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09.1090 · Interrogazione · 2009-06-08

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Non solo nei videogiochi virtuali, ma anche in giochi come il paintball o il softair ci si allena a mirare e sparare alle persone. Dal momento che nella società è possibile constatare una deriva generale verso la brutalità, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande sul tema:

1. Nei giochi summenzionati, servendosi di oggetti simili ad armi, si spara non contro un bersaglio, ma contro persone. Come si può impedire che si possa fare un cattivo uso di tali giochi, sfruttandoli come allenamento per uccidere?

2. Sono opportune misure preventive supplementari (predisposizione del campo di gioco, formazione psicologica degli istruttori ecc.)?

3. Il Consiglio federale reputa sensato oppure esagerato un divieto del paintball e giochi simili come quello discusso e respinto in Germania?

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale presume che l'obiettivo principale della presente interrogazione sia di proteggere i giovani e i bambini da ogni tipo di influsso che possa accrescere la loro predisposizione alla violenza. Già nell'ambito del rapporto "I giovani e la violenza" del 25 maggio 2009, il Consiglio federale aveva affermato che la violenza giovanile costituisce un fenomeno di grande complessità, il cui evolversi è condizionato da numerosi fattori. In linea di massima, ritiene pertanto opportuno discutere ampiamente tutti i fattori d'influenza e di rischio che potrebbero contribuire allo sviluppo di comportamenti violenti nei giovani. È vero che di recente sono stati resi noti casi in cui giovani avevano rivolto i propri fucili paintball contro terzi. Indipendentemente dalla scelta di questi oggetti come strumenti di reato, il Consiglio federale non è tuttavia a conoscenza di alcun nesso, né consequenziale né causale, che colleghi l'esercizio di tali attività di tempo libero alla commissione di reati violenti. Ritiene inoltre che il paragone con certi videogiochi interattivi, i cosiddetti "giochi killer", non sia appropriato poiché durante le normali partite di paintball e softair la violenza brutale non fa assolutamente parte del gioco. In merito alle singole domande:

1. L'uso abusivo di armi softair e paintball, soprattutto da parte di giovani, è attualmente già ostacolato dalla limitata disponibilità di tali oggetti. Secondo l'articolo 4 capoverso 1 lettera g della nuova legge sulle armi (RS 514.54), essi sottostanno alla legislazione sulle armi se per il loro aspetto possono essere scambiati per armi vere, un equivoco che si verifica regolarmente in particolare nel caso di fucili softair. Per motivi di prevenzione è vietato sia l'acquisto di questo tipo di armi da parte di persone di età inferiore ai 18 anni sia il loro porto in luoghi accessibili al pubblico. Ogni allenamento con armi, in fin dei conti, nasconde un certo rischio d'abuso. Poiché il comportamento umano spesso è poco prevedibile, neanche l'introduzione di ulteriori restrizioni potrebbe garantire che la capacità di maneggiare un'arma, acquisita durante gli esercizi di tiro in questione, non possa poi servire per commettere un omicidio.

2. Le associazioni e le federazioni private di paintball e softair provvedono autonomamente sia ad organizzare ed eseguire in maniera responsabile le relative partite, sia a predisporre i campi da gioco e una regolamentazione unitaria. Il Consiglio federale finora non è venuto a conoscenza di alcun reclamo concernente le attività svolte da queste associazioni e federazioni che richiederebbe un intervento da parte delle autorità. Non ritiene pertanto opportuno adottare misure preventive supplementari, quali eventuali disposizioni sulla formazione degli istruttori o sull'organizzazione del gioco.

3. Come già constatato inizialmente, il Consiglio federale non dispone di alcuna informazione che permetta di individuare una correlazione tra la pratica di tali attività e una maggiore predisposizione o un più frequente ricorso alla violenza. Un tale nesso sarebbe tuttavia indispensabile per giustificare un'ingerenza da parte dello Stato sotto forma di un divieto generale del gioco, motivato dall'influsso negativo del paintball e del softair. Il Consiglio federale ritiene pertanto che attualmente l'introduzione di un tale divieto costituirebbe una misura sproporzionata.

Risposta del Consiglio federale.