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13.3585 · Interpellanza · 2013-06-21

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

1. In che modo, negli edifici pubblici e privati, è garantita una buona qualità dell'aria in ambienti confinati (aria indoor)?

2. Le prescrizioni in materia di costruzione ed esercizio sono sufficienti a garantire una buona qualità dell'aria all'interno dei locali? In che modo se ne garantisce l'osservanza?

3. Com'è garantita la manutenzione degli impianti tecnici?

4. Quali organi preposti all'esecuzione sono competenti per la sorveglianza?

5. Come giudica il Consiglio federale i rischi per la salute derivanti da una manutenzione insufficiente degli impianti di ventilazione?

Begründung

La salubrità dell'aria in ambienti confinati è un fattore importante per la qualità della vita. Meno sostanze nocive sono utilizzate nei locali chiusi e meglio è per la salute, il benessere e l'ambiente. Un'aria insalubre può essere all'origine non solo di malesseri ma anche di malattie serie. Affinché l'aria indoor resti salubre, è necessario arieggiare regolarmente i locali ed evitare le fonti di inquinanti.

Nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (OIAt) sono disciplinate le emissioni rilasciate nell'atmosfera; la materia è di competenza dell'UFAM. Per l'aria indoor, invece, non ci sono norme. Questo nonostante l'aria sia essenziale per la vita. Nel principio alla base del diritto umano alla salute, l'OMS stabilisce che ogni persona ha diritto a respirare un'aria sana negli ambienti confinati (riunione OMS, maggio 2000, Paesi Bassi) e precisa che mancano normative in materia, com'è invece il caso per gli impianti di riscaldamento, gli ascensori, i veicoli o l'ispezione sulle derrate alimentari.

Nei locali ben isolati sono necessarie soluzioni (per es. mediante ventilazione meccanica) che garantiscano il necessario ricambio e quindi la salubrità dell'aria. La qualità e lo stato degli impianti e apparecchi tecnici per la ventilazione sono pertanto presupposti fondamentali.

Stellungnahme des Bundesrates

La qualità dell'aria all'interno dei locali ha un influsso determinante sulla salute, sul benessere e sulla produttività degli abitanti. I prodotti da costruzione, il mobilio, gli apparecchi, ma anche e soprattutto gli stessi abitanti (metabolismo, attività) rilasciano nell'aria le sostanze chimiche più diverse. La maggior parte delle volte, comunque, basta un sufficiente ricambio d'aria per evitare concentrazioni rilevanti di sostanze nocive. Gli sforzi volti ad aumentare l'efficienza energetica degli edifici conferiscono alla tematica del ricambio d'aria e del clima indoor un'importanza sempre maggiore. Infatti, negli edifici ben isolati, in pratica non vi è più un'aerazione passiva naturale. In assenza di un piano adeguato di ventilazione c'è da attendersi un aumento dell'inquinamento dell'aria all'interno dei locali, eventuali maggiori concentrazioni di radon, livelli più elevati di allergeni dovuti agli acari e rischi di muffe. In molti casi, l'aerazione manuale tramite l'apertura delle finestre non è più sufficiente e trovano applicazione soluzioni edili tecniche o automatizzate, quali per esempio gli impianti di condizionamento dell'aria. Le misure necessarie (tra cui anche i requisiti degli impianti di condizionamento) sono definite in norme di costruzione e di ventilazione, che spesso però non vengono rispettate. Non essendovi basi legali che gli consentano di disciplinare in maniera vincolante la qualità dell'aria all'interno degli edifici privati e pubblici, il Consiglio federale può soltanto formulare raccomandazioni (art. 29 della legge sui prodotti chimici, RS 813.1).

1. La Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA) e la Società svizzera degli ingegneri nella tecnica impiantistica (SITC) hanno pubblicato varie norme e direttive sul necessario ricambio d'aria, nonché su progettazione, installazione, manutenzione e utilizzo degli impianti di condizionamento (per es. SITC VA 101-01:2012, SITC VA 104-01 2013, SIA 382/1, SIA 180). I progettisti e le aziende artigiane dovrebbero essere obbligati a rispettare queste norme, cosicché il loro mancato rispetto potrebbe essere fatto valere anche in una controversia di diritto privato.

2. Nel caso degli edifici con aerazione tramite finestre, i ricambi d'aria stabiliti nelle norme SIA non sono osservati regolarmente, come hanno dimostrato alcune misurazioni effettuate ad Aarau, Zurigo e Berna. Se il ricambio d'aria è garantito da un impianto di condizionamento, questo deve essere in perfette condizioni igieniche. In un lavoro di ricerca promosso dall'Ufficio federale della sanità pubblica, l'Università di Lucerna ha valutato le condizioni di 100 impianti di condizionamento in Svizzera. Il 19 per cento di tutte le componenti rilevanti dal punto di vista igienico non era accessibile o visibile dall'esterno, pertanto ha potuto essere ispezionato e pulito soltanto in misura limitata o non è stato possibile cambiare il filtro. Nel 30 per cento circa degli impianti esaminati sono state riscontrate numerose carenze d'igiene, comunque non incidenti sulla carica batterica dell'aria indoor (www.hslu.ch/t-technik-architektur-zig-publikationen, "Hygienezustand von Raumlufttechnischen Anlagen in der Schweiz", disponibile solo in tedesco). Ciò dimostra che, nell'installazione e nel funzionamento degli impianti di condizionamento, le norme SIA e le direttive SITC esistenti non sono adeguatamente considerate. A prescindere dalle disposizioni in materia di diritto del lavoro (art. 17 dell'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro, RS 822.113), attualmente sono rari gli obblighi espliciti di diritto edilizio concernenti il rispetto di tali prescrizioni.

3. I requisiti di manutenzione degli impianti di condizionamento sono stabiliti nelle norme SIA e nelle direttive SITC. La manutenzione compete agli amministratori e ai proprietari degli edifici, ma soltanto in pochi comuni tale responsabilità è definita esplicitamente nel diritto edilizio. Nel primo pacchetto di misure per la Strategia energetica 2050, la Confederazione esorta i cantoni a emanare prescrizioni sul funzionamento degli impianti tecnici degli edifici (inclusi gli impianti di condizionamento dell'aria).

4. La sicurezza negli edifici, che è messa in discussione nel caso degli impianti di condizionamento particolarmente contaminati, è di competenza degli uffici tecnici ed eventualmente degli uffici d'igiene pubblica dei comuni e dei cantoni. Sono responsabili della vigilanza sull'applicazione delle disposizioni in materia di diritto del lavoro le relative autorità d'esecuzione comunali e cantonali.

5. Gli impianti di condizionamento ben progettati, installati e regolarmente sottoposti a manutenzione non rappresentano un rischio per l'igiene, bensì contribuiscono in maniera essenziale a ridurre il livello di sostanze nocive nell'aria indoor e, in tal modo, a moderare i rischi per la salute. Una progettazione imperfetta (per es. aspirazione di aria viziata dal garage) e una manutenzione insufficiente, tuttavia, comportano rischi per la salute. I filtri dell'aria ostruiti o coperti da microorganismi, i depositi di batteri e materiale organico (endotossine) sul lato del filtro rivolto verso gli ambienti, nonché l'acqua stagnante e la sporcizia nei tubi di alimentazione dell'aria rappresentano una potenziale minaccia per la salute di coloro che utilizzano i locali. Le prescrizioni delle norme e direttive esistenti sono adeguate dal punto di vista della salute e vanno attuate in maniera sistematica. Il Consiglio federale si adopera per la sensibilizzazione di tutti i soggetti interessati (costruttori, progettisti, aziende artigiane).

Risposta del Consiglio federale.