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13.3268 · Mozione · 2013-03-22

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di ordinare che in futuro si rinunci a produrre le monete da cinque centesimi e che vengano messe fuori corso. Al riguardo, occorre concedere al Dipartimento federale delle finanze il tempo necessario per adottare ed attuare le misure necessarie.

Begründung

Oggigiorno la moneta da cinque centesimi non è quasi più utilizzata. L'importanza di questa piccola moneta quale mezzo di pagamento diminuisce continuamente. Ciononostante troviamo circa 1 000 000 000 di pezzi in circolazione. Un miliardo di monete gonfiano inutilmente i portamonete o vengono custodite chissà dove.

Già dieci anni or sono la coniazione di queste moneta in lega poco usuale costava sei centesimi, quindi di più del suo valore effettivo. Anche per questo il Consiglio federale voleva sopprimere i cinque centesimi. Questa proposta era stata accolta con favore dall'associazione mantello dell'economia, da Vending Associazione Svizzera e dalle FFS. Correva l'anno 2005. Già allora i distributori automatici non accettavano più le monete da cinque centesimi.

Addirittura il prodotto che in svizzero-tedesco allude alla moneta più piccola, la caramella "Fünfermocken", oggi costa il quadruplo, ossia 20 centesimi. Questo rincaro non ha in nessun modo a che fare con l'esistenza o meno di questa moneta. Anche in altri casi è così.

Si può ipotizzare che il prezzo di alcuni prodotti, dopo la messa fuori corso della moneta da cinque centesimi, subirà piuttosto una flessione. Quello che oggi costa 9.95 in futuro costerà 9.90 e non 10.00 franchi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo l'attuale calcolo dei costi riveduto della Zecca federale Swissmint, negli ultimi quattro anni i costi di produzione della moneta da cinque centesimi sono sempre risultati inferiori a cinque centesimi al pezzo (costi complessivi). Swissmint produce le monete in base al piano di ordinazione annuo della Banca nazionale svizzera (BNS). La BNS paga a Swissmint le monete prodotte al valore nominale. Dato che la produzione della moneta da cinque centesimi costa meno di cinque centesimi, la sua produzione non comporta perdite per la Confederazione.

Anche se per questa ragione non vi è motivo di mettere fuori corso la moneta, il Consiglio federale sorveglia l'andamento dei costi complessivi di produzione. Se questi dovessero per un periodo prolungato risultare superiori al valore della moneta, dovrebbero essere adottati opportuni provvedimenti (ad es. messa fuori corso, modifica della composizione del materiale).

L'abolizione della moneta da cinque centesimi causerebbe costi straordinari piuttosto elevati. Anzitutto, la Confederazione dovrebbe sopportare un'uscita straordinaria compresa tra 35 e 50 milioni per il ritiro delle monete. In secondo luogo, ne deriverebbe un onere logistico considerevole per la BNS, le banche commerciali e le cosiddette casse pubbliche (Posta, FFS). In terzo luogo, l'abolizione causerebbe anche per Swissmint un onere supplementare per la distruzione delle monete, il quale potrebbe però essere coperto almeno in parte con i proventi della vendita del metallo. Infine, sorgerebbero costi straordinari (difficili da quantificare) anche per i privati, segnatamente per il commercio al dettaglio, che dovrebbe adattare i propri sistemi informatici.

La seconda domanda sollevata nella mozione riguarda l'utilità economica generale e/o sociale della moneta da cinque centesimi. Nel 2005 il Consiglio federale aveva già proceduto a un'indagine conoscitiva presso gli ambienti interessati sulla messa fuori corso delle monete da un centesimo e da cinque centesimi. Una maggioranza scarsa dei partecipanti alla consultazione si era però detta esplicitamente contraria alla messa fuori corso della moneta da cinque centesimi; talune associazioni avevano espresso un parere neutrale. Alla luce delle reazioni dell'economia e della popolazione, all'epoca il Consiglio federale aveva deciso di mettere fuori corso soltanto la moneta da un centesimo e di rinunciare invece alla messa fuori corso della moneta da cinque centesimi. Il Consiglio federale non ha ricevuto segnali che indichino che oggi gli ambienti economici e la popolazione la pensino diversamente.

Peraltro, anche i quantitativi ordinati annualmente dalla BNS indicano che la moneta da cinque centesimi è necessaria e utilizzata tanto dalla popolazione quanto dall'economia. Sebbene questa moneta possa aver perso importanza per il traffico dei pagamenti, negli ultimi anni la BNS non ha ordinato quantitativi maggiori di nessun'altra moneta svizzera in circolazione.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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