08.3498 · Interpellanza · 2008-09-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In alcuni Paesi dell'Europa, come la Svezia e la Finlandia, i TIR di 60 tonnellate sono ammessi da oltre dieci anni. Essi non possono tuttavia effettuare trasporti internazionali all'interno dell'UE. L'UE si sta adoperando per modificare le norme tecniche e portare la lunghezza massima consentita da 18,25 a 25 metri, al fine di autorizzare la circolazione degli autocarri di 60 tonnellate sulle strade europee. In passato la Svizzera ha provveduto ad adeguare progressivamente le norme dell'UE sui pesi e le dimensioni dei camion. Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. A suo avviso, quali conseguenze avrebbe l'apertura ai TIR di 60 tonnellate per le nostre strade, ponti e gallerie e per la nostra politica di trasferimento del traffico merci?
2. A suo avviso, quali costi implicherebbe l'adeguamento della nostra rete stradale a questo genere di camion, qualora non si riuscisse a impedire la loro circolazione sulle strade svizzere?
3. Che cosa fa concretamente a livello europeo per evitare che saremo confrontati in futuro con l'arrivo sulle strade svizzere di autotreni di 60 tonnellate provenienti dall'Europa?
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'UE, agli autoarticolati e semirimorchi impiegati per i trasporti transfrontalieri si applicano i limiti di peso stabiliti dalla direttiva 96/53/CE del 25 luglio 1996 del Consiglio europeo (40 tonnellate oppure 44 tonnellate nel traffico combinato). Come annunciato nel piano di azione per la logistica del trasporto merci (COM/2007/607), la Commissione europea sta esaminando l'opportunità di modificare tali limiti, tenendo conto degli effetti su sicurezza stradale, efficienza energetica, emissioni di CO2 e di inquinanti, infrastruttura stradale e operazioni di trasporto intermodale, compreso il trasporto combinato. Benché sia sostenuta da alcuni Stati membri, è però tutt'altro che certo che si giungerà effettivamente a una revisione della relativa normativa.
Con l'accordo sui trasporti terrestri del 21 giugno 1999 (RS 0.740.72) la Svizzera ha allineato i limiti di peso per autoarticolati e semirimorchi a quelli vigenti nell'UE. L'articolo 9 capoverso 1 della legge federale del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr; RS 741.01) è stato adeguato in modo che anche in Svizzera il peso massimo consentito per veicoli o combinazioni di veicoli sia di 40 (oppure 44) tonnellate. Secondo l'accordo sui trasporti terrestri la Svizzera non è tuttavia tenuta a recepire nella sua legislazione limiti superiori a quelli ammessi dall'UE nel traffico transfrontaliero al momento della sigla dell'accordo.
Un aumento del peso dei veicoli comporterebbe in Svizzera una revisione della LCStr. Il Consiglio federale si oppone a tale adattamento, visti gli svantaggi, qui di seguito descritti, che i camion di 60 tonnellate comportano. Il Parlamento, che ha integrato nella legge federale sul trasferimento del traffico merci un articolo che vieta al Consiglio federale di negoziare con la Commissione europea limiti di peso superiori, condivide questo parere, come lo mostra il dibattito sul progetto di legislazione concernente il traffico merci (messaggio dell'8 giugno 2007, FF 3997).
1. La rete stradale svizzera è attualmente concepita per camion di lunghezza di 18,75 metri al massimo. L'aumento a 25 metri della lunghezza dei veicoli necessiterebbe uno spazio maggiore per parcheggi, per entrate e uscite autostradali nonché per altri spazi destinati alle manovre di svolta e di sterzo. A causa della nostra fitta rete stradale e dello spazio densamente popolato, in molte località le condizioni territoriali risultano essere troppo limitate. Gli adattamenti dell'infrastruttura necessari per la manovrabilità di veicoli lunghi 25 metri sarebbero a mala pena realizzabili e semmai solo con una spesa ingente.
L'aumento a 60 tonnellate ha conseguenze dirette sullo spessore e la durata dei rivestimenti stradali, la cui usura aumenta con l'incremento del tonnellaggio complessivo.
L'impiego di questi veicoli, lunghi e pesanti, avrebbe oltretutto effetti negativi sulla sicurezza della circolazione. Il pericolo aumenterebbe, per esempio, nei sorpassi di conducenti di biciclette o motocicli, essendo il tempo di sorpasso più lungo. Le conseguenze di un incidente sarebbero più pesanti, poiché l'energia cinetica risulta maggiore. Gli incendi nei tunnel comporterebbero effetti più gravi a causa di maggiori carichi infiammabili. A seguito di manovre di svolta e di sterzo più lunghe, di accessi talvolta bloccati alle giratorie o di velocità ridotte in caso di forti pendenze in salita, la circolazione sarebbe perturbata e la capacità esponenzialmente diminuita.
L'ammissione alla circolazione di tale tipo di veicoli avrebbe anche un effetto negativo sulla politica svizzera di trasferimento del traffico. Secondo i risultati di analisi tedesche e di studi dell'UIRR (l'organizzazione mantello degli operatori che effettuano il trasporto combinato), con l'aumento della capacità di carico delle nuove combinazioni i costi del traffico merci su strada diminuiscono del 20 a 25 per cento. Ciò incrementa la competitività degli autocarri la cui quantità può aumentare del 24 a 30 per cento. Per il traffico combinato ferrovia/strada si prevede invece un regresso del volume di trasporti tra il 14 e il 55 per cento. Benché tali studi non riguardino in modo specifico gli effetti che potrebbero interessare la Svizzera, ci si deve attendere le medesime ripercussioni.
2. Per stilare un preventivo affidabile occorrono ingenti investimenti, sia sul piano finanziario che dal punto di vista del tempo. Poiché il Consiglio federale non intende ammettere alla circolazione questi grossi camion, tali spese non risultano opportune. Da valutazioni sommarie risulta tuttavia che i costi per i necessari adeguamenti dell'infrastruttura ammonterebbero a miliardi di franchi.
3. Nell'ambito del forum internazionale dei trasporti, che raggruppa i ministri dei trasporti di 51 Paesi, la Confederazione si è espressa nettamente contro l'apertura della rete stradale agli autocarri di un peso complessivo superiore alle 60 tonnellate e lunghi più di 25 metri. Oltre a danneggiare la competitività del trasporto su rotaie, questi veicoli intaccherebbero anche la redditività di investimenti come la NFTA, volti ad ammodernare l'infrastruttura ferroviaria, e metterebbero in dubbio l'intera politica di trasferimento del traffico. Anche in altre occasioni, ad esempio in seno alla Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite, la Confederazione ha difeso tale posizione e richiamato l'attenzione sulle particolari esigenze dei Paesi alpini in materia di infrastrutture di trasporto.
La Svizzera non è tenuta ad adeguare il peso dei veicoli e al momento da parte della Commissione europea non vi è nessuna richiesta concreta in tal senso. Pertanto, il Consiglio federale non ritiene necessario intraprendere altri passi in ambito europeo per impedire ai camion di 60 tonnellate di circolare sulle strade svizzere.
Risposta del Consiglio federale.