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11.3668 · Mozione · 2011-06-17

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare la legislazione in modo che possa essere creata a livello svizzero una tariffa unitaria per l'imposizione alla fonte.

Begründung

L'attuale prassi in materia d'imposizione alla fonte con le aliquote che variano da cantone a cantone comporta un considerevole dispendio supplementare per datori di lavoro, lavoratori e cantoni. La riscossione dell'imposta alla fonte è compito del datore di lavoro. Pertanto, per le PMI che impiegano lavoratori tassati alla fonte provenienti da diversi cantoni, questo comporta una notevole perdita di risorse. In un'epoca in cui la mobilità è in costante aumento, anche questo dispendio amministrativo continuerà a crescere, senza tuttavia fornire un valore aggiunto. Inoltre, l'attuale prassi comporta notevoli svantaggi anche per i cantoni. Secondo l'odierno sistema le imprese possono decidere autonomamente a quale cantone devolvere l'imposta ritenuta alla fonte, ossia al loro proprio cantone o a quello del lavoratore. Se l'impresa sceglie il proprio cantone, è possibile che alcuni cantoni debbano aspettare più di un anno le imposte cui hanno diritto.

Sono ipotizzabili metodi più semplici di riscossione dell'imposta alla fonte. Con un sistema di annuncio elettronico a livello nazionale, che è già oggi utilizzato ad esempio per le deduzioni dei contributi AVS o assicurativi, la riscossione dell'imposta non sarebbe solo semplificata, ma anche integrata in processi operativi esistenti. In tal modo si terrebbe altresì conto dell'argomento principale del Consiglio federale addotto di volta in volta nelle sue risposte a interventi parlamentari sull'estensione dell'imposizione alla fonte a tutti i lavoratori (cfr. postulato Hiltpold 10.3445, postulato Zisyadis 05.3330, postulato Kiener Nellen 07.3867, iniziativa depositata dal cantone di Neuchâtel 08.325), secondo cui il dispendio aumenterebbe enormemente.

Di principio la sovranità fiscale dei cantoni e la concorrenza fiscale non devono essere messe in discussione. Tuttavia gli sgravi delle PMI sono altrettanto importanti, così come la riduzione di ostacoli amministrativi che limitano le aziende nella loro attività. A livello cantonale si stanno già compiendo sforzi per armonizzare il sistema. È quindi opportuno sfruttare questa occasione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'articolo 129 capoverso 1 della Costituzione federale fissa i principi per armonizzare le imposte dirette federali, cantonali e comunali. Nel capoverso 2 è statuita l'estensione dell'armonizzazione delle imposte. Essa si estende all'assoggettamento, all'oggetto e al periodo di calcolo delle imposte, alla procedura e alle disposizioni penali. Rimangono escluse dall'armonizzazione in particolare le tariffe e aliquote fiscali e gli importi esenti da imposta. I cantoni sono liberi di impostare il loro diritto fiscale in questi ambiti (la cosiddetta autonomia tariffaria dei cantoni).

L'introduzione di una tariffa unitaria nazionale per l'imposta alla fonte costituirebbe un'ingerenza nell'autonomia tariffaria dei cantoni e quindi sarebbe in contrapposizione con l'articolo 129 capoverso 1 della Costituzione federale.

Nella motivazione della mozione l'autrice della stessa afferma che in linea di principio si deve mantenere la sovranità dei cantoni e la concorrenza fiscale: Il Consiglio federale non vede come possa essere garantita l'autonomia tariffaria dei cantoni nell'attuazione della mozione. Una tariffa unitaria nazionale per l'imposta alla fonte per definizione significa da un lato che in questo ambito non sussisterebbe più la sovranità dei cantoni e dall'altro che non si potrebbero tenere in considerazione le grosse differenze cantonali esistenti. Una tariffa unitaria dell'imposta alla fonte comporterebbe inoltre una disparità di trattamento tra le persone tassate alla fonte e quelle tassate per via ordinaria.

Il Consiglio federale condivide il parere dell'autrice della mozione secondo la quale è importante sgravare le PMI così come ridurre gli ostacoli amministrativi. La riscossione dell'imposta diretta da parte dei datori di lavoro - per la quale peraltro vengono indennizzati - è consolidata da decenni e funziona bene. Con la costante evoluzione dell'automazione dei lavori amministrativi, che comprende anche la contabilità degli stipendi, si conseguono costantemente dei miglioramenti. Attualmente è in corso un progetto per conto della Conferenza fiscale svizzera che si prefigge di introdurre lo standard salariale svizzero (ELM) anche per l'imposta alla fonte. I dati inerenti all'imposta alla fonte vengono trasmessi per via elettronica direttamente dal sistema di contabilità salariale delle aziende alle Amministrazioni cantonali delle contribuzioni. In questo modo è possibile aumentare considerevolmente l'efficienza eliminando notevoli oneri manuali dei datori di lavoro. Secondo quanto noto attualmente, l'introduzione è prevista per il 2015. I problemi esistenti, in particolare nel versamento rispettivamente nella ripartizione dell'imposta alla fonte tra più cantoni coinvolti vanno quindi risolti principalmente con ausili tecnici come ELM e mediante una migliore collaborazione di tutti i partecipanti. Tali problemi non giustificano tuttavia in nessun caso un'ingerenza nell'autonomia tariffaria cantonale.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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