07.3686 · Interpellanza · 2007-10-05
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel suo comunicato del 12 settembre 2007, l'UFAM scrive che, in quanto Paese importatore, la Svizzera dipende largamente dalla produzione automobilistica europea e dal relativo mercato. A mio avviso, ciò riguarda in particolare i motori diesel.
Per tale ragione, l'UFAM vorrebbe avviare una stretta collaborazione con il Joint Research Centre (JRC) di Ispra (I) al fine di armonizzare le prescrizioni sui gas di scarico. Un simile accordo di collaborazione, che genererà dei costi, ha tuttavia un senso soltanto se la Svizzera intende davvero applicare tali norme.
Per i motori diesel delle macchine da cantiere, la Svizzera prevede una normativa speciale incomprensibile. Pertanto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Ho ragione di credere che anche la normativa speciale svizzera relativa all'obbligo del filtro antiparticolato per le macchine da cantiere sarà sottoposta a un controllo approfondito per valutare fino a che punto è conforme alle prescrizioni sui gas di scarico attualmente vigenti a livello europeo?
2. Quanto costerà questo accordo di collaborazione con l'UE tramite il Joint Research Centre (JRC)?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Secondo il diritto svizzero, le macchine da cantiere non sono considerati veicoli ma impianti stazionari. La limitazione delle loro emissioni di inquinanti non è pertanto disciplinata dalle norme sui gas di scarico armonizzate a livello internazionale previste dal diritto sulla circolazione stradale, ma dalle prescrizioni contro l'inquinamento atmosferico stabilite dal diritto ambientale e, a titolo complementare, dalle prescrizioni internazionali per i motori dei "fuoristrada". Ciò è ragionevole per il semplice fatto che, in primo luogo, le macchine da cantiere non circolano per definizione sulle strade. Secondo la direttiva aria cantieri, l'equipaggiamento con filtri antiparticolato o con sistemi equivalenti delle macchine da cantiere con potenza da più di 37 chilowatt impiegate su cantieri di dimensioni più grandi (sui cosiddetti cantieri del gruppo di provvedimenti B) è in vigore dal 2002, mentre per le macchine da cantiere con potenza da più di 18 chilowatt è in vigore dal 2005.
Alcuni accertamenti hanno rivelato che non tutti i cantoni attuano in maniera uniforme l'esecuzione di tali prescrizioni. Con la trasmissione della mozione Jenny 05.3499, il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di armonizzare, per quanto riguarda la potenza e l'età dei motori nonché il tipo di cantiere, l'esecuzione delle prescrizioni contro l'inquinamento atmosferico nell'ambito dell'impiego di macchine da cantiere equipaggiate con filtro antiparticolato. Nel frattempo, un gruppo di lavoro ha elaborato, insieme alle cerchie interessate (industria delle macchine da cantiere, cantoni, economia, Società svizzera degli impresari-costruttori, UNIA, Suva), delle proposte di soluzione concrete. Le modifiche scaturite per l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) prevedono che, in base alla potenza e all'età dei motori, le macchine da cantiere debbano rispettare su tutti i cantieri un valore limite delle emissioni di fuliggine, secondo cui, allo stato attuale della tecnica, è necessario l'equipaggiamento con un filtro antiparticolato. La modifica dell'OIAt sarà oggetto di un'audizione e di una notificazione internazionale nell'autunno del 2007.
2. La Svizzera misura ed esamina le emissioni di inquinanti da parte di veicoli e macchine nell'ambito di progetti propri, realizzati, ad esempio, dall'EMPA o dalla Berner Fachhochschule Technik und Informatik di Bienne. L'accordo di collaborazione tra l'UFAM e l'UE tramite il Joint Research Centre (JRC) è uno strumento complementare che mira a generare sinergie e maggiori conoscenze a livello internazionale. L'accordo riguarda in primo luogo lo scambio di informazioni tra i progetti in corso nel settore del collaudo di veicoli e delle emissioni dei motori. Flussi finanziari tra le parti contraenti sono escluse dall'articolo 3.2 dell'accordo in questione.
Risposta del Consiglio federale.