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11.3961 · Interpellanza · 2011-09-29

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

In seguito al ricorso interposto da UPC Cablecom contro la messa in onda di Joiz, programma televisivo destinato ai giovani, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Cosa pensa di fare per promuovere una presenza priva di preconcetti della gioventù svizzera alla televisione e colmare le lacune relative all'offerta per questo tipo di pubblico?

2. Come pensa di reagire di fronte a un'azienda che impiega stratagemmi giuridici per ostacolare la pluralità dei media, prendendo in particolare di mira l'offerta destinata ai giovani adulti nel nostro Paese?

Begründung

Ai sensi della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) in vigore dal 1° aprile 2007, il mandato di prestazioni costituzionale nel settore della radiotelevisione esige un contributo all'educazione, allo sviluppo culturale, alla libera formazione delle opinioni e all'intrattenimento. Se le condizioni di cui all'articolo 60 capoverso 1 LRTV risultano soddisfatte, l'UFCOM può imporre a un fornitore di servizi di telecomunicazione di diffondere un programma.

L'età media di un telespettatore della SSR è di quasi sessant'anni. L'adempimento del mandato di prestazioni riguarda tuttavia tutta la popolazione svizzera. Il 10 ottobre 2010, l'UFCOM ha pertanto disposto l'obbligo di attivazione nei confronti dell'emittente giovanile Joiz.

La piattaforma è gestita essenzialmente da giovani moderatori ed è frutto di una cooperazione con associazioni giovanili, la trasmissione joiZone ne è un esempio. Joiz adempie il mandato di prestazioni sancito dalla Costituzione anche attraverso una serie di servizi interattivi via Internet che permettono di coinvolgere direttamente gli utenti e di non relegarli al ruolo di semplici consumatori. Le possibilità di interazione offerte dall'emittente non hanno eguali, soprattutto nell'ambito della prevenzione.

Nonostante ciò, UPC Cablecom ha contestato l'obbligo di attivazione presentando un ricorso con effetto sospensivo, attualmente pendente dinanzi al Tribunale federale. Ne consegue che, in questo preciso momento, solo un terzo dei giovani svizzeri, dei loro genitori e nonni riescono a captare Joiz sul proprio televisore. I motivi fatti valere nel ricorso non sono ammissibili. UPC Cablecom accusa Joiz di utilizzare un gergo giovanile e passa sotto silenzio intere trasmissioni, nell'intento di dimostrare che vi sono già abbastanza offerte di questo tipo. Il provider sottolinea inoltre che all'origine del ricorso interposto un anno prima vi è la negazione di principio dell'applicazione dell'articolo 60 LRTV, poiché altrimenti lo stesso obbligo dovrebbe essere imposto anche ad altre emittenti.

La domanda presentata da Joiz data ormai di circa due anni. UPC Cablecom ha tuttavia annunciato la sua intenzione di portare avanti la procedura, indipendentemente dalle decisioni pronunciate dall'UFCOM e dal Tribunale amministrativo federale.

Stellungnahme des Bundesrates

L'autore dell'interpellanza solleva la questione dell'eventuale intervento del Consiglio federale in relazione all'offerta televisiva destinata ai giovani e degli strumenti a sua disposizione per contrastare un'azienda che si avvale di mezzi giuridici per ostacolare quest'offerta, nel caso specifico l'emittente Joiz.

Gli strumenti di controllo del Consiglio federale nel settore della televisione riguardano in primo luogo il servizio pubblico della SSR. Nella concessione rilasciata alla SSR SRG idée suisse (Concessione SSR) il 28 novembre 2007 (FF 2011 7089) esso esige infatti che l'emittente pubblica si adoperi per conseguire un elevato gradimento presso le varie fasce di pubblico, giovani compresi.

Il Consiglio federale capisce che, essendo l'età media dei telespettatori della SSR compresa tra i 45 e i 59 anni, i giovani si sentano troppo poco coinvolti. Questo tipo di considerazioni ha portato il collegio ad acconsentire, tramite decisione del 13 ottobre 2010 (FF 2010 6993), a che la SSR ampliasse l'offerta multimediale dedicata a bambini e ragazzi della Svizzera tedesca. "Zambo", programma trimediale diffuso giornalmente su radio, tv e Internet (DRS1, SF2, www.zambo.ch) e concepito sulla base di una serie di format live interattivi di intrattenimento, ne è un esempio. Il Consiglio federale auspica del resto che nell'ambito della sua nuova strategia di mercato la SSR rinnovi ulteriormente il proprio impegno in questo senso. Con l'entrata in vigore della nuova legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione (LRTV; RS 784.40) viene meno l'obbligo di concessione per le emittenti che diffondono un programma televisivo; di conseguenza non è più data la possibilità di imporre determinati contenuti attraverso la concessione. La diffusione di programmi di nicchia e destinati a un pubblico mirato come Joiz è pertanto lasciata all'iniziativa privata. Ai sensi dell'articolo 60 LRTV, i programmi televisivi che contribuiscono in misura particolare all'adempimento del mandato costituzionale possono beneficiare di un accesso privilegiato all'infrastruttura di diffusione. L'UFCOM ritiene che Joiz offra questo particolare contributo ed ha pertanto imposto a UPC Cablecom di garantire al programma l'accesso alla rete cablata. Ha inoltre fatto notare che, di fatto, l'offerta televisiva destinata al pubblico target di Joiz - i giovani - è per il resto solo puntuale e basata su contenuti che rientrano nella categoria non-fiction (musica, cultura, talk show).

I ricorsi contro le decisioni dell'UFCOM vanno portati dinanzi al Tribunale amministrativo federale ed eventualmente in un secondo tempo dinanzi al Tribunale federale. Il Consiglio federale ritiene legittimo che il fornitore di servizi di telecomunicazione in questione si sia avvalso dei rimedi giuridici a sua disposizione.

Risposta del Consiglio federale.

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