09.3695 · Interpellanza · 2009-06-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi anni, il Consiglio federale ha svolto un'intensa attività diplomatica nel settore del gas naturale, con trattative in Azerbaigian (Consigliere federale Couchepin) e in Iran (Consigliera federale Calmy-Rey). Esso si è lasciato strumentalizzare da diversi gruppi energetici svizzeri che propugnano la predisposizione di grandi capacità di produzione di elettricità a partire dal gas naturale.
1. Qual è lo stato attuale di realizzazione dei previsti gasdotti? Quale importanza hanno per la distribuzione di gas in Svizzera e per la sicurezza di approvvigionamento?
2. Quali Paesi d'origine e di transito sono stati presi in considerazione per le forniture verso l'Europa? Quali garanzie contrattuali di fornitura e di prezzi esistono:
a. con quali Paesi di origine?
b. con quali Paesi di transito?
3. Dal punto di vista della protezione del clima e della sicurezza di approvvigionamento, l'incremento delle importazioni di gas costituisce un problema. Quali precauzioni ha adottato il Consiglio federale nell'eventualità di un attacco aereo contro l'Iran, con conseguente interruzione delle fornitura dal Golfo Persico?
4. Quando prevede che si verificherà il "peak gas", cioè la situazione in cui l'estrazione di gas in Europa non potrà più essere incrementata, ma inizierà lentamente a diminuire?
5. L'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), nel suo ultimo World Energy Outlook (novembre 2008), prevede un prezzo del petrolio di 100 dollari al barile entro il 2015, con successivamente un aumento a 120 dollari e oltre.
Tenuto conto del legame fra il prezzo del petrolio e quello del gas naturale, quale stima che sarà il costo al chilowattora dell'energia elettrica prodotta con il gas naturale:
a. con un prezzo del petrolio di 70 dollari al barile;
b. di 100 dollari al barile;
c. di 150-200 dollari al barile?
6. Dal punto di vista della sicurezza di approvvigionamento, le risorse di energia eolica del Mare del Nord e dell'Atlantico sono molto maggiori e più vicine in termini geografici e politici (oltre che inesauribili) di quanto non lo sia l'acquisto di energia dal Medio Oriente o dalla Siberia. Il Consiglio federale è disposto a mettere in atto, a favore dei consumatori e dei gruppi energetici interessati, una "diplomazia del vento" per la fornitura di energia elettrica di origine eolica dai Paesi limitrofi, a garantire le necessarie linee di trasporto e a creare adeguate capacità di transito, come ha fatto per le forniture di gas dall'Iran?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il governo svizzero sostiene il progetto TAP (Trans Adriatic Pipeline) della svizzera "Elektrizitäts-Gesellschaft Laufenburg AG" (EGL) e della norvegese StatoilHydro. Il progetto TAP è in linea con l'obiettivo dell'Ue di aprire un quarto corridoio per la fornitura di gas naturale dall'area del Mar Caspio e dal Medio Oriente, aggirando la Russia.
Nell'ambito del progetto TAP, si sta operando per assicurarsi la disponibilità delle quantità di gas necessarie ai fini del finanziamento dei lavori di costruzione del gasdotto. A questo riguardo, il progetto è in concorrenza con Nabucco (gas dall'Azerbaigian e dall'Iraq settentrionale, a lungo termine probabilmente anche dal Turkmenistan, via Georgia, Turchia, Bulgaria, Romania e Ungheria verso l'Austria) e ITGI (Interconnector Turkey-Greece-Italy, gas dall'Azerbaigian). Tutti i progetti necessitano di convenzioni fra gli Stati sui diritti di transito del gas, per le quali si impegnano direttamente i Governi interessati. Nessuno dei tre progetti ha finora raggiunto un grado di elaborazione sufficiente per decidere se effettuare l'investimento.
Il progetto TAP servirà in un primo tempo a rifornire le centrali a gas EGL in Italia. Un solido approvvigionamento di gas in Italia contribuirebbe tuttavia ad aumentare la sicurezza di approvvigionamento della Svizzera, poiché ridurrebbe la dipendenza dell'Italia dal transito di gas attraverso il nostro Paese e permetterebbe di utilizzare le condutture di transito per coprire in misura maggiore il fabbisogno svizzero. A lungo termine, non si può escludere la fornitura di gas dall'Italia e quindi una diversificazione delle fonti di importazione per il nostro Paese.
2. Al momento sono in corso intense trattative sui contratti di fornitura. A prescindere dalla sicurezza di fornitura garantita per contratto, un esportatore di gas è fondamentalmente interessato alla vendita del suo prodotto. I prezzi sono regolati a livello contrattuale, e generalmente sono parzialmente vincolati al prezzo del petrolio.
a. Per il progetto TAP, EGL ha stipulato un Memorandum of Understanding con l'Iran per la fornitura di 5,5 miliardi di metri cubi l'anno, corrispondenti circa alla metà della potenzialità del gasdotto. In Azerbaigian si trovano altre riserve di gas accertate, allo sfruttamento delle quali si sono candidati tutti e tre i progetti sopraccitati. Ulteriori volumi di gas dovrebbero, in un prossimo futuro, fluire dall'Iraq settentrionale e, più in là nel tempo, dall'Egitto, dall'Iraq meridionale e probabilmente dal Turkmenistan.
b. Diversi Governi direttamente coinvolti nei progetti stanno conducendo trattative per stipulare convenzioni di transito con la Turchia. Il transito attraverso la Georgia è regolamentato da una convenzione esistente. All'interno dell'Ue, valgono le regole del transito non discriminatorio. L'Albania è molto interessata alla costruzione di un gasdotto attraverso il suo territorio.
3. Le aziende che operano nel settore del gas sanno come affrontare le interruzioni delle forniture. Su scala europea, un'eventuale interruzione delle forniture dall'Iran avrebbe un peso limitato e potrebbe essere compensata facilmente. Non avrebbe alcuna conseguenza per la Svizzera, in quanto il gas è destinato soprattutto all'Italia.
4. La produzione europea di gas ha già superato il "peak" nel 2004.
5. È praticamente impossibile fare previsioni sui prezzi a causa dei numerosi fattori in gioco: fra essi figurano l'incertezza dell'evoluzione dell'economia e della domanda di energia, il futuro mix di energia elettrica, l'evoluzione dei prezzi del gas, del carbone e del CO2, nonché la tendenziale riduzione del vincolo fra il prezzo del petrolio e le forniture di gas.
6. Il transito di energia elettrica nell'Ue si basa sul principio dell'accesso non discriminatorio alla rete, è regolamentato dalla pertinente legislazione comunitaria ed è soggetto alla vigilanza dei regolatori nazionali. Un obiettivo delle attuali trattative per un accordo sull'energia elettrica con l'Ue è quello di fissare nel diritto internazionale il principio della parificazione delle aziende elettriche svizzere.
Se le aziende svizzere lo dovessero chiedere, il Consiglio federale, dopo aver valutato gli interessi economici generali, fornirebbe sostegno diplomatico a questo riguardo.
Risposta del Consiglio federale.