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07.3617 · Interpellanza · 2007-10-03

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Già da qualche tempo nei media e negli ambienti politici si discute delle conseguenze dei fenomeni legati alla dipendenza dallo schermo. Gli specialisti in materia di dipendenze sono confrontati con genitori preoccupati che pongono sempre più domande e chiedono informazioni in merito alla dipendenza dallo schermo e dalla rete. Per valutare la portata del problema sono necessarie solide basi che attualmente in Svizzera mancano.

Invito quindi il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Che importanza attribuisce il Consiglio federale alla problematica della dipendenza dallo schermo e dalla rete?

2. Il Consiglio federale è disposto a incaricare l'Ufficio federale della sanità pubblica o altri organi appropriati di elaborare basi di decisione fondate (statistiche, analisi dei problemi, ecc.)?

3. Il Consiglio federale è disposto a designare in seno all'Ufficio federale della sanità pubblica o a un'altra organizzazione di diritto privato appropriata (p.es. l'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e di altre tossicomanie) un organo che si occupi della dipendenza dallo schermo e dalla rete, o a istituirne uno nuovo?

4. Il Consiglio federale è disposto a creare una piattaforma Internet centralizzata in cui specialisti e genitori possano reperire informazioni aggiornate sull'evoluzione di Internet e del settore degli strumenti elettronici (aspetti tecnici, novità nel campo dei videogiochi, ecc.)?

5. Il Consiglio federale è disposto a mettere a disposizione mezzi finanziari per la prevenzione e il trattamento delle dipendenze dallo schermo e dalla rete, senza pregiudicare il finanziamento di altri settori della prevenzione? Intravede la possibilità ed è consapevole della necessità di trovare una nuova fonte di finanziamento?

6. Il Consiglio federale ritiene che per persone affette da questo tipo di dipendenza sia sufficiente un trattamento ambulatoriale o pensa che l'iter terapeutico debba prevedere anche forme di ricovero?

Begründung

I servizi che operano nel settore delle dipendenze sono confrontati con un numero crescente di richieste di informazione da parte di genitori preoccupati, in particolare sui seguenti aspetti:

- come capire se i propri figli fanno un uso "normale" o smodato degli apparecchi elettronici (computer, telefonini, videogiochi, tivù, ecc.);

- come disciplinare l'uso degli apparecchi elettronici in caso di abusi;

- come intervenire in caso di manifesto consumo eccessivo, ossia quando sono trascurati gli obblighi scolastici, professionali o sociali;

- dove reperire velocemente informazioni affidabili sulle novità relative a Internet o in generale al settore degli strumenti elettronici (aspetti tecnici, nuovi videogiochi, ecc.) per valutare in modo fondato il comportamento dei figli nei confronti di tali mezzi di comunicazione.

Gli specialisti stanno studiando i problemi emergenti e dibattono intensamente anche in Svizzera sulla questione della dipendenza dallo schermo e dalla rete o "cyberdipendenza". Le conseguenze dei fenomeni che ruotano attorno alla dipendenza dagli apparecchi elettronici (come la pornografia sui telefonini) sono già sotto i riflettori dei media e del mondo politico. Bisogna essere lungimiranti. Per valutare la portata del problema sono necessarie solide basi che attualmente in Svizzera mancano. In questo contesto occorre riflettere sul fatto che oggi la prima generazione di coloro che fin dall'infanzia sono stati confrontati con i vantaggi e gli svantaggi dei nuovi mezzi di comunicazione sta diventando adulta.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nonostante la scarsa disponibilità di dati a livello nazionale e internazionale, v'è da ritenere che la dipendenza dallo schermo o dalla rete sia in aumento. Lo studio "Une nouvelle politique en matière de dépendances pour la Suisse?" (M. Spinatsch, rapporto all'attenzione dell'Ufficio federale della sanità pubblica, pubblicato nel 2004 solo in tedesco e in francese; consultabile sul sito Internet dell'UFSP) mette in luce la necessità di affrontare il problema della dipendenza dalla rete, relativizzandone tuttavia la portata rispetto alla lotta alle altre dipendenze. Il Consiglio federale ritiene pertanto prioritario intervenire nel campo delle dipendenze conseguenti all'abuso di sostanze (in particolare alcol e tabacco), dove il bisogno d'azione è più urgente.

2. Il Consiglio federale non intende commissionare uno studio conoscitivo sulla dipendenza dalla rete. Poiché si presume che il numero delle persone dipendenti dalla rete sia piuttosto esiguo, i mezzi da investire per ottenere indicazioni significative sarebbero sproporzionati. Il Consiglio federale ha però incaricato l'UFSP di esaminare la possibilità di integrare nei sistemi di monitoraggio già operativi aspetti connessi al problema della dipendenza dalla rete.

3./4. Il Consiglio federale non reputa opportuno istituire a livello federale un servizio specifico che si occupi della dipendenza dallo schermo o dalla rete e nemmeno creare una piattaforma Internet, dato che in Svizzera già esistono servizi o centri di consulenza competenti in materia. La Centrale di coordinamento nazionale della dipendenza (Infodrog) e l'Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e altre tossicomanie (ISPA) dispongono di informazioni su tutte le forme di dipendenza e, se interpellate su questioni di dipendenza dallo schermo, possono mettere in contatto con i servizi cantonali o comunali specializzati.

5. Per questo motivo il Consiglio federale non ritiene necessario stanziare ulteriori fondi, tanto più che un impegno supplementare della Confederazione andrebbe forzatamente a scapito di altre attività di prevenzione, già notevolmente ridotte a causa delle misure di risparmio.

6. Spetta ai servizi competenti, in accordo con le persone interessate, decidere se in un determinato caso sia più appropriato un trattamento ambulatoriale o un ricovero. Questa decisione non dipende tanto dalla forma della dipendenza, ma piuttosto dalla gravità e dal genere di disturbi fisici, nonché dalle ricadute sociali.

Risposta del Consiglio federale.