11.3205 · Interpellanza · 2011-03-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
In considerazione della catastrofe verificatasi in una centrale nucleare in Giappone invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. In base alle conoscenze più recenti pervenute dal Giappone, come valuta il Consiglio federale il rischio di un attacco terroristico con velivoli/bombe e/o atti di sabotaggio contro centrali nucleari svizzere?
2. Nel 2007, rispondendo a un'interpellanza, il Consiglio federale scrisse che nel caso di un pericolo terroristico imminente sarebbe possibile spegnere i reattori. La situazione attuale in Giappone indica che ciò è opportuno unicamente se i sistemi di raffreddamento possono essere mantenuti. In che maniera sono protette le centrali nucleari contro gli attentati che prendono di mira i sistemi di raffreddamento, l'approvvigionamento elettrico e i sistemi di sicurezza?
3. In seguito agli avvenimenti in Giappone si stanno riesaminando le misure di protezione contro gli attentati terroristici?
4. Come mai nel rapporto sulla politica di sicurezza il Consiglio federale parla del pericolo di attacchi terroristici, ma sfiora appena i rischi delle centrali nucleari e non propone alcuno scenario in caso di attentato contro una centrale nucleare?
5. Gli attentati contro una centrale nucleare non vengono considerati come l'obiettivo più probabile di un attacco terroristico?
Begründung
La catastrofe in Giappone ha mostrato che praticamente tutte le misure di sicurezza delle centrali nucleari non hanno funzionato, lasciando trasparire che molte delle conoscenze attuali relative agli standard di sicurezza sono superate. Ciò vale anche per la minaccia terroristica. Già nel parere del 2003 della Divisione principale per la sicurezza degli impianti nucleari (DSN) in merito alla sicurezza delle centrali nucleari svizzere in caso di schianto intenzionale di un aereo si presumeva che un velivolo lanciato ad alta velocità poteva perforare l'involucro esterno dei reattori di Beznau e di Mühleberg e provocare in tal modo gravi danni al reattore, compreso un incendio. Oggi occorre inoltre considerare che le reti terroristiche dispongono già di ampie conoscenze tecniche e che atti di sabotaggio o attacchi mirati sono possibili.
Il rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza menziona le centrali nucleari solo in relazione alla vulnerabilità in quanto infrastrutture critiche. Un'analisi della minaccia esente da pregiudizi dovrebbe tuttavia evidenziare che un incidente in una centrale nucleare provocato da un attentato terroristico o da una catastrofe naturale costituisce uno dei maggiori rischi per la Svizzera. Pertanto, nel quadro di una politica di sicurezza globale, sarebbe opportuno esaminare l'abbandono dell'energia nucleare.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Anche dopo quanto accaduto in Giappone, il Consiglio federale ritiene che il rischio di un attacco terroristico o di un atto di sabotaggio contro le centrali nucleari svizzere permane immutato. Tuttavia gli organi competenti valutano costantemente la situazione.
2. Le centrali nucleari svizzere presentano, nell'ambito di paragoni a livello internazionale, un elevato grado di sicurezza. Per ognuna di loro sono stati adottati provvedimenti di natura edile, tecnica e organizzativa tali da garantire un elevato grado di protezione contro attacchi terroristici. Le centrali nucleari svizzere dispongono di infrastrutture bunker d'emergenza. Esse sono protette contro terremoti, inondazioni, cadute di aerei e attentati. Inoltre i sistemi di sicurezza sono ridondanti e protetti.
3. Le misure di protezione contro attentati terroristici alle centrali nucleari vengono continuamente verificate. L'elevato grado delle misure di protezione in Svizzera, riconosciuto a livello internazionale, e le informazioni giunte finora dal Giappone al momento consentono di concludere che non sono immediatamente necessarie misure sostanzialmente nuove.
4. Le centrali nucleari costituiscono soltanto una categoria di possibili bersagli di attentati terroristici. In tale contesto, il Consiglio federale non vede alcuna necessità di trattare separatamente le centrali nucleari, tanto più che simili opere sono protette meglio di altri potenziali bersagli contro gli attentati terroristici. Inoltre, nel rapporto sulla politica di sicurezza 2010 il Consiglio federale ha rinunciato in linea generale a sviluppare scenari relativi a possibili attacchi.
5. Grazie alle importanti misure di protezione di natura edile, tecnica e organizzativa un attentato terroristico contro una centrale nucleare è considerevolmente più difficile da eseguire di un attentato contro altri bersagli meno o per nulla protetti.
Risposta del Consiglio federale.