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10.3964 · Interpellanza · 2010-12-14

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

1. In che modo è rilevata in Svizzera la criminalità per mano di bande di stranieri?

2. Come sono evolute negli ultimi 15 anni le cifre riguardo ai reati commessi da stranieri senza permesso di dimora in Svizzera?

3. Quali sono le possibilità statistiche a disposizione per rilevare quantitativamente il turismo del crimine?

4. Che provvedimenti contro le rapine per mano di bande straniere intende adottare concretamente il Consiglio federale per migliorare la sicurezza della popolazione? Quali successi sono stati finora registrati?

5. Che cosa ha fatto il Consiglio federale per contrastare l'esenzione dall'obbligo del visto decisa dall'UE per i cittadini dell'ex Jugoslavia?

6. Inghilterra e Irlanda partecipano alla cooperazione Schengen in materia di giustizia e polizia, ma continuano a controllare personalmente le loro frontiere. Non sarebbe ora di vagliare questa opzione anche per la Svizzera?

Begründung

L'adesione della Svizzera a Schengen ha comportato l'abolizione dei controlli alla frontiera. Da allora anche per i criminali è molto più facile varcare la frontiera per fare bottino nel nostro Paese. A fine agosto 2010, uomini a volto coperto provenienti dall'Europa orientale hanno rapinato di notte la ricezione di un albergo di lusso di Bad Ragaz, ferendo un dipendente. In primavera una banda di criminali stranieri armati di pistole mitragliatrici ha svaligiato il casinò di Basilea; nel cantone di Zurigo i cosiddetti rapinatori della camera da letto hanno messo a segno quattro colpi in quattro settimane; a Küssnacht/SZ la polizia si è lanciata in un inseguimento a rotta di collo con due delinquenti francesi; nel Pizolcenter di Mels/SG gli investigatori hanno colto in flagrante rapinatori professionisti provenienti dalla Romania. A Basilea, come pure a Ginevra e nel cantone di Argovia la polizia constata in generale un aumento dei furti commessi da stranieri. Nella zona di Costanza si registra un maggiore turismo della droga in direzione di Zurigo. Secondo la statistica sulla criminalità, nel 2009 il 14,2 per cento di tutti i reati sono stati commessi da stranieri senza permesso di dimora (richiedenti l'asilo non compresi). Un reato su sette è commesso da cosiddetti turisti del crimine. I delinquenti provenienti dall'UE possono in ogni momento dichiararsi turisti e di fatto restare nel nostro Paese quanto vogliono. I criminali sono soprattutto francesi (perlopiù provenienti dai campi rom in Alsazia), romeni, bulgari e persone provenienti da Serbia, Montenegro e Kosovo.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Lo strumento principale per rilevare la criminalità in Svizzera è la statistica criminale di polizia (SCP) allestita dall'Ufficio federale di statistica. Essa non permette tuttavia di quantificare i reati compiuti da bande. La statistica prevede anche di rilevare il livello di organizzazione degli imputati, ma visto che tale rilevamento non è obbligatorio, molti cantoni non lo effettuano.

2. Nella SCP lo statuto di soggiorno degli autori di reato viene rilevato soltanto dal 2009. Non è pertanto possibile illustrare con precisione in che modo si sono evolute negli ultimi 15 anni le cifre concernenti i reati commessi da stranieri senza permesso di dimora. Occorre comunque precisare che i furti con scasso di carattere transfrontaliero non sono un fenomeno recente e che esistevano già prima dell'adesione della Svizzera allo spazio Schengen.

3. Grazie alla revisione della SCP, dal 2009 è possibile distinguere a livello nazionale i dati secondo la fattispecie di reato (p. es. furto con scasso, furto con scasso di un veicolo, rapina) e lo statuto di soggiorno degli stranieri (p. es. popolazione residente permanente straniera, richiedenti l'asilo). E quindi possibile eseguire un'analisi degli imputati che non appartengono alle categorie di stranieri residenti permanenti o richiedenti l'asilo. Il rilevamento statistico nella SCP del cosiddetto turismo del crimine si prospetta tuttavia difficile, poiché tale espressione non è definita né a livello giuridico né a fini statistici.

4. La Confederazione fornisce sostegno ai cantoni per i procedimenti di portata internazionale. Nel marzo del 2010 è stata svolta un'operazione internazionale di polizia avviata dalla Svizzera in cooperazione con Spagna, Austria, Germania e Francia contro scassinatori georgiani. L'operazione, cui nella sola Svizzera hanno partecipato 120 agenti della Confederazione e dei cantoni, ha portato all'arresto in Spagna di diversi esponenti del gruppo criminale attivo a livello internazionale e di una decina di sospettati in Svizzera. L'esempio dimostra che per contrastare efficacemente bande criminali di questo tipo occorre procedere in modo concordato e coordinato a livello nazionale e internazionale. Schengen, infatti, mette a disposizione delle autorità gli strumenti necessari a tale scopo. Ulteriori possibilità d'intervento sono previste dagli accordi bilaterali di cooperazione di polizia che la Svizzera ha stipulato con numerosi Stati dell'Europa orientale e sud-orientale. Infine, si può ancora menzionare la cooperazione in materia doganale con gli Stati limitrofi (centri di cooperazione con la Francia e l'Italia, uffici di collegamento con la Germania e il Liechtenstein/Austria, Schaanwald, uffici di controllo doganale riuniti e controlli doganali comuni con la Francia e la Germania) e la volontà del Consiglio federale di dedicare - nel quadro delle risorse disponibili e delle priorità fissate - particolare attenzione alla situazione in materia di personale dell'Amministrazione federale delle dogane, soprattutto del corpo delle guardie di confine.

5. Tali liberalizzazioni dei visti, che costituiscono sviluppi dell'acquis di Schengen, non hanno indotto la Svizzera a esprimere un parere sfavorevole nel quadro del suo diritto di consultazione, visto che la Commissione UE ha provveduto al rispetto dei requisiti necessari: l'Albania ha dovuto in particolare dimostrare di aver compiuto progressi nel reinserimento dei rifugiati e la Bosnia ed Erzegovina ha rafforzato la lotta contro la criminalità organizzata. Poiché l'Albania e la Bosnia ed Erzegovina non fanno parte dello spazio Schengen, per entrare nel nostro Paese i loro cittadini vengono comunque controllati alle frontiere esterne dello spazio Schengen, ovvero in Svizzera agli aeroporti di Zurigo, Ginevra e Basilea, nonostante l'esenzione dall'obbligo del visto. Resta pertanto possibile ordinare divieti di entrata e pronunciare allontanamenti. L'esenzione dall'obbligo del visto inoltre si applica soltanto ai titolari di un passaporto biometrico, il quale facilita l'identificazione in caso di un eventuale soggiorno illegale nello spazio Schengen.

6. Per motivi storici (approvazione del trattato di Amsterdam) e geografici (situazione insulare) la Gran Bretagna e l'Irlanda beneficiano di un diritto di partecipare basato sul meccanismo di opt-in: entrambi gli Stati non partecipano alla cooperazione Schengen in materia di controlli alle frontiere e di visti, ma hanno la possibilità di estendere la loro cooperazione a questi due settori in qualsiasi momento. Da allora, tali diritti di partecipare non sono più stati concessi o richiesti, né dai dieci Stati divenuti membri dell'UE il 1° maggio 2004, né dagli Stati associati, quali l'Islanda e la Norvegia. Per la Svizzera questa "opzione" implicherebbe svantaggi significativi: ad esempio non avrebbe più accesso alle segnalazioni nel SIS ai fini della non ammissione, il che renderebbe più difficili i controlli alle frontiere.

Risposta del Consiglio federale.

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