovabili. A livello giuridico mancano disposizioni che obblighino a realizzare i nuovi edifici nel modo più efficiente possibile dal punto di vista energetico. Il riscaldamento climatico e la limitata disponibilità delle fonti energetiche non rinnovabili sono un chiaro invito a colmare questa lacuna. La tecnologia esistente consente di ridurre in modo massiccio la quota di energie non rinnovabili. Lo standard Minergie P o quello della casa passiva consentono di ridurre di due terzi il consumo energetico degli edifici. L'acqua calda può essere prodotta mediante collettori solari. È importante fissare al più presto gli standard energetici nel settore degli edifici, poiché, dato il basso tasso di realizzazione di edifici nuovi, saranno necessari tempi lunghi affinché un provvedimento del genere possa produrre effetti.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Globalmente, in Svizzera, circa il 45 per cento dell'energia viene consumato negli edifici. In ragione delle nuove costruzioni, ogni anno le superfici che consumano energia aumentano dell'1 per cento circa. Grazie alle prescrizioni cantonali in vigore nel settore, le nuove costruzioni utilizzano circa un terzo dell'energia di un edificio svizzero medio. Nei nuovi stabili abitativi la metà del fabbisogno di energia per i riscaldamenti viene coperto da fonti rinnovabili (fonte dei dati: www.bfe.admin.ch).
L'articolo 89 della Costituzione federale disciplina le competenze della Confederazione e dei cantoni; l'adozione di misure concernenti il consumo di energia negli edifici compete in primo luogo ai cantoni. In base alla decisione del 29 aprile 2005 della Conferenza dei direttori cantonali dell'energia, i cantoni intendono rivedere entro il 2009 le proprie prescrizioni modello e, nel 2010, adattare le norme legali elvetiche al diritto europeo (fonte: Strategia di politica energetica dei cantoni: strategia parziale riguardante gli edifici per la seconda metà del programma SvizzeraEnergia (2006-2011), www.bfe.admin.ch). Nel settore degli edifici, la Confederazione ha la possibilità di fissare dei principi. Nella recente modifica dell'articolo 9 della legge sull'energia (versione del Consiglio degli Stati, 5 ottobre 2006) si tiene conto della proposta di aumentare la quota delle energie rinnovabili negli edifici. I relativi dibattiti parlamentari sono tuttavia ancora in corso.
Nei propri edifici, in particolare in quelli pubblici, la Confederazione ha inoltre la possibilità di fissare valori limiti più severi, o di prevedere criteri supplementari per le nuove costruzioni o il risanamento di quelle esistenti. In base alla "Strategia per uno sviluppo sostenibile 2002", emanata dal Consiglio federale, gli organi federali preposti alle costruzioni sono già oggi tenuti a prendere in considerazione tali criteri aggiuntivi. In questo contesto va tenuto conto anche della mozione Minergie (2000.3196), che obbliga la Confederazione ad applicare gli standard Minergia a tutti gli edifici in suo possesso e a quelli da essa sovvenzionati.
Da quanto precede, risulta che le proposte dell'autrice della presente mozione sono già prese in considerazione. L'adozione di altri provvedimenti pertanto non appare giustificata.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.