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09.3508 · Interpellanza · 2009-06-05

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

In Iran, sette dirigenti della comunità Bahai sono stati arrestati tra il marzo e il maggio del 2008. Da un anno, Fariba Kamalabadi, Jamaloddin Khanjani, Afif Naeimi, Saeid Rezaie, Mahvash Sabet, Behruz Tavakkoli e Vahid Tizfahm sono incarcerati e rischiano la pena capitale a causa delle loro convinzioni religiose. Preoccupata per questa grave violazione dei diritti umani, prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Il Consiglio federale prende in considerazione un'azione diplomatica presso le autorità iraniane, onde domandare la liberazione immediata dei detenuti o, almeno, lo svolgimento di un processo equo con la presenza di osservatori?

2. Non pensa che uno Stato democratico come la Svizzera debba, in collaborazione con altri Paesi e in seno a organizzazioni internazionali come il Consiglio dei diritti dell'uomo, impegnarsi per migliorare la situazione di dette persone e affinché l'Iran rispetti i diritti fondamentali dei suoi cittadini (membri di minoranze religiose, ma anche donne e giornalisti)?

Begründung

Questi sette membri della direzione della comunità Bahai hanno dovuto aspettare sette mesi per conoscere il capo d'accusa contro di loro. Il motivo invocato di "spionaggio per il conto di Israele, insulto al sacro e propaganda contro la Repubblica islamica" ha suscitato vive proteste internazionali. Le autorità iraniane sono dunque state costrette a invocare contro i detenuti un nuovo reato, quello di "diffusione della corruzione sulla Terra", che li fa incorrere nel rischio della pena capitale. Evidentemente, questo "nuovo" capo d'accusa, già utilizzato contro i seguaci della fede Baha'i giustiziati nei primi anni della rivoluzione islamica, è un pretesto per giustificare la detenzione di persone per il solo motivo delle loro convinzioni religiose. Questi arresti violano chiaramente il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, nonché la Dichiarazione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite. Nello scorso aprile, dinanzi all'ONU a Ginevra, il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad invocava la giustizia e la dignità umana per "chiedere l'instaurazione di un sistema mondiale basato sulla giustizia". In quanto Stato difensore dei diritti umani, la Svizzera deve intervenire e impegnarsi in tal senso.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è stato informato dell'arresto dei sette membri della direzione della comunità Bahai. Il DFAE è già intervenuto presso le autorità iraniane all'inizio dell'anno, nell'ambito del dialogo sui diritti umani tra la Svizzera e l'Iran, e continuerà a seguire il caso da vicino. Intrattiene inoltre contatti regolari con la comunità Bahai in Svizzera.

2. Le minoranze, i diritti delle donne e la libertà d'espressione figurano tra i temi prioritari del dialogo sui diritti umani con l'Iran. Parallelamente la Svizzera è in contatto regolare con Paesi che perseguono i suoi stessi obiettivi. Inoltre, nell'ambito dell'Assemblea generale dell'ONU la Svizzera ha sempre votato in questi ultimi anni in favore di una risoluzione relativa alla violazione dei diritti umani in Iran.

Risposta del Consiglio federale.

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