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Servizi di contatto e di consulenza per le vittime di misure coercitive disposte in ambito assistenziale

12.3608 · Postulato · 2012-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Di concerto con i cantoni, i comuni, le chiese nazionali e organizzazioni private di tutte le regioni linguistiche, la Confederazione è incaricata di esaminare l'istituzione di servizi di contatto e di consulenza per le vittime di misure coercitive disposte in ambito assistenziale, tenendo conto anche dell'offerta attuale (p. es. i consultori d'aiuto alle vittime).

Begründung

In Svizzera, nella prima metà del XX° secolo, centinaia di migliaia di persone, soprattutto bambini, giovani e donne non sposate, sono state vittime di "misure coercitive disposte in ambito assistenziale". Bambini in appalto, bambini della strada, bambini ospiti di istituti, collocamenti forzati in istituti psichiatrici, sterilizzazioni e castrazioni coatte, persone collocate in istituti in virtù di una decisione amministrativa sono le parole chiave che descrivono queste gravi violazioni dei diritti fondamentali.

Oltre alla riparazione morale e alla rielaborazione storica dei fatti, gli interessati chiedono l'istituzione di servizi di contatto e di consulenza. Le esperienze traumatiche vissute impediscono a molte vittime di misure coercitive disposte in ambito assistenziale di far valere i loro diritti presso le autorità e i servizi statali. Che si tratti di domande relative alla consultazione degli atti, della restituzione del capitale sul libretto di risparmio, di domande sulle assicurazioni sociali o di altri aspetti: molti problemi o richieste degli interessati sono dovuti a errori morali e spesso anche giuridici commessi da servizi statali. Considerato che queste persone vivono in parte ancora oggi in una situazione precaria, anche dal punto di vista finanziario, l'accesso all'aiuto a pagamento (avvocato, psicologo) resta loro ampiamente precluso.

Oggi lo Stato è debitore nei confronti delle vittime di misure coercitive in ambito assistenziale. I servizi di contatto e di consulenza richiesti contribuiscono concretamente ad alleviare il malessere sociale e psichico di queste persone e a rafforzare, benché tardivamente, i loro diritti.

Affinché i servizi pianificati possano adempiere i loro compiti, è fondamentale che gli interessati vengano coinvolti sin dall'istituzione. In questo modo è data loro la possibilità di svolgere un ruolo attivo anziché di essere ridotti a oggetti sui quali si dispone e si decide.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il postulato chiede alla Confederazione di vagliare l'istituzione di servizi di contatto e di consulenza per le persone che sono state o sono tuttora interessate da misure coercitive di vario tipo disposte in ambito assistenziale. Agli interessati deve essere messo a disposizione l'aiuto necessario affinché possano far valere i loro diritti. Il postulato non mira invece a creare nuovi diritti (p. es. a prestazioni finanziarie).

Il Consiglio federale nutre comprensione per la richiesta avanzata. Stando a quanto attualmente noto, le misure coercitive in ambito assistenziale menzionate nel postulato sono state disposte o eseguite da autorità cantonali. L'offerta di consulenza dovrebbe pertanto essere organizzata sul piano cantonale, anche perché dovrebbe essere messa a disposizione, per quanto possibile, a livello locale o perlomeno in ogni regione linguistica. Le misure coercitive statali hanno inoltre comportato ripercussioni assai diverse per i vari gruppi di persone menzionati nel postulato. È quindi molto difficile prevedere quante persone faranno ricorso a un'offerta di consulenza, per quanto tempo e quali esigenze speciali dovranno essere soddisfatte. Si tratterà dunque anzitutto di chiarire, in collaborazione con i cantoni e le cerchie interessate, in che misura occorre ampliare l'offerta esistente nei cantoni (p. es. gratuito patrocinio, consulenza legale, uffici cantonali di mediazione o altri uffici d'informazione, associazioni private) oppure istituire nuove offerte (p. es. consultori), e quali aiuti andrebbero messi a disposizione. Il rapporto da stilare dovrà illustrare in particolare le lacune constatate. In caso di un eventuale ampliamento dell'infrastruttura necessaria andrebbe mantenuta l'attuale ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni nell'ambito della nuova impostazione della perequazione finanziaria (NPC). Occorrerà peraltro esaminare più a fondo in che misura la Confederazione dispone delle basi costituzionali necessarie per un eventuale intervento legislativo in tale ambito.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.