Perché vietare in Svizzera il commercio di insetti comunemente consumati in altri Paesi?
14.3273 · Interpellanza · 2014-03-21
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il nuovo articolo 4 della legge sulle derrate alimentari che si trova al vaglio del Parlamento recita: "Per derrate alimentari si intendono tutte le sostanze o i prodotti destinati a essere assunti dall'uomo in forma trasformata, parzialmente trasformata o non trasformata o dai quali si può ragionevolmente attendere siffatta destinazione".
Questo mi porta a porre al Consiglio federale le domande seguenti:
1. Ritiene che si possa ragionevolmente attendere che determinati insetti siano assunti dall'uomo?
2. Il nuovo articolo tiene conto della categoria degli insetti?
3. In caso contrario, come bisogna modificare la legge per permettere il commercio di determinati insetti in Svizzera?
4. Non si potrebbe stilare un elenco di insetti comunemente commercializzati e consumati in altri Paesi e autorizzarne il commercio in Svizzera?
5. Perché un insetto comunemente consumato in un altro Paese non può essere commercializzato in Svizzera come derrata alimentare?
6. Invece di studi costosi sulle conseguenze del consumo di insetti sulla salute umana non sarebbe meglio esigere semplicemente che sia documentato che un determinato insetto è commercializzato e consumato da parecchio tempo da migliaia di persone per autorizzarne il commercio e il consumo in Svizzera?
7. Quali studi dimostrano che i ciclostomi, i tunicati e gli echinodermi non mettono in pericolo la salute nell'impiego usuale?
Begründung
Nella risposta alla mia interpellanza 13.4018 è precisato che deve essere dimostrato che nell'impiego usuale gli insetti non mettono in pericolo la salute. In base all'articolo 2 dell'ordinanza del DFI sulle derrate alimentari di origine animale sono tuttavia autorizzati in Svizzera il commercio e il consumo di ciclostomi, tunicati ed echinodermi. Un'approfondita ricerca dei Servizi del Parlamento non ha portato alla luce dati attendibili che attestino che questi animali non abbiano alcuna conseguenza sulla salute umana. Anzi, dall'unico studio condotto sugli echinodermi emerge che questi animali marini possono causare allergie.
Secondo l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite, in tutto il mondo miliardi di persone consumano regolarmente insetti. Sarebbe pertanto possibile documentare questo consumo e gli eventuali problemi.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è favorevole agli sforzi tesi a trovare alternative per un'alimentazione sostenibile e risponde nel modo seguente alle domande poste nell'interpellanza.
1. Il consumo di insetti in determinate culture, i diversi rapporti pubblicati sull'argomento e la crescente voglia di sperimentare sapori nuovi hanno portato a un cambiamento culturale. Si deve quindi ragionevolmente presumere che determinati insetti siano assunti dall'uomo.
2./3. La definizione di derrate alimentari all'articolo 4 del disegno della nuova legge sulle derrate alimentari (messaggio FF 2011 5017; disegno di legge: FF 2011 5103) non esclude il consumo di insetti. Ai sensi del principio fissato all'articolo 7 del disegno, tuttavia, possono essere messe in commercio solo derrate alimentari sicure, adatte al consumo umano e non nocive per la salute. Occorre dunque verificare se gli insetti contengono residui e in caso affermativo in quali concentrazioni questi possono essere nocivi per l'uomo. Occorre inoltre chiarire se e quali agenti patogeni (ad es. la tenia murina) sono trasmissibili all'uomo tramite gli insetti e come questi ultimi devono essere preparati per evitarne la trasmissione. Inoltre, è necessario accertare se gli insetti possono provocare allergie.
Nell'ambito dell'elaborazione delle disposizioni d'esecuzione della nuova legge sulle derrate alimentari si può esaminare l'ammissione di insetti tra le specie animali autorizzate e poi definire quali specie di insetti non sono nocive per la salute. Inoltre, per la produzione di insetti destinati al consumo umano devono essere rispettati i requisiti in materia di igiene e sicurezza alimentare stabiliti nel diritto sulle derrate alimentari nonché i requisiti di tutela dell'ambiente e della biodiversità applicabili piccoli invertebrati alloctoni.
4./5. Un elenco degli insetti autorizzati dovrebbe comprendere soltanto le specie per cui è comprovata l'idoneità al consumo umano. Oltre agli accertamenti tossicologici, un importante fattore in questo contesto sarebbe rappresentato anche dal consumo sicuro e pluriennale in altri Paesi. Il fatto che gli insetti siano consumati in altre parti del mondo non prova tuttavia che siano adatti a essere consumati anche da noi. Sui rischi sanitari di cui il consumo di insetti potrebbe essere causa per le popolazioni di altri Paesi si sa poco. Le larve da farina, ad esempio, possono trasmettere la tenia murina, di cui soffrono oltre 70 milioni di persone, soprattutto bambini, in tutto il mondo. Nella maggior parte dei casi l'infestazione resta inosservata e i sintomi, quali dolori al ventre e diarrea, sono attribuiti ad altre cause.
6. Nel suo rapporto del 2013, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle Nazioni Unite rileva i vantaggi ecologici degli insetti come fonte di proteine, ma ammette che vi è ancora molto da chiarire quanto alla sicurezza di questi prodotti. In un incontro di tecnici ed esperti tenutosi a Roma tra il 23 e 25 gennaio 2012, in cui è stato valutato il potenziale degli insetti come alimenti e mangimi per garantire l'approvvigionamento alimentare, è stata sottolineata tra l'altro la necessità di analizzare il potenziale di allergie e la digeribilità della chitina (principale componente dell'esoscheletro degli insetti) nonché di studiare il rischio di trasmissione all'uomo di zoonosi, germi patogeni, tossine e metalli pesanti.
7. Contrariamente agli insetti, in Europa i prodotti della pesca, fra cui rientrano i ciclostomi (animali vertebrati privi di mascelle come le lamprede), i tunicati (animali marini spesso sacciformi, avvolti da un rivestimento, tunica) di natura gelatinosa o cartilaginosa) e gli echinodermi (ad es. i ricci di mare e le stelle marine), sono oggetto di un settore giuridico armonizzato. Al fine di garantire la sicurezza alimentare di tali prodotti, per queste specie animali sono state tra l'altro definite disposizioni igieniche specifiche e quantità massime di contaminanti.
Risposta del Consiglio federale.