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11.3630 · Interpellanza · 2011-06-16

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

I residenti del centro di accoglienza per asilanti di Chiasso si sono ripetutamente comportati in modo inaccettabile sia confrontandosi fra di loro che nei loro rapporti con la popolazione locale. Sempre più frequenti sono episodi di grave mancanza di rispetto delle più elementari regole di comportamento e di convivenza civile. Il municipio di Chiasso, sentendosi impotente di fronte alla crescita di tali fenomeni, ha recentemente chiesto alla consigliera federale Simonetta Sommaruga di trasferire altrove quel centro di accoglienza per i richiedenti d'asilo, viste le insicurezze e le paure che i residenti del centro provocano nella popolazione cittadina.

Chiedo al Consiglio federale quale è stata e quale sarà in futuro la sua concreta risposta ai comuni toccati da questi fenomeni degenerativi.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale deplora la situazione illustrata dall'autore dell'interpellanza e i disagi causati alla popolazione del comune di Chiasso. Tale situazione non riguarda solo Chiasso, ma anche le aree urbane dei cantoni in cui sono situati gli altri centri di registrazione e di procedura (CRP). Già da tempo l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rafforzato i dispositivi di sicurezza sia all'interno sia all'esterno dei CRP, in particolare a Chiasso, dove le pattuglie che collaborano con le locali forze di polizia sono state raddoppiate. Quali misure fiancheggiatrici sono state inoltre implementate le attività di pubblica utilità svolte dai richiedenti l'asilo, che possono così essere in parte allontanati dalle zone urbane durante le ore diurne. Tali misure rappresentano anche un sostegno indiretto di natura finanziaria da parte della Confederazione ai comuni che ospitano i CRP. Inoltre, per evitare i fenomeni legati all'abuso di sostanze alcoliche, lo spillatico finora consegnato ai residenti del CRP di Chiasso è stato sostituito con beni di consumo di altro genere.

L'UFM continuerà nell'adozione di tutte le misure che, compatibilmente con il suo mandato istituzionale, possono risultare utili a sostenere i comuni interessati dai fenomeni legati a un comportamento non rispettoso delle norme di convivenza civile da parte di determinati richiedenti l'asilo. Il compito di provvedere alla sicurezza interna del territorio spetta, a titolo principale, ai cantoni, che dispongono di un potere primario di polizia. Le autorità federali intrattengono frequenti contatti con i responsabili delle locali autorità amministrative e politiche, allo scopo di monitorare tali fenomeni e coordinare i provvedimenti che risultassero necessari. Il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) esamina anche eventuali restrizioni inerenti agli orari di libera uscita dei richiedenti, disciplinati dall'ordinanza del DFGP del 24 novembre 2007 sulla gestione degli alloggi della Confederazione nel settore dell'asilo (RS 142.311.23) e dallo specifico regolamento interno dei CRP. Va tuttavia osservato che eventuali restrizioni alla libertà di movimento devono essere compatibili con la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU; RS 0.101), in particolare con l'articolo 5 CEDU. Un aspetto importante che si intende promuovere, ma che è comunque già in atto, è rappresentato dall'informazione dei richiedenti sul comportamento da adottare per familiarizzarsi con la società svizzera. Il lavoro di mediazione culturale potrà così essere ulteriormente sviluppato, allo scopo di responsabilizzare maggiormente le persone che chiedono asilo alla Svizzera e favorire quindi un loro comportamento più rispettoso dei costumi e dei valori culturali della nostra società.

Il capo del DFGP ha informato il Consiglio federale in merito alla richiesta presentata il 26 maggio 2011 dal comune di Chiasso, che chiede di trasferire il CRP in una zona discosta e adeguatamente sorvegliata. Il DFGP ha risposto che al momento non sono disponibili soluzioni a breve termine, ma che la problematica potrà essere esaminata nell'ambito di un gruppo di lavoro ad hoc istituito dalla Confederazione e dal cantone del Ticino per rimediare a lungo termine all'insufficienza degli alloggi del CRP di Chiasso e armonizzare le esigenze federali e cantonali in materia di strutture di accoglienza. Tra gli aspetti tecnici e logistici che saranno esaminati in tale ambito, la sicurezza del territorio rappresenterà quindi un parametro importante di cui occorrerà tenere conto, unitamente alla possibilità di creare programmi occupazionali temporanei per i richiedenti, sviluppando le attività di utilità pubblica già in atto.

Risposta del Consiglio federale.

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