08.3466 · Interpellanza urgente · 2008-09-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Alla luce dell'evidente e profonda crisi di senso e di orientamento in cui si trova l'esercito, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui i tre maggiori rischi in materia di sicurezza sul nostro pianeta sono rappresentati dal riscaldamento del clima, dalla fame nel mondo - e quindi dai dislivelli sociali - e dalla rarefazione delle risorse? Esso condivide inoltre il parere secondo cui tali rischi devono essere risolti soltanto con mezzi civili e non con mezzi militari?
2. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito alle summenzionate sfide di carattere civile, in considerazione del fatto che nel 2007 le spese d'armamento a livello mondiale hanno raggiunto 1339 miliardi di dollari e che un decimo di tale importo sarebbe sufficiente per realizzare gli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite e dimezzare la povertà?
3. Che bilancio trae il Consiglio federale dalla cosiddetta guerra contro il terrorismo ("war on terror")? Esso condivide il parere secondo cui la repressione militare del terrorismo è controproducente e spesso rappresenta soltanto un pretesto per assicurarsi in futuro l'approvvigionamento in materie prime?
4. Il Consiglio federale non è pure del parere che la Svizzera contribuirebbe maggiormente alla pace in questo mondo ipermilitarizzato se vietasse l'esportazione di beni d'armamento e incrementasse il promovimento civile della pace, segnatamente lo sminamento umanitario, piuttosto che inviare soldati all'estero?
5. Qual è l'opinione del Consiglio federale in merito alla collaborazione con le forze armate della NATO, che, in caso di necessità, non tengono conto alcuno del diritto internazionale? La Svizzera non dovrebbe servirsi della neutralità in maniera più mirata per il promovimento delle istituzioni internazionali quali l'ONU e l'OSCE e dei principi universali quali la rinuncia alla guerra?
6. Come giustifica il Consiglio federale - in considerazione della sua propria valutazione in base alla quale da tempo ritiene impensabile un attacco convenzionale contro la Svizzera - l'esistenza di un esercito di massa di 200 000 persone e i 6,5 milioni di giorni di servizio prestati dai militari?
7. In considerazione della crisi di orientamento dell'esercito, non sarebbe opportuna una moratoria in materia di armamenti? Che senso ha l'acquisto di nuovi aviogetti da combattimento e per quale motivo questi dovrebbero essere in grado di lanciare bombe?
8. Come giustifica il Consiglio federale l'obbligo militare per gli impieghi in occasione del WEF, dell'Euro 2008 o davanti alle ambasciate?
9. Il Consiglio federale è disposto a esaminare, quale alternativa all'obbligo militare, l'introduzione di un servizio civile volontario sociale, ambientale e per la pace?
Begründung
Le cause della crisi dell'esercito si spiegano essenzialmente con la fine della guerra fredda, con il fallimento della repressione militare del terrorismo e considerando il fatto che i rischi maggiormente probabili sono risolvibili soltanto con mezzi civili.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è consapevole dell'importanza di problemi quali il riscaldamento del clima, la fame nel mondo, i dislivelli sociali globali e la rarefazione delle risorse. In effetti, non è del parere che i mezzi militari siano appropriati per affrontare queste sfide. È però anche consapevole del fatto che tali problemi incitano, a livello mondiale, a ricorrere alla violenza, aggravando quindi i problemi di politica di sicurezza. Differenti settori della politica sono sollecitati a collaborare per risolvere tali sfide. In quanto compito trasversale, la politica di sviluppo offre un contributo importante.
2. Il Consiglio federale deplora l'aumento complessivo delle spese militari ed è convinto che tali risorse potrebbero essere impiegate in modo più produttivo. A questo proposito, attira l'attenzione sul fatto che dal 1990 le risorse finanziarie destinate all'esercito svizzero hanno registrato una diminuzione di oltre il 40 per cento e che soltanto dal 2000 a oggi tale diminuzione ha raggiunto circa il 17 per cento.
3. Il Consiglio federale è del parere che la repressione del terrorismo non è in primo luogo una questione militare. Occorre valutare nel singolo caso se, come e in quale misura i mezzi militari possono fornire un contributo utile. Il Consiglio federale non condivide l'interpretazione secondo cui la repressione militare del terrorismo abbia in realtà altri scopi.
4. Un divieto di esportazione di materiale bellico dalla Svizzera non contribuirebbe a un mondo più pacifico. Il Consiglio federale non pensa nemmeno di contrappore il promovimento civile della pace e il promovimento militare della pace: la stabilità favorita dal promovimento militare della pace costituisce spesso la premessa per un efficace promovimento civile della stessa. Del resto, dal 1997 l'esercito svizzero è attivo anche nell'ambito dello sminamento umanitario.
5. La Svizzera si impegna con tutte le forze a favore delle istituzioni e degli obiettivi menzionati dagli autori dell'interpellanza, servendosi non soltanto della neutralità, ma anche degli altri strumenti di politica estera, di politica di pace e di politica di sicurezza. Il Consiglio federale non condivide l'accusa generica secondo cui gli Stati membri della NATO non terrebbero conto alcuno del diritto internazionale. La posizione geografica della Svizzera e la storia suggeriscono - a complemento di considerazioni di efficienza e di efficacia - di concentrarsi, nell'ambito della cooperazione internazionale, sugli Stati europei, la maggior parte dei quali aderisce alla NATO.
6. Le dimensioni dell'esercito sono determinate dai suoi compiti. Non soltanto la difesa da un attacco militare, ma anche gli impieghi per la protezione e la sicurezza delle infrastrutture critiche in caso di un rischio concreto e permanente di attentati richiederebbero molto personale. Nell'ambito di paragoni a livello internazionale vanno considerate le peculiarità del sistema di milizia: in media sono in servizio soltanto circa 17 000 militari.
7. Una temporanea diminuzione delle spese per l'acquisto di armamenti può essere opportuna per ovviare a carenze a livello di esercizio. Una moratoria vera e propria non entra in considerazione, poiché l'esercito perderebbe in tal modo il contatto con il progresso tecnico e un potenziamento sarebbe quindi illusorio. La sostituzione parziale della flotta di Tiger è necessaria per preservare la durabilità delle forze aeree per il servizio di polizia aerea e la difesa aerea a un livello che continua a essere necessario per uno Stato neutrale. Per il ruolo aria-terra dovrà essere sviluppato e mantenuto soltanto un know-how minimo quale premessa per un eventuale potenziamento; questo compito non influisce in alcun modo sul numero di velivoli da acquistare.
8. Gli impieghi sussidiari di sicurezza rappresentano un compito importante dell'esercito previsto dalla Costituzione federale e dalla legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare e hanno luogo soltanto se sono soddisfatte tutte le condizioni legali. La protezione delle ambasciate ad opera di militari trova la sua base legale nel decreto federale del 19 dicembre 2007 concernente gli impieghi dell'esercito in appoggio alle autorità civili per la protezione di rappresentanze straniere.
9. No. Il Consiglio federale ritiene che al momento non vi sia alcun motivo di esaminare l'introduzione di simili servizi quale alternativa al servizio militare. Esso è del parere che non sarebbe opportuno se dovesse esprimersi in merito già ora - prima della rielaborazione del rapporto concernente la politica di sicurezza, prima dell'inizio del progetto di ulteriore sviluppo dell'esercito e in un periodo in cui l'esercito necessita di consolidamento.
Risposta del Consiglio federale.