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07.3376 · Interpellanza · 2007-06-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha recentemente deciso di disdire la convenzione nazionale del settore principale della costruzione. Da un triplice punto di vista - storico, sociale ed economico - questa convenzione collettiva di lavoro è una delle più importanti in Svizzera, poiché concerne all'incirca 180 000 lavoratrici e lavoratori.

In considerazione di ciò, pongo le domande seguenti:

1. Il Consiglio federale non ritiene che la decisione della SSIC possa mettere seriamente in pericolo la pace sociale in Svizzera?

2. Le convenzioni collettive rappresentano la più importante forma di protezione contro i rischi legati all'apertura del mercato del lavoro. A causa della decisione unilaterale della SSIC, a partire dal 1° ottobre 2007 il settore della costruzione potrebbe ritrovarsi in una situazione di vuoto normativo. Il Consiglio federale non teme il verificarsi di una spirale di dumping salariale, visto che in assenza di una convenzione collettiva comprendente salari minimi obbligatori e di controlli paritetici, le misure d'accompagnamento alla libera circolazione delle persone diventeranno inefficaci contro il dumping sociale e salariale?

3. Il Consiglio federale non pensa che la decisione della SSIC sia particolarmente inopportuna, considerato soprattutto il fatto che essa in pratica è stata adottata contemporaneamente alla soppressione dei contingenti per i permessi di soggiorno di breve e lunga durata e alla concessione di facilitazioni ai frontalieri? In effetti, vista la fase congiunturale favorevole queste misure manterranno elevata la presenza di lavoratori stranieri, con una pressione costante sui salari di determinati settori.

4. Da ultimo, il Consiglio federale non ritiene che la decisione della SSIC possa generare un clima di paura, mancanza di sicurezza o xenofobia in larga parte della popolazione, con conseguenze negative per il mantenimento della libera circolazione delle persone e per il clima sociale ed economico del nostro Paese?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il contratto nazionale mantello (CNM) dell'edilizia e del genio civile è tra i più importanti accordi interprofessionali vigenti nel nostro Paese, anche in considerazione del numero elevato di datori di lavoro e di lavoratori interessati. Forse anche per questa ragione, spesso lo svolgimento delle trattative - in corso già da anni per la stipulazione di un nuovo accordo in questo settore - è risultato difficile. Tuttavia, finora le parti contraenti sono sempre state in grado di trovare un'intesa.

2. L'assenza di un accordo a livello di CCL non comporta automaticamente una diminuzione salariale per tutti i rapporti di lavoro in corso. Quest'ultima necessiterebbe di una modifica dei singoli contratti di lavoro, se del caso con relativa disdetta. Chi è stato assunto nel periodo di validità del CNM conserva il diritto al mantenimento del salario attuale. Invece a partire dal 1° ottobre 2007 se non verrà concluso un nuovo CCL le assunzioni nel settore dell'edilizia e del genio civile non saranno più soggette ad alcun vincolo in relazione a salari minimi. Nel giugno 2007, la Società svizzera degli impresari costruttori (SSIC) ha comunque informato la SECO in merito ad una decisione formale presa dall'assemblea dei delegati in relazione all'obbligo, per i membri della SSIC, di rispettare il contenuto normativo del CNM anche dopo la sua scadenza. Il quadro legislativo consentirebbe inoltre ai cantoni di incaricare gli attuali organi paritetici dello svolgimento dei compiti inerenti alle attività di controllo. La SSIC ha manifestato la sua disponibilità ad usufruire di questa possibilità. Attualmente è in corso una definizione della questione a livello cantonale.

3. In Svizzera vige la libertà sindacale e contrattuale, apprezzata e difesa dai partner sociali. La regolamentazione dei rapporti che le associazioni intrattengono con i loro interlocutori è compito di queste ultime: pertanto al Consiglio federale non spetta il compito di esprimere considerazioni e tanto meno valutazioni in merito alle attività di un'associazione. Oltre ad avere effetti positivi, la libertà contrattuale di cui beneficiano le associazioni comporta anche il rischio che i rapporti suddetti possano essere temporaneamente interrotti o risultare difficoltosi. Riguardo alle conseguenze concrete della mancanza di un contratto, allo stato attuale è ancora impossibile esprimersi in modo definitivo, tanto più che non si sa ancora se una simile situazione si verificherà e, se del caso, quale sarà la sua durata.

4. Le situazioni caratterizzate dalla mancanza di contratto si verificano frequentemente: ad esempio, alcuni anni fa è stato il caso nel settore della falegnameria e dell'industria alberghiera. A tale riguardo, è importante che i partner sociali mantengano i reciproci rapporti cercando di trovare un accordo in via amichevole. Il Consiglio federale auspica che ciò accada anche nel settore dell'edilizia e del genio civile. Esso continuerà a seguire con attenzione l'evolversi della situazione in questo settore.

Risposta del Consiglio federale.