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10.3610 · Interpellanza · 2010-06-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

1. È vero che la supplente del ministro delle finanze ha respinto l'invito ufficiale a presenziare al vertice del G-20? Come giudica il Consiglio federale la presunta motivazione dinanzi ai rappresentanti statunitensi, secondo cui andava impedito al signor Blocher di trarre profitto politico da un'adesione della Svizzera al G-20?

2. È vero quanto segue? Qualsiasi estradizione di persone e qualsiasi consegna di dati ad autorità straniere costituiscono un atto di sovranità non rivendicabile sul piano giuridico e a discrezione del governo nazionale secondo quanto assicurato dal Consiglio federale nel 1991 durante la discussione sulla ratifica del trattato di estradizione tra Svizzera e USA? Il diritto sostanziale deve essere noto e determinante anche per l'amministrazione? Il legislatore costituzionale del nostro Paese non può essere soppiantato o inibito né da organi giudiziari, né da enti burocratici né tantomeno da legislatori stranieri? I pertinenti articoli di tutela - in particolare gli articoli 267, 271, 272 e 273 CP - restano pienamente validi?

3. È vero quanto segue? Anche il Consiglio federale continua a respingere lo scambio automatico di dati? Nell'interesse del Paese, occorre combattere qualsiasi ricettazione statale anche omettendo di trasmettere i dati? Anche i trattati vigenti non prevedono né un obbligo né un interesse prioritario alla consegna spontanea di dati, che di principio va considerata dannosa e malvista e quindi punibile?

4. È vero che chiunque abbia, come rappresentante della Confederazione, intavolato negoziati a danno della Confederazione con un governo estero si rende punibile anche di tradimento nelle relazioni diplomatiche se ha agito non soltanto per negligenza (art. 267 n. 3 CP), bensì per ingenuità, incompetenza o mancanza di giudizio?

5. È vero che si è reso punibile, almeno ai sensi dell'articolo 267 CP, chi ha favorito una potenza straniera violando la Costituzione e il diritto, consegnando dati (p. es. UBS, Polanski), danneggiando gli interessi nazionali o favorendo interessi stranieri e altro, indipendentemente dal fatto che abbia cercato di entrare nelle grazie di autorità straniere o eluso la questione del giuramento sulla Costituzione statunitense?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Non è vero che la supplente del ministro delle finanze ha respinto un invito a presenziare al vertice del G-20. Come già affermato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza Mario Fehr 08.3798, nonostante gli intensi sforzi profusi dagli uffici competenti, la Svizzera non è stata invitata al vertice del G-20. La partecipazione al vertice del 15 novembre 2008 e al seguente vertice del G-20 era essenzialmente riservata ai capi di Stato e di governo dei Paesi del G-20.

2. Non è vero che l'estradizione di persone e la trasmissione di dati ad autorità straniere costituisce un atto di sovranità a discrezione del governo nazionale. Come per tutti i trattati di estrazione che la Svizzera ha concluso con altri Stati, anche il trattato di estradizione tra la Confederazione svizzera e gli Stati Uniti d'America del 14 novembre 1990 (RS 0.353.933.6) prevede un obbligo vincolante di collaborazione e descrive esaustivamente i possibili motivi di rifiuto. La Svizzera non ha concluso alcun trattato di estradizione che preveda quale motivo di rifiuto il rispettivo ordine pubblico nazionale. Una tale possibilità sarebbe contraria all'obbligo reciproco di estradizione e collaborazione, come peraltro confermato dalla giurisprudenza consolidata del Tribunale federale (cfr. DTF 1A.215/2000 del 16 ottobre 2000, consid.7; DTF 1A.233/2006 del 7 dicembre 2006, consid. 4.2), a cui ha aderito anche il Consiglio federale nella sua decisione del 23 giugno 2004 (GAAC 68.124).

Gli articoli 267, 271, 272 e 273 CP sono ovviamente tutt'ora in vigore. Queste fattispecie non sono tuttavia date se la Svizzera concede assistenza giudiziaria per accertare delitti o crimini di diritto comune basandosi sulla legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP), sulla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale (CEAG) o su trattati bilaterali. In questi casi, l'articolo 14 CP autorizza il nostro Paese a rivelare segreti tutelati dagli articoli summenzionati e a eseguire atti per uno Stato straniero.

3. Il Consiglio federale rifiuta lo scambio automatico di informazioni. Questo vale anche per l'accordo sulla fiscalità del risparmio tra Svizzera e UE. Si rimanda inoltre al rapporto del 16 dicembre 2009 sugli indirizzi strategici della politica svizzera in materia di mercati finanziari, approvato dal Consiglio federale nello stesso mese.

Per quanto riguarda il furto di dati bancari, nel nostro Paese si tratta di un atto penalmente punibile e la Svizzera intende fare di tutto perché i responsabili siano chiamati a rispondere. L'acquisto di tali dati da parte di uno Stato contraddice la concezione dell'ordinamento giuridico svizzero. La Svizzera intende dunque respingere tutte le domande di assistenza giudiziaria e amministrativa basate su dati rubati.

4./5. L'articolo 267 CP sul tradimento nelle relazioni diplomatiche tutela gli interessi svizzeri nei confronti di altri Stati, dichiarando penalmente perseguibili la violazione di segreti nazionali, determinati atti riguardanti documenti e mezzi di prova importanti per lo Stato e la conduzione con un governo estero di negoziati a danno della Confederazione. L'articolo 267 capoverso 3 CP comprende la commissione per negligenza di tutte le fattispecie di cui ai capoversi 1 e 2 di detto articolo. La giurisprudenza è unanime nel ritenere che l'istituzione del reato diplomatico commesso per negligenza sia stata una svista del legislatore, perché è difficile immaginare che un reato diplomatico venga commesso per negligenza. Inoltre ingenuità, incompetenza e mancanza di giudizio non devono rientrare di per sé, in quanto imprevidenza colpevole, nel concetto di negligenza di cui all'articolo 12 capoverso 3 CP, il che va però verificato concretamente nel singolo caso.

Risposta del Consiglio federale.