08.3773 · Interpellanza · 2008-12-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Alla luce dell'attuale crisi finanziaria e della congiuntura che peggiora di giorno in giorno, il Consiglio federale è tenuto ad adottare tutte le misure possibili per sgravare le economie domestiche e le imprese. Invitiamo pertanto il Consiglio federale a rispondere urgentemente alle seguenti domande:
1. Sulla base dei programmi congiunturali decisi durante le passate recessioni, ha potuto constatare un effetto di crescita dimostrabile sul piano statistico? Un tale effetto è stato duraturo? Le conseguenze a lungo termine che ne sono risultate come si sono ripercosse sulla quota d'incidenza della spesa pubblica, sull'aliquota fiscale e sulla quota d'indebitamento?
2. In considerazione della sua produzione fortemente orientata alle esportazioni e quindi della sua dipendenza dall'estero, l'economia svizzera può essere rilanciata mediante programmi congiunturali oppure riduzioni mirate d'imposta non rappresenterebbero uno strumento decisamente migliore per rinvigorire l'economia svizzera?
3. Il governo è disposto a ridurre il più rapidamente possibile di un punto percentuale l'IVA, come raccomanda attualmente l'UE al fine di sgravare tutti i cittadini e di rafforzare il potere di acquisto nell'attuale situazione di crisi?
4. Anche il Consiglio federale ritiene che l'eccedenza del consuntivo 2008 debba essere versata alla popolazione, pro capite, quale misura immediata intesa a conseguire un rafforzamento mirato del potere d'acquisto?
5. Il governo sta avviando i lavori preparatori per un nuovo programma di sgravio volto ad adeguare le finanze federali in funzione delle minori entrate dovute alla recessione? Quando proporrà al Parlamento un nuovo programma di sgravio?
6. Alla luce dell'attuale precaria situazione congiunturale, il governo è pronto a rinunciare completamente o in parte a un aumento dell'IVA a favore del sistema logoro dell'AI e dei punti di percento sul salario a favore dell'AD (0,2 per cento dal 2010) e dell'IPG (0,3 per cento dal 2011)? Quali sarebbero le conseguenze di un aumento dei punti di percento sul salario per l'occupazione?
7. È disposto a sopprimere la tassa d'emissione nonché l'imposta sull'importazione di automobili o per lo meno a sospenderle?
8. Condivide l'opinione dell'UDC secondo cui le rendite AVS debbano essere immediatamente esentate dalle imposte ai sensi di una misura immediata?
9. È disposto a revocare l'aumento della TTPCP e a rinunciare all'aumento della tassa sul CO2?
10. Sulla base delle misure preannunciate, cosa sta intraprendendo il governo per attenuare l'aumento dei prezzi dell'elettricità previsto dal 1° gennaio 2009?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Entrambi i programmi per gli investimenti negli anni Novanta sono stati valutati dettagliatamente anche dal Centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo. Sono stati comprovati un forte impulso sulla domanda di costruzioni e, in minor misura, un effetto positivo sull'occupazione e sul prodotto interno lordo.
Poiché i progetti riguardavano l'infrastruttura e le misure energetiche, essi possono incondizionatamente essere definiti sostenibili. Non è stato possibile dimostrare gli effetti sull'edilizia delle misure di conservazione.
La quota di incidenza della spesa pubblica della Confederazione non è stata influenzata in modo duraturo perché si è trattato soprattutto di lavori di infrastruttura che bisognava comunque effettuare. Un altro argomento contro l'aumento della quota di incidenza della spesa pubblica della Confederazione è l'esiguità del contributo della Confederazione, pari al 10 o al 15 per cento. I cantoni e i comuni hanno fornito contributi maggiori ai programmi di investimento.
2. Il modo di procedere graduale deciso dal Consiglio federale non rappresenta un tentativo di controllare attivamente la congiuntura, ma di stabilizzare l'economia. Il ruolo principale è svolto dai cosiddetti stabilizzatori automatici. Tra questi rientrano in particolare le componenti delle entrate dipendenti dalla congiuntura e, fuori dai conti statali, l'assicurazione contro la disoccupazione, che in tempi difficili sostiene i redditi stabilizzando in tal modo la domanda. Lo sfruttamento del margine di manovra del freno all'indebitamento per ulteriori uscite a favore degli investimenti fa in modo che, oltre all'economia d'esportazione, anche l'economia nazionale non venga confrontata con una riduzione della domanda.
La riduzione mirata delle imposte sarebbe un'opzione da esaminare in caso di una crisi nettamente più grave, ma da attuare con prudenza. Da un lato esiste un notevole conflitto con gli obiettivi del freno all'indebitamento: per produrre un effetto, le riduzioni d'imposta dovrebbero essere sostanziali e provocare perdite altrettanto consistenti nelle finanze pubbliche. Inoltre sussistono notevoli dubbi sull'efficacia congiunturale di riduzioni temporanee delle imposte. Sussiste il pericolo che agiscano troppo tardi o che vengano utilizzate per aumentare i risparmi.
3. Nella situazione attuale è inopportuno sostenere la congiuntura tramite la riduzione dell'imposta sul valore aggiunto, perché il consumo privato non ha ancora bisogno di questo appoggio. Si nutrono inoltre notevoli dubbi sull'efficacia di un simile provvedimento. La riduzione dell'imposta sul valore aggiunto non deve necessariamente tradursi in una diminuzione dei prezzi per i consumatori (questa decisione spetta alle imprese tassate). D'altra parte, oltre al consumo interno la riduzione favorisce in gran parte anche le importazioni.
In Svizzera l'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto è già più bassa rispetto a quella di altri Paesi europei. Un'ulteriore riduzione dell'1 per cento provocherebbe minori entrate fino a 3 miliardi di franchi e non sarebbe dunque compatibile con gli obiettivi del freno all'indebitamento.
4. Nel 2008 il bilancio ordinario della Confederazione chiude con una marcata eccedenza di 7,3 miliardi di franchi. Tenendo conto del bilancio straordinario altamente deficitario, il conto di finanziamento della Confederazione presenta tuttavia un disavanzo di 3,6 miliardi di franchi. Non vi è pertanto alcuna eccedenza a disposizione che potrebbe essere distribuita.
5. Il freno all'indebitamento è lo strumento centrale per la gestione globale delle finanze federali e garantisce una politica fiscale anticiclica passiva: se l'economia è in recessione sono ammessi deficit congiunturali che in una successiva fase di ripresa devono essere controfinanziati con eccedenze. Il freno all'indebitamento contribuisce così alla maggiore efficacia degli stabilizzatori automatici.
Nella situazione congiunturale attuale un programma di risparmio contraddirebbe il meccanismo descritto e svilupperebbe un indesiderato effetto prociclico: la domanda in calo di beni e di prestazioni dell'ente pubblico a causa di un programma di risparmio graverebbe ulteriormente l'economia.
6. Il Consiglio federale è tuttora convinto dell'urgenza di un risanamento dell'AI e ritiene pertanto giusta la soluzione proposta dal Parlamento nel mese di giugno del 2008. Rinviando al 27 settembre 2009 la votazione popolare sul decreto federale concernente il finanziamento aggiuntivo dell'AI, il Consiglio federale intende permettere al Parlamento di modificare, se del caso, il decreto federale da esso approvato.
L'aumento dei contributi AD di 0,2 punti di per cento sul salario non è più previsto con effetto dal 1° gennaio 2010 ma al più presto per l'inizio del 2011. Il gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali ritiene che entro allora vi sarà una ripresa economica.
Per quanto riguarda i contributi IPG, occorre innanzi tutto ribadire che con effetto al 1° gennaio 2011 verranno aumentati soltanto di 0,2 punti di percento sul salario. Conformemente alla legge sulle indennità di perdita di guadagno il Consiglio federale è tenuto a provvedere affinché il fondo IPG non scenda al di sotto della metà delle uscite annuali. Senza il previsto aumento dei contributi di 0,2 punti di per cento nel corso del 2011 l'IPG diverrebbe insolvente. Il Consiglio federale non può pertanto rimandare l'aumento.
7.-9. Come già esposto nella risposta alla domanda numero 2, esistono notevoli dubbi riguardo all'efficacia congiunturale di temporanee riduzioni d'imposta. In tempi difficili le economie domestiche tendono ad aumentare la loro quota di risparmio per affrontare la crisi. Sussiste pertanto il rischio che l'agevolazione fiscale, invece di portare a un maggior consumo, sia utilizzata per aumentare i risparmi e non produca quindi gli effetti desiderati. Esiste inoltre il pericolo che le agevolazioni fiscali abbiano effetto soltanto dopo l'inversione della congiuntura. Nel quadro della seconda fase del programma di stabilizzazione, il Consiglio federale ha pertanto optato per misure che diminuiscono i rischi descritti: queste ultime agiscono su vasta scala, sono rapidamente attuabili e quindi efficaci già nel 2009, in piena recessione.
Il Consiglio federale ha già espresso chiaramente nel suo parere alla mozione Kaufmann 08.3726 che l'esenzione fiscale delle rendite AVS non entra in linea di conto a causa dei principi costituzionali dell'uniformità dell'imposizione e dell'imposizione secondo la capacità economica. Con riferimento alla tassa d'emissione, il Consiglio federale ha già comunicato che la riforma III dell'imposizione delle imprese mira alla sua definitiva soppressione.
10. Il 5 dicembre 2008 il Consiglio federale ha approvato una revisione dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico e ha in tal modo adottato provvedimenti pratici ed efficaci a breve termine per ridurre con effetto al 1° gennaio 2009 l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica annunciato dal relativo settore. Grazie alle conseguenti decisioni della Elcom, l'obiettivo di ridurre l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica di circa il 40 per cento per l'inizio del 2009 può essere raggiunto.
Il Consiglio federale esaminerà ulteriori adeguamenti delle basi giuridiche dopo che saranno state valutate le prime esperienze relative all'apertura del mercato. Occorre inoltre evidenziare che nell'ambito del preventivo 2009 il Parlamento ha deciso un aumento degli effettivi della Elcom che dovrebbero permettere di evadere più rapidamente i numerosi ricorsi contro l'aumento dei prezzi dell'energia elettrica.
Risposta del Consiglio federale.