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06.3740 · Mozione · 2006-12-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ha l'incarico di proporre un insieme di misure contro la discriminazione subita dai giovani stranieri negli ambiti della formazione professionale e delle assunzioni, prestando particolare attenzione alle pari opportunità. Sarà suo compito esaminare, in particolare, l'introduzione legale, nella nuova legge sulla formazione professionale (LFPr), nel Codice delle obbligazioni (CO) e nella legge sul lavoro (LL), di mezzi quali il mentoring o l'estensione delle candidature anonime e prevedere l'introduzione, nella LADI e nella LFPr, del finanziamento di misure integrative in relazione all'accesso al mercato del lavoro.

Begründung

La nostra epoca è contraddistinta dalla nascita di un fenomeno preoccupante che potrebbe causare una frattura sociale: la palese insufficienza di posti di tirocinio e l'aumento costante del tasso di disoccupazione giovanile. Quest'estate, in Svizzera, mancavano ad esempio ancora 5500 posti di tirocinio. La situazione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro si rivela altrettanto preoccupante: la percentuale di giovani disoccupati (15 a 24 anni) è, infatti, passata dall'1,8 per cento nel 2001 al 4,5 per cento nell'agosto 2006, mentre quella della fascia d'età 25 a 49 è del 3 per cento ("Disoccupazione giovanile in Svizzera - Spiegazioni e misure per combatterla", SECO/UFFT, 04.02.2005). Tale connubio di difficoltà formative e d'impiego è ben più elevato per i giovani stranieri; la disparità di opportunità si osserva a tutti i livelli, dalla formazione alla prima occupazione e addirittura oltre: alcuni studi dimostrano, infatti, che a parità di qualifica, esperienza e anzianità, i lavoratori stranieri sono pagati meno rispetto a quelli svizzeri ("Problemi dell'integrazione degli stranieri in Svizzera", pag. 46, UFM, luglio 2006).

Dopo la scuola dell'obbligo, i giovani privi di formazione professionale sono interessati troppo tardi dalle misure cosiddette "classiche". Tale carenza riguarda ogni anno 10 000 soggetti, molti dei quali migranti; a medio termine, questi giovani adulti si ritrovano, dal punto di vista professionale, su un binario morto. La società si trasforma sempre più in società di servizi e l'economia ha dunque sempre meno bisogno di personale poco qualificato. Il risultato è che i giovani adulti senza formazione professionale sono, prima o poi, minacciati dalla disoccupazione e finiscono a carico dello Stato per un certo periodo. L'integrazione attiva dei giovani migranti deve essere riconosciuta in quanto necessità sociale. Il provvedimento più utile per il raggiungimento di tale integrazione sembrerebbe essere in primo luogo un'assistenza individuale nel passaggio dalla scuola dell'obbligo alla formazione professionale; nello specifico, si tratterebbe di programmi di mentoring e coaching per i giovani senza posto di tirocinio oltre che di programmi concepiti per gli immigranti. Non bisogna però ignorare che, all'interno di questa problematica, il comportamento discriminatorio di certi datori di lavoro rappresenta un enorme freno alle pari opportunità. Tale constatazione richiede l'introduzione di misure concrete e vincolanti che inducano le imprese a trattare allo stesso modo (impegno, condizioni di lavoro) i/le candidati/e con formazione ed esperienza simili.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole dei problemi riscontrati dai giovani con difficoltà scolastiche e sociali al momento di entrare nel mondo del lavoro. Egli accorda grande importanza alla promozione dell'integrazione di questi giovani, a prescindere dalla loro nazionalità.

Riguardo alla problematica dei giovani migranti sollevata nella mozione, il Consiglio federale rinvia al rapporto "Problemi dell'integrazione degli stranieri in Svizzera", pubblicato nel mese di luglio 2006 dall'Ufficio federale della migrazione. Il rapporto fornisce una visione d'insieme della situazione in materia di integrazione.

Il Consiglio federale ha inoltre incaricato di esaminare altre misure per facilitare l'integrazione dei cittadini stranieri. I dipartimenti e gli uffici federali analizzano attualmente le necessità d'intervento e valutano le misure possibili nel loro ambito di competenza, e quindi anche nei settori della formazione professionale e del mercato del lavoro. Sulla base di tale analisi, il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) sottoporrà al Consiglio federale, nell'estate 2007, proposte di misure per l'integrazione della popolazione straniera. Tenuto conto delle analisi e degli esami in corso, il Consiglio federale è disposto, se il secondo Consiglio approva la mozione, a proporre di trasformare la mozione in mandato d'esame.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.