08.3858 · Mozione · 2008-12-17
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di conseguire una riduzione delle uscite complessive proposte nel piano finanziario 2011-2013 di almeno 2 miliardi di franchi per anno attraverso una verifica dei compiti.
Begründung
Il quasi collasso del sistema mondiale dei mercati finanziari e una possibile minaccia di recessione richiedono una rielaborazione urgente del piano finanziario 2011-2013. Le cifre e i calcoli attuali risalgono al periodo di alta congiuntura. Alla luce dell'attuale situazione sono troppo ottimistici e nei bilanci della Confederazione dei prossimi anni producono un ulteriore aumento della montagna di debiti. Esiste quindi il pericolo che, da un lato, lo Stato in futuro non possa più svolgere i suoi compiti e, dall'altro, la popolazione e l'economia vengano gravate da ulteriori tasse e imposte. I due problemi sono come veleno per uno sviluppo congiunturale sano. Per raggiungere l'obiettivo di finanze federali in equilibrio e sostenibili, è pertanto indispensabile una verifica dei compiti dell'entità proposta. Bisogna assolutamente evitare un aumento del debito come fu il caso negli anni Novanta del secolo scorso.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente alle disposizioni del freno all'indebitamento, l'importo massimo delle uscite totali da stanziare nel preventivo si basa sulle entrate stimate e corrette col fattore congiunturale. Con la correzione si vuole impedire che nei periodi di buona congiuntura e di corrispondente maggiore crescita delle entrate venga aumentato l'importo massimo per le uscite totali della Confederazione. Per contro, il limite delle uscite non deve diminuire in caso di evoluzione sfavorevole della congiuntura. In tal modo si impedisce una politica finanziaria prociclica. Al contempo si garantisce che la Confederazione equilibri a lungo termine le sue uscite ed entrate conformemente al mandato costituzionale. Il freno all'indebitamento vuole pertanto impedire che nel lungo termine l'indebitamento strutturale si sviluppi nei conti ordinari. Ciò permette di escludere un aumento del debito pubblico simile a quello avvenuto negli anni Novanta.
Poiché viene utilizzato come base per la successiva preventivazione il piano finanziario tiene conto delle esigenze del freno all'indebitamento già in occasione della sua elaborazione. Inoltre nelle sue direttive sulla pianificazione finanziaria il Consiglio federale tiene conto delle attuali previsioni economiche, basandosi sulle valutazioni del gruppo di esperti "Previsioni congiunturali" della Confederazione. L'elaborazione del preventivo 2010 e del piano finanziario 2011-2013 si basa pertanto sui più recenti dati economici e sulle stime sull'ulteriore evoluzione congiunturale. Secondo l'aggiornamento del piano finanziario 2010-2012 in base alle previsioni congiunturali più recenti e alle decisioni in materia di entrate e di uscite dello scorso mese di agosto, per il 2010 sono necessarie correzioni di circa 600 milioni di franchi, che passeranno a circa 3 miliardi di franchi negli anni 2011 e 2012 a causa di ulteriori ammanchi strutturali di entrate a seguito delle previste riforme fiscali. L'obiettivo prioritario per l'ulteriore modo di procedere nell'ambito dei deficit strutturali che si stanno delineando rimane il rispetto del freno all'indebitamento. Al contempo occorre però tener conto anche della situazione congiunturale. Alla luce dell'attuale enorme incertezza congiunturale e in vista dell'appuramento del bugdet e del piano finanziario il Consiglio federale deve tenersi aperte diverse opzioni.
Con riferimento alla verifica dei compiti il Consiglio federale ha deciso obiettivi di riduzione il cui scopo è di garantire che fino al 2015 le uscite della Confederazione non aumentino più della prestazione economica. Gli obiettivi di riduzione ammontano a 600 milioni nel 2010 e a 1200 milioni di franchi negli anni successivi. Nel quadro dell'allestimento del preventivo 2010, all'inizio del mese di giugno il Consiglio federale deciderà, in base alle informazioni allora disponibili sull'evoluzione economica e alle più recenti previsioni congiunturali, se gli obiettivi stabiliti devono essere attuati. Se le previsioni peggiorano verso una grave recessione, la Confederazione è chiamata anche nel 2010 (e se del caso addirittura nel 2011) a prestare in un'ottica politico-finanziaria un ulteriore contributo per stabilizzare l'economia. Il superamento del limite delle uscite che ne deriva è compatibile con le disposizioni del freno all'indebitamento che, in caso di situazioni straordinarie, prevede la possibilità di un fabbisogno finanziario eccezionale. Se per contro si conferma l'attuale scenario di base di una recessione breve ma violenta, a cui già nel 2010 seguirà una ripresa, sarebbero necessarie riduzioni di spese più ampie.
Nell'ambito della verifica dei compiti, il Consiglio federale si è pronunciato a favore di una maggiore flessibilità nell'attuazione e quindi per una procedura di riforma a diverse velocità. Il Consiglio federale ribadisce gli obiettivi di ordine superiore, ovvero che fino al 2015 il bilancio della Confederazione deve crescere al massimo nella misura dell'economia in generale. In tal modo la quota d'incidenza della spesa pubblica può essere stabilizzata a lungo termine. Inoltre i singoli settori di compiti della Confederazione devono svilupparsi secondo gli obiettivi di crescita specifici che il Consiglio federale ha fissato in funzione di una ponderazione delle priorità politiche. In tal modo si vuole arrestare la subdola rimozione dal preventivo di uscite non sufficientemente vincolate a livello legislativo, per opera di compiti in espansione, pressoché non gestibili a breve termine. Questi obiettivi sono importanti per finanze pubbliche sane a lungo termine, segnatamente in periodi in cui la situazione economica è tesa.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.